Paolo Guzzanti

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Paolo Guzzanti

Paolo Guzzanti (1940 – vivente), giornalista e politico italiano.

Citazioni di Paolo Guzzanti[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele.[1]
  • Berlusconi ha riconfermato più volte in modo imbarazzante, anche perché sempre sorridente e faceto trattando una questione di una gravità morale gigantesca, la sua amicizia con Putin ed ha detto che il suo amico Putin, che deve essere un omonimo di quello che comanda a Mosca, non ne poteva più di udire i racconti strazianti di madri schiacciate dai carri armati (georgiani), donne violentate (dai georgiani) poveri soldati uccisi (russi) e così – quando ce vo' ce vo' – ad un certo punto anche un sant'uomo come lui ha perso la pazienza e ha fatto ciò che ha fatto Hitler con la Polonia.[2]
  • È ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l'autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe.[3]
  • Io trovo maschilista l'atteggiamento di Mara Carfagna che quando deve identificare Sabina Guzzanti la identifica per paternità, come figlia di Paolo Guzzanti. Mara Carfagna è una ragazza del Sud, il femminismo non sa nemmeno dove stia di casa, non le è richiesto. Più che sudista è saudita, ha un concetto quasi moresco, direi.[4]
  • Esattamente un anno fa è venuto Ricca davanti al parlamento, mi è saltato addosso con due telecamere, lui e un suo amico, e mi ha fatto una intervista di queste, aggressive, serrate, sulla commissione Mitrokin, Scaramella... Il punto è che questo Ricca, che fonda il suo personaggio sull'uomo senza paura, che poi pubblica tutto e che mette tutto quanto sul suo blog e poi anche sul suo dvd, nel mio caso mi ha censurato. E quando io gli ho mandato una e-mail dicendo: "Scusi? Perché mi ha censurato?" La risposta curiosa è stata: "evidentemente tu pensi di avere fatto una gran bella figura".[5]
  • Gli emigrati italiani chiedevano di essere integrati, anzi assimilati nella società americana fino a modificare spesso il proprio nome come il cantante Dean Martin, nato Dino Crocetti. Andarono per diventare americani mentre i nuovi immigrati dall'Africa e dal Medio Oriente non vogliono saperne di integrarsi, non parliamo poi di farsi assimilare. Anzi rifiutano di farsi prendere le impronte digitali (vedi il filmato di Omnibus, La7) come impone l'Europa obiettando: «Perché, sennò che mi fai?».[6]
Dall'intervista di Fabrizio D'Esposito, «Berlusconi è come Kim Il Sung». Guzzanti vs la «mignottorazia», il Riformista, 4 novembre 2008, p. 11
  • Alcuni colleghi di centrodestra, tutte persone che ritengo perbene e mai sopra le righe, mi hanno riferito di aver letto le intercettazioni hard sulla Carfagna e il Cavaliere. [...] Mi hanno parlato delle trascrizioni. Sono cose orripilanti, indegne di una democrazia. E sono in mano a un noto direttore di giornali.
  • Nel Pdl è tutto in funzione del Capo. Sembra di stare in una democrazia orientale. Silvio è il nuovo Kim Il Sung.
Dall'intervista di Tommaso Labate, Guzzanti e la rivoluzione tradita. «Caro Silvio, col Pli ti farò guerra», il Riformista, 31 gennaio 2009, p. 6
  • La sua [di Berlusconi] è una democrazia autoritaria ammantata di benevolenza. Se avesse vinto Veltroni, sarebbe stato meno pericoloso per la democrazia parlamentare.
  • Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler?

Citazioni su Paolo Guzzanti[modifica]

  • È peggio di Scalfari. Scrive troppo. Quando si riempiono paginate di giornale il rischio di dire cazzate aumenta a dismisura. (Lino Jannuzzi)
  • È un voltagabbana anche Guzzanti ma di lui non mi frega niente: non l'ho mai considerato della mia parte. (Riccardo Barenghi)

Note[modifica]

  1. Da Oh Israele, Essere Liberi.it, 16 luglio 2006.
  2. Dal blog, 8 ottobre 2008.
  3. Da Non parliamo della signorina Mara Carfagna, calendarista della pari opportunità, ma..., PaoloGuzzanti.it, 2 novembre 2008.
  4. Dal programma radiofonico La Zanzara, Radio 24, 5 novembre 2008; citato in Paolo Guzzanti: "Il ministro Carfagna? Più che sudista è saudita", Affari Italiani.it, 5 novembre 2008.
  5. Dal programma televisivo Tetris, La7, 15 maggio 2009.
  6. Da Noi migranti (quasi) modello, il Giornale.it, 16 gennaio 2016.

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