Lee Child

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Lee Child

Lee Child, pseudonimo di Jim Grant (1954 — vivente), scrittore britannico.

A prova di killer[modifica]

Incipit[modifica]

Seppero di lui in luglio e rimasero in collera per tutto agosto. In settembre cercarono di ucciderlo, ma era troppo presto. Non erano pronti. Il tentativo si risolse in un fallimento. Si sarebbe potuto trasformare in un disastro, ma in realtà fu un miracolo, perché nessuno se ne accorse.

Citazioni[modifica]

  • Un buon giaccone è come un buon avvocato: ti copre il culo.
  • Niente è troppo urgente per un caffè.
  • Nessun tiratore esperto tenterebbe un tiro a distanza a Manhattan. Solo un idiota lo farebbe e fallirebbe di sicuro.
  • Il problema di Joe era che sembrava un duro. Uno e novantotto, centodieci chili, una montagna d'uomo. Aveva due mani come due pale e la faccia come un guantone da baseball. Fisicamente eravamo due cloni, ma avevamo una testa diversa.
  • Hai un problema, risolvilo.
  • I Reacher non hanno proprietà, non abbiamo mai posseduto nulla, credo.
  • Lo Zio Sam mi ha pagato con i vostri soldi per fare esattamente questo lavoro per tredici anni e non si aspetta di certo che ora rifiuti una sfida e mi faccia un sacco di problemi psicologici.
  • Sono geneticamente programmato per vincere, e questo è quanto.
  • Archiviò il dato tra le informazioni professionali contenute nella sua mente, a conferma di un'antica convinzione: Nessuno ama frugare ad altezze superiori alla sua testa.
  • Perdere non è un'opzione, quindi significa che è il giorno in cui vinceremo.
  • Morirò vecchio in una stanza solitaria di motel.
  • Bastoni e pietre mi possono anche spezzare le ossa, ma le parole non mi faranno mai male.
  • Sono fatto così, i poliziotti sistemano le cose.
  • I piccoli non mi interessano. È che detesto i grandi: i grandi pieni di sé che pensano di farla sempre franca.
  • Penso che in fondo le ragioni non contino. Comunque sia, a me piace che si faccia la cosa giusta.

Colpo secco[modifica]

Incipit[modifica]

Gli osservatori erano tre, due uomini e un ragazzo. Considerata la distanza, usavano cannocchiali di grande potenza, anziché semplici binocoli. Si trovavano a circa un chilometro e mezzo dal bersaglio, poiché il terreno non offriva nascondigli più vicini. Era un territorio pianeggiante, interrotto solo saltuariamente da qualche rilievo, dove l'erba, le rocce e il suolo sabbioso avevano assunto tutti un'identica sfumatura color ocra a causa del sole cocente. Il rifugio più vicino era l'ampia depressione in cui si erano appostati, un avvallamento arido creato un milione d'anni fa da un clima diverso, quando in quel luogo cadevano piogge abbondanti, scorrevano i fiumi e crescevano le felci.

Citazioni[modifica]

  • A Reacher piaceva scrutare l'universo, gli piaceva pensarci e lo utilizzava spesso per meditare. Lui era solo un granello minuscolo e insignificante, che in mezzo a quel nulla aveva avuto in dono una breve vita.
  • Dormi quando puoi, in modo da non averne bisogno quando non puoi. Questa era la sua regola.
  • Nell'esercito si impara in fretta l'arte di attendere.
  • Gli investigatori non sanno mai. Intuiscono, indovinano.
  • Un buon investigatore è un individuo con un sesto senso per le persone.
  • Il miglior modo per difendersi dalle pistole è nascondersi molto lontano e rispondere al fuoco col fucile più grande che trovi.
  • Sfortuna e guai sono i miei unici amici.
  • Avrebbero potuto essere persone oneste. Ma hanno scelto di non esserlo. Poi hanno deciso di mettersi contro di me, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e hanno avuto ciò che si meritavano. Perciò non ho intenzione di passare notti insonni per loro.

Destinazione inferno[modifica]

Incipit[modifica]

Nathan Rubin morì per un atto di coraggio. Non per uno di quei gesti eroici che ti fanno vincere una medaglia in guerra, ma per un'improvvisa esplosione di violenza urbana.

