James Matthew Barrie

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
James Matthew Barrie, 1910 circa.

Sir James Matthew Barrie, noto anche come J. M. Barrie (1860 – 1937), romanziere e drammaturgo scozzese.

Citazioni di James Matthew Barrie[modifica]

  • Niente è veramente lavoro a meno che non preferiate fare qualcos'altro. (citato in Selezione dal Reader' Digest, Agosto 1965)

Peter Pan[modifica]

Incipit[modifica]

Pina Ballario[modifica]

Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo.
Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre.
C'è da pensare che la bimba, in quell'atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò:
«Oh, perché non puoi restare così per sempre?»
Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull'argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere.
Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono il principio della fine.

[James Matthew Barrie, Peter Pan, traduzione di Pina Ballario, Mondadori, 2005.]

Milli Dandolo[modifica]

Tutti i bambini crescono, meno uno. Sanno subito che crescono, e Wendy lo seppe così. Un giorno, quando aveva tre anni, e stava giocando in giardino, colse un fiore e corse da sua madre. Doveva avere un aspetto delizioso, perché la signora Darling si mise una mano sul cuore ed esclamò, -Oh, perché non puoi rimanere sempre così!- Questo fu quanto passò fra di loro circa l'argomento, ma da allora Wendy seppe che avrebbe dovuto crescere. Tu sai questo quando hai due anni. Due anni sono l'inizio della fine.

[James M. Barrie, Peter Pan – Peter Pan nei Giardini di Kensington & Peter e Wendy, traduzione di Milli Dandolo, Einaudi, 2008. ISBN 9788806195977]

Citazioni[modifica]

  • Ogni volta che un bimbo dice: 'Io non credo alle fate', c'è una fatina che da qualche parte cade a terra morta.
  • Morire sarà una splendida avventura.
  • Credi alle fate?... Se ci credi, batti le mani!
  • Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo.
  • Forse tutti noi saremmo in grado di volare se fossimo assolutamente certi della nostra capacità di farlo come l'ebbe, quella sera, il coraggioso Peter.
  • Il motivo per cui gli uccelli, a differenza degli esseri umani sono in grado di volare, risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali.
  • Tutti i bambini, [...] essendo stati uccelli prima di trasformarsi in esseri umani, sono ovviamente un po' selvaggi durante le prime settimane di vita e hanno un certo prurito sulle spalle, dove un tempo c'erano un paio di ali.
  • Credere di farlo è quasi bello quanto farlo davvero.
  • Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate.
  • Le stelle, per quanto meravigliose, non possono in alcun modo immischiarsi nelle faccende umane, ma devono limitarsi a guardare in eterno. È una punizione che si è abbattuta su di loro così tanto tempo fa che nessuna stella ne ricorda il motivo. E così quelle più anziane sono diventate cieche e taciturne (le stelle comunicano tra loro ammiccando con gli occhi), ma quelle più giovani si meravigliano ancora di tutto.
  • Mrs Darling sentì per la prima volta il nome di Peter Pan mentre stava rassettando la mente dei suoi figli, che è quello che fanno le brave mamme ogni sera dopo che i propri piccoli si sono addormentati-frugano nelle loro menti e mettono in ordine i pensieri per il mattino seguente [...]. È un po' come riordinare i cassetti. [...] Quando vi svegliate al mattino, le cattiverie e i pensieri malvagi con i quali vi siete coricati sono stati ripiegati con cura e sistemati in una zona remota della vostra piccola mente, e in cima, ben esposti e aerati, restano i pensieri più dolci, pronti per essere indossati.
  • [...] ricordò un Peter Pan che si diceva vivesse con le fate. Si raccontavano strane storie sul suo conto, ad esempio che quando un bambino moriva Peter lo accompagnava per un tratto di strada perché non avesse paura.
  • «Wendy», continuò con un tono a cui nessuna donna è mai riuscita a resistere, «Wendy, una ragazza vale più di venti ragazzi».
  • I Bimbi Sperduti erano sulle tracce di Peter, i pirati erano sulle tracce dei Bimbi Sperduti, i pellerossa erano sulle tracce dei pirati e le belve erano sulle tracce dei pellerossa. Continuavano a girare in tondo per l'isola, ma non si incontravano mai perché andavano tutti alla stessa velocità.
  • «Se credete alle fate», urlò Peter, «battete le mani. Non lasciate che Campanellino muoia». Molti batterono le mani. Qualche idiota fischiò. Gli applausi cessarono improvvisamente, come se una schiera di mamme fosse accorsa nella cameretta dei propri bimbi per capire cosa stava succedendo. Ma Campanellino era ormai salva. La voce tornò tintinnante come prima, saltò giù dal letto e un attimo dopo stava sfrecciando per la stanza più impudente e felice che mai. Non le passò mai per la mente di ringraziare coloro che la salvarono; piuttosto, avrebbe preferito farla pagare a quelli che avevano fischiato.
  • «Campanellino, come osi bere la mia medicina?» Ma lei non rispose. Stava già annaspando nell'aria. «Che ti succede?», urlò Peter, improvvisamente preoccupato. «È veleno, Peter» gli disse dolcemente. «Sto per morire». «Oh, Campanellino, l'hai bevuta per salvarmi?» «Sì». «Perché l'hai fatto?» Ora le sue ali a malapena riuscivano a reggerla, ma per tutta risposta volò alle sue spalle, gli morse affettuosamente il naso e gli sussurrò in un orecchio: «Stupido somaro».
  • «Dovete fare pensieri dolci e meravigliosi», spiegò loro Peter. «Saranno loro a sollevarvi in aria».
  • L'attacco dei pirati era stato una sorpresa a tutti gli effetti, una sicura prova che Uncino, da uomo privo di scrupoli qual era, si era comportato slealmente, perché nessun uomo bianco è così astuto da cogliere di sorpresa i pellerossa senza imbrogliare.
  • Spiace ammetterlo, ma la presunzione di Peter era una delle sue doti più affascinanti. Per dirla tutta, non esisteva un bambino più presuntuoso di Peter.

