Maurice Zundel

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Maurice Zundel (1897 – 1975), sacerdote, teologo e mistico svizzero.

Citazioni di Maurice Zundel[modifica]

  • Chi si dà a Dio diventa capace di dare Dio. [1]
  • Con Dio occorre avere un contratto personale non nozionale. [1]
  • Dio è stato gravemente ed inevitabilmente contraffatto da tutti coloro che ne hanno parlato senza essere radicalmente da Lui trasformati. [1]
  • Fuori di Dio solo problemi, in Dio solo soluzioni. [1]
  • Ho ricevuto da parte della santa Vergine, una specie di appello urgente, istantaneo, sconvolgente e irresistibile che ha cambiato tutta la mia vita. [1]
  • I preti parlano spesso della croce, è bene che ne vivano anche. [1]
  • I vostri gusti più profondi costituiscono la vostra prima vocazione. [1]
  • Il lavoro deve produrre uomini prima che cose. [1]
  • Il silenzio è il maestro dei maestri perché ci insegna senza parlare. [1]
  • Il sorriso delle culle illumina la preghiera del monaco e la gioia degli sposi amplifica la sua azione di grazia. [1]
  • L'adorazione nasce dall'ammirazione. [1]
  • L'educazione passa da anima ad anima con l'aiuto del silenzio. [1]
  • L'umanità che ha fame non potrà mai conoscere la fame dello spirito in tutta la sua purezza fintantoché la fame fisica non sarà stata colmata. [1]
  • Mostrate Dio. Se non è vivo in voi, se non cambia niente nella nostra vita, se la nostra vita non è appassionata, magnifica, creatrice, perché gli altri dovrebbero mettersi in cerca di un Dio che non cambia niente? [1]
  • Nell'universo Qualcuno si dice. L'universo non è straniero allo spirito perché nutre lo spirito. [1]
  • Non dobbiamo difendere Dio, dobbiamo viverlo. [1]
  • Se gli sposati non fossero chiamati alla perfezione, non sarebbe permesso sposarsi. [1]
  • Se il cristianesimo facesse zampillare la nostra vita in bellezza non ci sarebbe bisogno di apologetica. [1]
  • Se siamo stati educati ad una mentalità che attribuisce a Dio una falsa grandezza e pensa di renderlo più grande annullando l'uomo, dobbiamo renderci conto che è la nostra grandezza – quella vera – che glorifica Dio. [1]
  • Se volete che i ragazzi vi rispettino rispettate voi stesse. [1]
  • Tutti i cammini dell'uomo, se sono percorsi sino alla fine, portano a Dio. [1]
  • Vogliamo trovare Dio senza un impegno personale profondo come quello che esige un vero matrimonio? [1]

Il poema della sacra liturgia[modifica]

  • La preghiera è l'esaudimento dell'attesa eterna dell'Amore, che si offre nel rispetto infinito della nostra libertà.
  • Ogni volta che il nostro io ha voluto affermarsi, abbiamo sbarrato la via a Dio stesso nell'oscurità di un cuore che non lasciava passare niente meno che l'infinito nell'umiltà d'una azione trasparente alla sua presenza.
  • Quando non abbiamo più nulla da ricevere e giunge l'ora del dare, quando cioè suona l'ora dell'amore, allora non riconosciamo più il volto di cui il nostro fervore implorava la presenza.
  • Vi sono beni così grandi che il cuore dell'uomo deve spezzarsi per poterli accogliere. E l'infinito per compenetrarsi nella nostra vita, non dovrà infrangere i limiti?

[Maurice Zundel, Il poema della sacra liturgia, Edizioni Studium, Roma, 1939]

Il volto di Dio nel quotidiano[modifica]

