Robert Baden-Powell

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Sir Robert Baden-Powell

Robert Baden-Powell, titolo completo Sir Robert Stephenson Smyth Lord Baden-Powell, Primo Barone Baden-Powell di Gilwell, noto anche come B.-P. (1857 – 1941), militare, educatore e scrittore britannico, fondatore del movimento mondiale dello scautismo.

Citazioni di Robert Baden-Powell[modifica]

  • Cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto non l'avete trovato.[1]
  • Il segreto di ogni sana educazione è di far sì che ogni allievo impari da sé, invece di istruirlo convogliando dentro di lui una serie di nozioni in base ad un sistema stereotipato.[2]
  • Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.[1]
  • Quando guardate, guardate lontano, e anche quando credete di star guardando lontano, guardate ancor più lontano![3]
  • Un sorriso fa fare il doppio della strada di un brontolio. Un colpetto sulla spalla è uno stimolo più efficace di una puntura di spillo.[4]

Scautismo per ragazzi[modifica]

  • [Incipit] Immagino che ogni ragazzo desideri rendersi utile alla sua Patria in un modo o nell'altro.
    C'è un mezzo col quale può farlo facilmente, ed è quello di divenire Esploratore. (p. 28)
  • [Legge scout]
    1. L'onore di un Esploratore è di essere creduto. [...]
    2. L'Esploratore è fedele: al Re, alla Patria, ai suoi Capi, ai suoi genitori, ai suoi datori di lavoro e ai suoi dipendenti. [...]
    3. Il dovere di un Esploratore è di essere utile e aiutare gli altri. [...]
    4. L'Esploratore è amico di tutti e fratello di ogni altro Esploratore, quale che sia il Paese, la classe sociale o la confessione religiosa cui l'altro appartiene. [...]
    5. L'Esploratore è cortese. [...]
    6. L'Esploratore è un amico per gli animali. [...]
    7. L'Esploratore ubbidisce agli ordini dei suoi genitori, del Capo Pattuglia o del Capo Reparto senza replicare. [...]
    8. L'Esploratore sorride e fischietta in tutte le difficoltà. [...]
    9. L'Esploratore è economo. [...]
    10. L'Esploratore è pulito nel pensiero, nella parola e nell'azione. (pp. 48-51)
  1. A Scout's honour is to be trusted. [...]
  2. A Scout is loyal to the King, his country, his officers, his parents, his employers, and those under him. [...]
  3. A Scout's duty is to be useful and to help others. [...]
  4. A Scout is a friend to all, and a brother to every other Scout, no matter to what social class the other belongs. [...]
  5. A Scout is courteous. [...]
  6. A Scout is a friend to animals. [...]
  7. A Scout obeys orders of his parents, patrol leader or Scoutmaster without question. [...]
  8. A Scout smiles and whistles under all difficulties. [...]
  9. A Scout is thrifty. [...]
  10. A Scout is clean in thought, word and deed.
  • [Promessa scout]
    Sul mio onore prometto di fare del mio meglio
    per fare il mio dovere verso Dio e verso il Re,
    per aiutare gli altri in ogni momento
    per ubbidire alla Legge scout. (p. 51)
On my honour I promise that I will do my best --
To do my duty to God and the King.
To help other people at all times.
To obey the Scout Law.
  • Il motto scout è Sii preparato, ciò significa che vi terrete sempre pronti, in spirito e corpo, a compiere il vostro dovere. (p. 52)
  • Il Consiglio dei Capi Pattuglia e la Corte d'Onore sono una parte importante del sistema delle Pattuglie, quasi un comitato permanente che manda avanti gli affari del Reparto. (p. 62)
  • San Giorgio era il modello a cui dovrebbe ispirarsi ogni Scout. (p. 284)
  • [Explicit] Lo Scautismo è un bel gioco, se ci diamo dentro e lo prendiamo nel modo giusto, con vero entusiasmo. E come altri giochi, scopriremo anche che, giocandolo, guadagneremo forza nel corpo, nella mente e nello spirito. Ma, non dimenticatelo!, si tratta di un gioco all'aria aperta, e dunque ogni volta che ne capiti l'occasione andatevene all'aperto. E l'augurio di buona fortuna e buon campo vi accompagni! (p. 353)

Manuale dei Lupetti[modifica]