Citazioni[modifica]

  • Io? Io non sono nessuno.
  • Avevano armi nuove di zecca: le Glock non erano mai state usate e il fucile era ancora sporco di olio. Ciò significava che non erano assolutamente dei professionisti.
  • Reacher subiva il fascino di due occhi affascinanti: ci si perdeva.
  • La sua vita era così: qualsiasi cosa succedesse, c'era sempre qualche piccola compensazione.
  • Avevano commesso un errore: l'avevano trasformato da spettatore in nemico. Ed era davvero un grave errore. Avevano aperto la porta proibita, senza sapere che cosa avrebbero trovato.
  • Io ho una regola Holly: le persone che che mi mettono i bastoni fra le ruote lo fanno a loro rischio.
  • Se sei in dubbio, tieni semplicemente la bocca chiusa.
  • Gli uomini pensano in lassi temporali di cinque minuti, data la struttura degli orologi.
  • Gli era stato insegnato a stimare e valutare, a usare la pura forza di volontà per avere la meglio.

I dodici segni[modifica]

Incipit[modifica]

I kamikaze sono facili da individuare. Presentano vari segni rivelatori, in genere perché sono nervosi. Sono tutti per definizione alla prima esperienza.

Citazioni[modifica]

  • Conosco abbastanza bene New York. Mi ritengo un cittadino del mondo e secondo me New York ne è la capitale, perciò la capisco così come un inglese capisce Londra o un francese Parigi.
  • La verità è che è più furbo scappare. Lo scontro migliore è quello che eviti. Ma io non ho mai sostenuto di essere furbo. Solo ostinato e ogni tanto irritabile.
  • Erano quel tipo di uomini che avevano fatto un passo all'insù nella gerarchia degli stipendi e uno in là rispetto a regole e regolamenti, e consideravano le due mosse altrettanto preziose.
  • Ma la gente vede quello che vuol vedere. Lo ha sempre fatto e sempre lo farà.
  • La presunta figlia è una delle cose più belle che si siano mai viste. La presunta madre è caduta dall'albero della bruttezza sbattendo su ogni ramo.
  • New York. Una del mattino. Il luogo migliore e peggiore al mondo per essere inseguiti.
  • Le persone vedono, ma non guardano. Tranne quelle addestrate a guardare.
  • La gente ha paura della terza rotaia. Non c'è ragione di averne, a meno che non si abbia l'intenzione di toccarla. Centinaia di volt, ma non ti saltano addosso. Devi andarli a cercare per metterti nei guai.
  • I parchi sono posti abbastanza buoni per gli appuntamenti clandestini. I cacciatori sono in genere attirati dai bersagli mobili. Credono che i fuggitivi si muovano sempre.
  • I computer sono collegati in rete. Adesso ogni cosa è dappertutto e da nessuna parte.
  • Ci sono molti amministratori di sistema. Gestiscono problemi comuni. Si aiutano l'un l'altro.
  • Trenta colpi. Corte e grasse, bossoli lucenti d'ottone che ammiccavano nella luce, punte in piombo lucidate quasi altrettanto brillanti. Da nove millimetri. Parabellum. Dal motto latino Si vis pacem para bellum. Se desideri la pace, preparati alla guerra. Un detto saggio.
  • La cicatrice era bianca e sottile. I punti erano precisi e ordinati. La parte inferiore del mio corpo era come l'illustrazione di un manuale: giusto, sbagliato. Ma non mi dimentico mai che quei primi rozzi punti mi avevano salvato. Quello che dai ti ritorna. Un effetto positivo del camion bomba a Beirut, pagato e portato lì da sconosciuti.

Il nemico[modifica]

Incipit[modifica]

Grave come un attacco cardiaco. Forse furono queste le ultime parole di Ken Kramer, l'esterma esplosione di panico nella sua mente mentre cessava di respirare e sprofondava nell'abisso. Era fuori posto, da tutti i punti di vista, e lo sapeva. Si trovava dove non avrebbe dovuto essere, con qualcuno con cui non sarebbe dovuto stare, a trasportare qualcosa che avrebbe dovuto tenere in un luogo più sicuro, ma in fondo se la stava cavando bene. Stava giocando e vinceva, conduceva la partita. Probabilmente aveva un sorriso sulle labbra. Poi quel colpo sordo, improvviso dentro al petto lo tradì. Allora tutto si capovolse, e il successo si tramutò in catastrofe. Non aveva avuto il tempo di sistemare le cose.

Citazioni[modifica]

  • Quello è il modo più semplice per individuare una puttana: una donna vestita come se andasse a una festa con una borsa piena come se partisse per le vacanze.
  • Nella vita tutti posso scegliere: farsi da parte o prendere una posizione.
  • Il bisogno di caffè dei fratelli Reacher fa sembrare la dipendenza da eroina una sciocchezza.
  • Ero sempre stato un solitario, ma a quel punto comincia a sentirmi davvero isolato.
  • Con risorse quali quelle dell'esercito, era possibile trovare un ago in un pagliaio, anzi, le due parti di un ago spezzato, e la minuscola scheggia cromata che si è staccata dal punto di rottura.
  • Non stavo comodo, ma una cosa che impari nell'esercito è proprio dormire dappertutto.
  • Che cosa strana è. Una persona vive sessant'anni, fa, conosce, prova ogni genere di cose e poi a un tratto tutto finisce. Come se niente fosse mai successo.
  • I soldati mancini di solito non venivano addestrati per diventare tiratori scelti. Nell'esercito le discriminazioni iniziavano fin dal primo giorno.
  • Avevo una teoria: se non hai il tempo per farti una doccia, lavarti i denti è la cosa migliore.
  • Il nostro compito è affrontare il nemico, non l'amico.
  • Ero nell'esercito e andavo sempre dove mi ordinavano di andare.