Incipit di alcune opere[modifica]

Mary Rose[modifica]

La scena – che deve essere tale da permettere un rapido cambiamento – è, in questo primo tempo, una stanza priva di mobili in una piccola casa di campagna inglese, nel 1919. Tempo presente: un freddo pomeriggio di novembre. È una stanza al primo piano di una casa vuota che da qualche tempo è in vendita ed è in uno stato di triste abbandono, umida e trascurata. [...]
La signora Otery dà, nell'entrare, un'occhiata alla porta di sinistra e rabbrividisce impercettibilmente
.
LA SIGNORA OTERY: – Salite o non salite?
HARRY: (d. d.) – Che è tutta questa fretta, cavolino mio? Abbiamo tanto di quel tempo... (Entra e va verso sinistra)
LA SIGNORA OTERY: (dopo che Harry ha osservato la stanza) Quando la casa aveva i mobili, questo era il salotto.
HARRY: (guardandosi attorno e scuotendo la testa) No, no, no; quando mai! Questo non era il salotto, cavolino mio, per lo meno, non lo era ai miei tempi.
LA SIGNORA OTERY: – Io sono qui da tre anni e non ho mai visto la casa ammobiliata; ma mi è stato detto che dovevo dire che questo era il salotto. E vi sarei grata se non mi chiamaste «cavolino» né vostro, né di altri.

Peter Pan nei giardini di Kensington[modifica]

Voi dovete capire da voi stessi che è un po' difficile seguir le avventure di Peter Pan senz'avere una certa familiarità coi giardini di Kensington. Essi sono in Londra, dove vive il re d'Inghilterra, ed io ho l'abitudine di condurci ogni giorno il mio David, salvo il caso che sia decisamente infreddato. Nessun bambino ha mai visto tutti, tutti i giardini, per la ragione che vien sempre così presto l'ora di tornare a casa. E la ragione per cui vien così presto l'ora di tornare a casa è questa, che, se voi siete così piccoli come il mio David, appena fa buio, avete subito sonno. Se vostra madre non fosse più che sicura di questo, non vi manderebbe a letto tanto di buon'ora.

L'uccellino bianco[modifica]

Talvolta il ragazzino che mi chiama padre mi porta un invito: "Mi farà molto piacere se vorrete venire a farmi visita" mi manda a dire sua madre, e io, sempre, rifiuto. E se David me ne chiede il motivo, gli spiego che è perché non ho alcun desiderio di incontrarla.
"Venite questa volta, padre" ha insistito qualche giorno fa, "perché è il suo compleanno, ne compie ventisei" ed è un'età così grande per David! Forse lui crede che sia ormai vecchia.

Bibliografia[modifica]

  • James M. Barrie, Mary Rose, a cura di Sergio Cenalino, da Il Dramma diretto da Lucio Ridenti, 28° Anno, N. 147-148, 1952.
  • James M. Barrie, Le Avventure di Peter Pan, presentato da Diego De Silva, Newton Compton Editori.
  • James Matthew Barrie, Peter Pan, traduzione di Pina Ballario, Mondadori, 2005. ISBN 8804477768
  • J. M. Barrie, Peter Pan nei giardini di Kensington, traduzione di Francesco C. Ageno, Bemporad, [1934].
  • James M. Barrie, Peter Pan – Peter Pan nei Giardini di Kensington & Peter e Wendy, traduzione di Milli Dandolo, Einaudi, 2008. ISBN 9788806195977
  • James M. Barrie, L'uccellino bianco, traduzione di Luisa Pecchi, Milonga, collana I Nobel, 2011.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]