Lucy Westenra

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Lucy Westenra interpretata da Fiona Lewis ne Il demone nero

Lucy Westenra, personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da Bram Stoker.

Citazioni di Lucy Westenra[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Dracula[modifica]

  • [Su John Seward] È medico, e molto intelligente. Ma ci pensi? Ha solo ventinove anni, e dirige, tutto da solo, un enorme manicomio. [...] Lo ritengo uno degli uomini più energici che abbia mai visto, e insieme il più controllato. È assolutamente imperturbabile. Oh, riesco benissimo a immaginare lo straordinario potere che esercita sui suoi pazienti. Ha una maniera singolare di fissarti negli occhi, quasi volesse leggerti nel pensiero. Lo fa molto speso anche con me, ma io mi lusingo all'idea che in me trova un osso duro da rodere. Me lo dice il mio specchio. Hai mai provato a leggere il tuo volto? Io lo faccio, e t'assicuro che non è affatto uno studio da niente, e ti crea più problemi di quanto non possa credere chi non l'abbia mai tentato.
  • Eccomi qui, avrò vent'anni a settembre, e finora non avevo mai ricevuto una proposta di matrimonio che fosse davvero tale, e oggi ne ho ricevuto tre. Ci pensi? Tre proposte in un giorno solo! Non è spaventoso? Mi dispiace, mi dispiace proprio tanto, per due di quei poverini. Oh, Mina, sono così felice che non so che cosa farei di me stessa. Tre proposte! Ma, per l'amor del cielo, non dirlo a nessuna delle ragazze, altrimenti si faranno chissà che idee stravaganti e si sentirebbero sminuite e offese se, il primo giorno che passeranno a casa, di proposte di matrimonio non ne ricevessero almeno sei.
  • Agli uomini piace che le donne, soprattutto le loro mogli, siano sincere come sono essi; e le donne, temo, non sempre sono leali come dovrebbero.
  • Ricevere una domanda di matrimonio è bellissimo e tutto il resto, ma non è affatto una cosa che ti rende felice quando devi vedere un pover'uomo, che sai che ti ama sinceramente, andarsene col cuore infranto, e sapere, che, qualsiasi cosa possa dire in quel momento, tu esci per sempre dalla sua vita.
  • Non ho esattamente sognato; ma sembrava tutto così vero. Volevo solo essere qui, dove siamo ora – e non so perché – avevo paura di qualcosa; ma di che cosa non so. Ricordo, anche se credo che stessi dormendo, di essere passata per varie strade e di avere poi attraversato il ponte. Passando ho visto un pesce saltar fuori dall'acqua, e mi sono fermata a guardare, e poi, mentre salivo la scalinata, ho sentito un sacco di cani abbaiare – e l'intera città è sembrata piena di cani che abbaiavano tutti insieme. Poi ho un vago ricordo di un qualcosa di lungo e di oscuro con gli occhi rossi, proprio come l'avevamo visto nel tramonto, e di qualcosa molto dolce e molto amaro che mi avvolgeva improvvisamente, e poi mi è sembrato di affondare in una profonda distesa d'acqua verde, e le mie orecchie risuonavano di un canto, come ho sentito dire che succede a chi sta per annegare; e poi ho sentito ogni cosa allontanarsi da me, e la mia anima mi è sembrata uscire dal corpo e galleggiare nell'aria. Mi è parso anche che a un certo punto il Faro occidentale venisse a trovarsi proprio sotto di me, e poi sono stata presa da una sensazione angosciosa, come se mi trovassi nel pieno di un terremoto, fino a che sono tornata indietro e ti ho visto che stavi scuotendo il mio corpo. Ti ho visto farlo, ancora prima di sentirtelo fare.
  • Forse questo malessere e questa debolezza provocano un senso di egoismo che forza gli occhi della nostra anima e la nostra simpatia verso noi stessi, mentre la buona salute e l'energia lasciano le briglie sciolte all'amore, che così è libero di andare dove vuole nel pensiero e nei sentimenti.
  • È come se avessi attraversato un lungo incubo e mi fossi appena risvegliata allo spettacolo del sole splendente e alla carezza della fresca aria mattutina. Ho un vago, incerto ricordo di lunghi, angosciosi momenti di attesa e timore: un'oscurità in cui non c'era neppure lo sprone della speranza a rendere più penoso lo stato di miseria; e quindi lunghe pause di oblio, e il riemergere alla vita come un tuffatore che risalga attraverso il peso schiacciante dell'acqua.
  • Oh, la terribile lotta che ho dovuto sostenere tanto spesso contro il sonno in questi ultimi tempi; la sofferenza dell'insomnia e il tormento della paura di addormentarmi, con tutti gli ignoti orrori che il sonno ha in serbo per me! Come sono fortunati certuni che vivono liberi da timori, da angosce; per i quali il sonno è una benedizione che arriva ogni notte, e di null'altro è foriero se non di dolci sogni.
  • Di lì a poco, riecco il sommesso ululato tra i cespugli, e un istante dopo un urto contro la finestra e una pioggia di vetri sul pavimento. La tendina è stata spostata da una folata di vento, e nell'apertura è apparsa la testa scarna di un grosso lupo grigio. Mamma ha gettato un grido di spavento, si è tirata faticosamente a sedere, cercando affannosamente qualcosa con cui difendersi. E tra l'altro, ha afferrato la collana di fiori che il dottor Van Helsing pretende che io tenga al collo, e me l'ha strappata. Per un secondo o due, è rimasta immobile, indicando il lupo, poi dalla gola le è uscito un suono strano, strozzato e orribile, e mamma è ricaduta, come colpita da un fulmine, battendo con la testa contro la mia fronte, tanto forte da stordirmi per un istante. La stanza e tutto quanto era in essa è sembrato rotearmi intorno. Tenevo gli occhi fissi alla finestra, ma il lupo ha ritratto il capo, e una vera e propria miriade di puntolini è sembrata penetrare attraverso il vetro rotto, girando e vorticando come quelle colonne di sabbia che, a detta dei viaggiatori, si levano dal deserto quando soffia il simun. Ho cercato di muovermi, ma ero come incantata, e il povero corpo della cara mamma, che già sembrava raffreddarsi – perché il suo cuore tanto amato aveva cessato di battere – mi teneva inchiodata; e per un istante ho perduto la conoscenza.