  • Comunicarsi è aprirsi infinitamente all'amore di Cristo aprendosi senza limiti all'umanità.
  • Dio non è geloso dei suoi privilegi, non ne ha.
  • Finché non abbiamo incontrato Dio, finché non siamo uno sguardo di amore per Lui, Dio è come un falso Dio.
  • Fino a che l'uomo non è in Dio, necessariamente è prigioniero di se stesso. Se non siamo in Dio, ricadrò in me; e gli altri sono come me.
  • I dittatori non hanno il gusto della libertà, ne hanno anzi paura. Senza dubbio hanno torto perché in fondo un atto libero solo raramente può essere cattivo.
  • Il peccato nel suo nucleo essenziale, è il rifiuto di se stessi, il rifiuto della libertà, il rifiuto di crescere, il rifiuto di arrivare alla vita divina. Ed è questo rifiuto centrale che trascina tutto il resto. Se ho scelto di ricadere in me stesso rimango necessariamente in balia dei miei istinti, qualunque siano.
  • L'incarnazione dunque non vuol dire che Dio scende sulla terra, dove non era, perché c'era già. L'incarnazione vuol dire che una umanità diviene presente a Dio, un Dio eternamente presente. Era l'uomo ad essere assente, e non Dio a non essere presente.
  • L 'essenziale, nell'eucaristia è quest'apertura dell'umanità a Gesù Cristo nel mistero della chiesa, dove nessuno è escluso, affinché il nostro cuore non limiti il Cristo, non ne faccia un idolo.
  • L'eucaristia non è mai una cosa privata. La messa è sempre universale.
  • La comunione ha questa vastità universale: essa raggiunge il mondo intero, altrimenti sarebbe pura magia, che riduce Gesù a un idolo.
  • La consacrazione consiste nel metterci nella linea della cattolicità.
  • La religione non consiste in ciò che facciamo ma in ciò che siamo [...]. Che cosa può fare agli uomini il fatto che facciamo delle smorfie in un modo o in un altro, se si tratta solo di smorfie?
  • Molti cristiani vedono la Chiesa come una società di assicurazione dove basta versare il premio alla scadenza giusta per assicurarsi la salvezza eterna.
  • Nessuno ha mai creato un capolavoro guardando se stesso.
  • Non rischiamo niente mettendoci a disposizione di Dio: e poiché la sua giovinezza è immutabile, anche la nostra giovinezza si rinnoverà come quella della Chiesa.
  • Ogni azione è un'ostia nelle nostre mani per essere trasformata, con il nostro amore, nel corpo e sangue di Gesù.
  • Quando assistiamo alla messa, è sempre per accrescere le nostre dimensioni fino alle dimensioni del cuore di Cristo e portare nel nostro amore tutta l' umanità, altrimenti Gesù sarebbe un idolo che ci mettiamo in tasca.
  • Se non ci fosse più amore, la Messa sarebbe una abominazione.
  • Si pecca non perché si ama la creatura, ma perché non la si ama abbastanza.
  • Solo Dio può guarirci dal nostro amor proprio, perché solo Lui può soddisfarlo, compierlo. Lo fa esistere in un rapporto unico che stabilisce tra lui e noi.

[Maurice Zundel, Il volto di Dio nel quotidiano, EMP, Padova, 1989]

Maria. Tenerezza di Dio[modifica]

