Ho Chi Minh

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Ho Chi Minh nel 1946

Hồ Chí Minh (1890 – 1969), rivoluzionario e politico vietnamita.

Citazioni di Ho Chi Minh[modifica]

  • I trotskisti non sono solo i nemici del comunismo, sono anche i nemici della democrazia e del progresso. Sono i traditori e le spie più infami. (da una lettera al Partito Comunista del Vietnam, Kwelin, 10 maggio 1939)
The Trotskyists are not only the enemies of Communism, they are also the enemies of democracy and of progress. They are the most infamous traitors and spies.[1]
  • Se i colonialisti francesi continuano la loro guerra di conquista in Indocina, il popolo vietnamese proseguirà la sua lotta pattriotica fino alla vittoria, così come ha fatto durante gli ultimi otto anni. Ma se il Governo francese, facendo tesoro dell'esperienza acquisita in questi anni, vuole proclamare un armistizio ed aprire negoziati, il Governo ed il popolo della Repubblica poploare sono pronti a discutere la proposta francese.[2]
  • Se le trattative a Ginevra si chiuderanno con un insuccesso, si avranno conseguenze di una portata incalcolabile.[3]
  • È meglio morire che essere schiavi. Non vi è nulla di più prezioso dell'indipendenza e della libertà.[4]
  • Gli Stati Uniti sono come un lupo preso nella tagliola. Aggredendo il sud sono stati presi nella tagliola con le zampe posteriori. Ora aggrediscono il nord. È come se nella tagliola venissero prese anche le zampe anteriori. Così la bestia feroce non potrà più muoversi a suo agio, e noi alla fine vinceremo.[5]

Dall'intervista di Felix Greene

Ho Chi Minh: «Johnson vuole la pace? Lasci subito il Vietnam», La Stampa, 20 dicembre 1965

  • Dicono che noi vogliamo che questa guerra continui, ma come possono dire una cosa simile? Siete stato nelle campagne. Avete visto le sofferenze che i bombardamenti causano al nostro popolo. Perché mai allora si dovrebbe desiderare che questa orribile guerra continui?
  • Non ci danno nessun'altra alternativa che continuare... Noi non rinunceremo mai alla nostra indipendenza.
  • Il popolo vietnamita desidera ardentemente la pace per costruire il suo paese, ma si deve ottenere una vera indipendenza se si vuole avere la vera pace. La questione è molto chiara: l'imperialismo americano deve cessare i suoi attacchi aerei nel Nord, porre fine alla sua aggressione nel Sud, ritirare le sue truppe dal Vietnam meridionale e lasciare al popolo vietnamita di risolvere da sé i suoi affari.
  • [Sui bombardamenti americani] Facendo così, gli Stati Uniti hanno calpestato il diritto internazionale, hanno gravemente violato gli accordi di Ginevra sul Vietnam e si sono presi gioco dell'umanità e della giustizia.
  • Lo so, lo so, la vecchia questione di salvare la faccia dell'America. Ma vede, la porta è aperta. Possono partire quando vogliono.

Annuncio della mobilitazione parziale

Ho Ci Minh proclama la mobilitazione parziale, La Stampa, 18 luglio 1966

  • Il nostro popolo ed il nostro esercito uniti come un solo uomo, combatteranno risolutamente fino alla completa vittoria qualunque sia il prezzo in sacrifici e sofferenze che si dovrà pagare per raggiungere questo traguardo.
  • La guerra potrà durare cinque, dieci, vent'anni o anche più. Hanoi, Haifong e altre città potranno essere distrutte, ma il popolo vietnamita non si lascerà intimidire.
  • Gli aggressori ci hanno attaccato dall'aria con lo scopo di terrorizzarci e di imporci la loro pace, ma il Nord Vietnam non vacilla, noi siamo decisi a vincere la nostra guerra o a farci distruggere.
  • Se anche gli Stati Uniti manderanno un milione di soldati nel Sud Vietnam e migliaia di aeroplani contro il Nord non risusciranno mai a infrangere la ferrea volontà dell'eroico popolo vietnamita, deciso a combattere fino alla vittoria completa, alla liberazione del Vietnam del Sud ed alla riunificazione nazionale. Noi amiamo la pace più di ogni altro popolo, ma vogliamo una pace genuina, non una pace vergognosa, una pace americana.

