Enzo Jannacci

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Enzo Jannacci

Vincenzo Jannacci (1935 – 2013), cantautore e musicista italiano.

Citazioni di Enzo Jannacci[modifica]

  • Mi ricordo ancora piazzale Loreto e una donna che sparava alla testa di Mussolini appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora. Mio padre è morto per colpa dei fascisti, i fascisti non rompano[1]
Intervista di Luigina Venturelli, «Su piazzale Loreto ho sbagliato. Ma questa destra...», l'Unità, 18 dicembre 2004, p. 13
  • Dovessi finire in galera, almeno portatemi le arance. Sarebbe davvero perfetto: Previti e Dell'Utri fuori, Jannacci dentro.
  • A provocazione rispondo, esagero con le parole e sbaglio, ma loro si vadano a ristudiare i libri di testo. Quella giornata è stata la conclusione della lotta di Liberazione nazionale ed ha segnato la nascita della nostra repubblica antifascista, io non la definirei una pagina vergognosa. (...) Certo non fu una bella immagine, ma i fascisti e i nazisti avevano tanto ecceduto in crudeltà verso la popolazione civile durante gli anni della dittatura, che nessuno se ne stupì. E loro dovrebbero saperlo che quando il popolo s'incazza sono dolori.
  • Sicuramente sono scemo, nel senso latino del termine: la mia intelligenza sta scemando con il passare degli anni, ma è un processo di invecchiamento che prima o poi colpisce tutti. Se però dicessi falsità o vendessi concetti gracili non si incazzerebbero così tanto. Si vede che ho beccato nel giusto. Se basta uno come me a scatenare tutta questa polemica, allora siamo ancora alla metastasi, nel senso che l'ideologia fascista non è stata per nulla archiviata.
  • [Sul premio alle madri antifasciste del Centro Sociale Leoncavallo] Il riconoscimento è giustamente andato all'associazione delle mamme antifasciste del centro sociale. La destra non si ricorda che quelle donne hanno visto uccidere dalla violenza politica due dei loro figli, Fausto e Iaio? Io sono un balordo e se me le chiedono non le mando certo a dire. Ma è la nostra stessa Costituzione a dirci che viviamo in un paese antifascista, non dovrebbe essere un reato invitare i fascisti a non rompere.
Intervista di Giancarlo Dotto, "Sono pazzo? Certo, ma non scemo", Lastampa.it, 22 dicembre 2008
  • [Su Vittorio Gassman] Bravo a fare Shakespeare, ma troppo sarcastico. Si accaniva perché era più grosso, più alto, più bello... Era sempre un poco aguzzino... Mi diceva Jack Lemmon: il mio maestro è Alberto Sordi... Una volta a Vittorio gli ho tirato un bacile.
  • Mi ritrovo quasi sempre di buonumore. Mi sa che produco molta serotonina. Ho rischiato la depressione tanti anni fa... Quando sono malinconico sembro Claudio Baglioni, che per me è il più bravo di tutti... È un poeta nato, che consuma note, armonie, comunica cose di una bellezza straordinaria... Non lo sa neanche lui questo... In dieci parole sue trovi sei atmosfere poetiche. Questo modo di armonizzare che si mischia con la voce.
  • Vasco è stratosferico. Ultimamente non canta più. Prende le note fondamentali e parla dove c'è questo suono. Sembra che lo mangi e invece...
Intervista di Fabio Cutri, Caso Eluana, parla l'ateo Jannacci: allucinante fermare le cure, Corriere.it, 6 febbraio 2009
  • [Alla domanda «Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non rischia di essere inutile?»] Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto.
  • Io da medico ragiono esattamente così: la vita è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa.
  • [Sulla legittimità dell'eutanasia] Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me.
  • L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque.
  • Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale.
  • Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza.
  • Stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un dottore.

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

La Milano di Enzo Jannacci[modifica]

Etichetta: Jolly, 1964.

  • El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu, | rincorreva già da tempo un bel sogno d'amore. | El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun, | l'era il prim a mena via, perché l'era un barbon. (da El purtava i scarp a tennis, n.° 1)

Enzo Jannacci in teatro[modifica]

Etichetta: NR – Joker, 1965.

