Ultime parole da Romanzo criminale

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Ultime parole dai film.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Ultime parole dai libri.

Raccolta delle ultime parole pronunciate dai personaggi dal franchise di Romanzo criminale in punto di morte.

Film[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sto a morì... (Andrea/Il Grana)
Quattro ragazzini rubano una macchina e si rifugiano nel loro covo, una roulotte vicino ad Ostia. Qui i quattro decidono i loro "soprannomi da criminali": Dandi, Libanese, Freddo e Grana. Tuttavia, presto arriva la polizia, ad infrangere il loro idillio: mentre i primi tre fuggono Il Grana, che si era ferito nel furto della macchina e probabilmente ha avuto una emorragia interna, muore nella roulotte.
  • No, no, io devo vedere mia figlia... (Barone Rosellini)
Rapito da un gruppo di criminali, il Barone Rosellini viene portato in un casolare abbandonato e lì rinchiuso. Un giorno, i membri della banda irrompono nella cantina in cui è chiuso e gli ordinano di fare una foto, per dimostrare che è ancora vivo: il barone mostra reticenza, ma in quel momento Il Libanese, che ha sempre covato astio verso di lui per come trattava i genitori, suoi dipendenti, uccide Rosellini con un colpo di pistola alla testa, tra gli sguardi attoniti degli amici.
  • Il Napoletano: Bernardì, che minchia fai?
    Bernardino: Io passo, vado al cesso. Embè?
Due dei cinque più importanti boss di Roma, Il Napoletano e Bernardino, si ritrovano insieme in un locale a giocare a carte. Ad un certo punto, Bernardino si alza per andare in bagno: uscito dalla porta, si imbatte nel Freddo. Egli chiede al nuovo venuto che voglia, ma in quel momento viene attaccato alle spalle dal Dandi, che inizia a strangolarlo con una garota: mentre gli altri della banda massacrano a colpi di mitra Il Napoletano e i suoi uomini, Freddo, ritenendo il metodo di Dandi troppo lento, finisce Bernardino con due colpi di pistola.
Dopo aver fatto incarcerare Il Libanese, Il Terribile, unico boss sopravvissuto alla mattanza iniziale della banda, viene scaricato anche dal referente della mafia che lo proteggeva, Zio Carlo. Mentre si reca alla propria abitazione, il boss viene intercettato sulla scalinata di Trinità dei Monti da Libanese, Dandi e Freddo e viene pugnalato da quest'ultimo: dopo averlo fatto sedere, i tre prendono per un po' in giro Il Terribile, ormai agonizzante, per poi lasciarlo morire.
Durante una partita a Poker, Il Libanese insulta pesantemente la sua guardia del corpo nonché ex braccio destro del Terribile, Nicolino Gemito, rifiutandosi di pagargli un ingente debito di gioco, venendo fermato solo grazie all'intervento dei fidi Bufalo, Ricotta e Ciro Buffoni. Poco dopo, il boss di Roma esce dal locale, ubriaco e senza scorta, ma viene raggiunto e pugnalato dallo stesso Gemito, desideroso di vendetta: fatti pochi passi, Il Libanese cade a terra stremato, morendo circondato dalla folla.
  • A' Ste, và a vedere che succede. (Nicolino Gemito)
Dopo aver ucciso il libanese, Gemito si rifugia nella propria villa sul mare, mentre i suo famigliari vengono uccisi per vendetta dalla banda. Un giorno però sente dei rumori sospetti provenire dal cortile e invita un suo scagnozzo ad andare a controllare. L'uomo però viene ucciso da Bufalo e Ricotta, mentre il rumore sospetto erano Aldo Buffoni e Freddo che uccidevano gli altri scagnozzi: la banda infatti è stata avvisata da Zio Carlo sulla sua posizione. Preso dal panico, Gemito ingaggia una sparatoria con Bufalo e Ricotta, ma viene trattenuto dal Freddo, che aveva fatto il giro della casa, e pugnalato al collo da Aldo.
