Jules Verne
Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jules Verne (1828 – 1905), scrittore francese.
Indice |
[modifica] Citazioni
- Guarda a tutt'occhi, guarda. (da Michele Strogoff)
[Michele Strogoff]
[modifica] Senza fonte
| Le citazioni di questo paragrafo non sono sostenute da un'indicazione precisa delle fonti.
Se conosci la fonte di una di queste puoi migliorare la voce inserendola. Nuove citazioni senza fonte saranno cancellate.
|
- Con i sottomarini non vi saranno più battaglie navali e le navi da guerra non saranno più necessarie, e poiché si continuano a inventare strumenti di guerra sempre più perfezionati e micidiali la guerra stessa diventerà impossibile.
[1904]
- La scienza non esclude gli errori; anzi, talora sono proprio questi a portare alla verità.
- Un inglese non scherza mai quando si tratta di una cosa importante come una scommessa.
[Il giro del mondo in 80 giorni]
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] 20.000 leghe sotto i mari
L'anno 1866 fu contraddistinto da un avvenimento molto strano, un fatto inspiegato e inspiegabile che certamente nessuno ha dimenticato. Se ne parlava nei porti e nelle città di mare, nelle piazze delle città continentali, ma soprattutto ne furono colpiti i marinai: negozianti, armatori, capitani di navi, skippers e masters d'Europa e d'America, ufficiali della marina, militari di tutti i paesi, oltre ai governi dei vari Stati dei due continenti si occuparono col più grande interesse di questo fatto.
[Opportunity Books, traduzione di Maria Paola De Benedetti]
[modifica] Viaggio al centro della terra
Il 24 maggio 1863 (era una domenica) mio zio, il professor Lidenbrock, rientrò a precipizio in casa sua, una casetta sita al numero 19 della Königstrasse, tra le strade più antiche del quartiere vecchio di Amburgo.
La buona Marta dovette ritenersi assai in ritardo; infatti sui fornelli della cucina la colazione incominciava ad arrosolarsi appena allora.
[Alberto Peruzzo Editore, traduzione di Maria Gallone]
[modifica] La Jangada
[modifica] Incipit
Un capitano dei boschi
«Moblssthvuprudepmifhomvvvrgllqmont
oogghqmeuvdatopnrifouroibamfmltgquz
fzeprnqdspbrnmoqfrrniuvrsfpndquaggh
qzipzniviihqsboqpnmiqzztdipzrdfrvnvl
lrqqhivrsahnlepqnibgqvzflrinaaueohqbf
gqqgforczrfnstzhaprqnrpntmhlfusfhoqb
qonqptatdcpprgghqeouzuluaqnfnepznsp
zmnrappqhnqnoqqrrfiquzlhe.»
L'uomo che teneva in mano il documento il cui ultimo paragrafo era formato da questa strana accozzaglia di lettere, dopo averlo riletto attentamente rimase qualche minuto sopra pensiero. Il documento comprendeva un centinaio di righe che non erano neppure divise in parole, e aveva tutta l'aria di essere stato scritto da anni. Il tempo aveva già steso la sua patina giallastra sul foglio di carta spessa, coperto da quei geroglifici.
Con quale criterio erano state scritte quelle lettere?
Soltanto quell'uomo avrebbe potuto dirlo. Poiché questi linguaggi cifrati sono come le serrature delle casseforti moderne e si difendono nello stesso modo. Le combinazioni di cui sono suscettibili si contano a miliardi, né basterebbe la vita intera di un calcolatore per trovarle tutte. Occorre la «parola» per aprire la cassaforte; occorre il «numero» per leggere un crittogramma di questo genere. Infatti, come vedremo, il documento doveva sfidare i tentativi più ingegnosi e in circostanze molto gravi.
L'uomo che aveva riletto il documento era un semplice capitano dei boschi.
[modifica] Citazioni
- Il mezzo miglio di foresta era stato abbattuto. Toccava ora ai carpentieri, il compito di costruire una zattera con gli alberi più volte secolari che giacevano sulla sponda.
Sotto la direzione di Gianni Garral, gli indiani della fazenda dovevano mettere in opra tutta la loro bravura, che era davvero eccezionale. Con un'accetta e una sega lavoravano legni duri a tal punto da intaccare il taglio dei loro arnesi!
I tronchi d'alberi, una volta tagliati, non erano stati gettati subito nel loro letto dell'Amazzone; Gianni Garral li aveva fatti disporre simmetricamente sopra un greto di vaste proporzioni, che aveva fatto ulteriormente abbassare, alla confluenza del Nanây con il gran fiume.
Lì doveva essere costruita la jangada. L'Amazzone avrebbe pensato a metterla a galla, giunto il momento di condurla a destinazione.
[Jules Verne, La Jangada, l'ulivo Biblioteca Salani, Casa Editrice Adriano Salani, Firenze.]
[modifica] Citazioni su Jules Verne
- Maestro, quasi sogni avventurosi | sognammo sulle trame dei tuoi libri! | La Terra il Mare il Cielo l'Universo | per te, con te, poeta dei prodigi, | varcammo in sogno oltre la Scienza. (Guido Gozzano)
- Non è solo nei romanzi di Giulio Verne, che si scende nelle profondità del mare o che si sale vicino alle stelle; anche nella realtà della vita quotidiana si compiono ogni giorno meraviglie strabilianti. (Francesco Olgiati)
- Tutta la sua opera mira all'enciclopedia [...]. Si parla sempre dell'impareggiabile fantasia di Verne nel prevedere le invenzioni scientifiche. In realtà era un grande lettore di riviste scientifiche, che arricchiva di quello che via via veniva a sapere sulle ricerche in corso. (Italo Calvino)
[modifica] Bibliografia
- Jules Verne, La Jangada, l'ulivo Biblioteca Salani, Casa Editrice Adriano Salani, Firenze.
[modifica] Voci correlate
- George Sand – amica e spesso fonte di ispirazione
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Jules Verne
Wikipedia contiene una voce riguardante Jules Verne