  • La Legge del Branco
    1) Il Lupetto ascolta il Vecchio Lupo
    2) Il Lupetto non ascolta se stesso. (p. 19)
The Law of the Wolf Cub Pack
1. The Cub gives in to the Old Wolf;
2. The Cub does not give in to himself.
  • La Promessa del Lupetto
    Prometto di fare del mio meglio:
    per compiere il mio dovere verso Dio ed il Re;
    per osservare la Legge del Branco e fare una Buona Azione a vantaggio di qualcuno ogni giorno. (p. 19)
The Wolf's Cub Promise
I promise to DO MY BEST–
To do my duty to God and the King,
To keep the Law of the Wolf Cub Pack,
and to do a good turn to somebody every day.
  • [Incipit] C'era una volta, nella lontana India una grande tigre che si aggirava nella giungla in cerca di cibo. Giunse finalmente ad un luogo dove era accampato un boscaiolo con la sua famiglia, e pensò che sarebbe stata proprio una gran bella cosa di procurarsi un uomo addormentato o, meglio ancora, un piccolo bimbo grassottello per cena. (p. 22)
  • I piccoli Esploratori che non sono grandi abbastanza per entrare negli Esploratori si chiamano "Lupetti".
    Perché? Perché un lupetto è un giovane lupo. Gli Esploratori si chiamano "Lupi" ed i piccoli Esploratori si chiamano perciò "Lupetti". (p. 24)
  • "Del nostro meglio" è il motto dei Lupetti. (p. 32)
"Do your best" is the Cub's motto.
  • [Explicit] Spero, pertanto, che questo manuale sarà trovato utile dai Capibranco, non soltanto perché esso propone loro alcune linee di attività ed indica le relative motivazioni, ma anche perché mostra loro che le difficoltà, che a tutta prima possono loro apparire come montagne, sono, se affrontate come si deve, semplici tane di talpe, e che il lavoro richiesto è tanto affascinante per l'adulto educatore quanto valido per le giovani vite confidate alle sue cure e per i futuri cittadini del nostro Impero. (p. 310)

Il libro dei capi[modifica]

  • Qualcuno ha detto che ciò che manca ai giovani è un ambiente. Ebbene, noi abbiamo un ambiente da proporre loro nello Scautismo e nel Guidismo, ed è quello che Dio ha messo a disposizione di tutti: l'aria aperta, la felicità, l'essere utili agli altri. (prefazione, p. 17)
  • Si seguono volentieri dei suggerimenti quando se ne comprende lo scopo. (prefazione, p. 18)
  • Anche nel peggior carattere c'è il 5% di buono. Il gioco consiste nel trovarlo e quindi nello svilupparlo fino ad una proporzione dell'80% o 90%. (p. 21)
Anche il più grande criminale ha il cinque per cento di bontà.[5]
  • [...] È necessario muoversi: restare fermi non serve a nulla. Dobbiamo scegliere tra le due cose, andare avanti o restare inerti. Andiamo avanti, dunque, e col sorriso sulle labbra. (p. 22)
  • [...] È solamente guardando agli obiettivi fondamentali del Movimento [scout], o agli effetti che avranno tra dieci anni le misure adottate oggi, che si possono vedere nelle loro giuste proporzioni le singole decisioni di oggi. (p. 23)
  • La prima cosa per riuscire nell'educazione è di sapere qualcosa sui ragazzi in genere, e poi sul vostro ragazzo in particolare. (p. 26)
  • Dobbiamo ricordarci che per natura il ragazzo possiede il senso del comico e che, anche se talora può peccare per superficialità, sarà sempre in grado di apprezzare una battuta spiritosa e di vedere il lato buffo delle cose. (p. 26)
  • In genere il ragazzo ha un'estrema fiducia nelle sue forze. Per questo non ama sentirsi trattare da bambino e sentirsi dire ciò che deve fare e come farlo. Preferisce di gran lunga tentare da sé, anche se ciò può condurlo a commettere errori marchiani. (p. 27)
  • Quando un ragazzo scopre che qualcuno s'interessa di lui, gli risponde seguendolo ovunque lo conduca. (p. 27)
  • Mr. Casson, scrivendo nella rivista Teacher's World, così descrive quel complicato prodotto della natura che è il ragazzo: "[...] Ridere, lottare, mangiare! Ecco i tre elementi indispensabili al mondo del ragazzo. [...] Un ragazzo non è un animale da tavolino, e non è fatto per restare seduto. E non è neanche un pacifista, o un seguace del detto "prudenza innanzitutto", o un topo di biblioteca, o un filosofo. È un ragazzo, Dio lo benedica, pieno di allegria, di combattività, di appetito, di audace monelleria, di rumorosità, di spirito di osservazione, di agitazione, fino a traboccarne. Se no, è un anormale. [...]" (pp. 28-29)
[Citazione errata] Questa citazione è spesso attribuita allo stesso Baden-Powell[6][7], estrapolandone il contenuto e omettendo la citazione del vero autore (Mr. Casson), che invece viene correttamente fatta dallo scrittore introducendo il virgolettato.
  • [...] Il primo passo verso il successo è di conoscere il ragazzo; ma il secondo è di conoscere la sua casa. È solo conoscendo l'ambiente in cui vive al di fuori delle attività scout che si può sapere che lavoro conviene fare su di lui. (p. 30)
  • L'antidoto principale contro un cattivo ambiente consiste, naturalmente, nel sostituirlo con uno buono. (p. 32)
  • I ragazzi son capaci di vedere l'avventura in una comune pozzanghera di acqua sporca. (p. 42)
  • Un altro sistema con cui il Capo può scoprire attività che interessano i ragazzi è quello di risparmiare il proprio cervello servendosi delle orecchie. (p. 42)
  • La Legge scout è fatta in modo da rappresentare una guida per le sue azioni, non un sistema di sanzioni per i suoi errori. Essa si limita infatti ad esporre il buon comportamento che ci si attende da uno Scout. (p. 46)
  • La pattuglia è una scuola di carattere per l'individuo. (p. 48)
  • [Bisogna] dare responsabilità al ragazzo, in quanto questo è di gran lunga il miglior mezzo per formarne il carattere. (p. 48)
  • Il carattere non si insegna a suon di addestramento militare. Il germe è già nel ragazzo: si tratta solo di tirarlo fuori e di svilupparlo. (pp. 54-55)
  • Il carattere è, per lo più, il risultato della cultura o dell'ambiente sociale. (p. 55)
  • È qui dunque lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sé, di sua spontanea volontà, ciò che gli serve per formarsi una propria personalità. (p. 55)
  • Non si ottiene disciplina punendo un ragazzo per una cattiva abitudine, ma sostituendo quest'ultima con un'occupazione migliore, che assorba la sua attenzione e gradualmente lo conduca a dimenticare e abbandonare la precedente. (p. 59)
  • Nessun insegnamento vale quanto l'esempio. (p. 60)
  • L'affidare delle responsabilità è la chiave del successo con i ragazzi, specie coi più turbolenti e difficili. (p. 60)
  • Il pronto soccorso o la pompieristica, la costruzione di carrette o di ponti ecc. servono a sviluppare l'abilità manuale e l'ingegno poiché il ragazzo, pur lavorando in cooperazione con altri, è responsabile della sua parte di lavoro. (p. 61)
  • Gli hobbies sono gli antidoti contro i giochetti di Satana. (p. 93)
  • Desideriamo che tutti i nostri ragazzi progrediscano in sana allegria, non subendo l'imposizione esterna di un'istruzione formale, ma invece arricchendo dall'interno la propria personalità. (p. 94)

