Campionato mondiale di calcio 1994

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Citazioni sul Campionato mondiale di calcio 1994.

  • Brucia perdere così, ma il Brasile nell'arco del Mondiale ha sicuramente giocato e divertito più dell'Italia. Ieri ha fatto qualcosa in più, non molto, ma è stato più pericoloso sotto porta. Giusto così, tutto sommato. Sacchi non si porterà addosso l'etichetta di fortunello (vincendo ai rigori, non gliela toglieva nessuno) e la soddisfazione di avere comunque mostrato una squadra vera ce l'ha. Non era la squadra che ci aspettavamo, né quella che si aspettava lui: di grandissimo gioco, solo mezz'ora con la Bulgaria (tritata poi dalla Svezia). Non era la squadra che domina, che impone il suo gioco, ma sa adattarsi, sa lottare, sa sgobbare con una umiltà e una intensità (uso due sostantivi cari a Sacchi) che raramente hanno diritto di cittadinanza nelle grandi squadre. Grazie lo stesso, e poi non è un male che abbia vinto il Brasile, paralizzato a lungo dalla paura di vincere, dopo ventiquattro anni di digiuno. E adesso chi darà più dell'asino al povero Parreira? (Gianni Mura)
  • Fa un certo effetto vedere Carlos Dunga, pettinato da marine, alzare la quarta Coppa del Mondo per il Brasile, Dunga ritenuto inutile dal Pescara, Dunga che passa la coppa ad altri scartati dal nostro campionato, come Branco e Mazinho, forse anche Aldair e Taffarel. Tutta gente che nell'82 non sarebbe stata nemmeno convocata, nell'82, quando Baresi e Massaro non fecero che panchina. È un Mondiale senza nuovi grandi personaggi, senza goleador irresistibili, senza registi di talento continui, senza portieri che fanno miracoli. Bisogna dirlo. Bisogna aggiungere che è stato un Mondiale con tanto pubblico e nessuna violenza, piuttosto corretto anche sul campo, correttissima nella sua bruttezza tesa questa finale. (Gianni Mura)
  • Non c'è stato lieto fine, ma il pianto dirotto, straziante di Franco Baresi, il capitano di ghiaccio, il duro fra i duri, un tipo così tosto da giocare come un gigante – venti giorni dopo l'operazione al menisco – la prima e ultima finalissima mondiale della vita. Così desiderata, così vicina. [...] Cosa vuoi dire a questi giocatori se non ringraziarli? Cosa puoi rimproverare a Roberto Baggio se, stringendo i denti, ha voluto scendere in campo, sperando di compiere un altro miracolo e, invece, ha fallito due gol e un rigore? Non l'avevano accusato di scarso carattere? Cosa vuoi dire a Massaro se, inciucchito dalla fatica, ha tirato nelle braccia di Taffarel? Nessuno s'è tirato indietro; il traguardo raggiunto è di grande prestigio; il loro rimpianto è maggiore del nostro. Potevamo vincere questo mondiale, come potevamo vincere quello del '90. Li abbiamo persi entrambi ai rigori, ma né quell'Argentina né questo Brasile valevano gli azzurri. Unici ad esser finiti fra i primi quattro in entrambe le edizioni, a conferma della nostra supremazia, di quanto valga il movimento calcistico italiano. Sia Vicini sia Sacchi hanno commesso l'identico errore: schierare un attaccante (allora Vialli, adesso Baggio) in non buone condizioni fisiche. (Giorgio Tosatti)

Elio e le Storie Tese[modifica]

  • Confidiamo che la faglia non esiga il tuo tributo di sangue | ai mondiali di calcio americani.
  • Fondamentalmente agli americani non interessano | i mondiali di calcio americani.
  • Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.

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