Il ricercato[modifica]

Incipit[modifica]

Il testimone oculare disse che in realtà non lo aveva visto succedere. Ma in quale altro modo sarebbe potuta andare? Poco dopo mezzanotte, un uomo con un giaccone verde era entrato in un piccolo bunker di calcestruzzo attraverso l'unica porta esistente. Due uomini con un completo nero lo avevano seguito. Era trascorso un po' di tempo. Poi i due con il completo nero erano usciti.

L'uomo con il giaccone verde no.

Citazioni[modifica]

  • Reacher era stato poliziotto per tredici anni e conosceva molto bene l'espressione di rito: nessun segno particolare.
  • Per esempio, esistevano quattro modi di sbagliare mira con una pistola a canna corta, anche da due metri e mezzo, e con un bersaglio grande quanto una testa. Ed erano: sparare troppo in alto, troppo in basso, a sinistra o a destra.
  • Reacher si firmò Bill Skowron, che aveva ottenuto una media battuta di .375 per gli Yankess nella World Series poche settimana prima che lui nascesse.
  • Era enorme, tanto per cominciare. Uno degli uomini più grandi che avesse visto fuori dalla National Footbal League. Era molto alto e massicio, con braccia e gambe lunghe. La sedia da giardino era di dimensioni normali, ma sembrava minuscola sotto di lui. Era piegata e deformata. L'uomo toccava quasi il terreno con le nocche. Aveva il collo grosso e due mani grandi come vassoi.
  • Nell'esercito ci avevano insegnato a prestare attenzione alle parole strane. I russi avevano scuole di inglese, parlavano con un accento perfetto, espressioni idiomatiche e quant'altro. A volte gli unici segni rilevatori erano le parole strane.
  • Il telefono era un mezzo di comunicazione inefficace, secondo Reacher. Non lasciava spazio al linguaggio corporeo e alle sfumature.
  • Detestava le scale. Tutti le detestavano. Sulle scale tutto è contro di te, compresa la gravità. Il nemico gode di una posizione sopraelevata e di una prospettiva migliore. Di possibilità infinite di nascondersi e della soddisfazione immensa di veder avanzare la tua testa.
  • Avevano ottantotto cartucce. Gli ultimi dati che aveva visto nell'esercito indicavano che il fante medio causava una vittima tra i nemici ogni quindicimila colpi usati. In quel caso per quaranta avversari avrebbero avuto bisogno di seicentomila munizioni. Non ottantotto. In alternativa, si sarebbero dovuti dimostrare molto più svegli del fante medio.
  • A West Point gli avevano parlato per ore di tattica e strategia, e Reacher aveva prestato attenzione, in teoria. Nella pratica però preferiva i suoi metodi, che si basavano esclusivamente sugli altri. Non aveva senso pensare costantemente a se stesso. Sapeva già quali fossero i suoi punti di forza, pochi, e le proprie debolezze, molte. Erano gli altri a contare. Quali punti di forza avevano?
  • Il compito della sentinella era arduo e noioso, per nulla ambito dall'avventuriero medio. Non era né eccitante né affascinante.
  • Nessuno vive per sempre. Nella sua testa Reacher sapeva da sempre che sarebbe morto. Ogni essere umano lo sa. Ma nel suo animo non si era mai figurato la scena. Il momento, il posto, i dettagli e i particolari.

La prova decisiva[modifica]

Incipit[modifica]

Venerdì. Le cinque del pomeriggio. Forse l'ora più difficile per spostarsi inosservati in una città, o forse la migliore, perché alle cinque di venerdì nessuno presta attenzione a niente tranne che alla strada che ha davanti.
L'uomo con il fucile andava a nord, né veloce né lento, per non attirare l'attenzione, per non dare nell'occhio. Era a bordo di un minivan chiaro che aveva visto giorni migliori. Era solo.