Diario dal carcere[modifica]

Incipit[modifica]

La rosa s'apre, la rosa
appassisce senza sapere
quello che fa.
Basta un profumo
di rosa
smarrito in un carcere
perché nel cuore
del carcerato
urlino tutte le ingiustizie
del mondo.

Citazioni[modifica]

  • Piuttosto morire | che vivere servi! | Quando le libere bandiere | si spiegano | che gran dolore | stare in fondo | a una cella | senza potersi battere | in campo aperto! (Lontano dalla lotta, p. 35)
  • I versi non m'hanno mai | appassionato molto | ma in prigione, | non avendo nulla | di meglio | per trascorrere i lunghi giorni | e distrarmi un po' | faccio versi, | attendendo la libertà. (Poeta a tempo perso, p. 37)
  • Ripiegare in un attimo, | attaccare in un attimo: | piede veloce cervello pronto | avanzano e vincono. | Larghezza di vedute, | e cura del dettaglio! | Premere senza tregua, | risoluto e tenace. | A che servon le torri | se sei stato accerchiato? | Può vincere la partita | una pedina audace. (Gli scacchi, p. 40)
  • Secondo la regola, | il prigioniero nuovo | deve dormire | accanto alla latrina. (Regole carcerarie, p. 43)
  • Riso per tre yuan | fa arrabbiare lo stomaco | i grani di riso sono cari | quanto le perle! (Stomaco in pena, p. 45)
  • Non sei | che un animale comune | che con voce potente | annunzia il sole. | Al tuo canto, un popolo | emerge dal sonno | non è poco davvero | il tuo lavoro. (Il gallo, p. 48)
  • «Un giorno di carcere | mille anni fuori!» | questo antico proverbio | non è vana parola! | [...] | sono paziente irremovibile | non indietreggio di un palmo | miserabile materialmente | moralmente incrollabile. (Dopo quattro mesi, p. 50)
  • Stretto dentro la macina | soffre il seme di riso | ma passata la prova | guardate com'è bianco! | Così è pure degli uomini | nel mondo in cui viviamo: | il dolore matura | la nostra umanità. (La macina, p. 59)
  • Pur con le gambe e i polsi | strettamente legati | ovunque sento uccelli | e il profumo dei fiori. (La natura è bella, p. 63)
  • Gli antichi si dilettavano | a cantar la natura: | fiumi, montagne, nebbia, | fiori, neve, vento, luna. | Bisogna armare d'acciaio | i canti del nostro tempo. | Anche i poeti | imparino a combattere! (Poesia in lotta, p. 77)
  • Con gli occhi chiusi | hanno tutti | una faccia onesta; | li divide il risveglio; | diventano buoni e cattivi. | Cattivi, buoni... | Non si nasce tali per natura. | Tali si diventa. | È soprattutto l'educazione. (Buoni e cattivi, p. 80)
  • Kouei Lin, la tristemente famosa | senza verde né aromi | solo acque nere e fonde | e monti inaccessibili. | Ai piedi delle rocce | la costruzione orribile | di giorno senza luce | di sera senza voci. (Arrivo a Kouei Lin, p. 87)
  • Tutto cambia, è la legge, | la ruota gira gira | dopo la pioggia | il sereno. | In un attimo, il mondo | cambia l'umida veste, | [...]. | Uomini e bestie | si sentono come nuovi. | È la natura. | Dopo il dolore, | la gioia. (Dopo il dolore la gioia, p. 98)

Citazioni sul testo[modifica]