  • Grazie! Grazie! (Aldo Buffoni)
Aldo Buffoni ha tradito il Freddo e la banda vendendo per conto proprio parte della droga comprata in comune. Dopo esserlo venuto a sapere, Freddo porta con una scusa Aldo in un posto deserto. Qui, dopo un lungo dialogo e dopo aver concesso a Buffoni la possibilità di scappare in Brasile nonostante il tradimento, Freddo uccide Aldo a tradimento con un colpo di pistola, non fidandosi realmente di lui.
Su ordine di Dandi, prezzolato dai servizi segreti, Il Nero, sicario al servizio della banda, si reca a Milano, vicino al banco Ambrosiano. Qui, vedendo uscire un uomo, gli chiede il nome e, appurato che si tratta del suo bersaglio, il banchiere Danconi, lo uccide con un colpo di pistola:Il Nero si appresta poi a scappare con la propria motocicletta, ma in quel momento una guardia della banca, che aveva assistito all'omicidio dalle telecamere, gli spara alla schiena, facendogli sfondare la vetrina di un negozio e uccidendolo.
Divenuto il boss di Roma sacrificando quasi tutti i componenti della banda, Il Dandi si reca nel negozio di antiquariato che è solito frequentare per rilassarsi. Qui controlla e compra alcuni pezzi d'arte, poi, salutato il negoziante, esce per strada: tuttavia, mentre si mette gli occhiali viene raggiunto da un motociclista, che si rivela essere l'ex compagno Bufalo, rancoroso da quando fu catturato dalla polizia per un suo atto di codardia, che gli spara alla testa e al cuore uccidendolo.
  • Grazie mille, arrivederci! (Roberta Vannucci)
Dopo essere stata lasciata dal fidanzato, Il Freddo, Roberta Vannucci si reca in un piccolo bar e ordina un caffè. Dopo aver notato un uomo strano seduto accanto a lei, paga il conto e si dirige verso la propria macchina: appena la mette in moto però Roberta rimane uccisa dall'esplosione di una bomba, piazzata nella macchina dall'uomo misterioso, Ciro Buffoni, deciso a vendicare la morte del fratello Aldo.
Dopo aver ucciso Roberta, ragazza del Freddo, per vendicare il fratello Aldo, Ciro Buffoni si reca in chiesa per pregare per l'anima del fratello, ma non trova il suo solito confessore. Uscito dalla chiesa, si ritrova davanti Il Freddo: dopo un attimo di esitazione, i due compagni estraggono le pistole, ma il più veloce è Il Freddo, che uccide Ciro con un colpo alla testa. Subito dopo, Freddo fa per dirigersi in questura, in modo da costituirsi al commissario Scialoja, ma viene colpito a distanza da un cecchino mascherato, presumibilmente inviato dai servizi segreti.

Libro[modifica]

  • I soldi l'ho dati alla mia ragazza, mo' la chiamo col cellulare e te li faccio portare, eh? (Il piccoletto)
Dopo essere stato pestato e derubato da alcuni teppisti, un vecchio si ricompone e, comprata una pistola, trova il locale in cui i suoi aggressori sono andati a festeggiare. Il loro capo, un piccoletto, minaccia il vecchio ordinandogli di andarsene, ma questi per tutta risposta estrae l'arma e ferisce un suo associato. Preso dal panico, il piccoletto chiede pietà al vecchio, promettendo di restituirgli tutti i soldi: il vecchio è effettivamente tentato di limitarsi a recuperare il denaro per poi proseguire la sua fuga verso il Venezuela. Vinto dall'orgoglio, il criminale rivela al piccoletto il suo soprannome, facendogli capire di essere un ex membro della celebre Banda della Magliana: l'istante successivo il vecchio spara al teppista terrorizzato in piena fronte, venendo arrestato poco dopo.
  • Ah, pure tu stai co' questi! Hai fatto proprio 'na fine de merda! (Mario "Il Sardo")
Rilasciato dal manicomio criminale, Mario "Il Sardo" torna nel giro non rispettando i patti e chiedendo sprezzantemente agli altri capi della Magliana di ottenere un compenso extra per gli affari: i compagni, ormai stanchi delle sue sbruffonate e ancora scossi per la morte del Libanese, scelgono piuttosto di farlo fuori. Incontratosi con il Freddo e con altri complici apparentemente disarmati, Il Sardo viene portato nella baracca del Sorcio, dove lo aspetta l'ex sottoposto Ricotta: Mario lo insulta sprezzantemente, ma in quel momento Freddo estrae una pistola dalla scatola di cioccolatini che portava con sé e crivella di colpi l'ex complice.
