Differenze tra le versioni di "Carmine Schiavone"

Jump to navigation Jump to search
*Ma senza appoggi dello Stato come potrebbe sopravvivere un'organizzazione criminale? Come potrebbe sfuggire alla cattura per 14 anni un [[Michele Zagaria]], che ha la quinta elementare, ha faticato sempre sopra il camion e la pala meccanica? Senza lo [[Stato]] la [[camorra]] non sarebbe potuta esistere.<ref name=iltempo2/>
*Molti dei miei figli mi hanno tradito, non li voglio più vedere. Uno volta incontrai mio genero alla Direzione investigativa antimafia di [[Roma]]. Aveva per me un messaggio di mio cugino Sandokan: se avessi smesso di parlare coi magistrati avrei avuto 50 miliardi di vecchie lire e la testa di chiunque. Io risposi: "È troppo tardi". Anzi, lo avvertii: "Cerca di salvarti, perché ti faccio dare l'ergastolo, ancora devo verbalizzarti, ma dirò tutto su di te. Quindi caro Nicola, visto che ti ho affiliato io alla [[camorra]] e hai fatto schifezze anche tu, entra nel piano di protezione e vattene al Nord con tua moglie: sai fare il parrucchiere, puoi trovare lavoro". Lui reagì quasi fiero. Rispose che piuttosto si sarebbe impiccato. Qualche tempo dopo mi fece chiamare dal carcere di Larino, in [[Molise]], per dirmi che voleva pentirsi. Andai da lui e gli dissi: "Che fai qui, pensavo ti fossi impiccato". Io sono stato il primo ad avere aperto alla [[giustizia]] le porte dei clan, i loro segreti. [[Salvatore Riina|Riina]] e [[Bernardo Provenzano|Provenzano]] sono due pecorai, perché stavano sotto gli ordini dei politici. Noi invece i politici li creavamo. Poi i [[corleonesi]] hanno fatto un casino con le stragi e li hanno presi. <ref name=iltempo>Dall'intervista di Fabio di Chio e Dario Martini ''[http://www.iltempo.it/cronache/2012/12/12/carmine-schiavone-io-boss-mio-figlio-l-ha-saputo-a-17-anni-1.206650 Carmine Schiavone: "Io boss? Mio figlio l'ha saputo a 17 anni"]'', ''il Tempo.it'', 14 gennaio 2009.</ref>
*Ho creduto ciecamente nello [[Stato]]. Certe volte dico a me stesso chi me l'ha fatto fare. Avevo potere, ero capo del clan, intascavo 150 milioni al mese, in casa avevo tre camerieri. Alle istituzioni ho versato 2.500 miliardi di lire. Uno come me ormai fa parte della storia. Sto picchiando pesante, non faccio come gli altri pentiti che si tirano indietro davanti a certe responsabilità. Ho creduto e devo continuare a credere nello Stato. Come mi diceva il pm [[Federico Cafiero De Raho|De Raho]]: "Nonostante tutte le ingiustizie, dobbiamo continuare a credere nella legalità. Andiamo avanti". Io vado avanti, ma a costo di enormi sacrifici. Sa quante volte ho dovuto pagare la benzina all'auto della scorta perché i ragazzi avevano buoni di società petrolifere che non ci sono nelle aree di servizio dell'autostrada? A quei poliziotti non pagano nemmeno gli straordinari, prendono due soldi. Come fa un [[Arma dei Carabinieri|carabiniere]] con due o tre figli a guadagnare 1.300 euro al mese e a essere onesto? E poi le smagliature nella sicurezza: durante il tragitto verso il tribunale ci sono sottufficiali che chiamano per sapere che percorso stiamo facendo. Io rispondo male: "Stiamo andando a trovare tua madre". Non mi fido.<ref name=iltempo/>
*Fin quando quando ci sono stato io non ci sono state vittime innocenti, erano tutti delinquenti, anche se avevano la fedina penale pulita. Eravamo in guerra.<ref name=iltempo/>
*Mio figlio non sapeva che è uno Schiavone, il suo nome è sempre stato un altro, perciò era all'oscuro che quell'uomo di cui parlavano ero io. Quando non ero in casa per andare a deporre ai processi, mia moglie gli diceva che stavo fuori per lavoro, per incarichi importanti. Degli altri miei sei figli ne conosceva uno soltanto, gli altri cinque ignorava che esistessero. Poi è venuto il giorno della verità. Gli ho detto: "Ti devo dire una cosa molto importante. Io ho fatto delle cose molto brutte, di cui mi sono pentito. Quel Carmine Schiavone di cui senti parlare sono io. Sono stato il boss dei Casalesi. Ho due famiglie. Quella di mio padre era di professionisti e ricchi possidenti. Quella di mia madre di piccoli agricoltori e banditi: purtroppo ho ripreso da quella di mia madre. Lei era la sorella del papà di [[Francesco Schiavone]]: quando questi aveva 13 anni sua mamma morì e la mia lo ha cresciuto. L'ho inventato io Sandokan.<ref name=iltempo/>

Menu di navigazione