Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

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Titolo originale Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
Paese Italia
Anno 1970
Genere drammatico
Regia Elio Petri
Sceneggiatura Elio Petri, Ugo Pirro
Attori

Indagine su un cittadino al di sopra ogni sospetto, film italiano del 1970 con Gian Maria Volontè, regia di Elio Petri.

Frasi[modifica]

  • L'uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite... L'uso della libertà, che tende a fare di qualsiasi cittadino un giudice, che ci impedisce di espletare liberamente le nostre sacrosante funzioni. Noi siamo a guardia della legge che vogliamo immutabile, scolpita nel tempo. Il popolo è minorenne, la città è malata, ad altri spetta il compito di curare e di educare, a noi il dovere di reprimere! La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà! (Il dottore)
  • Sotto ogni criminale può nascondersi un sovversivo, sotto ogni sovversivo può nascondersi un criminale. (Il dottore)
  • Alle ore sedici di domenica ventiquattro agosto, io ho ucciso la signora Augusta Terzi con fredda determinazione. Ho una sola attenuante: la vittima si prendeva sistematicamente gioco di me. Ho lasciato indizi dappertutto, non per fuorviare le indagini, ma per provare, per provare... per provare la mia insospettabilità. Tuttavia, quando hai fatto condannare al tuo posto un innocente, la tua insospettabilità non è provata. (Il dottore)
  • Al gabbio... io ce lo mando! (Il dottore)
  • La legge..la legge..tutte le leggi quelle conosciute e quelle sconosciute: l'indiziato ritorna un pò bambino ed io divento il padre il modello inattaccabile, la mia faccia diventa quella di Dio, della coscienza; è una messa in scena per toccare corde profonde sentimenti segreti...No ma non ti turbare...Io ti sto spiegando una mentalità perchè...ma cosa credi?! queste sono le basi sulle quali si poggia l'autorità costituita; professori universitari, dirigenti di partito, procuratori delle imposte, capistazione..(vieni vieni adesso ti faccio vedere come abbiamo trovato la puttana del mandrione) poi finiamo per somigliarci noi poliziotti coi delinquenti nelle parole nelle abitudini e qualche volta perfino nei gesti...(Il dottore)
  • I giovani, i giovani! Che scrivono sui muri. Giovani studenti, giovani operai, che vanno in giro di notte, che parlano di rivoluzione al telefono, nelle facoltà, nei reparti! Tonnellate di vernice rossa per insultarci. Lo so io quello che ci vorrebbe! Altro che la squadra imbianchini per cancellare quest'ondata eversiva, anti autoritaria. [...] I nostri giovani colleghi devono tornare a scuola, nelle università, nelle fabbriche devono entrare e si facciano crescere la barba, i capelli. Indossino tute sporche di grasso. Noi dobbiamo sapere tutto, dobbiamo controllare tutto... Servendoci anche dei nostri figli, se necessario. (Il dottore)
  • Guarda io a questa roba, sai che ti dico? Preferisco l'omicidio... (Il dottore)
  • Tu puoi essere marxista, anarchico, situazionista, Mao, Lin Biao, tu puoi leggere il libretto rosso, ma tu puoi fare tutto quello che vuoi! Tu non sei un cavallo! Tu sei un cittadino democratico, e io ti devo rispettare... Ma i botti terroristici, le intimidazioni, le bombe, che minchia c'entrano con la democrazia?!? (Il dottore)
  • Che cos'è questa democrazia? E diciamocelo: è l'anticamera del socialismo. Io, per esempio, voto socialista. (Il dottore)
  • Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano. (Kafka)[Citazione finale]

Dialoghi[modifica]

  • Il dottore: Lo sai chi sono io?
    Pace: Per me, tu eri l'amante della signora del piano di sotto, quella che hanno assassinato.
    Il dottore: Da chi e quando?
    Pace: Per me le signora l'hai ammazzata TU il pomeriggio di domenica 24 agosto.
    Il dottore: A che ora?
    Pace: Per me puoi averla ammazzata tra le 17 e... e le 19, l'ora in cui ci siamo incontrati al cancello, come sai.
    Il dottore: Visto che per te è tutto così chiaro, denunciami.
    Pace: Ti piacerebbe.
    Il dottore: Denunciami!
    Pace: Qui ci sei e qui ci rimani, un criminale a dirigere la repressione è PER-FET-TO, è PER-FET-TO, è PER-FET-TO, è PER-FET-TO!
    Il dottore: Denunciami, tu mi devi denunciare, tu mi devi denunciare, io ho sbagliato, ma io voglio pagare capisci? E non gridare, non gridare!
    Pace: Fai il tuo lavoro!
    Il dottore: Tu mi devi denunciare, perché io sono una persona p...
    Pace: [Alle guardie] Aprite! [Al dirigente] E alla prossima azione, ti telefono! Ti tengo in pugno, tiè!
  • Il dottore: In quel momento ero combattuto tra il confessare la mia colpa e mettervi sulle mie tracce, oppure usare il mio piccolo potere per coprirle.
    Questore: Una scissione, una dissociazione. Una nevrosi...
    Il dottore: Comunque una malattia contratta durante l'uso permanente e prolungato del potere. Una malattia professionale, comune diciamo a molte personalità che hanno in pugno le redini della nostra piccola società.

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