  • Il Tedesco: Il banchiere è un abitudinario. Ogni mattina alle otto in punto esce da quel portone e monta sulla macchina di servizio. L'autista sarà qui a momenti. Parcheggia sempre là di fronte. Dobbiamo beccarlo mentre attraversa la strada per raggiungere l'auto. Sono quaranta-cinquanta passi. Non abbiamo molto tempo.
    Nembo Kid:È tutto a posto.
Ormai sempre più instabile e dipendente dalla cocaina, il membro della banda Nembo Kid riceve un delicato incarico dai suoi complici mafiosi: recarsi a Milano e uccidere un banchiere, giudicato scomodo per i loro soci dei servizi segreti deviati. Accompagnato dal Tedesco, un affiliato del posto, Nembo Kid si reca in moto dal banchiere e riesce a ferirlo all'uscita del suo studio: prima di poter finire l'opera però i due criminali vengono intralciati da una guardia giurata armata di mitra. I due provano a fuggire in moto, ma vengono colpiti da una raffica di mitra che uccide il Tedesco e ferisce Nembo Kid: caduto dalla moto, il boss prova a recuperare la sua pistola, ma viene immediatamente finito con un'altra raffica dalal guardia giurata.
  • Bene per che? (Zaraffa)
Accusati della morte di Terenzio Gemito, parente degli assassini del Libanese contro cui non avevano nulla, i membri della banda scoprono l'identità dell'assassino: si tratta di Zaraffa, loro spacciatore che ha ucciso Terenzio senza chiedere l'approvazione del gruppo. Apparentemente impressionati, quelli della banda lo invitano ad un meeting con i capi: l'ingenuo Zaraffa pertanto sale su una macchina guidata dal Freddo e con a bordo Scrocchiazeppi e Trentadenari. Dopo che Freddo si ferma in un posto isolato, Trentadenari procede a strangolare lo spacciatore con un laccio: il povero Zaraffa prova a dimenarsi, ma Scrocchiazeppi, deciso a farla finita il prima possibile, gli taglia brutalmente la gola finendolo con una serie di pugnalate, il tutto sotto gli occhi disgustati del Freddo.
  • Grazie, Freddo, grazie sei più che un fratello per me, grazie... fatte abbraccia', Freddo, fratello mio! (Aldo Buffoni)
Scoperto che l'amico fraterno Aldo Buffoni ha venduto nuovamente della droga alle spalle della banda, il Freddo lo porta in un luogo isolato e lo costringe a confessare: scoppiando in lacrime, Aldo chiede perdono all'amico promettendo di fuggire il giorno stesso in Brasile per sempre. Dopo un attimo di esitazione, Freddo promette ad Aldo che nessuno lo rivedrà mai più: convinto dalle parole dalle sue parole l'amico lo abbraccia calorosamente, ma Freddo gli spara subito due colpi al petto, uccidendolo a malincuore per farne un esempio.
  • I soldi? (Il Turco)
Con la banda ormai sciolta da tempo, il Bufalo esce dal manicomio criminale e rimette in piedi un giro di droga insieme all'amico Fierolocchio e al compagno di cella Pischiello: a rifornirli è il fratello di un suo conoscente siciliano, Turi Funciazza. In un momento di crisi a Palermo però il loro fornitore chiede un carico di droga da inviare in Sicilia: Bufalo pertanto si rivolge al Turco, un infido esponente della criminalità dei Balcani. All'incontro il fornitore chiede subdolamente una cifra maggiore: il rappresentante dei siciliani si oppone, ma Bufalo lo rassicura e apparentemente accetta l'accordo. Dopo aver visto il denaro Il Turco abbassa la guardia e consegna ai suoi compratori la droga che hanno richiesto: dopo aver chiesto i soldi tuttavia il criminale dei Balcani viene immediatamente freddato con un colpo alla testa dal Bufalo.
