Carlo Bo

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Carlo Bo

Carlo Bo (1901 – 2001), critico letterario italiano.

Indice

[modifica] Citazioni di Carlo Bo

  • Il dato della morte è indissolubile dal quadro delle categorie di ogni vero romanziere. In fondo ogni romanziere degno di questo nome non fa altro che proporre una risposta semplice e inevitabile domanda. Sartre ha detto di volerla evitare ma la sua dichiarazione ha un valore relativo; il suo mondo era così impregnato di morte, da poterne fare a meno, da metterla per un momento in un angolo, ma i suoi personaggi in fondo non ci dicono mai se sono liberi, se tutto si giuoca qui e adesso. Anzi direi che l'uomo solo di Sartre è solo perché è di fronte alla morte, perché nessuna illusione riesce a attecchire nella sua memoria, nel registro della fantasia. (citato in Paolo Caruso, introduzione a Jean-Paul Sartre, La nausea, traduzione di Bruno Fonzi, Oscar Mondadori, 1969)
  • Il destino così doloroso di Dino Campana risponde precisamente ad un problema sollevato dal giovane Victor Hugo, verso il 1834. La domanda di questo allora quasi sconosciuto Hugo era: "Jusqu'à quel point le chant appartiene à la voix, et la poèsie au poéte?". Domanda di una inesauribile novità e contro cui nulla hanno potuto le innumerevoli esperienze poetiche in più di un secolo, anzi direi che rimane confermata dalle maggiori audacie degli esempi più usati: l'autorizzano Baudelaire, Rimbaud e la storia dei surrealisti. Noi sappiamo i nomi che mancano, quello di Dino Campana va fatto senza timore. (da La nuova poesia: Storia della letteratura italiana – il Novecento)
  • In un mondo minacciato, la letteratura dovrebbe essere una guida, non un rifugio. (da Riflessioni critiche, Sansoni)
  • [Su Salvatore Quasimodo] Non è stato un tradimento e non è stato neppure una stagione di debolezza; questi accenti nuovi, queste forme più distese e, insomma, questa voce finalmente spiegata denunciano la vitalità della sua presenza, il suo modo di residtere nella propria verità contro le suggestioni del tempo... (citato da Gilberto Finzi, in introduzione e bibliografia a Salvatore Quasimodo, Tutte le poesie, Arnoldo Mondadori Editore, 1968)

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  • Solo i sognatori fanno qualcosa.
  • Il bisogno di leggere è prima di tutto il bisogno di stare con se stessi.

[modifica] Introduzione a Canti orfici e altri scritti

[modifica] Incipit

Campana è unico nella storia della poesia italiana del Novecento e lo è a tal punto da far pensare a un fatto irrepetibile di vocazione e di conquista immediata. Inutile insistere sulla leggenda, sul triste destino dell'uomo: nel suo caso le notizie biografiche hanno – nonostante tutte le apparenze contrarie – un valore minimo, alla fine trascurabile. Per quanto ci tocca, la follia con cui ha passato l'ultima parte della sua vita finisce per diventare una conferma della sua "diversità" e la delimitazione della sua ragione poetica.

[modifica] Citazioni

  • Il caso Campana rappresenta – a nostro avviso molto bene – un vuoto fra il canto pieno della grande poesia dell'Ottocento e la partenza di Ungaretti, avvenuta da zero. (p. XXXII)
  • C'è stata una rapidissima stagione in cui ogni motivo è apparso privo di consistenza, una stagione di liquefazione degli schemi e dei mezzi della poesia ed è stato proprio in quest'ambito che è avvenuto l'incontro di Dino Campana con la poesia. (pp. XXXII-XXXIII)
  • Campana resta l'ultimo poeta, il poeta toccato e divorato dal fuoco, il poeta che è entrato per sempre nel cuore stesso della notte e non ne è più uscito. (p. XXXIII)

[modifica] Citazioni su Carlo Bo

  • A Carlo Bo non piacciono i miei versi. | Ai miei versi non piace Carlo Bo. (Franco Fortini)

[modifica] Bibliografia

  • Dino Campana, Canti orfici e altri scritti, introduzione di Carlo Bo, Oscar Mondadori, 1972.

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