  • Distinguono i suoi versi la fede e la serenità pur nelle condizioni terribili, la capacità di trarre coraggio da uno squarcio di cielo azzurro, dal volo sfrecciante di un uccello, dal profumo dei fiori nella sera, dalla vista dei monti lontani e delle scene di vita contadina. (Harrison Salisbury)
  • Emerge da questi poemetti l'umanità eccezionalmente ricca e matura del grande rivoluzionario, sempre dialettica nella sua coerenza: utopico e realista, implacabile e generoso, duttile e intransigente, indulgente e severo, scettico ed entusiasta, capace di adattarsi alle circostanze come di adattare le circostanze a sé e ai suoi fini. Nella sua lunga vita di combattente, di animatore, di organizzatore, coronata da un'esemplare vittoria storica di un piccolo popolo di contadini contro gli eserciti più potenti del mondo, c'era posto per la poesia. E questo è importante. È una lezione da non dimenticare. (Joyce Lussu)
  • Leggendo il Diario dal carcere si avverte la presenza di una personalità dura come l'acciaio e insieme sensibile. (Harrison Salisbury)

Citazioni su Ho Chi Minh[modifica]

  • ...con civetteria tipicamente omosessuale Ho Chi Minh arrivò con qualche minuto di ritardo, e saltellando come una elegantissima signora giunse al suo posto... Era un pedagogo, un maestro di scuola, scapolo, non si è mai sposato. (Goffredo Parise)
  • Ecco un dubbio amletico: Ho Chi Minh è o non è Katharine Hepburn con la barba? (Good Morning, Vietnam)
  • Ho Chi Minh era l'uomo delle contraddizioni e delle sorprese, talvolta programmatiche. Si è discusso a non finire se fosse prima di tutto un nazionalista o un comunista, ma la risposta è ovvia: era l'uno e l'altro. Fu nazionalista prima che comunista, ma divenne comunista perché i comunisti gli sembravano più impegnati a lottare per la libertà e l'indipendenza dell'Indocina. (Harrison Salisbury)
  • Ho Chi Minh le pippe si fa. [...] Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. (Full Metal Jacket)
  • Questa può essere l'eredità trasmessa a una generazione rivoluzionaria nel suo paese e altrove: la consapevolezza che dentro il più umile e fragile degli uomini è chiusa un'arma più potente, più valida, più efficace di quella contenuta nel più complesso apparato tecnologico che mente umana possa concepire: più tremenda della bomba atomica, più forte del più duro acciaio. Lo spirito dell'uomo. Finché esiste questa scintilla, ammonisce Ho, nessuna forza potrà mai prevalere. (Harrison Salisbury)

Fidel Castro[modifica]

  • Ho Chi Minh fu, è e sarà esempio eterno.
  • Il compagno Ho Chi Minh, in maniera geniale, combinò la lotta per l'indipendenza nazionale con la lotta per i diritti delle masse oppresse dagli sfruttatori e dai feudali. Vide che il cammino era la combinazione dei sentimenti patriottici dei popoli con la necessità di liberarsi dello sfruttamento sociale. La liberazione nazionale e la liberazione sociale furono i due pilastri su cui si basò la sua dottrina. Però vide, inoltre, che i paesi arretrati per il colonialismo potevano fare un salto nella storia e costruire la loro economia lungo i cammini del socialismo, salvandosi dai sacrifici e dagli orrori del capitalismo.
  • Il presidente Ho Chi Minh, comprendendo la straordinaria importanza storica e le conseguenze della gloriosa Rivoluzione d'Ottobre, e assimilando il luminoso pensiero di Lenin, ha visto in tutta chiarezza che nel marxismo-leninismo c'erano l'insegnamento e il cammino che si dovevano seguire per trovare la soluzione al problema dei popoli oppressi dal colonialismo.