Film[modifica]

  • Ho tanta paura, Arthur. Io non sono mai stata sonnambula, mai stata così debole. E continuo ad avere quegli orribili incubi. Nel buio che mi circonda c'è qualcosa di dolce e di tremendo che mi consuma. (Il demone nero)
  • L'abbazia a me ricorda sempre quel vecchio e famoso brindisi: "Le alte campate, nude le mura intorno, equa le nostre risa fanno, e di risa di defunti sanno! [...] Alzo la coppa per i già defunti, e urrà per il primo che giacerà!" (Dracula)
  • [Sul Conte Dracula] Ridi quanto vuoi. Io trovo che sia affascinante. (Dracula)

Nosferatu, il principe della notte[modifica]

  • Il Signore è così lontano da noi nell'ora del bisogno.
  • Dottor Van Helsing, ritiene possibile che siamo diventati tutti folli e che un giorno ci risvegliamo con delle camicie di forza?
  • La morte è inevitabile. Alla fine saremo tutti soli. Le stelle ci vengono incontro confusamente. Il tempo scorre. I fiumi scorrono senza di noi. Solo la morte è crudelmente certa.
  • La salvazione può avvenire soltanto da noi stessi.
  • Lei può avere la sicurezza che niente, niente, neanche l'impensabile, potrà farmi cedere.
  • La fede è quella sorprendente facoltà data all'uomo che ci da la capacità di credere in cose che noi sappiamo essere false.

Dracula di Bram Stoker[modifica]

  • Il tuo ambizioso John Harker ti sta costringendo a imparare a usare quella ridicola macchina quando invece potrebbe costringerti a commettere indicibili atti di disperata passione sul pavimento del salotto.
  • Il mio animo abbandona il mio corpo. [...] Non ho mai provato sensazioni tanto angoscianti. Non riuscivo a tornare da te, sono completamente sconvolta. [...] Dovevo! Era come se mi trascinasse, mi attirasse, e io ho perso il controllo. [...] Aveva gli occhi rossi. [...] Avverto ancora il sapore del suo sangue in bocca.
  • Aiutatemi, Jack. Non so che cosa mi stia accadendo. Sto cambiando, lo sento. Odo ogni cosa, sento i domestici dall'altro lato della casa che bisbigliano, sento i topi in soffitta muoversi come elefanti. Ma ho degli orribili incubi, Jack. Gli occhi...
  • Vieni a me, Arthur. Lascia quegli esseri e vieni da me. Le mie braccia hanno fame di te. Baciami e accarezzami, mio caro sposo, ti prego.