Citazioni[modifica]

  • Trovatemi Jack Reacher.
  • Jack Reacher? No, mi spiace. Di lui non c'è traccia.
  • Sono dipendente dall'essere fuori dal sistema.
  • Erano in cinque. tutti i gruppi di cinque hanno un capo, due gregari entusiasti e due riluttanti. Stendi il capo con i due fedelissimi, e il gioco è fatto. I due riluttanti tagliano la corda. Non capita mai che siano cinque contro uno; non è mai peggio di tre contro uno.
  • La biologia del corpo non è del tutto nota. Oggi si usa ricorrere a metafore informatiche, ma sono tutte sbagliate: non si tratta di hard disk o di RAM. Il cervello è una struttura interamente organica. È come gettare un sacchetto di mele giù per le scale, alcune si ammaccano altre no.
  • I motivi che spingono gli uomini ad agire sono molto complessi. Gran parte delle persone non sa veramente perché fa quello che fa.
  • Il vero motto della polizia militare è «agire con rapidità e saper aspettare», non «aiutare, proteggere e difendere».
  • Sono un uomo fortunato. Lo sono sempre stato e sempre lo sarò.
  • Le pistole sono armi da interno, non da strada: per avere successo in uno scontro a fuoco con una pistola si deve sparare da una distanza media di circa tre metri e mezzo.
  • Un altro passo e sei storia, amico.
  • L'essenza della casualità. penso Reacher. Le uccisioni casuali avevano sempre come vittime persone che, in seguito, venivano definite simpatiche. Nessuno diceva mai: era una donna spregevole, odiosa, sono contento che sia morta.
  • Alla fine fu solo questione di saper attendere. Se aspetti paziente, le cose belle succedono, e anche quelle brutte.

La verità non basta[modifica]

Incipit[modifica]

Il Pentagono è il palazzo di uffici più grande del mondo – oltre seicentomila metri quadrati, trentamila persone, ventisette chilometri di corridoi – ma ha solo tre ingressi, ciascuno dei quali dà su un atrio sorvegliato.

Citazioni[modifica]

  • A volte, per sapere se la stufa è calda, non puoi fare altro che toccarla.
  • «Gli scontri migliori sono quelli che eviti», mi aveva detto una volta un uomo saggio.
  • Nessuno si aspetta una testata. Gli esseri umani non colpiscono le cose con la testa, per una sorta di istinto atavico. Una testata cambia il gioco, aggiunge un pizzico di folle brutalità al mix. Sferrare una testata ingiustificata è come portare un fucile a canne mozze in un combattimento con i coltelli.
  • Avevo percorso molte strade del dipartimento della Difesa. Ce ne sono tante nel mondo, tutte costruite in un'altra epoca, durante quel lungo e straordinario periodo di grande sicurezza e potere militare dell'America, quando non c'era niente che non potessimo o non volessimo fare. Io ero un prodotto di quell'epoca, ma non ne facevo parte. Provavo nostalgia per qualcosa che non avevo mai sperimentato.
  • Era un guerriero. Io no. Io ero uno che faceva a pugni. Lui viveva per la vittoria tattica. Io per pisciare sulla tomba dell'avversario. Non era la stessa cosa. Per niente.
  • Erano soldati professionisti, puri e semplici. Definizione stupida, perché i soldati professionisti possono essere di diverso tipo e nessuno è puro e semplice.

La vittima designata[modifica]

Incipit[modifica]

L'agente scese dalla macchina esattamente quattro minuti prima di beccarsi una pallottola. Si muoveva come se conoscesse il suo destino. Aprì la portiera facendo forza per vincere la resistenza di un cardine duro, si girò lentamente sul sedile logoro di vinile e posò entrambi i piedi sulla strada. Si afferrò al telaio della portiera con entrambe le mani e si sollevò. Rimase in piedi nell'aria fredda e tersa per un istante, si girò, chiuse la portiera con una spinta e restò fermo ancora per un secondo. Poi avanzò e si appoggiò al cofano di lato, vicino al faro.

Citazioni[modifica]

  • Sono una carta vincente.
  • Restammo coinvolti in una di quelle situazioni tipiche da marciapiede affollato: esitammo, tentammo di muoverci contemporaneamente e ci bloccammo di nuovo.
  • Cinquantuno Parabellum da nove millimetri. Se ne sparavo uno, probabilmente avrei dovuto spararli tutti. A quel punto qualcuno avrebbe vinto e qualcuno perso.
  • A me non succede mai niente di brutto.
  • …perché una vittima a monte nella catena di comando era l'unico modo che avevano per avanzare di grado. Brutale certo, ma così è sempre stato nell'Esercito.
  • Ero stato sconfitto molte molte, ma non avevo mai mollato, in nessun caso.
  • Un uomo con una sola mano in tasca dà l'impressione d'essere armato e pericoloso, uno con tutte e due le mani in tasca ha l'aria rilassata di chi non ha nulla da fare. Non rappresenta una minaccia.
  • Era una pistola nuova di zecca che non aveva mai sparato. Inserii di nuovo il caricatore e la tenni per un istante. Era come stringere la mano a un vecchio amico.
  • Applicazione esemplare di capacità spiccate.
  • Mangia ogni volta che puoi, dormi ogni volta che puoi, perché non sai quando avrai la possibilità di farlo di nuovo.
  • A me piace l'isolamento, posso passare anche tre settimane senza dire una parola.
  • Per esperienza, la stanchezza causa più errori della sbadataggine e della stupidità messa assieme, probabilmente perché genera sbadataggine e stupidità.
  • La stanchezza e la fame sono due brutti nemici.

