Beniamino Placido

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Beniamino Placido (1929 – 2010), giornalista, critico letterario e critico televisivo italiano.

Citazioni di Beniamino Placido[modifica]

  • Anche il nostro Gianni Brera (il nostro: l'abbiamo amato con passione e devozione) ha scritto dei bellissimi romanzi. Erano le sue cronache sportive. Piene di romanzesche vicende: Consolini che lancia il disco, Coppi che scala l'Izoard; e di personaggi mitico-romanzeschi. Come Gigi Riva, possente ala sinistra del Cagliari e della Nazionale che diventa una sorta di poderoso guerriero longobardo e viene ribattezzato "Rombo di tuono". Ma anche Gianni Brera deve aver avuto in vita i suoi momenti di debolezza (per questo l'amiamo ancora di più). Deve aver pensato anche lui che se vuoi essere considerato un vero scrittore – non un semplice estensore di cronache sportive, per quanto geniali – devi scrivere qualche storiella immaginaria, con personaggi immaginari.[1]
  • La televisione presenta un mondo fatto di facce e di facciate, di immagini. Ti fa credere che è tutto lì. Ti fa dimenticare che dietro quelle facce, quelle facciate c'è un altro universo. Che lei, la televisione, non ha modo di esplorare.[2]
  • [Nell'ottobre 1994, rifiutando la proposta di Gianfranco Ravasi di collaborare alla stesura di una grammatica di ebraico non solo per gli specialisti] Lui ci mette la scienza e io l'ignoranza. No, non posso fargli fare brutta figura.[2]
  • [Alla domanda: «Che cosa significa fare il critico televisivo»] Ma, credo che dipenda dalle generazioni, e noi apparteniamo per tua fortuna a generazioni diverse. Per la mia generazione significa, come nei paesi, affacciarsi alla finestra e vedere che cosa accade, chi passa, che cosa si dice, né più né meno. Non l'ho mai presa in modo diverso da questo, che però è un modo, mi pare, estremamente rispettabile.[2]
  • Si tratta piuttosto di una infezione. Che deve interessare la medicina. Ci troviamo in presenza di una recrudescenza di quel triste fenomeno che si chiamava "il complesso del sifilitico". Ben noto ai medici ed ai trattati di medicina del primo Novecento. Quando la sifilide imperversava e faceva veramente paura. Il cosiddetto "mal francese" (Syphillis sive de morbo gallico suonava il titolo del famoso poemetto cinquecentesco di Girolamo Fracastoro: mentre i francesi ne davano la colpa ai napoletani e tutti insieme agli abitanti dell'America, appena scoperta) il mal francese, dicevo rappresentava un incubo per ogni persona, per ogni famiglia. Pare che il nonno di quel tale sia morto non già di polmonite, ma di sifilide, si sussurrava. Pare che anche sua sorella, quella che dicono suicidata, fosse affetta da quel venereo male, si insinuava sottovoce. Si diceva ancora, – e i libri di medicina lo raccontavano – che il sifilitico vero e proprio, nell'ansia di vendicarsi del mondo, lasciava in giro di nascosto, da vero untore, delle tracce fisiologiche – vuoi liquide, vuoi solide – della sua malattia.[3]
  • [Su Paolo Villaggio] Un uomo evidentemente deciso a rovinarsi con le sue mani (e siccome è bravo, vedrete che ci riuscirà a furia di partecipare a tutte le scemenze televisive possibili).[4]

Citazioni su Beniamino Placido[modifica]

  • Beniamino Placido è stato un genio moderno. Era una persona splendida, un intellettuale aperto al nuovo e curioso. I suoi articoli sui media, i suoi libri e le sue trasmissioni televisive erano lievi, eleganti e popolari. (Walter Veltroni)
  • Era un conversatore eccezionale: spiritoso, imprevedibile, ma soprattutto maieutico. Sapeva infatti tirar fuori dai suoi interlocutori, con domande pertinenti e soprattutto impertinenti, tutto quello che gli serviva per... apparecchiare la tavola. [...] Non una ma mille volte ha aiutato i suoi lettori a pensare. (Paolo Mauri)
  • Giornalista di profonda cultura e di fine e originale stile letterario, egli seppe indagare e far conoscere con spirito critico e visione lungimirante il fenomeno della televisione di massa e la sua influenza sull'evoluzione del costume sociale. (Giorgio Napolitano)

Note[modifica]

  1. Da Gianni Brera, terra e sport, la Repubblica, 4 giugno 1993.
  2. a b c Citato in Aldo Grasso, Davanti allo schermo, affacciato alla finestra, Corriere della Sera, 7 gennaio 2010.
  3. Da Croce, Einaudi... Ma perché tanto veleno contro di loro?, la Repubblica, 14 luglio 1998.
  4. Citato in Roberto D'Agostino, Chi è, chi non è, chi si crede di essere, Arnoldo Mondadori, 1988.

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