Vendendo i compagni e ammanicandosi con vari gruppi politici e criminali Dandi a diventare ricco e potente come sempre desiderato, entrando nel giro della legalitá. Un giorno, dopo una proposta di affari dei colleghi massoni e una discussione accesa col suo socio, il viscido Secco, Dandi decide di andare a ritirare alcune preziose vetrate che ha ordinato da tempo: nonostante Il Nero, suo fido braccio destro, lo metta in guardia sul ritorno in scena del Bufalo, l'ex boss non sente storie e si reca dal vetraio Savona. A sua insaputa tuttavia il Bufalo lavora per il Secco e ha organizzato un agguato con la sua nuova banda: così appena si avvicina alla bottega di Savona Dandi viene avvicinato da una moto guidata dal Pischello e con a bordo il toscano Conte Ugolino, che gli spara al cuore sotto gli occhi soddisfatti di Bufalo e Fierolocchio.

Serie televisiva[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Prima stagione[modifica]

  • Aiuto! Aiuto! Aiuto! Affanculo! (Capo dei teppisti)
Nel primo episodio una banda di giovani teppisti romani pesta a sangue un innocuo vecchietto, deridendolo e derubandolo. Dopo essersi ripreso, il vecchio si reca zoppicando al bar in cui il gruppetto si è fermato a bere: il loro capo si avvicina provocandolo e chiedendogli cosa voglia fare, ma il vecchio estrae una pistola e gli spara ad una gamba. Mentre tutti gli altri avventori del bar scappano, il vecchio si avvicina al capo dei teppisti e gli sussurra all'orecchio di aver fatto parte della Banda della Magliana: terrorizzato, il ragazzino prova ad indietreggiare venendo immediatamente colpito alla testa dal vecchio.
  • So' sceso a controlla', credevo che dormiva. (Gaetano Cannizzaro)
Nel primo episodio le due batterie criminali guidate dal Libanese e dal Freddo si uniscono per un colpo audace: rapire il ricco Barone Rosellini per estorcere un grosso riscatto. Il gruppo riesce nel suo intento, ma accade un imprevisto: Gaetano Cannizzaro, criminale di basso livello incaricato insieme ai suoi fratelli di custodire Roselini, ha ucciso il barone poiché questi lo aveva visto in faccia. Convinti di aver perso il prezioso riscatto, i membri delle due batterie prima se la prendono con Gaetano e poi iniziano a litigare tra di loro: improvvisamente però Il Libanese spara in testa a Canizzarro sotto i loro occhi sconvolti, deciso a portare ordine e a punire chi li ha inguaiati.
  • Vi lascio una barca, la villa! (Debitore del Sardo)
Nel secondo episodio Sergio Buffoni e Fierolocchio vengono incaricati dalla banda di liberarsi dei cadaveri di Rosellini e Cannizzaro: i due scelgono un posto isolato, ma vi trovano due uomini che stanno cospargendo di benzina una macchina. Avvicinandosi, i due vedono che nella macchina c'è un uomo legato che grida pietà: i due uomini, Trentadenari e Ricotta, sono infatti gli sgherri del Sardo, boss di Ostia a cui l'uomo in macchina deve del denaro. Mentre i due membri della banda scelgono di cambiare posto per seppellire i cadaveri l'uomo in macchina implora i suoi aguzzini promettendo di lasciargli ogni suo bene: irritati dalle sue grida, Trentadenari e Ricotta lo imbavagliano per poi dare fuoco alla macchina, procurandogli una morte lenta e dolorosa.