L'ora decisiva[modifica]

Incipit[modifica]

Le tre meno cinque del pomeriggio. Esattamente sessantun ore prima che accadesse. L'avvocato arrivò in macchina e parcheggiò nel posteggio vuoto. Per terra c'erano un paio di centimetri di neve fresca, perciò impiegò qualche minuto ad armeggiare nel vado dei piedi per sistemarsi le soprascarpe. Poi uscì, si sollevò il bavero e s'incamminò verso l'ingresso per i visitatori.

Citazioni[modifica]

  • Il carcere era un mondo binario. Eri dietro le sbarre o non lo eri. Loro non lo erano. Lui nemmeno.
  • Reacher aveva un problema con gli spazzaneve. Non con le macchine in sé, ma con la parola composta. Gli spazzaneve non spazzavano la neve. Erano più simili ai bulldozer: la spostavano.
  • Tutte le cose che erano troppo belle per essere vere di solito non lo erano. Era una legge fondamentale di natura.
  • Mai perdonare, mai dimenticare. Fallo una volta e fallo bene. Raccogli quello che semini. Un piano va all'aria non appena parte il primo sparo. Proteggere e servire. Non sei mai fuori servizio.
  • Io non ho paura della morte. La morte ha paura di me.

Niente da perdere[modifica]

Incipit[modifica]

Il sole era caldo solo la metà di quanto lui si ricordasse, abbastanza tuttavia da lasciarlo confuso e stordito. Era molto debole. Non mangiava da settantadue ore e non beveva da quarantotto.
Stava morendo e lo sapeva.

Citazioni[modifica]

  • Era abbastanza vecchio per votare, uccidere e morire, il che faceva di lui un uomo. Era troppo giovane per bere, persino la birra, il che faceva di lui un ragazzo.
  • Prendeva i pullman quando c'erano e chiedeva passaggi quando non c'erano. Se non riusciva a trovare un passaggio, camminava.
  • Possedeva le cose che aveva in tasca, gli abiti che indossava e le scarpe che calzava. Quello era tutto e gli bastava: tutto il necessario, nulla di inutile.
  • Detestava tornare indietro. Amava andare avanti dritto, deciso, in qualsiasi caso. La vita di ogni uomo aveva bisogno di un principio ispiratore e quello di Reacher era il moto inesorabile in avanti.
  • Se mi lasciano in pace, li lascio in pace. Se non lo fanno, neanch'io lo faccio.
  • Non mi piacciono i sistemi feudali. Non mi piacciono i boss grassi e compiaciuti che spadroneggiano e non mi piacciono le persone prostrate a tal punto da sopportare tutto.
  • Era stato un uomo fortunato e la sua fortuna e scritta su tutto il corpo.
  • Conosco i soldati. Non c'è nessuno più realista di un soldato. Ci puoi provare, ma non riesci a prenderli in giro.

Personal[modifica]

Incipit[modifica]

Fino a otto giorni fa la mia vita era fatta di alti e bassi, di momenti belli e meno belli: una vita tutto sommato tranquilla, con lunghi periodi d'ozio e qualche fase convulsa. Come nell'esercito d'altronde. E in effetti è così che mi hanno trovato. Puoi lasciare l'esercito, ma lui non lascia te. Non sempre, non completamente.

Citazioni[modifica]

