Demostene

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Demostene

Demostene (384 a.C. – 322 a.C.), politico e oratore ateniese.

Citazioni di Demostene[modifica]

  • Chi fugge dalla battaglia può combattere un'altra volta[1].
  • Non pago così caro un pentimento. (citato in Aulo Gellio, Noctes Atticae, I, 8, 6)
Poenitere tanti non emo.
Plutarco, Vita di Demostene
  • [Ogniqualvolta Focione saliva alla tribuna per controbattere le sue affermazioni] Si alza l'ascia dei miei discorsi[2]. (10, 4)
  • Demade: Demostene insegnare a me? Il maiale che insegna ad Atena.
    Demostene: Questa Atena ieri è stata colta a Collito mentre commetteva adulterio. (11, 5)
  • Ateniesi, voi avrete sempre in me un consigliere anche se non lo volete; ma non avrete in me un sicofante, neppure se lo volete. (14, 4)
  • [Mentre fuggiva la prima volta da Atene, tendendo le mani verso l'Acropoli] O Signora Poliade ["signora della città", attributo di Atena], come puoi compiacerti di tre bestie intrattabilissime, la civetta, il serpente e il popolo? (26, 6)
  • [Ultime parole rivolte ad Archia, inviato da Antipatro per arrestarlo ed ucciderlo, quando ormai aveva già preso il veleno] Affrettati ormai a recitare la parte del Creonte della tragedia e a gettare questo mio corpo senza sepoltura[3]; io, o amato Poseidone, lascio il tuo santuario [Demostene s'era rifugiato nel tempio di Poseidone a Calauria, un'isola davanti a Trezene] ancora vivo, ma Antipatro e i Macedoni non hanno lasciato inviolato neppure il tuo tempio. (29, 6)

Orazioni[modifica]

  • "È morto Filippo?" "No, per Zeus, è ammalato." Cosa cambia per voi? Se anche gli succedesse qualcosa, vi fabbrichereste subito un altro Filippo per poter continuare ad occuparvi delle vostre faccende. (ed. Fabbri Editori)
  • Gli uomini per loro natura sono portati a disprezzare i deboli e lusingare i forti. (ed. Fabbri Editori)
  • I politici credono di vendere tutto eccetto se stessi, per poi rendersi conto che hanno venduto innanzitutto se stessi. (ed. BUR)
  • Nulla è più facile che illudersi, perché ciò che ogni uomo desidera, crede anche che sia vero.

Incipit di Contro la cortigiana Neera[modifica]

Molte ragioni, o uomini ateniesi, mi hanno portato a intentare questo procedimento contro Neera e a presentarmi a voi.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Demostene[modifica]

  • Confrontando Cicerone con Demostene, dirò che il carattere di Demostene è l'evidenza della ragione, l'impeto e la veemenza di un'anima accesa ed eloquente; quello di Cicerone, l'ordine, la fecondità, e lo splendor dell'orazione. Il primo più aspro, talvolta secco e duro, ma più sublime e più robusto; il secondo più florido e più ornato, ma talvolta, come lo rimprovera Bruto, cascante e distemperato. In due parole: ammiro Cicerone, ma vorrei Demostene per difensore. (Guglielmo Audisio)
  • Boileau, il cui gusto era sì dilicato, Boileau detto l'eroe della ragione, scriveva a Claude Brossette ch'egli non finiva mai di maravigliarsi leggendo l'arringa pronunciata da Demostene contro Eschine per la corona a favore di Ctesifonte. È, secondo lui, l'ultimo «sforzo» a cui possa aspirare l'intelletto dell'uomo. (Guglielmo Audisio)
  • Il ritmo di Demostene è maestoso come l'immenso respiro del mare, e la grandezza del più possente oratore dell'antichità sta appunto nel fatto che egli non si sottomette ad alcuna legge fissa di ordine superiore, così come l'onda del mare non si lascia determinare né per la lunghezza né per la sonorità. (Eduard Norden)
  • Non temo i Greci, temo Demostene. (Filippo II di Macedonia)
  • Quando questi ultimi [Eschine e Filocrate] lodarono Filippo come un uomo abilissimo nel parlare e bellissimo da vedere e, per Zeus, ottimo bevitore, Demostene non poté fare a meno di gettare il discredito e la derisione su questi discorsi dicendo che il primo elogio era adatto a un sofista, il secondo a una donna, il terzo a una spugna, nessuno a un sovrano. (Plutarco)
  • Se, o Demostene, la tua forza fosse stata pari al tuo senno | mai l'Ares macedone avrebbe comandato sui Greci. (epigrafe incisa sulla statua di bronzo di Demostene erettagli dopo la morte dagli Ateniesi)
  • Tutte le volte che io la leggo [l'arringa pronunciata da Demostene contro Eschine] mi fa pentire delle mie scritture. (Nicolas Boileau)
  • Una volta [Diogene di Sinope] incontrò l'oratore Demostene che faceva colazione in una taverna. Quando si ritirò, Diogene disse: «Almeno per un pezzo sarai in taverna!» Volendo una volta alcuni stranieri vedere Demostene, egli tese il dito medio e disse: «Eccovi il demagogo degli Ateniesi». (Diogene Laerzio)

Note[modifica]

  1. Citato in Focus, n. 107, pag. 144.
  2. Plutarco riporta questa citazione anche in altre due opere (Vita di Focione, 5, 9; Praecepta gerendae reipublicae, 803 E).
  3. Creonte aveva vietato la sepoltura di Polinice, ordinando che giacesse preda degli uccelli e dei cani (Sofocle, Antigone, 203-206).

Bibliografia[modifica]

  • Plutarco, Vita di Demostene, traduzione di Chiara Pecorella Longo, Beatrice Mugelli e Lucia Ghilli, BUR, 1995, ISBN 978-88-17-17052-9.

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