Mario Sconcerti

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Mario Sconcerti

Mario Sconcerti (1948 – vivente), giornalista e opinionista sportivo italiano.

Citazioni di Mario Sconcerti[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.[1]
  • Nel calcio gli slogan diventano ideologie, basta siano verosimili per essere creduti.[2]
  • La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.[3]
  • Niente di male mettersi la terza stella se però se ne ha completo diritto. Se cioè si sono vinti a tutti gli effetti, trenta scudetti. Non cambia lo spirito rispetto a quando se ne sono vinti dieci o venti. Il punto è: la Juventus ha vinto trenta scudetti? La risposta è no. È vero che la Juve ha vinto trenta scudetti, ma è anche vero che per sleatà sportiva e illecito strutturale, due le sono stati tolti con sentenza definitiva emessa da tutti i gradi della giustizia sportiva. Quindi la Juve ne ha certamente vinti trenta, ma ne può esibire pubblicamente 28. I due che mancano non potranno mai essere riconosciuti. È come non li avesse vinti, tanto che uno è stato assegnato a un'altra squadra.[4]
  • Va preso questo successo come un successo dell'intero calcio italiano. La mancanza della Juve ha indebolito tutti. Al sesto anno fuori da Calciopoli, il nostro calcio è arrivato esausto, non competitivo. La Juve era il riferimento. La sua assenza ha deciso una vacanza da tutti i doveri, compresi quelli di bilancio e dell'investimento. Senza la Juve tutti hanno potuto far finta di essere grandi. Ora finalmente si torna a giocare. Non esiste mediazione. Questa è l'arte del calcio, inutile confonderla con il commercio. La Juve adesso annuncia che il calcio italiano si ricompone, torna automaticamente vero. Da domani chi vuole vincere dovrà tornare a investire senza camuffamenti...[5]
  • Credo che sia peggiore lo scandalo delle scommesse perché Calciopoli era molto focalizzato sulla Juventus. C'era anche il coinvolgimento di altre squadre ma era molto incentrato sulla Juve. Qui c'entra tutto il calcio, nemmeno solo il calcio italiano, e anche il calcio giovanile.[6]
  • [Su Gaetano Scirea] Feci da cronista i mondiali dell'82, ti chiedevi se fosse vero. Una persona incredibilmente squisita, era sempre un signore sia dentro il campo dove doveva anche intervenire duramente che fuori.[7]
  • Io credo che sia giusto che i giocatori della Juventus dell'epoca si difendano strenuamente, loro non sono mai stati tirati in ballo dato che a processo andarono la società e il medico sociale. L'abuso di farmaci, unica accusa rimasta in ballo ma fermata dalla prescrizione, non è doping. È una cosa che probabilmente facevano tutti all'epoca, stiamo parlando di integratori e cose del genere non ritenute dopanti. La cosa strana fu che come medico la Juventus di allora aveva Agricola, uno psichiatra, che somministrò degli psicofarmaci. Anche in questo caso, però, il doping non c'entra nulla.[8]
  • [...] Claudio Ranieri, che nessuno ha mai ignorato, ma pochi hanno amato per quello che era diventato, un formidabile maestro di calcio normale.[9]
  • [...] alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.[10]
  • Edoardo non diventò mai presidente della Fiat. Nell'azienda non ebbe solo il padre a frenarlo, ma anche la crescita di un grande manager come Vittorio Valletta. Ma è rimasto nella storia per la sua intuizione sulla Juve e il suo modo di gestire il calcio. Cancellando il calcio dei piccoli scudetti e costruendo la Grande Juventus dette inizio a quel circolo virtuoso per cui vincere porta gente e la gente aiuta a portare le vittorie. La Juventus padrona dei cuori nasce allora e non è mai più tornata indietro. Questa è vera modernità.[11]

Note[modifica]

  1. Da Chiedilo a SuperMario - nr. 8, Skylife.it, 8 gennaio 2007.
  2. Da Due pregiudizi italiani impegnati a ritrovare la via del calcio, Corriere della sera, 4 novembre 2007, p. 46.
  3. Da Anche la storia gioca con la Juventus, Corriere della Sera, 26 aprile 2012, p. 51.
  4. Da Juventus, terza stella sì o no?, Corriere.it, 7 maggio 2012.
  5. Da Il capolavoro di un tecnico con un'idea fissa, Corriere.it, 7 maggio 2012.
  6. Citato in Sconcerti: "Calcioscommesse peggio di Calciopoli perché...", Fcinter1908.it, 29 maggio 2012.
  7. Citato in Mario Sconcerti: "Poche squadre superiori alla Juve in Europa, deve provare a vincere la coppa", Tuttojuve.com, 3 settembre 2012.
  8. Citato in Mario Sconcerti: "Messaggio al campionato, la Juve è vulnerabile. Zeman? È giusto che i giocatori di quella squadra si difendano", Tuttojuve.com, 26 ottobre 2012.
  9. Da «Io parlo poco di tattica, voi correte» Così Ranieri è in vetta con il Leicester, Corriere.it, 7 febbraio 2016.
  10. Da Mario Sconcerti, Juve, semplice e pratica ma moderna per le qualità di gente come Pogba e Dybala, Bonucci e Buffon, Corriere.it, 25 aprile 2016.
  11. Citato in Angelo Carotenuto, 1935. L'altra Juve dei 5 scudetti: cosa si scrisse, Repubblica.it, 26 aprile 2016.

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