  • Per uccidere qualcuno a un chilometro di distanza non bastano bravura e abilità tecnica, ma c'è bisogno anche del consenso della parte più antica e remota del cervello, dove le inibizioni vengono imposte o annullate.
  • Chiunque ti si metta contro merita di morire è una stronzata che va bene quando si combatte, non come stile di vita.
  • Disfeci i bagagli, ovvero presi lo spazzolino da viaggio dalla tasca, lo assemblai e lo misi nel bicchiere in bagno.
  • Mangia quando puoi: è una regola d'oro.
  • La gente tratta le porte con troppo rispetto, le guarda con diffidenza, si avvicina piano e si limita a premere la suola contro il legno, o quasi. Io no.
  • Non mi offro mai volontario, è la regola base di un soldato.
  • Quando si preme il grilletto, spara sempre. Perfino degli AK-47 rimasti sepolti per anni, con il legno tarlato, funzionano alla perfezione.
  • Gli strapperò un braccio a forza di torceglielo e lo userò per picchiarlo a morte.
  • L'attesa era una parte importate nella vita delle forze dell'ordine, e in generale anche in quella dell'esercito. Lunghi periodi d'ozio e qualche fase convulsa.
  • Regola numero uno: cambia posto ogni giorno.
  • Regola numero due: tieni sempre lo spazzolino in tasca.
  • Accadranno cose strane, la situazione cambierà, la terra sotto i nostri piedi potrà tremare, ma se continueremo a pensare velocemente, andrà tutto bene.
  • Mia madre ci aveva dato delle regole per i combattimenti. Dovendo fare crescere due figli nelle basi dei marine, non poteva impedirli del tutto ma li circoscriveva impondendo dei limiti. La prima regola era puramente pratica: Non fare mai a pugni con addosso dei vestiti nuovi. E per ironia della sorte, io in quel momento li avevo. La seconda regola poteva essere condierata etica, ma per mia madre era semplicemente corretta: Non essere mai tu a dare inizio a una rissa. La terza regola però, era: Non perdere mai.
  • Strategicamente, la Gran Bretagna era come una portaerei perennemente ormeggiata al largo della costa europea con grandi ponti di volo.
  • Io non perdono e non dimentico.

Trappola mortale[modifica]

Incipit[modifica]

Hook Hobie doveva a un segreto che durava da quasi trent'anni la vita, la libertà, la posizione, il denaro; tutto, insomma. E, come chiunque altro che si fosse trovato nella stessa situazione, era disposto a fare qualsiasi cosa per salvaguardare quel segreto, perché aveva molto da perdere: la vita, appunto.

Citazioni[modifica]

  • Una parte del suo cervello gli suggeriva che il suo atteggiamento, seppur di difesa, era comprensibile, la reazione di un uomo che amava star solo, però temeva la solitudine.
  • Le persone vivono, poi muoiono e, se fanno entrambe le cose in modo dignitoso, non rimane granché da rimpiangere.
  • Il metodo migliore per sbaragliare una banda è colpire prima il capo. È una verità universale che Jack aveva imparato all'età di quattro anni.
  • La differenza tra gli uomini e i bambini sta nel prezzo dei loro giocattoli.
  • Se non hai speranze, non fare finta di averne.
  • Nessuno ne conosceva la ragione; tuttavia, mentre il fratello veniva sempre chiamato Joe, Jack veniva sempre chiamato per cognome, Reacher.
  • Il combattimento è fatto di tempo, di spaziose e di forze contrapposte, come un enorme schema quadridimensionale: il primo passo consiste nel fuorviare il nemico, nel fargli pensare che lo schema abbia una forma completamente diversa.
  • Non perdere tempo a capire perché qualcosa è andato storto. Impegnati a rimediare.

Un passo di troppo[modifica]

Incipit[modifica]

Jack Reacher ordinò un espresso doppio senza zucchero e senza cucchiaino, in un bicchiere di polistirolo, non in una tazza di ceramica, e prima che glielo servissero al tavolo vide il destino di un uomo cambiare per sempre.

Citazioni[modifica]

  • «So sempre che ora è.»
  • «Di solito queste faccende non finiscono bene. I rapimenti sono fatti brutali. Sono per lo più omicidi, solo lievemente ritardati.»
  • Si confuse nella massa, cosa in cui era incredibilmente abile, considerando ch era sempre più alto delle persone che lo circondavano. Nelle operazioni di sorveglianza l'altezza era un'arma a doppio taglio. In teoria lo rendeva più facilmente individuabile, ma gli consentiva anche di vedere più lontano rispetto a un uomo di statura media, per semplici ragioni di trigonometria.
  • «Prendo le cose con filosofia. Non ha senso lamentarsi.»
  • Pensò: Non ha senso agitarsi per quello che non puoi controllare.
  • Reacher non sorrideva mai all'obiettivo.
  • Non si sorprese. La sorpresa era per i dilettanti e Reacher era un professionista.
  • Era calmo. Era stata solo una notte di lavoro come tante nella sua vita lunga e incredibilmente violenta. Ci era abituato. E nel DNA gli mancava il gene del rimorso. Non c'era, e basta.

