Thomas Stearns Eliot

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Thomas Stearns Eliot
Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la letteratura (1948)

Thomas Stearns Eliot (1888 − 1965), poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense naturalizzato britannico.

Citazioni di Thomas Stearns Eliot[modifica]

  • Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Così finisce il mondo | Non in un baccano ma in un piagnisteo.
This is the way the world ends | This is the way the world ends | This is the way the world ends | Not with a bang but a whimper. (da Gli uomini vuoti)
  • I poeti immaturi imitano; i maturi rubano. (da Saggi elisabettiani, traduzione di Alfredo Obertello, Bompiani, 1947)
  • Il grande poeta, nello scrivere se stesso, scrive il suo tempo. (da Shakespeare e lo stoicismo di Seneca)
  • L'umiltà è la virtù più difficile da conquistare; niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi. (da Shakespeare e lo stoicismo di Seneca)
  • L'unico modo per esprimere un'emozione in forma d'arte consiste nel trovare un correlativo oggettivo; in altre parole, una serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi che costituiscano la formula di quella particolare emozione. (da Il bosco sacro, traduzione di Luciano Anceschi, Muggiani, 1946)
  • La falsa amicizia può diventare vera, | ma una vera amicizia, una volta, finita, | non può più rinnovarsi. È più facile | che sia l'inimicizia a diventare alleanza. || L'inimicizia che non conobbe mai amicizia | può trovare più facilmente un accordo. (Tentatore: da Assassinio nella cattedrale, prima parte, p. 45)
  • Prega per noi ora e nell'ora della nostra nascita. (da Animula)[1]
  • Si può imparare più su come scrivere poesia da Dante che da qualunque poeta inglese. (da Dante)
  • Un cittadino europeo può non credere che il cristianesimo sia vero e tuttavia quello che dice e fa scaturisce dalla cultura cristiana di cui è erede. Senza il cristianesimo non ci sarebbe stato neppure un Voltaire o un Nietzsche. Se il cristianesimo se ne va, se ne va anche la nostra cultura, se ne va il nostro stesso volto.[2]
  • Vi mostrerò la paura in una manciata di polvere.
I will show you fear in a handful of dust. (da The Waste Land, Burial of the dead)

Cori da «La Rocca»[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

The Eagle soars in the summit of Heaven,
The Hunter with his dogs pursues his circuit.
O perpetual revolution of configured stars,
O perpetual recurrence of determined seasons,
O world of spring and autumn, birth and dying!
The endless cycle of idea and action,
Endless invention, endless experiment,
Brings knowledge of motion, but not of stillness;
Knowledge of speech, but not of silence;
Knowledge of words, and ignorance of the Word.
All our knowledge brings us nearer to our ignorance,
All our ignorance brings us nearer to death,
But nearness to death no nearer to GOD.
Where is the Life we have lost in living?
Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
The cycles of Heaven in twenty centuries
Bring us farther from GOD and nearer to the Dust.

[Choruses from «The Rock» – Faber & Faber, London, 1936]

Traduzione[modifica]

Si leva a volo l'Aquila alla sommità del Cielo;
Il Cacciatore coi cani segue il suo percorso.
O rivoluzione perpetua di stelle configurate,
O ricorrenza perpetua di stagioni determinate,
O mondo di primavera e d'autunno, di nascita e di morte!
Il ciclo senza fine dell'idea e dell'azione,
L'invenzione infinita, l'esperimento infinito,
Portano conoscenza del moto, non dell'immobilità;
Conoscenza del linguaggio, ma non del silenzio;
Conoscenza delle parole, e ignoranza del Verbo.
Tutta la nostra conoscenza ci porta più vicini alla nostra ignoranza,
Tutta la nostra ignoranza ci porta più vicino alla morte.
Ma più vicino alla morte non più vicini a DIO.
Dov'è la Vita che abbiamo perduto vivendo?
Dov'è la saggezza che abbiamo perduto sapendo?
Dov'è la sapienza che abbiamo perduto nell'informazione?
I cicli del Cielo in venti secoli
Ci portano più lontani da DIO e più vicini alla Polvere.