  • Ve spaccio gratis! Ve faccio tutto quello che ve pare! (Il Saggio)
Nel quinto episodio Il Libanese riallaccia i rapporti con Sara, sua fidanzata di un tempo: dopo una notte di passione però il boss scopre che la ragazza gli ha rubato il suo denaro e la sua macchina. Con l'aiuto della banda, Il Libanese riesce a catturare sia Sara che il suo attuale compagno nonché complice: si tratta del Saggio, un piccolo spacciatore da quattro soldi. Constatando la mediocrità del suo rivale, il boss chiede a Sara perché lo ha preferito a lui: per tutta risposta la ragazza rinfaccia al suo ex le violenze che è stata costretta a subire dagli uomini del Terribile, boss a cui Libanese aveva fatto uno sgarbo e con cui ora è costretto a collaborare. Comprendendo le ragioni di Sara, Libanese sceglie di risparmiare lei ma non il suo compagno: terrorizzato, Il Saggio chiede pietà promettendo di fare qualsiasi cosa per la banda, ma viene prontamente ucciso con un colpo al cuore dal boss sotto lo sguardo disperato dell'amata.
  • Non torna niente come prima, non ci torna niente come prima! (Sara)
Nel quinto episodio Il Libanese trova nel suo appartamento una sorpresa inaspettata: Sara infatti è tornata nuovamente da lui e gli punta una pistola contro. Nonostante l'ex provi a farla ragionare la ragazza gli rinfaccia le violenze e gli abusi che ha subito per opera sua e afferma che tornare indietro per lei è impossibile: l'istante successivo Sara si spara in testa senza che Il Libanese possa fare nulla per fermarla.
  • Ecco do' ammazzi chi te se mette contro: il cimitero dei martiri della Majana! Ma mo che c'hai tutta Roma contro, sto cimitero l'ha' da chiude'! Te devi scava' la fossa tua! E levati! (Satana)
Nel decimo episodioIl Bufalo informa Il Freddo di una notizia grave per il prestigio della banda: Satana, un allibratore che collaborò al rapimento del Barone Rosellini, ha infatti iniziato a sparlare di loro presso gli ambienti criminali di Roma. Dopo aver incontrato a sua volta l'allibratore Freddo informa i compagni per prendere provvedimenti: il giorno dopo Satana viene intercettato fuori casa sua dal Libanese, Il Dandi e lo stesso Freddo. Portato in una pineta isolato l'allibratore insulta nuovamente la banda augurandogli una brutta fine al più presto: stizzito, Il Libanese gli spara alla schiena uccidendolo sul colpo, invitando poi i due complici a sparargli a loro volta per lanciare un messaggio.
  • Ao', gl'avete fatta! Ma che... (Angioletto)
Nel undicesimo episodio Angioletto, giovane spacciatore nipote dell'ex boss Puma, passa un'intera mattinata a cercare i soldi che deve dare ai suoi misteriosi fornitori di droga. Riuscito nell'intento, egli li raggiunge in un vicolo isolato, portandogli i soldi: i due misteriosi fornitori però non stanno ai patti e lo crivellano di colpi seduta stante.
  • All'affari che faremo 'nsieme! (Enrico Bordini)
Nel undicesimo episodioIl Libanese, indagando sugli assassini e fornitori di Angioletto, viene a sapere di tradimenti e doppiogiochi messi in atto dai suoi compagni: profondamente deluso, egli si ubriaca nel loro night invitando ad un incontro i fratelli Enrico e Gianni Bordini, con cui la banda aveva avuto alcuni screzi in passato. Invitando i due a bere, Il Libanese sembra promettere ai due dei lucrosi affari per il futuro: proprio quando i Bordini abbassano la guardia tuttavia il boss svela di aver scoperto che sono stati proprio loro ad uccidere Angioletto e a fare concorrenza al gruppo. Il Libanese estrae un mitragliatore da sotto il bancone del bar e li crivella di colpi uccidendo Gianni sul colpo: vedendo Enrico ancora vivo il boss lo finisce massacrandolo brutalmente con un pesante posacenere.
  • Te l'ho già detto, ce volevamo rimette a paro! Volevamo arza' n po' de sordi spignendo 'n po' de droga! (Gianni Bordini)
Nel undicesimo episodioIl Libanese, indagando sugli assassini e fornitori di Angioletto, viene a sapere di tradimenti e doppiogiochi messi in atto dai suoi compagni: profondamente deluso, egli si ubriaca nel loro night invitando ad un incontro i fratelli Enrico e Gianni Bordini, con cui la banda aveva avuto alcuni screzi in passato. Invitando i due a bere, Il Libanese sembra promettere ai due dei lucrosi affari per il futuro: proprio quando i Bordini abbassano la guardia tuttavia il boss svela di aver scoperto che sono stati proprio loro ad uccidere Angioletto e a fare concorrenza al gruppo. Il Libanese estrae un mitragliatore da sotto il bancone del bar e li crivella di colpi uccidendo Gianni sul colpo: vedendo Enrico ancora vivo il boss lo finisce massacrandolo brutalmente con un pesante posacenere.