Una ragione per morire[modifica]

Incipit[modifica]

Eldridge Tyler stava percorrendo una lunga strada dritta a due corsie in Nebraska quando squillò il cellulare. Riportava a casa la nipote dopo averle comperato le scarpe nuove. Aveva un furgone Silverado Crew Cab con la vernice sbiadita e la bambina era distesa sul piccolo sedile posteriore. Non dormiva. Era ben sveglia, con le gambe sollevate, e osservava affascinata le enormi sneaker bianche che dondolavano mezzo metro sopra di lei. Faceva strani versi con la bocca. Aveva otto anni, e Tyler pensava che fosse un po' indietro, per la sua età.

Citazioni[modifica]

  • Un quiz a sorpresa. Voi vi siete fatti quattro anni di college per imparare a giocare una partita. Io me ne sono fatti tredici nell'esercito per imparare a uccidere. Quindi, quanta paura ho?
  • Quei due erano dilettanti, peggio ancora, dilettanti compiaciuti di sé, abituati a cavarsela grazie alla mole e alla reputazione. Nel mondo reale sarebbero stati uccisi prima ancora di sferrare un colpo.
  • Se sei in dubbio gira a sinistra, era il suo motto.
  • Chi perdeva tempo ed energie a imprecare sugli errori appena commessi era senza dubbio un perdente.
  • Reacher faceva a pugni da quando aveva cinque anni e non gli avevano mai spaccato il naso. Neanche una volta.
  • Combatteva da quando aveva cinque anni. Se non c'era niente da combattere, combatteva contro se stesso. Non che fosse mai rimasto a corto di bersagli.
  • Ogni sentinella aveva un difetto. Era l'eterno problema dell'esercito. Arrivava la noia, l'attenzione si disperdeva e la disciplina veniva meno. La storia militare era costellata di catastrofi provocate dalle scarse prestazioni delle sentinelle.
  • Ho tutto quello che mi serve. È la definizione di ricchezza.
  • Un tempo si guadagnava da vivere notando i dettagli. Ed era ancora vivo perché li notava.

Vendetta a freddo[modifica]

Incipit[modifica]

L'uomo si chiamava Calvin Franz e l'elicottero era un Bell 222. Franz aveva entrambe le gambe fratturate, perciò avevano dovuto caricarlo a bordo legato a una barella. Non era stata un'operazione difficile: il Bell era un apparecchio capiente, un bimotore concepito per i viaggi aziendali o per le forze di polizia, in grado di ospitare sette passeggeri. I portelli posteriori erano grandi quanto quelli di un furgone. La fila centrale di posti era stata tolta: sul fondo c'era ampio spazio per Franz.

Citazioni[modifica]

  • Guai pestare i piedi agli investigatori speciali.
  • La realtà andava affrontata, non combattuta.
  • Indaghiamo, ci prepariamo, li troviamo, li facciamo fuori e pisciamo sulle tombe dei loro antenati.
  • In giro ci sono dei morti che camminano. Non potete buttare i miei amici già dagli elicotteri e farla franca.
  • Che i soldati mettessero in conto l'idea di morire era un dato di fatto: convivevano con l'idea, la accettavano, se lo aspettavano, qualcuno perdono lo desiderava, ma nel profondo dell'animo volevano che accadesse nel modo giusto. Io contro lui: che vinca il migliore. Volevano fosse nobile.
  • Hanno pestato i piedi agli investigatori speciali e noi non possiamo mettergli le mani addosso.
  • Non c'era niente di leale nel dare la caccia a un cervo stando nascosti dietro un albero a cento metri di distanza, con una confezione di proiettili ad alva velocità. Lo sarebbe stato molto di più dotarsi di un paio di corna e affrontarlo a testate: in quel modo il povero animale avrebbe avuto pari probabilità di vincere, se non maggiori, il che a suo avviso spiegava perché i cacciatori erano troppo codardi per adottare quel metodo.

Via di fuga[modifica]

Incipit[modifica]

Si dice che sapere sia potere. Quanto più sai, tanto più puoi.
Supponi di conoscere i numeri vincenti del lotto. Tutti. Non li hai indovinati e nemmeno sognati, ma sai con certezza quali sono. Che faresti? Senza dubbio ti precipiteresti dal tabaccaio. Li scriveresti sulla schedina e la vincita sarebbe assicurata
.

Citazioni[modifica]

  • Le dinamiche della città. Come sempre, i più forti terrorizzano i più deboli finché non s'imbattono in qualcuno ancora più forte, spinto a fermarli da un arbitrario motivo umanitario. Qualcuno come Reacher.
  • Di notte l'intera casa scricchiolava, ricordandogli che era reale e che richiedeva una profonda riflessione.
  • Reacher osservò la strada che scivolava via e cercò di reprimere la felicità che ciò gli procurava.
  • Quando la Marina dice tre ore, intende tre ore. Centottanta minuti, non un secondo di più, non uno di meno. Il tempo e la marea non aspettano nessuno. La Marina si fondava su quel genere di stronzate.
  • Per quanto urgente sia un problema, si arriva a un punto dove non ci sono più posti in cui andare. L'urgenza svanisce, e tu resti lì seduto, come se avessi tutto il tempo del mondo, mentre questo impazza attorno a te.
  • Non ha senso che mi preoccupi per una cosa che non posso cambiare.
  • Se si vive nel mondo reale, non si può essere in gamba e, nel contempo, stupidi. Non si può essere razionali e irrazionali. Non si può affrontare la realtà e, nello stesso tempo, non affrontarla.