[Bompiani, a cura di Roberto Sanesi]

Citazioni[modifica]

  • È la Chiesa che ha abbandonato l'umanità, o è l'umanità che ha abbandonato la Chiesa? (VII)
  • Essi [gli uomini] han sempre cercato di sfuggire
    Dall'oscurità interiore ed esteriore
    Fino a sognare sistemi talmente perfetti che nessuno avrebbe più bisogno di essere buono.
    Ma l'uomo cosi com'è adombrerà sempre ciò che l'uomo pretende di essere.
  • Quindi sembrò come se gli uomini dovessero procedere dalla luce alla luce, nella luce del Verbo, Attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto del loro essere negativo;
    Bestiali come sempre, carnali, egoisti come sempre, interessati e ottusi come sempre lo furono prima,
    Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare, sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla luce;
    Spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un'altra via.

Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock[modifica]

Incipit[modifica]

E allora andiamo, tu e io,
quando la sera è tesa contro il cielo
come il paziente eterizzato sul tavolo,
andiamo per certe semideserte strade
borbottanti recessi
di inquiete notti in alberghi da una notte
e ristoranti con segatura e gusci d'ostrica...

[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli | Che corrono sul fondo di mari silenziosi.
I should have been a pair of raggled claws | Scuttling across floors of silent seas.
  • Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè.
I have measured out my life with coffee spoons.
  • In un minuto c'è il tempo per decisioni e scelte che il minuto successivo rovescerà.

Mercoledì delle Ceneri[modifica]

  • E prego Dio che abbia pietà di noi | E prego di poter dimenticare | Queste cose che troppo | Discuto con me stesso e troppo spiego | Poi che non spero più di ritornare | Queste parole possano rispondere | Di ciò che è fatto e non si farà più | Verso di noi il giudizio non sia troppo severo.
  • Quieta e affranta | Consunta e più integra | Rosa della memoria | Rosa della dimenticanza | Esausta e feconda | Tormentata che doni riposo | La Rosa unica | Ora è il giardino |Dove ogni amore finisce | Terminato il tormento | Dell'amore insoddisfatto | Più grande tormento | Dell'amore soddisfatto | Fine dell'infinito | Viaggio verso il nulla | Conclusione di tutto ciò |Che non può essere concluso | Linguaggio senza parola | E parola di nessun linguaggio | Grazia alla Madre Per il Giardino | Dove tutto l'amore finisce.
  • La silenziosa sorella velata in bianco e azzurro | Fra gli alberi di tasso, dietro il Dio del giardino, | Il cui flauto tace, piegò la testa e fece un cenno ma non parlò parola | Ma la sorgente zampillò e l'uccello cantò verso la terra | Redimi il tempo, redimi il sogno | La promessa del verbo non detto e non udito | Finché il vento non scuota mille bisbigli dal tasso | E dopo questo nostro esilio.

[Thomas Stearns Eliot, Poesie, traduzione di Roberto Sanesi, Bompiani, 1961]

Quattro quartetti[modifica]

  • Amore è per se stesso immobile, soltanto causa e fine di movimento.
  • Il genere umano | Non può sopportare troppa realtà. (da Burnt Norton)[3]
  • Le parole si muovono, la musica si muove
    solo nel tempo; ma ciò che soltanto vive può soltanto morire.
    Le parole, dopo il discorso giungono al silenzio.
  • Le parole si tendono si lacerano
    e talora si spezzano sotto il peso,
    sotto la tensione
    incespicano scivolano muoiono
    imputridiscono per imprecisione
    non vogliono stare al loro posto
    non vogliono restare ferme.
  • Ciò che diciamo principio | spesso è la fine, e finire | è cominciare. La fine | è là onde partiamo. (2004, p. 159)
  • Il fiume è dentro di noi, il mare tutto intorno a noi.
  • Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.

Incipit di alcune opere[modifica]

Gli uomini vuoti[modifica]

Originale[modifica]

We are the hollow men
We are the stuffed men
Leaning together
Headpiece filled with straw. Alas!

[The Hollow Men, 1925]

Traduzione[modifica]

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l'un l'altro
La testa piena di paglia. Ahimè!

[Bompiani, a cura di Roberto Sanesi]

La Terra Desolata[modifica]

Originale[modifica]

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.