  • Chi non amerà i nemici non potrà conoscere veramente il Signore e la dolcezza dello Spirito santo. Lo Spirito Santo ci insegna ad amare i nemici così che l'anima si affanna per loro come per i veri figli.
  • Chiunque ha conosciuto l'amore di Dio, ama tutto il mondo e non si lamenta mai, perché il dolore passeggero a causa di Dio produce eterna gioia.
  • Colui [Giuseppe] che nel silenzio del suo amore ha percepito il mistero di Dio senza voler rinchiuderlo in parole.
  • Cristo è solo povertà. Egli è entrato in una condizione di interiorità. Si può raggiungerlo solo attraverso la povertà. Bisogna raggiungerlo interiormente, spiritualmente, attraverso la povertà, Bisogna raggiungerlo interiormente, spiritualmente, attraverso la spoliazione, la povertà.
  • Dio si fa conoscere solo nello spirito Santo, e colui il quale a causa della sua superbia tenta di conoscere il Creatore con la sua sola mente è cieco e stolto.
  • È infinitamente mite ed umile, e quando l'anima Lo vede allora si trasforma e si fa tutta amore per Dio e per il prossimo, e anch'essa diviene mite ed umile.
  • Gesù non aveva ancora compiuto alcun miracolo, né diffuso alcuna dottrina. Tutto quello che presentì della sua grandezza lo conobbe per fede.
  • Il Signore non vuole affatto che l'anima si ritrovi nello scoraggiamento e nel dubbio riguardo la sua salvezza.
  • In Cristo la Rivelazione riguarda ogni singola persona. In altre parole, in Cristo ogni persona diventa un universo.
  • In ogni anima che compie la volontà divina, c'è una nascita di Dio.
  • La Madre è sempre l'ostensorio del figlio, come sotto il nome di Notre-Dame le grandi cattedrali sono i tabernacoli dell'Ostia, tanto è evidente che non può esserci per la pietà altro polo che Dio solo.
  • La sua [di Maria] maternità è divina, la sua maternità è il segreto di Dio. Siccome Dio l'ha coinvolta in questo percorso umanamente impossibile, tocca a Lui trovare la via d'uscita.
  • Lo Spirito santo è la vita eterna. Ma lo Spirito abbisogna di una completa disponibilità perché possa vivere nella nostra anima ed affinché l'anima comprenda sensibilmente la sua presenza.
  • Per Maria non c'è uomo anonimo. Ciascuno di noi è chiamato per nome, quel nome che è unico!
  • Quello che fa la grandezza del lavoro, non è il fatto che sia manuale o intellettuale. Quello che fa la grandezza del lavoro, è che sia creatore dell'uomo.
  • Rare sono le anime che ti conoscono, e pochi sono coloro con i quali si può parlare di Te: i più si salveranno grazie alla fede.
  • San Giuseppe. È un gigante del silenzio e la sua grandezza incommensurabile è proprio questo silenzio.
  • Se la Chiesa ha istituito il culto della Santa Vergine, è per dirci che il cuore materno della Vergine è il repositorio del cuore di Dio, che è più madre di lei, infinitamente.
  • Se la donna è al suo posto, anche l'uomo troverà il proprio.
  • Se tu non mi avessi attirato con il Tuo amore, allora non ti avrei cercato come Ti cerco.
  • Si ha solo ciò che si dona…. E appunto Maria è piena di tutte le grazie di Dio perché interamente offerta, interamente disponibile, senza il minimo ritorno su di sé.
  • Solo nello Spirito santo si conosce l'amore di Dio con la fede, mentre con l'intelligenza non lo si conosce.

[Maurice Zundel, Maria. Tenerezza di Dio, San Paolo Edizioni, 2006]

Quale uomo e quale Dio[modifica]

  • Dio non può perdere niente, perché ha sempre dato tutto e la sua vita è, appunto, questo dono infinito che Egli è.
  • Dio si adatta all'umanità, accettandone i limiti per quel che è necessario a provocarne il superamento, come una madre balbetta con il figlio, per farlo progredire nella scoperta di un universo che deve crescere con lui.
  • I diritti dell'uomo presuppongono che chiunque porti in se stesso il bene comune, che sia il bene comune, che sia un bene universale.
  • L'incarnazione diventa vita soltanto se riusciamo a capire che, attraverso di noi è in gioco la vita stessa di Dio.
  • Nessuno accetta di essere trattato da oggetto, questo vuol dire che ognuno vuol essere trattato da soggetto, vuol dire che ognuno vuol essere riconosciuto in questo essenziale (che di solito egli ignora), nella sua dignità (che spesso è il primo a non rispettare). Ritroviamo qui un dato essenziale: l'uomo nel suo valore specifico e nell'inviolabilità della sua coscienza, è una esigenza d'essere più che un essere realmente esistente. Come dire che è chiamato a farsi – invece di subirsi – e che questo cambiamento comporta tutte le tappe possibili comprese tra lo zero e l'infinito.
  • I dogmi sono direzioni di pensiero.
  • Il vero problema è la nostra liberazione: possiamo liberarci da questo io prefabbricato?

[Maurice Zundel, Quale uomo e quale Dio. Esercizi spirituali predicati a Paolo VI e alla curia romana, EMP, Padova, 1994]

Stupore e povertà[modifica]