Võ Nguyên Giáp[modifica]

  • Decidere in fretta, decidere tempestivamente: in queste parole, in sintesi, il carattere di Ho Chi Minh.
  • Lui ha influenzato molto il mio modo di pensare. Era principalmente un umanista e diceva «Il mio amore per il popolo è immenso e non cambierà mai!». Per lui il primo grande passo era ottenere l'indipendenza e l'unità nazionale; poi la liberazione sociale, in cui ogni uomo è padrone del suo destino e può migliorare le sue condizioni materiali e intellettuali. Io non ho mai visto nessun dirigente di partito percorrere tanti Paesi per cercare la verità, per trovare la via della liberazione. Ha vissuto in Francia, in Inghilterra, in America e così via, in ventisette Paesi, per vedere, lavorare, studiare il modo di ottenere e poi di mantenere l'unità nazionale. Ha potuto constatare che i reietti non esistono solo in India, o nei Paesi colonizzati, ma sono ovunque. Per questo, dopo aver liberato la nazione, è indispensabile costruire buoni rapporti con tutti gli altri paesi e contemporaneamente liberare la società, liberare l'uomo. Ci ha veramente insegnato ad amare gli altri come noi stessi.
  • Quando ritornavamo in servizio dopo una missione, rivedendo lo zio Ho, avevamo la sensazione di rientrare a casa da un padre che sapeva tutto ciò che la rivoluzione esigeva in pazienza davanti alle difficoltà.

Alberto Ronchey[modifica]

  • Fra i capi del mondo asiatico, è stato il prototipo del «rivoluzionario di professione leninista»
  • La sua biografia come leader vietnamita è interamente di guerra: prima contro il Giappone, poi contro la Francia e infine contro gli Stati Uniti. Anche la sua ideologia era di guerra, e derivava in gran parte dai trattati militari di Mao Tse-tung, adattati poi al contesto dell'Indocina da Truong Chinh e dal generale Vo Nguyen Giap.
  • La sua personalità era forte, ma elusiva, e duttile come la sua versatilità linguistica, come i suoi innumerevoli nomi; come la natura della lotta che egli conduceva da mezzo secolo fra clandestinità e battaglie campali. Egli ostentava bonomia più d'ogni altro capo comunista, fino a qualificare sé stesso «Bac Ho», lo zio Ho, nei proclami al popolo; ma è pure nota l'estrema durezza di cui seppe dar prova, per esempio, nelle stragi dei trotskisti vietnamiti. Egli non aveva molto l'aria d'essere un teorico e sembra che non volesse preoccuparsi molto di questo aspetto del suo compito, sino a non nascondere neanche «la noia o la diffidenza destate in lui dai dibattiti dottrinari».
  • Viet, nella lingua annamita, traduce il cinese Yueh, che significa gente della periferia della Cina; e Nam traduce il cinese Nan, che significa Sud o «del Sud». In parte i vietnamiti stanno ai cinesi come gli jugoslavi – o «slavi del sud» – ai russi. E così forse il capo carismatico dei vietnamiti, l'oscuro e favoloso Ho Chi Minh, avrebbe potuto essere il Tito dell'Asia. Ma gli eventi hanno preso altre vie. Mentre Ho Chi Minh scompare, e la fama leggendaria del nome (divenuto dome di guerra permanente) supera di gran lunga quella d'un Tito, il suo «popolo militare» può riassumere gli ultimi trent'anni con il seguente bilancio: combatté i giapponesi e si ritrovò con i colonialisti francesi, poi combatté i francesi e si ritrovò con gli americani, infine ha combattuto a oltranza gli americani e potrà scoprire d'averlo fatto per i cinesi.

Note[modifica]

  1. Disponibile su marxists.org
  2. Citato in Ho Chi Minh disposto a far pace con la Francia, La Stampa, 30 novembre 1953
  3. Citato in Non ci sarà a Dien Bien Phu la "tregua di misericordia", La Stampa, 7 maggio 1954
  4. Citato in Il messaggio di Ho Chi Minh, La Stampa, 25 maggio 1968
  5. Citato in Ricordo dello zio Ho, L'Unità, 4 settembre 1969

Bibliografia[modifica]

  • Ho Chi Minh, Diario dal carcere, traduzione di Joyce Lussu, Garzanti, Milano, 1972.

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