Nel dodicesimo e ultimo episodio Il Libanese, ormai in balia delle droghe e in rotta coi compagni, gioca una partita a Poker con Maurizio Gemito, ex guardia del corpo del Terribile: nonostante perda una grossa cifra egli rifiuta di pagare insultando tutti i presenti, mostrandosi ormai come un uomo meschino ed egocentrico. Affrontando una pioggia scrosciante, il boss arriva sotto la casa della madre, che lo ha rinnegato vista la sua vita da criminale, e le chiede di essere fiera di lui, il nuovo re della malavita romana: mentre sbraita sotto la pioggia tuttavia egli non si accorge di due uomini che gli arrivano alle spalle a bordo di una moto. Accortosi di loro, Il Libanese chiede sprezzante l'identità dei nuovi venuti, ma viene immediatamente colpito tre volte al petto dal passeggero: stupefatto, il boss viene finito con un colpo alla testa dal sicario, concludendo così la sua carriera criminale.

Seconda stagione[modifica]

  • No, bello! Ma perché voi chi cazzo sete? (Beato Porco)
Nel primo episodio i membri della banda indagano su chi possa aver ucciso il Libanese: tra le varie piste vi è quella del Beato Porco, un criminale di basso livello che si vanta in giro di aver ucciso Il Libanese. Inviati a controllare, Bufalo, Scrocchiazeppi e Fierolocchio si recano nel bar frequentato dal criminale: dopo un occhiata però i tre capiscono che Beato Porco non è altro che un ubriacone mitomane. Su sollecitazione degli altri avventori del bar Scrocchiazeppi e Fierolocchio fanno per andarsene, ma il Bufalo è comunque offeso dagli atteggiamenti dell'ubriacone e pertanto gli spara in testa per dare un esempio, sconvolgendo tutti i presenti tra cui i suoi compagni.
  • Io no sabia che voi sia una banda...! (Complice del transessuale)
Nel terzo episodio Ruggero Buffoni, incaricato di raccogliere i proventi dello spaccio, viene rapinato e picchiato da aggressori ignoti: i sospetti si annidano subito su Donatella, compagna del mafioso Nembo Kid arruolata da poco nell'organizzazione e divenuta amica del Freddo. Grazie ad una soffiata tuttavia la verità viene presto a galla: Ruggero è stato aggredito da due complici di una transessuale brasiliana con cui aveva appena consumato un rapporto sessuale. Rapito il trio di rapinatori, Freddo e gli altri della banda li interrogano su dove sia il denaro: uno dei due complici prova a giustificarsi affermando di non conoscere la loro banda, ma Il Freddo lo zittisce sparandogli immediatamente alla testa.
  • Me pare giusto... Io ho solo un'altra richiesta: io credo che è arrivato il momento che tu te ne vai affanculo! (Il Sardo)
Nel quarto episodio Il Sardo, ormai stanco della collaborazione con la banda, suggerisce al Dandi di eliminare il Freddo per diventare il capo assoluto della banda: apparentemente accondiscendente, il giovane invita il compagno e Trentadenari ad un meeting di pace nella villa-fortezza del boss di Ostia. Durante l'incontro, Dandi punta la sua pistola contro il Freddo e gli chiede sprezzante di non portare rancore: all'ultimo però il giovane boss spara a sorpresa contro il Sardo, uccidendolo mentre gli altri della banda massacrano i suoi uomini all'esterno.
