Vai al contenuto

Roman Polański

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Roman Polański nel 2011

Il pianista

  • Miglior regia (2003)

Raymond Roman Thierry Polański (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico polacco naturalizzato francese.

Citazioni di Roman Polański[modifica]

  • Avevo 13 anni e avevo visto e letto soltanto brutti film e mediocri romanzi. A un tratto, nel grigiore della letteratura ufficiale comunista, scoprii che si poteva scrivere in quel modo. Un fuoco d’artificio, una fantasia sconfinata e uno humour inarrivabile. In Polonia si discuteva molto della comicità di Kafka. Quando sono venuto in Francia gli intellettuali sgranavano gli occhi. Non avevano capito niente.[1]
  • Ci sono due cose al mondo che mi piacciono veramente. La seconda è girare un film... [2]
  • Devi mostrare la violenza così com'è. Se non lo fai con realismo, allora è immorale e dannosa.[3]
  • Frantic è un tentativo di attualizzare il genere thriller con un riferimento alla paranoia americana di fronte al terrorismo.
    All'epoca si usciva dalla fase intensa del terrorismo. Il tema era di attualità.
    Ma l'idea, il punto di partenza dell'intrigo non è questo. L'inizio è un thriller, un uomo la cui moglie sparisce.
    Una preoccupazione che avevo da molto: qualcuno si assenta per una ragione apparentemente banale e la sua assenza si prolunga. Succede a tutti.
    Ci si comincia a porre delle domande: a partire da quando ho diritto di cominciare a preoccuparmi? Se si tratta di qualcuno con cui ci sono legami più intimi, che fare? Che cosa dire agli altri: Questa persona è uscita, dovrebbe essere già tornata?
    Per voi è preoccupante, per gli altri no. Nel film quella che sembra l'indifferenza degli altri non è altro che il loro modo normale di affrontare le cose. Il punto di vista del personaggio centrale è per forza diverso. Lui si agita, si preoccupa. Casi di scomparsa di questo tipo ce ne sono dieci al giorno. Spesso sono addetti d'ambasciata.[4]
  • Il mio lavoro non è terapia. Tuttavia, devo ammettere che ho familiarità con molti dei meccanismi dell'apparato di persecuzione mostrati nel film, e questo mi ha chiaramente ispirato.[5]
  • La storia di un uomo ingiustamente accusato è sempre affascinante, ma è anche una questione molto attuale, vista la recrudescenza dell’antisemitismo.[5]

Citazioni su Roman Polański[modifica]

  • Ho intervistato Roman Polanski a Parigi. L’appuntamento è alle 10 dell’8 maggio, festa nazionale, nella casa vicino agli Champs-Élysées, dove mezza Parigi aspetta il passaggio del nuovo presidente Hollande. Il guardiano non c’è e ad aprirmi il portone del palazzo semideserto arriva lui. Da lontano, un ragazzo di 14 anni, minuto, magrissimo, in jeans e maglietta bianca. Da vicino, il più incredibile quasi ottuagenario mai conosciuto. Roman Polanski. Ho trascorso decenni a guardare i suoi film e a leggere cronache sulla sua vita, più sbalorditive di qualsiasi sceneggiatura. La casa, la stessa dove si è rifugiato dopo la fuga dall’America, non è enorme come si può pensare, lo studio è affollato. Foto di una vita, con chiunque, da Otto Preminger a Keith Richards, locandine teatrali, manifesti dei film, quadri pop alle pareti. Montagne di libri di ogni genere, ordinati per argomento, sormontati da una monumentale raccolta di riviste scientifiche americane. (Curzio Maltese)
  • I media oggi dicono tragedia per indicare tutte le brutte cose che accadono alle persone per bene, o alle celebrità. Tuttavia, le tragedie che davvero meritano questo nome ricadono in due grandi categorie, le tragedie hegeliane e le tragedie greche. Hegel chiama tragedia il conflitto tra due diritti. Per i greci invece era tragica la figura di un grande uomo annientato da una colpa fatale. Il secondo tipo di tragedia scaturisce dall'azione dell'hybris, per molti versi è applicabile a Polanski, che ha diretto tra l'altro la versione cinematografica di una famosa tragedia chiamandola — con grande tracotanza — «Il Macbeth di Roman Polanski». Si sarà sentito forse altrettanto arrogante e onnipotente, il nostro regista, quando fece ubriacare una ragazzina di tredici anni, per poi somministrarle una pastiglia di Quaalude, una droga ben nota per le proprietà di rilassamento muscolare. Si sente aleggiare un pizzico di quella fatidica colpa, non c'è dubbio. (Christopher Hitchens)
  • L’America non gli perdona di essere sopravvissuto e Polanski non si ribella a questa ingiustizia, però a 86 anni gira J’accuse, uno straordinario film sul caso Dreyfus, e non importa se la Francia non abbia più accettato Alfred Dreyfus nonostante fosse innocente e non importa se l’America non accetterà mai più Polanski, lui adesso è un uomo libero. (Curzio Maltese)
  • Polanski mi sembrava, e continua a sembrarmi anche adesso, dopo più di vent'anni, un eterno bambino. (Claudia Cardinale)
  • Roman è la passione, ha passione per ogni cosa e per ogni persona che lavora con lui. Non si tiene nulla dentro, ti dice quello che pensa, e non ti fa mai sentire che vali meno di lui, però è esigente. Riesce a tirarti fuori il meglio. (Nastassja Kinski)
  • Senza dubbio in Polanski si avverte un fascino per l'oscurità del mondo, si percepisce una ricerca in questo senso. Anche la sua vita testimonia questo fascino e questa ricerca. (Krzysztof Zanussi)
  • Sorprende invece che il regista polacco sia stato in grado di spassarsela all'estero per tanto tempo, facendosi beffe dei giudici quasi a voler sfidare l'impotenza della legge. Mi commuove il pensiero che la ragazza vittima di quel lontano stupro l'abbia perdonato, ma a rigor di termini questo non conta, anche se l'avesse detto all’epoca dei fatti. La legge persegue gli stupratori di bambini, a tutela di quei bambini che non sono ancora stati oggetto di abusi. Il caso individuale — chiunque siano gli individui coinvolti— diventa un precedente. E per fortuna che le nostre leggi ci consentono di farlo. (Christopher Hitchens)

Note[modifica]

  1. Citato in Curzio Maltese, Azzurro. Stralci di vita, Milano, Feltrinelli, 2023, p.9.
  2. Citato in Gino e Michele, Matteo Molinari, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano, Arnoldo Mondadori Editore, 1997.
  3. Da Laurie Lanzen Harris, Shakespearean Criticism: Excerpts from the Criticism of William Shakespeare's Plays and Poetry, from the First Published Appraisals to Current Evaluations, 1985, p. 11; citato in AA.VV., Il libro dei film, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 221. ISBN 9788858025864
  4. Citato in Antonella Bertolone, Ritorna «Frantic» di Roman Polanski e parla in inglese, Stampasera. Supplemento Spettacoli & TV, 16 Marzo 1990, p. 2.
  5. a b Citato in 'J'accuse', dopo le polemiche il film, adnkronos.com, 30 agosto 2019.

Filmografia[modifica]

Altri progetti[modifica]