Note[modifica]

  1. a b Da L'ultimo messaggio di B.-P. agli Esploratori, raccolto postumo in Scautismo per ragazzi, pp. 354-355.
  2. Da Headquarters Gazette, gennaio 1912, in Taccuino, p. 47.
  3. Da Headquarters Gazette, novembre 1920, in Taccuino, p. 123.
  4. Da Headquarters Gazette, settembre 1911, in appendice a Il libro dei capi, p. 118.
  5. Citato in Mario Canciani, Vita da prete, Mondadori, Milano, 1991, p. 44. ISBN 88-04-34449-0
  6. Piero Bertolini e Vittorio Pranzini, Pedagogia scout, Fiordaliso, p. 19. ISBN 978-88-8054-891-1
  7. Riccardo Massa, La pedagogia di Baden-Powell: scouting e avventura, in Piero Gavinelli (a cura di), Scouting, uno stile per vivere le frontiere, Fiordaliso, Roma, 2011, p. 34. ISBN 978-88-8054-891-1

Bibliografia[modifica]

  • Robert Baden-Powell, Il libro dei capi, traduzione di Mario Sica, collana I libri di Baden-Powell, Fiordaliso, 2005. ISBN 88-8054-795-X
  • Robert Baden-Powell, Manuale dei Lupetti, traduzione di Fausto Catani, collana I libri di Baden-Powell, Fiordaliso, 2005. ISBN 88-8054-777-1
  • Robert Baden-Powell. Scautismo per ragazzi, traduzione di Fausto Catani, Edizioni Scout Nuova Fiordaliso, 2003. ISBN 88-8054-714-3
  • Robert Baden-Powell. Taccuino, traduzione di Mario Sica, collana I libri di Baden-Powell, Nuova Fiordaliso, 2001. ISBN 88-8054-329-6

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