Beniamino Placido

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Beniamino Placido (1929 – 2010), giornalista, critico letterario e critico televisivo italiano.

  • [Su Paolo Villaggio] Un uomo evidentemente deciso a rovinarsi con le sue mani (e siccome è bravo, vedrete che ci riuscirà a furia di partecipare a tutte le scemenze televisive possibili). (citato in Roberto D'Agostino, Chi è, chi non è, chi si crede di essere, Arnoldo Mondadori, 1988)
  • La televisione presenta un mondo fatto di facce e di facciate, di immagini. Ti fa credere che è tutto lì. Ti fa dimenticare che dietro quelle facce, quelle facciate c'è un altro universo. Che lei, la televisione, non ha modo di esplorare. (citato in Corriere della sera, 7 gennaio 2010)
  • Ma, credo che dipenda dalle generazioni, e noi apparteniamo per tua fortuna a generazioni diverse. Per la mia generazione significa, come nei paesi, affacciarsi alla finestra e vedere che cosa accade, chi passa, che cosa si dice, né più né meno. Non l'ho mai presa in modo diverso da questo, che però è un modo, mi pare, estremamente rispettabile. [risposta ad una domanda di Aldo Grasso su cosa significasse fare una critica televisiva] (citato in corriere.it, 7 gennario 2010)
  • Lui ci mette la scienza e io l'ignoranza. No, non posso fargli fare brutta figura. [ottobre 1994, rifiutando la proposta di Gianfranco Ravasi di collaborare alla stesura di una grammatica di ebraico non solo per gli specialisti] (citato in corriere.it, 7 gennario 2010)

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