Citazioni su Lucy Westenra[modifica]

  • Dovete cercare di capire. Questa non è Lucy, la sorella che amavate. È un involucro posseduto e controllato dal contagio di Dracula. Per liberarle l'anima e darla eterno riposo, dobbiamo distruggere per sempre quell'involucro. Credetemi, non esiste altro mezzo. (Van Helsing, Dracula il vampiro)
  • Lucy è la vittima sessuale per eccellenza, è sottoposta agli atti esplicitamente erotici di Dracula, e ad atti implicitamente erotici dal dottor Seward (le trasfusioni di sangue). (Fabio Giovannini)
  • Lucy è un nome triste. Stoker si è ispirato alla poesia di William Wordsworth Lucy, dove si canta una Lucy che anche da morta vive eternizzata nella natura. Lucy è stato sempre un nome adeguato ai personaggi letterari più sventurati o legati alla morte: persino nella Capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe c'è una negra Lucy che si annega quando gli schiavisti le sottraggono il figlio. E anche la Lucia manzoniana subisce parecchie traversie... (Fabio Giovannini)
  • Lucy respirava pesantemente, e il suo volto aveva un'espressione orribile, con la bocca semiaperta a rivelare le gengive pallide. I suoi denti, nella poca e incerta luce, sembravano più lunghi e aguzzi di quanto non ci erano sembrati di mattina. In particolare, per un qualche gioco di luce, erano i canini a parere più lunghi e aguzzi degli altri. (John Seward, Dracula)
  • Mina e Lucy, le ragazze infettate dal Conte, vivono in una società vittoriana piena di prescrizioni su quale sia la cosa giusta da fare, e sono spaventate dalla loro complicità involontaria con le forze oscure, il loro anelito verso tutto ciò che non si può sentire né tantomeno esprimere ad alta voce. È proprio questo a terrorizzarle di più: non tanto quello che non sanno del nemico, ma tutto ciò che sanno bene di loro stesse. (Claudia Durastanti)
  • Proprio sopra la giugulare esterna c'erano due punture, non grandi, ma dall'aspetto ripugnante. Non vi era segno di infezione, ma i bordi erano bianchicci e slabbrati, come se fossero stati rosicchiati. Mi è subito venuto in mente che quella ferita, o cos'altro fosse, potesse essere la causa di quella evidente perdita di sangue; ma come ho formulato l'idea l'ho subito abbandonata, dato che si trattava di un'ipotesi insostenibile. Tutto il letto si sarebbe tinto di scarlatto con il sangue che Lucy doveva aver perso per arrivare al pallore che aveva prima della trasfusione. (John Seward, Dracula)
  • Se con Renfield siamo dentro le psicosi, con Lucy entriamo nelle nevrosi. L'isteria che Bram Stoker usa per questo suo romanzo è quella che oggi definiremmo «dissociativa», quella che conduce allo sdoppiamento di personalità. E con questa forma egli ci riporta dentro alla tematica del comportamento antitetico in una stessa personalità: l'isteria di Lucy si esprime con il sonnambulismo, che si manifesta con azioni che la signorina compie in stato di incoscienza, di trance, anche se una trance in movimento. Una condizione straordinaria poiché si possono avere esperienze, fare incontri senza ricordarli quando si passa allo stato di veglia. Ed è in fase sonnambulica che diventa preda di Dracula. (Vittorino Andreoli)

Dracula di Bram Stoker[modifica]

  • Lucy è una ragazza pura e virtuosa, ma devo ammettere che il suo modo di parlare così ardito a volte mi scandalizza. (Mina Murray)
  • Jonathan ritiene che il dire tutto quello che passa per la testa sia un difetto dell'aristocrazia. La verità è che io ammiro Lucy, e non mi sorprende che gli uomini le si accalchino intorno. Vorrei tanto essere carina e adorata come lei. (Mina Murray)
  • Direi che la signorina Lucy è più calorosa di una sposa di giugno che cavalca nuda un cavallo senza sella in mezzo al Sahara.
  • Lucy non è la casuale vittima di un mero incidente, lo capite, no? È un'adepta volontaria, una sfrenata seguace, una licenziosa seguace, oserei dire una devota discepola! È la concubina del Diavolo! (Abraham Van Helsing)
  • – Dottore, com'è morta Lucy?
    – Be'...
    – Ha sofferto molto?
    – Sì, ha sofferto molto! Ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l'abbiamo arsa; finalmente ha trovato la pace.

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