Igino Giordani

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Igino Giordani (1894 – 1980), scrittore, giornalista e politico italiano.

Citazioni di Igino Giordani[modifica]

  • [La libertà di pensiero] È la libertà di pensare quel che si vuole e di esprimere tutto ciò che si pensa, entro i limiti della verità e della moralità: senza questi potrebbe divenire ingiuria, calunnia, pervertimento.[1]
  • La libertà di pensiero, come di ogni attività dello spirito, vale se rispetta la libertà di pensiero degli altri: essa perciò non deve offendere il pensiero altrui. Anche questo non è un limite, è una difesa della libertà stessa.[1]
  • Lacordaire accettò l'invito di Lammenais a collaborare all'Avenir, ma non fu mai un discepolo di quell'abate, essendo pervenuto alla precisazione delle sue idee di «cattolico penitente e liberale impenitente», per un processo spirituale autonomo, evolutosi, anche in seguito, entro margini diversi da quelli in cui era contenuto il pensiero lammenaisiano. Tra i due anzi non vi fu mai molta consonanza di idee e di affetti: erano due volontà robuste, due caratteri solidificati, che si controllavano, ma non si influenzavano. Nel duello spirituale per accaparrarsi l'anima generosa di Montalambert, la tenacia rettilinea di Lacordaire vinse. E se il giovane laico, nei primi anni, oscillò nella sua formazione fra i due sacerdoti, soggiogato dall'ammirazione per il maestro e attratto dall'affetto dell'amico, e se Lamennais, nel processo interiore delle sue ideologie si lasciò signoreggiare da un forte individualismo, che lo trasse fuori dalla comunione dei fedeli, Lacordaire seppe comprimere gl'impulsi della natura nello schema della disciplina e della tradizione cattolica, fuori della quale non comprendeva alcuna utile iniziativa sociale, riuscendo a valorizzare il comune programma entro l'ambito dell'ortodossia.[2]

Il Santo della Carità ospedaliera[modifica]

Incipit[modifica]

Tra la fine del Quattrocento e il principio del Cinquecento, i lettori d'Italia, scoperto, come un mondo nuovo, il mondo classico, veleggiavano nei mari della cultura umanistica come nelle acque d'un arcipelago magnifico. Alcuni poi volavano tra i fantasmi della cavalleria come toccassero i margini d'un firmamento malioso. Evadevono gli uni e gli altri dala realtà d'una politica mediocre e d'una economia che languiva.
Contemporaneamente i navigatori portoghesi, spagnoli e inglesi, con l'aiuto degli ultimi pionieri di Genova, scoprirono terre nuove, veleggiando in mari ignoti alla ricerca di ricchezze spettacolose, smaniosi di evadere dalla povertà.

Citazioni[modifica]

  • Per quelle mulattiere sassose, che rasentavano e finivano in guadi, egli cercava Dio: aveva ormai dimostrato di non poter essere che di Lui: non poteva essere che un Giovanni di Dio (p. 49)
  • Poiché era avido di santità – poiché era santo, – le sue modeste colpe di soldato gli giganteggiavano alla coscienza come crimini; e questo succede ai santi. (p. 50)
  • Uomo che non aveva mai curato i propri interessi economici, che anzi, come si vede da tutti i suoi atti, non aveva mai preso in considerazione il lato economico della propria esistenza, quel mestiere per lui non era che apostolato: un sacerdozio laicale. (p. 63)
  • Il mondo produce male: e male sommo è la nequizia sociale che popola le strade di miserabili senza pane e senza tetto. Giovanni combatterà direttamente col mondo ributtando la sua nequizia, col rialzarne le vittime del concio. (p. 88)
  • L'esistenza è battaglia e lavoro. (p. 88)
  • [Rif. al Manicomio Milanese della Senavra] Anche i pazzi tranquilli o i leggermente alienati in quell'ambiente divenivano pazzi del tutto; trattandosi di un ambiente adatto più a far impazzire i savi che a far rinsavire i pazzi. (p. 89)
  • Nel servire il prossimo l'anima si annega, come annegando nell'amor di Dio: in mare si fa paura. (p. 99)
  • Chi assiste i poveri assiste Cristo: e non tanto fa bene ad essi quanto fa bene a se stesso: chè il Giudice eterno ci giudica in base alle prestazioni a favore dei bisognosi. (p. 126)
  • La carità è come l'incendio che si alimenta propagandosi [...]. (p. 134)
  • Quanto san Francesco d'Assisi aveva amato la povertà, tanto san Giovanni di Dio amò i poveri; li amò tanto che, come doveva constatare il poeta Lope de Vega, a conclusione della sua «Canzone all'eccelso e patriarca san Giovanni di Dio», «se avesse incontrato insieme un angelo e un povero, avrebbe lasciato l'angelo e abbracciato il povero» (p. 137)

[Igino Giordani, Il Santo della Carità ospedaliera, Fatebenefratelli, 1965.]

Le encicliche sociali dei papi[modifica]

  • La storia è una maestra che non ha scolari; [...]. (p. VI)
  • Dai loro tempi, Dostoievski aveva posto il dilemma: o Dio o il suicidio; e Nietzsche aveva messo l'Europa nell'alternativa o di ritornar cattolica o di scomparire. E nei nostri tempi Peter Wust ha parlato di agonia del mondo e Berdiaev di fine della nostra epoca e Benda di fine dell'Eterno e Daniel– Rops di mondo senz'anima...; tutte diagnosi che si accordano nell'ammettere che dalla vita sociale è stato distaccato il principio vitale: e cioè Dio, l'Assoluto, la religione. (p. VII)
  • La Riforma protestante fu una rivolta individualistica in cui si disgregò la socialità composta dalla Chiesa nel Medio Evo. (p. XIII)
  • Senza la resistenza del Papato e la sua riscossa, forse dell'Europa moderna sarebbe accaduto – e ancor potrebbe accadere – quel che avvenne del mondo antico sotto l'irruzione della barbarie. (p. XXVIII)
  • Pio IX riprende nell'enciclica Quanta cura organicamente tutti i principali errori della sua epoca, i quali dal razionalismo al liberalismo insidiavano la dottrina cristiana e deturpavano i costumi causando lo sconvolgimento nelle coscienze e nelle comunità.

Note[modifica]

  1. a b Citato in La Fiera Letteraria, Che cos'è la libertà di pensiero, n. 14, aprile 1973.
  2. Da Pionieri cristiani della democrazia, a cura di Alberto Lo Presti, introduzione di Paolo Armellini, Città Nuova, Roma, 2008, p. 122. ISBN 978-88-311-5801-5

Bibliografia[modifica]

  • Igino Giordani, Il Santo della Carità ospedaliera, Fatebenefratelli, 1965.
  • Igino Giordani (a cura di), Le encicliche sociali dei papi, Editrice Studium, Roma 1948.

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