Salvino Chiereghin

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Salvino Chiereghin (–1968), scrittore e critico musicale italiano.

Musica, divina armonia[modifica]

Incipit[modifica]

La musica è nata con l'uomo. Anzi, ancora prima dell'uomo. Il largo respiro della foresta al soffio dei venti aquilonari, l'ànsito vasto dei mari, lo scròscio dei torrenti, la romba delle tempeste, il quieto fluire delle pigre correnti fluviali, il fruscìo dell'erba, l'aliare sommesso delle fronde, il meridiano stridor delle cicale, il notturno concerto delle rane e dei grilli, il gioso mattinar degli uccelli, il soave gorghéggio dell'usignolo innamorato del chiaro di luna, le innumerevoli voci, che in ogni momento la natura esprime e si levano dalla terra al cielo, compongono un'immensa armonia. La musica fu la prima parola umana. Essa insegnò all'uomo un ritmo ondante sulla prima culla del mondo, diffuse un metro lento e triste sulla prima bara, e inventò ritmi vivaci per le gioie e le feste della vita, o spaziati per assecondare l'opera agreste, o devoti e raccolti per innalzare il cuore ai celesti.

Citazioni[modifica]

  • Bisogna invogliare [...] i giovani alla conoscenza e allo studio di quelle meravigliose stagioni dello spirito umano, che sono state per sempre fissate in suoni, in ritmi e in canti immortali, e soprattutto risvegliare nelle loro anime l'amore per la musica.
    A servizio di tale amore io ho messo il geloso culto che da sempre professo per quest'arte, con la speranza di avere assolto un compito forse troppo ambizioso, ma certamente non indegno. (dal preludio)
  • [...] il sacro e il profano si intrecciano e si alternano nell'espressione del mondo medioevale, in cui l'anima e i sensi già manifestano quei turbamenti e quei dissidi, da cui sorgerà l'uomo nuovo, tutto preso nel gaudente ritmo della vita. (p. 26)
  • La musica, come trovò il suo «stil novo» nell'«ars nova» fiorentina, così ha il suo momento umanistico nella «Camerata» di Firenze. (p. 57)
  • E che cos'è una fuga bachiana? Un pensiero, che ricorrendo sulla tastiera da voce a voce, via via si sublima e s'innalza fino a Dio, e si appaga. È un pensiero che a poco a poco divien sentimento: sentimento dell'infinito e dell'eterno. È un pensiero che si fa verbo; e un verbo che si fa carne; e una carne che, smateriandosi, si fa spirito. (p. 100)
  • Valente esegeta e revisore di testi classici, non che direttore d'orchestra di chiara rinomanza, fu Hans von Bülow.
  • Bach è un instancabile cercatore di Dio, che a lungo persegue con la mente e poi ritrova nel profondo del cuore.
  • La musica del Debussy è senza possibilità di evoluzione, ed è rimasta imprigionata per sempre nelle seduzioni dei suoi paradisi artificiali. [...] Era uno dei più gentili e armoniosi geni, che abbia mai espresso il suolo di Francia...

Bibliografia[modifica]

  • Salvino Chiereghin, Musica, divina armonia, Società Editrice Internazionale, Torino, 1953.

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