  • Attorno all'ostia si è stabilito tutto un materialismo, proprio perché si è persa di vista l'esigenza fondamentale.
  • Dio non è il sommo padrone che possiede tutto. Dio è il più grande povero, che non possiede nulla.
  • É del tutto inutile costruire una chiesa con il pretesto che vi si collocherà il santissimo Sacramento, se nessuno vive di esso.
  • Il vero Dio, il Dio cristiano, il Dio che si rivela in Gesù Cristo, è un Dio che ha perso tutto eternamente.
  • Inoltre, bisogna viverla [la liturgia] solo come sacramento e rimanere intensamente uniti a tutta quella umanità e a tutto quell'universo di cui abbiamo il carico. Altrimenti è solo teatro e, per quanto bello, non è ciò che voleva Gesù
  • L'ostia nel tabernacolo come oggetto è inefficace.
  • Le parole della consacrazione sgorgano dunque dal profondo del corpo mistico.
  • Ogni liturgia suppone tutta l' umanità radunata attorno alla tavola del Signore. Bisogna che nel mondo ci sia almeno un'anima che porti questo peso d'amore, che sia la cauzione di questo invito.
  • Se questa Presenza [di Cristo nell'Eucarestia] non è sentita come una presenza comunitaria che ci vuole fraternalmente uniti, siamo completamente fuori dalla prospettiva del vangelo.

[Maurice Zundel, Stupore e povertà, Edizioni Messaggero Padova, 1991]

Una presenza interiore[modifica]

  • Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l'appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza.
  • Essere cristiano è far sbocciare tutti i fiori nella certezza che l'amore avrà l'ultima parola.
  • Il cristianesimo nel suo insieme, l'intera Rivelazione, sin dalla Genesi, è un grido d'innocenza di Dio: Dio non vuole il male, Dio ne è la prima vittima.
  • Il cristianesimo non ci chiede di abbandonare la terra per osservare un cielo immaginario, ma di diventare noi stessi il Cielo, di diventare il Regno di Dio.
  • Il distacco cristiano, in realtà, è un attaccamento infinito a tutte le realtà infinite.
  • Per finire, per disigillare la pietra del cuore, per aprire la spaventosa prigione in cui siamo tutti rinchiusi, esiste un'unica chiave ed è quella dell'Amore.
  • Qualsiasi amore di madre – compreso l'amore della santa Vergine – non è altro che una goccia nell'oceano della tenerezza materna di Dio.
  • Quando non c'è più amore, non c'è più creazione.
  • Una vetrata nella notte è un muro opaco, | scura quanto la pietra | nella quale è incastonata. | È necessaria la luce |per far cantare la sinfonia dei colori |i cui nessi ne costituiscono la musica..
  • Vivere la Messa significa diventare un silenzio immenso, illimitato, in cui sono seppelliti tutti i rumori.
  • Vivere la Messa significa vivere nell'umanità intera, è vivere nel cuore di Gesù Cristo, significa formare il corpo mistico del Signore, nel quale non c'è più spazio né tempo.

[Maurice Zundel, Una presenza interiore, supplemento a Messaggero di S. Antonio, gennaio 2006]

Vita, morte, risurrezione[modifica]

