Igino Giordani

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Igino Giordani (1894 – 1980), scrittore, giornalista e politico italiano.

Citazioni di Igino Giordani[modifica]

  • [La libertà di pensiero] È la libertà di pensare quel che si vuole e di esprimere tutto ciò che si pensa, entro i limiti della verità e della moralità: senza questi potrebbe divenire ingiuria, calunnia, pervertimento.[1]
  • La libertà di pensiero, come di ogni attività dello spirito, vale se rispetta la libertà di pensiero degli altri: essa perciò non deve offendere il pensiero altrui. Anche questo non è un limite, è una difesa della libertà stessa.[1]

Il Santo della Carità ospedaliera[modifica]

Incipit[modifica]

Tra la fine del Quattrocento e il principio del Cinquecento, i lettori d'Italia, scoperto, come un mondo nuovo, il mondo classico, veleggiavano nei mari della cultura umanistica come nelle acque d'un arcipelago magnifico. Alcuni poi volavano tra i fantasmi della cavalleria come toccassero i margini d'un firmamento malioso. Evadevono gli uni e gli altri dala realtà d'una politica mediocre e d'una economia che languiva.
Contemporaneamente i navigatori portoghesi, spagnoli e inglesi, con l'aiuto degli ultimi pionieri di Genova, scoprirono terre nuove, veleggiando in mari ignoti alla ricerca di ricchezze spettacolose, smaniosi di evadere dalla povertà.

Citazioni[modifica]

  • Per quelle mulattiere sassose, che rasentavano e finivano in guadi, egli cercava Dio: aveva ormai dimostrato di non poter essere che di Lui: non poteva essere che un Giovanni di Dio (p. 49)
  • Poiché era avido di santità – poiché era santo, – le sue modeste colpe di soldato gli giganteggiavano alla coscienza come crimini; e questo succede ai santi. (p. 50)
  • Uomo che non aveva mai curato i propri interessi economici, che anzi, come si vede da tutti i suoi atti, non aveva mai preso in considerazione il lato economico della propria esistenza, quel mestiere per lui non era che apostolato: un sacerdozio laicale. (p. 63)
  • Il mondo produce male: e male sommo è la nequizia sociale che popola le strade di miserabili senza pane e senza tetto. Giovanni combatterà direttamente col mondo ributtando la sua nequizia, col rialzarne le vittime del concio. (p. 88)
  • L'esistenza è battaglia e lavoro. (p. 88)
  • [Rif. al Manicomio Milanese della Senavra] Anche i pazzi tranquilli o i leggermente alienati in quell'ambiente divenivano pazzi del tutto; trattandosi di un ambiente adatto più a far impazzire i savi che a far rinsavire i pazzi. (p. 89)
  • Nel servire il prossimo l'anima si annega, come annegando nell'amor di Dio: in mare si fa paura. (p. 99)
  • Chi assiste i poveri assiste Cristo: e non tanto fa bene ad essi quanto fa bene a se stesso: chè il Giudice eterno ci giudica in base alle prestazioni a favore dei bisognosi. (p. 126)
  • La carità è come l'incendio che si alimenta propagandosi [...]. (p. 134)
  • Quanto san Francesco d'Assisi aveva amato la povertà, tanto san Giovanni di Dio amò i poveri; li amò tanto che, come doveva constatare il poeta Lope de Vega, a conclusione della sua «Canzone all'eccelso e patriarca san Giovanni di Dio», «se avesse incontrato insieme un angelo e un povero, avrebbe lasciato l'angelo e abbracciato il povero» (p. 137)

[Igino Giordani, Il Santo della Carità ospedaliera, Fatebenefratelli, 1965.]

Le encicliche sociali dei papi[modifica]

  • La storia è una maestra che non ha scolari; [...]. (p. VI)
  • Dai loro tempi, Dostoievski aveva posto il dilemma: o Dio o il suicidio; e Nietzsche aveva messo l'Europa nell'alternativa o di ritornar cattolica o di scomparire. E nei nostri tempi Peter Wust ha parlato di agonia del mondo e Berdiaev di fine della nostra epoca e Benda di fine dell'Eterno e Daniel– Rops di mondo senz'anima...; tutte diagnosi che si accordano nell'ammettere che dalla vita sociale è stato distaccato il principio vitale: e cioè Dio, l'Assoluto, la religione. (p. VII)
  • La Riforma protestante fu una rivolta individualistica in cui si disgregò la socialità composta dalla Chiesa nel Medio Evo. (p. XIII)
  • Senza la resistenza del Papato e la sua riscossa, forse dell'Europa moderna sarebbe accaduto – e ancor potrebbe accadere – quel che avvenne del mondo antico sotto l'irruzione della barbarie. (p. XXVIII)
  • Pio IX riprende nell'enciclica Quanta cura organicamente tutti i principali errori della sua epoca, i quali dal razionalismo al liberalismo insidiavano la dottrina cristiana e deturpavano i costumi causando lo sconvolgimento nelle coscienze e nelle comunità.

Note[modifica]

  1. a b Citato in La Fiera Letteraria, Che cos'è la libertà di pensiero, n. 14, aprile 1973.

Bibliografia[modifica]

  • Igino Giordani, Il Santo della Carità ospedaliera, Fatebenefratelli, 1965.
  • Igino Giordani (a cura di), Le encicliche sociali dei papi, Editrice Studium, Roma 1948.

Altri progetti[modifica]