  • Questo lo devi chiedere a Zio Carlo. (Il Nero)
Nel quinto episodio il camorrista Don Mimmo, socio del Sardo, sceglie di vendicare la morte del suo socio: dopo aver sequestrato il Freddo il boss ordina alla banda di consegnargli l'assassino del boss di Ostia. Insospettito da alcuni atteggiamenti del Nero, amico neofascista del Freddo con cui la banda ha acuto a che fare in passato, Dandi comprende finalmente la verità sulla morte del Libanese: per salvare Freddo pertanto organizza un meeting con Don Mimmo e i suoi uomini, a cui parteciperanno i membri della banda e al neofascista. Avvicinandosi ai camorristi insieme al Nero, Dandi gli punta improvvisamente una pistola contro e lo accusa di aver ucciso il Libanese insieme a Nembo Kid: dopo che il neofascista rivela il nome del mandante, il mafioso Zio Carlo, Dandi gli spara in testa tra lo shock dei presenti, vendicando il Libanese una volta per tutti.
  • A' Sergio, dije qualcosa te... (Il Canna)
Nel sesto episodio Freddo scopre da Donatella che uno spacciatore della zona dei fratelli Buffoni, noto come Il Canna, sta vendendo droga per conto proprio: insospettito dalla situazione e vedendo la banda sempre più a pezzi il boss ordina ai due fratelli di occuparsene. Raggiunto lo spacciatore, Ruggero inizia a pestarlo e gli chiede chi sia il suo fornitore, ma questi appare confuso e chiede aiuto a suo fratello: imbarazzato, Sergio estrae la pistola e lo crivella di colpi, sotto lo sguardo incredulo e sospettoso del fratello.
  • Li mortacci tua! (Sergio Buffoni)
Nel settimo episodio Freddo scopre che a vendere della droga a sua fratello Gigio è stato Il Sorcio, fido "assaggiatore" della banda: portatolo in un luogo isolato, il boss lo interroga insieme al fido Sergio Buffoni per scoprire chi lo abbia rifornito di droga facendo concorrenza alla banda. Grazie ad una soffiata del Dandi tuttavia Freddo scopre che il traditore è proprio Sergio: impedendogli di uccidere Il Sorcio per tappargli la bocca il criminale testaccino porta l'amico all'aeroporto di Fiumicino e lo mette davanti alla verità. Mentre un terrorizzato Sergio prova a giustificarsi promettendo di andarsene via all'estero per non tornare mai più, Freddo non lo ascolta e, comprendendo che ormai la banda è definitivamente andata in pezzi, fa un mesto sorriso: fraintendendo la sua reazione, l'amico lo abbraccia convinto del perdono, venendo però pugnalato al petto dal recalcitrante boss.
  • Fierolo', eh... scusame, 'o so c'ho fatto 'n macello! Però me organizzi n'artro pajo de'ncontri, te sistemo tutto! (Marcellino)
Nel settimo episodio Fierolocchio organizza un incontro truccato con un giovane pugile, Marcellino, che dovrà perdere un incontro su cui il criminale ha scommesso un'ingente cifra di denaro. Durante l'incontro però Fierolocchio apprende la notizia della morte dell'amico fraterno Sergio Buffoni: come se non bastasse, non sorveglia Marcellino che nella foga dell'incontro manda al tappeto il pugile rivale, facendogli perdere molto denaro. Raggiunto il suo sponsor negli spogliatoi, Marcellino gli chiede scusa e promette di rimediare all'errore con altri incontri: Fierolocchio tuttavia non sente ragioni e pesta a morte il giovane con il calcio della sua pistola, sfogandosi per la morte di Sergio.
  • Dì ar Dandi che è stato un piacere! (Il Larinese)
Nel nono episodio la banda viene incarcerata per il pentimento del Sorcio: per scampare alla galera Dandi invia Donatella a contrattare col Larinese, rapinatore e falsario venuto in possesso della lista mancante dei membri della loggia P2, fondamentale per ricattare i Servizi Segreti. Dopo essere stata perquisita da un guardiaspalle, Donatella consegna al Larinese due miliardi in cambio della lista: soddisfatto per l'affare, il falsario fa per allontanarsi insieme al guardiaspalle, ma Donatella estrae una pistola dalla sua minigonna e uccide i due per recuperare il denaro di Dandi.
