Repubblica Popolare Socialista d'Albania

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Bandiera della Rpsa

Citazioni sulla Repubblica Popolare Socialista d'Albania.

Citazioni[modifica]

  • Le cose importanti erano il partito, la patria, il socialismo. Per la propaganda, ma anche per la mentalità tradizionale e machista albanese, bisognava persino vergognarsi dell'amore, perché era un segno di debolezza. Per questo quel genere di amore nelle canzoni non si trovava. Lo sostituiva un sentimento artificiale, l'amore socialista, cemento della famiglia, pilastro della società. (Fatos Lubonja)
  • Non sono mai stato un sostenitore dell'Albania, [...] ma ho ammirato la disciplina e la risolutezza di quel governo. (Menghistu Hailè Mariàm)
  • Per quanto concerne l'Albania, noi, come per il passato, siamo disposti a ristabilire normali relazioni con essa. Ciò gioverebbe sia ai nostri due paesi che agli interessi comuni degli Stati socialisti. (Leonid Il'ič Brežnev)

Enver Hoxha[modifica]

  • Che l'Albania avanzi sulla via del socialismo e che essa faccia parte del campo del socialismo, non siete voi, compagno Krusciov, a deciderlo, ciò non dipende affatto dalla vostra volontà. Ma è il popolo albanese, con alla testa il suo Partito del Lavoro, che lo ha deciso con la sua lotta, e non vi è forza al mondo che possa farlo deviare da questa strada.
  • Gli imperialisti americani e inglesi ci hanno accusato e ci accusano, noi albanesi, di «essere feroci e bellicosi». È comprensibile, perché il popolo albanese ha infranto i loro reiterati tentativi di asservirlo e ha annientato i loro agenti che hanno complottato contro il Partito del Lavoro d'Albania e il nostro regime di democrazia popolare.
  • La libertà di cui oggi godiamo non ce l'ha regalata nessuno, ma ce la siamo conquistata col sangue.
  • La Repubblica Popolare d'Albania non ha fornito assistenza economica ad alcuno fino ad ora, primo perché siamo poveri, e secondo perché nessuno ha bisogno del nostro aiuto economico. Però, nei giusti limiti, noi abbiamo compiuto e compiamo ogni sforzo per aiutare con le nostre esportazioni, per quel poco che ci è possibile i paesi amici e fratelli.
  • Sarebbe assurdo pensare che la piccola Albania socialista possa staccarsi dal capo socialista e vivere al di fuori di questo campo, al di fuori della fratellanza dei nostri popoli socialisti. La sua partenenza al campo socialista, l'Albania non l'ha ricevuta in dono da nessuno, ma sono il nostro stesso popolo e il Partito del Lavoro d'Albania che l'anno conquistata con il sangue, con la loro fatica e il loro sudore, con i sacrifici che hanno fatto, con il sistema di governo che hanno instaurato e con la linea marxista – leninista che seguono. Ma che nessuno pensi che l'Albania, essendo un piccolo paese, il Partito del lavoro d'Albania, essendo un piccolo Partito, debbano fare quel che piace a qualcuno se sono convinti che questo qualcuno sbaglia.

Nexhmije Hoxha[modifica]

  • Certo, io ed Enver vivevamo meglio della gente normale, avevamo una bella casa. Ma abbiamo lavorato come schiavi per costruire dal nulla questo paese. Abbiamo sacrificato la nostra giovinezza, tutto, per costruire l'Albania socialista. Prima, nessuno aveva costruito scuole, ospedali, fabbriche. Il paese veniva dal Medioevo, dal feudalismo. Noi l'abbiamo reso autosufficiente. L'abbiamo creato noi questo paese.
  • Forse è stato un eccesso abolire la religione. [...] Ma non era stato Enver a volere la distruzione delle chiese e moschee. Glielo hanno imposto i cinesi e i giovani del partito. Io ed Enver volevamo solo far convivere musulmani, ortodossi e cattolici. E avevamo ragione. Volevamo che tutti si sentissero solo albanesi. E lo vedete ora cosa succede nei Balcani quando si dà sfogo ai conflitti religiosi ed etnici. La storia ci darà ragione.
  • Uno Stato si deve difendere contro chi complotta alle sue spalle. Ne avevamo tutto il diritto. Certo, forse ci sono stati alcuni eccessi...

Ismail Kadare[modifica]

  • Ciò che era necessario per rovesciare un regime del genere, capace di usare le armi e il crimine, poteva portare a violenze simili o peggiori di quelle rumene in quanto in Albania era più difficile cancellare le atrocità commesse dal regime. Poteva succedere così o l'esatto contrario: un distacco drastico con il vecchio regime senza violenza che poteva essere forse più efficace, ma 20 anni fa nessuno poteva prevedere l'alternativa migliore. Credo che un’opinione generale si era creata e si sono evitati spargimenti di sangue.
  • Per far fronte alle pressioni, sia interne che esterne, lo stato albanese prometteva ogni cosa senza cercare effettive soluzioni, ingannava i cittadini continuamente, ma in realtà nessuno aveva intenzione di fare qualcosa e lo dico in piena consapevolezza. Dalla corrispondenza avuta con il Capo di Stato di quel periodo, Ramiz Alia, ho saputo che erano tutte fandonie, niente di vero, per questo ho sentito il dovere di trovare una maniera per farlo sapere al popolo albanese e al mondo. Come ben sapete in Albania questo non poteva succedere, non c'era la minima libertà di stampa. La dovevano smettere con le allusioni e i doppi sensi, si doveva parlare apertamente al popolo e dirgli la verità. Era tempo di far decidere il popolo, per questo ho ritenuto indispensabile allontanarmi in ogni modo dall'Albania.
  • Se il Partito comunista avesse iniziato un vero processo di democratizzazione, in particolare l'avvicinamento all'Europa Occidentale, sarebbe sicuramente stato sostenuto dai cittadini albanesi. Invece ha usato inganni per prolungare il suo potere di una decina d’anni. Il popolo Albanese non poteva più aspettare. Se fossero stati sinceri, avvicinandosi all'Occidente, accogliendo la tanto menzionata “opportunità tedesca” sarebbe stato diverso, ma hanno rovinato tutto con le loro mani.

Voci correlate[modifica]

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