Zona pericolosa[modifica]

Incipit[modifica]

Mi arrestarono da Eno's. A mezzogiorno. Avevo ordinato uova e caffè; più che uno spuntino di mezzogiorno, una prima colazione in ritardo. Ero stanco e zuppo, dopo la lunga camminata dall'autostrada al limite dell'abitato; tutta a piedi, sotto la pioggia scrosciante.

Citazioni[modifica]

  • Prima di tutto esamina i fatti, analizza la situazione, identifica il lato peggiore, accerta l'aspetto positivo.
  • Mi avevano insegnato che le inibizioni mi avrebbero ammazzato. Colpire subito, colpire duro. Uccidere al primo colpo. Rappresaglia prima ancora di essere attaccati. Ingannare. I gentiluomini non potevano addestrare nessuno. Erano già morti.
  • Quale è il posto migliore dove nascondere un'automobile? Il parcheggio di un aeroporto. Quale è il posto migliore dove nascondere un granello di sabbia? La spiaggia.
  • Dovevo decidere come usare quella pressione. Decidere se farmi stritolare o farmi trasformare in diamante.
  • Aspettare è un'arte come un'altra.
  • Io volevo rintanarmi da qualche parte sino alle quattro, le quattro del mattino sono per me una specie di superstizione. Noi la chiamavamo l'ora del KGB.

Incipit di alcune opere[modifica]

Identità sconosciuta[modifica]

Gli eventi che trasformarono James Penney in una persona completamente diversa iniziarono all'una di pomeriggio di un lunedì di metà giugno a Laney, California. A un'ora calda del giorno, in un periodo caldo dell'anno, in una parte calda del paese. La città è adagiata sul lato orientale della strada che si snoda da Mojave a Los Angeles, ottanta chilometri a sud della prima e ottanta a nord della seconda. A ovest si vede la dorsale meridionale delle Coast Ranges Mountains, mentre a est il deserto del Mojave si perde nella caligine. A Laney succede ben poco. Dopo quel lunedì di metà giugno di dieci anni fa, ancor meno.

Bibliografia[modifica]

  • Lee Child, A prova di killer, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2006. ISBN 8830423297
  • Lee Child, Colpo secco, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2004. ISBN 8830421111
  • Lee Child, Destinazione inferno, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2001. ISBN 8830416754
  • Lee Child, I dodici segni, traduzione di Adria Tissoni, Tea, Milano, 2010. ISBN 9788850230570
  • Lee Child, Identità sconosciuta, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2013. ISBN 9788830437142
  • Lee Child, Il nemico, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2005. ISBN 8830422622
  • Lee Child, Il ricercato, Tea, Milano, 2015. Traduzione di Adria Tissoni. ISBN 978-88-502-4307-5
  • Lee Child, L'ora decisiva, traduzione di Adria Tissoni, Tea, 2012. ISBN 9788850233601
  • Lee Child, La prova decisiva, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2008. ISBN 9788830425439
  • Lee Child, La verità non basta, traduzione di Adria Tissoni Longanesi & C., Milano, 2014. ISBN 978-6980-006-1
  • Lee Child, La vittima designata, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2007. ISBN 9788830423992
  • Lee Child, Niente da perdere, traduzione di Adria Tissoni, Tea, Milano, 2010. ISBN 9788850227259
  • Lee Child, Personal, traduzione di Adria Tissoni, Tea, Milano, 2016. ISBN 9788850245215
  • Lee Child, Trappola mortale, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2002. ISBN 8830419451
  • Lee Child, Un passo di troppo, Longanesi & C., traduzione di Adria Tissoni, Milano, 2014 ISBN 978-88-502-3946-7
  • Lee Child, Una ragione per morire, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2013. ISBN 9788830437548
  • Lee Child, Vendetta a Freddo, traduzione di Adria Tissoni, Tea, Milano, 2009. ISBN 9788850224739
  • Lee Child, Via di fuga, traduzione di Adria Tissoni, Longanesi, 2003. ISBN 8830420174
  • Lee Child, Zona pericolosa, traduzione di Paola Merla, Longanesi, 2000. ISBN 8830414603

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]