  • Ao', ma Dandi 'ndo cazzo sta?! (Lucio "Scrocchiazzeppi" Fabiani)
Nel decimo e ultimo episodio Scrocchiazzeppi esce dopo tanti anni dal carcere insieme a Ruggero Buffoni, trovando però una situazione drammatica: l'amico fraterno Fierolocchio infatti è divenuto l'amante di sua moglie Angelina, che ha sperpera5to tutto il suo denaro. Recandosi da Dandi, Scrocchiazeppi ottiene di essere liquidato con duecento milioni di lire con cui poter vivere all'estero: alla consegna del denaro si recano uno sgherro del Dandi e Fierolocchio, costretto a lavorare per l'ex compagno per sopravvivere. Roso dai sensi colpa, Fierolocchio prova a rassicurare l'amico assicurandosi che la quantità el denaro sia quella giusta: limitandosi a guardarlo con disprezzo Scrocchiazeppi controlla la borsa coi soldi e fa per andarsene, ma lo sgherro di Dandi gli spara improvvisamente in testa per ordine del suo boss, il tutto sotto lo sguardo disperato di Fierolocchio.
  • Proprio a te aspettavo! (Ruggero Buffoni)
Nel decimo e ultimo episodio Ruggero Buffoni, che ha recentemente torturato e ucciso Gigio per vendicarsi del Freddo, guarda in tv la caduta del muro di Berlino ubriacandosi e sniffando cocaina: sentendo qualcuno bussare alla porta il criminale va ad aprire, ma si trova davanti Donatella che gli spara immediatamente alla testa per vendicare Gigio.
Nel decimo e ultimo episodio il Dandi, ormai divenuto il boss di Roma vendendo tutti i compagni, ha un ultimo incontro col Freddo, tornato da Tangeri per vendicarsi del passato: i due tuttavia comprendono che un eventuale omicidio sarebbe l'ennesima violenza vuota tra di loro e pertanto si dicono addio. Passeggiando per le vie di Roma, Dandi sceglie di proseguire senza la fastidiosa scorta dei suoi gorilla: salutato l'antiquario Rossi il boss si sofferma un momento ad osservare un trono vuoto dentro al suo negozio, simbolo del suo "regno" costruito fregandosene degli amici. Notando poi un giovane in moto, Dandi si volta e si ritrova davanti un'altra moto guidata da Fierolocchio e con a bordo il Bufalo, inviati dal Secco per spodestarlo e vendicarsi dei torti subiti: accettando il proprio destino, il boss viene crivellato dal Bufalo, morendo dopo un ultima visione del cielo di Roma.
Nel decimo e ultimo episodio dopo l'incontro con Dandi Il Freddo sceglie di chiudere per sempre la sua carriera criminale: chiamato Nicola Scialoja, commissario di polizia che ha sempre cercato di incastrare la banda, l'ex boss organizza un appuntamento presso Fontana delle Tartarughe, pronto a rilasciare una testimonianza definitiva sulla storia criminale degli ultimi vent'anni. Mentre aspetta tuttavia si ritrova davanti Donatella, inviata dai Servizi Segreti per chiudergli la bocca: dopo un ultimo sguardo l'amante crivella di colpi l'ex amante con una pistola silenziata, mandando definitivamente in fumo i piani di Scialoja.
Alla fine del decimo e ultimo episodio si conclude il lungo flashback iniziato con l'apertura della serie: il misterioso vecchio, in realtà Il Bufalo, torna zoppicando al bar di Franco, storico ritrovo della banda, trovando drasticamente cambiato. Sotto i suoi occhi però il locale torna quello di un tempo e il vecchio criminale rivede tutti i compagni di un tempo felici ed uniti: sentendo delle sirene della polizia, Il Bufalo allerta Il Libanese, che tuttavia gli ricorda come lui ormai sia l'ultimo vivo della banda. Mentre la visione svanisce due poliziotti entrano nel bar e puntano le loro pistole contro Il Bufalo, intimandogli di farsi arrestare per l'omicidio del giovane teppista: comprendendo di non avere un altra strada e volendo ricongiungersi con gli amici il vecchio criminale accetta il proprio destino e voltandosi estrae la propria pistola, venendo immediatamente crivellato di colpi dai poliziotti.