[The Waste Land – Boni and Liveright, New York, 1922]

I Traduzione[modifica]

Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.

Angiolo Bandinelli[modifica]

Aprile è il mese più crudele – genera
lillà dal suolo morto, mescola
memoria e desiderio, smuove
pigre radici con piogge primaverili.

[Thomas Stearns Eliot, Il paese guasto, trad. di Angiolo Bandinelli, Millelire Stampa Alternativa, 1995. ISBN 8872262682]

Vincenzo Mai[modifica]

Aprile, tra i mesi il più crudele,
da terra morta libera i lillà,
al desiderio mescola il ricordo;
le torpide radici egli riscuote
portando le pioggie in primavera.

[Vincenzo Mai, Traduzioni, a cura di E. Cavalese, Opere di Vincenzo Mai nel decennale della morte, vol. III, Ies, 2011.]

Mario Praz[modifica]

Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà dalla terra morta, mescola
Memoria e desiderio, Stimola
Le sopite radici con la pioggia primaverile.

[Einaudi, traduzione di Mario Praz]

Roberto Sanesi[modifica]

Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia di primavera.

[Bompiani, a cura di Roberto Sanesi]

Citazioni sull'opera[modifica]

  • La Terra desolata di T. S. Eliot è tutta ravvicinamenti di cose disparatissime, tra le quali non è sempre agevole stabilire associazioni e analogie. (Mario Praz)

Tradizione e talento individuale[modifica]

  • Il progresso di un artista è un continuo sacrificio di sé, una continua estinzione della personalità.
  • L'arte non progredisce mai, ma [...] il materiale dell'arte non è mai affatto lo stesso.
  • La poesia non è un libero movimento dell'emozione, ma una fuga dall'emozione; non è l'espressione della personalità, ma la fuga dalla personalità.
  • La tradizione non [...] può venir acquistata in eredità; e se la volete possedere, dovete conquistarla con grande fatica.

Citazioni su Thomas Stearns Eliot[modifica]

  • Ho riletto T.S. Eliot, nella bella edizione rilegata che Roberta mi ha regalato prima di partire. Avevo quasi dimenticato com'è esaltante Eliot, quante riflessioni riesce ad affollare nei Quattro Quartetti. La conoscenza impone una trama, e falsifica perché la trama ogni momento è nuova. (Martha Cooley)
  • Sono stato testimone della fama di un Eliot. Qualcuno proverà mai vergogna a sufficienza per avergliela tributata? Un libertino da nulla, un galoppino di Hegel, uno stupratore di Dante. Sarà molto difficile raffigurare Eliot com'era realmente, ovvero nella sua malvagità abissale. La sua opera d'un gretto minimalismo (tante piccole sputacchiere del fallimento artistico) il poeta del moderno impoverimento inglese dei sentimenti. (Elias Canetti)
  • Thomas Stearns Eliot, il poeta che forse più di qualsiasi altro ha contribuito a mutare il corso della poesia dall'Ottocento al Novecento (non soltanto in Inghilterra) e a dare un'impronta inequivocabile a tutta la poesia del nostro secolo [...]. (Roberto Sanesi)

Note[modifica]

  1. Citato in Casoli, p. 620.
  2. Citato in Reginaldo M. Pizzorni, Diritto, etica e religione: il fondamento metafisico del diritto secondo Tomaso d'Acquino, Edizioni Studio Domenicano, 2006, p. 427.
  3. Citato in Casoli, p. 634.

Bibliografia[modifica]

  • Giovanni Casoli, Novecento letterario italiano ed europeo: autori e testi scelti, vol. 1, Città Nuova, Roma, 2002. (Anteprima su Google Libri)
  • Thomas Stearns Eliot, Assassinio nella cattedrale, traduzione di Tommaso Giglio e Raffaele La Capria, BUR, Milano, 2010. ISBN 978-88-17-04486-8
  • Thomas Stearns Eliot, La terra desolata. Quattro quartetti, traduzione di Angelo Tonelli, Universale economica Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-82121-4
  • Thomas Stearns Eliot, Tradizione e talento individuale, in Il bosco sacro. Saggi di poesia e di critica, traduzione di Luciano Anceschi, Mursia, Milano, 1971.

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