Uto Ughi
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Uto Ughi, pseudonimo di Diodato Emilio Ughi, (1944 – vivente), violinista italiano.
[modifica] Citazioni di Uto Ughi
- La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri[1]
Intervista di Giuseppina Manin, Uto Ughi: troppi danni alla musica
- Ai tempi di Fuscagni o di Zavoli, la tv non temeva di trasmettere classica e prosa in prima serata.
- Stanno sistematicamente diseducando il pubblico. Se i giovani frequentano poco la classica non è certo colpa loro, nessuno gliel'ha mai fatta neanche sentire.
- Ho sentito interpreti straordinari anche con violini meno famosi. Il suono viene da dentro di noi, non da fuori.
- Metà dei teatri italiani sono stati restaurati da incompetenti con materiali antiacustici e antifonici. Per la musica un danno enorme. Al Conservatorio di Milano hanno messo la moquette e la splendida acustica è stata rovinata.
- In Austria, in Germania, far musica tra amici alla domenica è usanza molto diffusa. Da noi si va alla partita. Del resto in Germania ci sono 125 orchestre da noi 25.
- Spostare in là l'accesso ai conservatori significa tagliar fuori dalla musica tanti giovani. Solo chi potrà permettersi le scuole private andrà avanti. È la prova che le riforme vengono fatte da gente incompetente.
- Non si possono mescolare generi troppo diversi. Vien fuori solo il caos.
Intervista di Simone Mercurio, S. Cecilia Gran finale col Beethoven di Ughi
- Una volta qui c'era una rete concertistica capillare tenuta su con sacrificio, ora c'è il deserto.
- Il problema è che i teatri lirici in Italia sono oggi gestiti da gente senza discernimento e con un sistema clientelare. Gli enti lirici fanno la parte del leone togliendo spazio alla capillare diffusione della musica.
- I responsabili sono sempre di nomina politica e la mediocrità viene premiata. Per questo bisogna avere il coraggio di dire che le persone che ora amministrano la vita musicale sono inadeguate.
Intervista di Laura Ruzza, Uto Ughi chiama, i giovani rispondono
- Ho iniziato a studiare violino tra i 4 ed i 5 anni e sono stato aiutato dai miei genitori, ma non spinto: credo che nessuno debba spingere nessuno a studiare la musica.
- Ritengo che lo studio del violino debba iniziare quando si è molto giovani. In Giappone mettono i violini in mano ai bambini di 3 anni proprio per abituarli [...] Però ci sono molte persone che hanno cominciato tardi e sono diventate bravissime.
- Lo studio giornaliero è la conditio sine qua non per fare il concertista.
- Le corde di budello vanno benissimo in un ambiente piccolo, ristretto, però in un ambiente grande come le nostre sale da concerto non si sentirebbe assolutamente nulla.
- Le corde di budello si usavano una volta perché gli ambienti erano più piccoli per circa 200-300 persone, non accoglievano le 2000-3000 persone odierne.
- Il mio maestro era pianista, violinista, direttore d'orchestra e insegnante; chi riesce a ricoprire più ruoli ha una visione della musica più completa e più approfondita.
- Quando ero ragazzo, io studiavo all'Accademia Chigiana di Siena dove era possibile studiare gratis grazie alla generosità del Conte Chigi di Siena [...]. Ho conosciuto i più grandi maestri e interpreti del mondo che insegnavano lì solo per la grande amicizia che avevano con il Conte Chigi.
- Bisognerebbe iniziare a parlare di educazione musicale a scuola perché non è stato fatto e non si fa quasi niente. Prima di tutto istituirei l'educazione musicale in tutte le scuole, dalla primaria ai licei, ma non come disciplina opzionale ma obbligatoria.
- Roma è la capitale della storia, della cultura, della religione; Roma è l'Italia.
Intervista di Sandro Cappelletto, Il successo di Allevi? Mi offende
- [Su Giovanni Allevi] Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l'investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà.
- [Su Giovanni Allevi] Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell'interprete.
- [Su Giovanni Allevi] Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris.
- [Su Giovanni Allevi] Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore.
- [Su Giovanni Allevi] Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova.
- [Su Giovanni Allevi] Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti.
- [Su Giovanni Allevi] Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!