  • Bisogna allargarsi, immensificarsi e divenire per l'altro uno spazio illimitato. Bisogna infine portargli la presenza infinita dove potrà finalmente essere se stesso, dove respirerà a pieni polmoni, dove potrà togliersi la maschera e rivelare il suo vero volto.
  • C'è un legame animale con la vita, che non basta, che non può difenderci, non può proteggerci né nascita, né il nostro inconscio, né la nostra morte.
  • Colui che ha sentito svegliarsi il senso della propria dignità di fronte al non riconoscimento degli altri, di fronte al loro disprezzo della sua dignità, è già alla soglia di quel regno misterioso davanti al quale Gesù si inginocchierà alla lavanda dei piedi.
  • Decidersi per il dono significa aver compreso che la vita ha senso a partire dal TU di Dio.
  • Di fatto ci sono degli esseri che sembrano mascherati a un livello incredibile. Si direbbe che non fanno altro che dissimulare il loro vero essere. Sembrano non pensare ad altro che a camuffarsi perché non hanno fiducia, perché non fanno credito allo sguardo degli altri
  • Dio è la nostra radice comune.
  • Dio è minacciato, come sono minacciate la dignità e la grandezza dell'uomo. Egli è minacciato come tutto ciò che è umano perché Egli è il respiro di tutto ciò che è umano. Egli ne è la garanzia, il segreto, l'essenza, il cuore, la luce.
  • Finché non l'abbiamo trovato, siamo alienati a noi stessi, estranei a noi stessi, incapaci di raggiungerci, di conseguenza schiavi della nostra biologia, sottomessi alla servitù delle forze fisico-chimiche
  • Gesù ci conduce all'incontro di un Dio che è la chiave di un mondo che non è ancora.
  • [Gesù] ha "gettato" la sua vita nel tesoro di Dio, dove nulla va perduto, ma tutto è accresciuto.
  • Il vero bene comune degli uomini è l'uomo stesso.
  • Il sacrificio della croce ha dunque questo carattere ontologico: mira a ristabilire il legame umano e autentico tra la nostra esistenza e noi stessi.
  • Il solo male è di appiccicarci a noi stessi rifiutando di amare dentro di noi colui che non cesserà mai di attenderci.
  • La sobrietà è il rispetto di noi stessi, è il rispetto dei nutrimenti della terra, è il rispetto di tutta questa natura che, se ce ne facciamo schiavi, fa di noi dei bruti.
  • La verità ha bisogno di noi ed essa muore se noi non ne viviamo.
  • L'amore può morire in un cuore che lo rifiuta e che si ostina a dirgli di no, come la verità può morire in uno spirito indifferente che rifiuta di essere attento, come la musica può morire in mezzo al rumore che la circonda e la copre.
  • L'ordine del mondo, l'ordine biologico del mondo è atroce poiché provoca un'immensa carneficina dove le specie si divorano tra loro e dove la vita ha sempre come condizione la morte.
  • Noi cristiani non abbiamo ragione contro nessuno: noi abbiamo ragione per tutti.
  • Noi infatti ammettiamo che tutto va bene quando tutto va bene per noi.
  • Qual è la gioia dell'amore del vero, che è così raro e tanto prezioso? Qual è la gioia del vero amore, se non di essere un incontro interiore così delicato, così rispettoso, così genuflesso e così silenzioso che nessuna costrizione è immaginabile.
  • Quando la vita diventa un dialogo d'amore, quando trionfa su tutte quelle forze cieche che fanno di noi semplicemente un pezzo di universo, questa vita allora diventa eterna.
  • Se ci lasciamo portare dalla nostra biologia, siamo già morti, perché non c'è nessuna ragione di rivendicare una qualsiasi durata per la nostra biologia.
  • Si comprende come Dio non possa fare altro che essere il contrappeso vivente di tutti i nostri rifiuti e di tutte le nostre follie.
  • Se Dio non è altro che l'eterna spoliazione di un amore senza limiti, si comprende come egli non possa fare altrimenti che offrire lo spazio che lui è agli esseri sconvolti da loro istinti, che sono preda del loro determinismo biologico, come lo siamo tutti.
  • Se non si salva l'uomo non si salverà niente, perché è l'uomo stesso che è chiamato a diventare il regno di Dio.
  • Si può essere l'origine di una dinastia eterna, quando si sa che ogni uomo e ogni donna portano in loro questo potere, potere di una vita quanto l'universo, che li precede e che può, fino alla fine del mondo, essere la sorgente di una vita che durerà quanto l'universo?
  • Strana grandezza quella che dipende tutta dagli applausi di una folla imbecille!

[Maurice Zundel, Vita, morte, risurrezione, traduzione di Mariolina Cornoldi, Umberto Barizza, Davide Lago, Isg Edizioni, Vicenza, 2003]

Citazioni su Maurice Zundel[modifica]

  • Con il padre Zundel, ho avuto la possibilità di essere stato in contatto con un mistico allo stato puro. Me è capitato di fare il viaggio da Parigi a Losanna, dove viveva, ne approfittati per confessarmi con lui. Nel corso di quest'ora di grazia, mi era offerto di partecipare ad una vita contemplativa eccezionale. Con lui, ci si trovava in presenza di qualcuno a metà strada tra Dio e gli uomini. Lungi da me l'idea di volere dire che viaggiava nelle nuvole. La sua stessa persona faceva accedere, quasi naturalmente, al mistero di Dio, all'Assoluto. (Abbé Pierre)
  • Maurice Zundel è un genio, genio di poeta, genio di mistico, scrittore e teologo, il tutto fuso insieme con una miriade di folgorazioni. (Paolo VI)

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Citato in Claudio Dalla Costa, Maurice Zundel. Un mistico contemporaneo, Effata Editrice, 2008.

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