  • Veronica, dicevi sempre: "voglio farmi monaca!" | ma intanto bestemmiavi contra i pré. | Ti ricordo ancora come un primo amore: | lacrime, rossore fingesti per me. (da Veronica, n.° 7)
  • Come ti permetti prete sono un ex combattente... | Ho fatto la prima crociata e anche la terza... | La seconda no perché ero malato! (da Prete Liprando e il giudizio di Dio, n.° 8)
  • Il primo furto non si scorda mai, | un vecchio ergastolano me l'ha detto, | si comincia quasi sempre dai pollai, | per fuggire con un pollo stretto al petto. (da Il primo furto non si scorda mai, n.° 9)
  • C'è un fiore di campo che è nato in miniera | per soli pochi giorni lo stettero a guardar. | Di un pianto suo dolce sfiorì in una sera, | a nulla le nere mani valsero a salvar. (da Sfiorisci bel fiore, n.° 10)

Sei minuti all'alba[modifica]

Etichetta: Jolly – Joker, 1966, prodotto da Nanni Ricordi.

  • Vott setember sunt scapà, hu finì de fa el suldà, | al paes mi sunt turnà, disertore m'han ciamà. | De sul treno caregà, n'altra volta sunt scapà, | in montagna sono andato, ma l'altr'er cui ribelli m'han ciapà. (da Sei minuti all'alba, n.° 1)

Vengo anch'io. No, tu no.[modifica]

Etichetta: ARC – RCA, 1968, prodotto da Nanni Ricordi.

  • Conobbe Alba, un Alba poco alba, | neppure mattiniera, anzi mulatta | che un giorno fuggi unico giorno in cui fu mattutina | per andare abitare città grande piena luci gioielli. (da Giovanni telegrafista, n.° 4)

Jannacci Enzo[modifica]

Etichetta: ARC – RCA, 1972, prodotto da Italo Greco e Paolo Dossena.

  • Sono un ragazzo padre, chiedo la carità, | io sono un peccatore per questa società, | sono un ragazzo padre, non so più dove andare, | ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare. (da Ragazzo padre, n.° 9)

Quelli che...[modifica]

Etichetta: Ultima spiaggia, 1975, prodotto da Nanni Ricordi.

  • Quelli che votano scheda bianca per non sporcare.
  • Quelli che quando perde l'Inter o il Milan dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yeh!
  • Quelli che con una dormita passa tutto, anche il cancro.
  • Quelli che fanno l'amore in piedi convinti di essere in un piedaterre.
  • Quelli che credono che Gesù bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yeh! Quelli che la notte di Natale scappano con l'amante dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yeh! ...intesi come figli, oh yeh!
  • Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale.
  • Quelli che "l'ha detto il telegiornale". (tutte quante da Quelli che..., n.° 2)

Fotoricordo[modifica]

Etichetta: Ultima spiaggia, 1979, prodotto da Nanni Ricordi.

  • Oh, quanta strada nei miei sandali, | quanta ne avrà fatta Bartali, | quel naso triste come una salita, | quegli occhi allegri da italiano in gita, | e i francesi ci rispettano, | che le balle ancora gli girano, | e tu mi fai – dobbiamo andare al cine – | e vai al cine, vacci tu! (da Bartali, testo di Paolo Conte, n.° 7)

Nuove registrazioni[modifica]

Etichetta: BMG – Ricordi, 1980, prodotto da Enzo Jannacci.

  • E sempre allegri bisogna stare, | ché il nostro piangere fa male al re, | fa male al ricco e al cardinale, | diventan tristi se noi piangiam! (da Ho visto un re, n.° 5)

Parlare con i limoni[modifica]

Etichetta: DDD, 1987.

  • Una storia troppo bella, | una vita da balilla per volerti bene, | un telefono che suona, come dire | ti perdono ma, ma non è più | amore; Quattro passi in riva al mare, | quattro frasi senza dire che | il treno è là: come è triste quel lamento, | come anche il vento mentre questa vita va. (da 2 gelati, n.° 2)

Come gli aeroplani[modifica]

Etichetta: Ala Bianca, 2001, prodotto da Paolo Jannacci.

  • Come te che fai schifo e non lo sai, | mentre inneschi il mercato globale | al posto dell'altruismo, per l'umiliazione della mia gente. (da Come gli aeroplani, n.° 2)

Citazioni su Enzo Jannacci[modifica]

  • Jannacci è stato un maestro, per me è un vero poeta, mi sento molto vicino al suo feeling. Come autore e personaggio di spettacolo è davvero grande. È uno che sa divertirsi, prendere le cose per il verso giusto e dire delle cose interessantissime. Prendi Giovanni il telegrafista, dove risulta patetico con estrema eleganza. (Rino Gaetano)

Note[modifica]

  1. Da un intervento alla cerimonia di consegna del Premi Isibardi all'associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo, in risposta alle critiche dei consiglieri di Alleanza Nazionale; citato in Leoncavallo premiato. «Ora basta polemiche», Corriere della Sera, 17 dicembre 2004, p. 52.

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Opere[modifica]