Gangs of New York

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Gangs of New York

Immagine Gangs of New York.png.
Titolo originale

Gangs of New York

Lingua originale inglese
Paese Usa, Germania
Anno 2002
Genere drammatico
Regia Martin Scorsese
Sceneggiatura Jay Cocks, Steven Zaillian, Kenneth Lonergan
Produttore Alberto Grimaldi, Harvey Weinstein, Bob Weinstein, Graham King
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gangs of New York, film del 2002 con Leonardo DiCaprio e Daniel Day-Lewis, regia di Martin Scorsese.

TaglineL'America è nata nelle strade.

Frasi[modifica]

  • No figliolo, mai! Il sangue resta sulla lama. Un giorno capirai. (Padre Vallon)
  • Ricorda la prima legge della politica: le schede non fanno il risultato, sono gli scrutatori che lo fanno. (Boss Tweed)
  • Quando uccidi un re, non lo pugnali in un vicolo. Lo uccidi dove tutta la corte può vederlo morire. (Amsterdam Vallon)
  • Mulberry Street... Worth... Cross e Orange... e Little Water. Ciascuno dei Five Points è un dito. Quando chiudo la mano, si trasforma in un pugno. E se voglio, posso usarlo contro di te. (Bill il Macellaio)
  • La cosa che somiglia di più alla carne dell'uomo è la carne del porco. (Bill il Macellaio)
  • È una strana sensazione essere accolti sotto l'ala del drago, ci si sta più comodi del previsto. (Amsterdam Vallon)
  • Io lo so come funzioni: tu non sei né caldo né freddo, e quindi visto che sei solo tiepido io apro la bocca e ti sputo fuori! Costruisci pure il tuo lurido mondo senza di me; ho fatto fuori il padre, ora farò fuori il figlio. Dì al giovane Vallon che intendo verniciare Paradise Square col suo sangue. Due mani di pittura. Con le sue budella ci decoro la mia camera da letto. Quanto a te, mister Tammany Hall del cazzo, fatti rivedere ai Five Points e verrai fatto fuori per mano mia! (Bill il macellaio)
  • La terra gira, ma noi non la sentiamo muoversi. Poi una notte guardi in alto, una scintilla, e il cielo prende fuoco. (Amsterdam Vallon)
  • Il passato è la torcia che ci illumina la via. (Amsterdam Vallon)
  • Il settimo giorno il Signore si riposò, ma prima di farlo si accovacciò fuori dalle sponde di Inghilterra e quello che defecò...fu l'Irlanda! Senza offesa, figliolo. (Bill il macellaio)
  • Tutto quello che vedi appartiene a me, in un modo o nell'altro: i mendicanti, gli strilloni e i borsaioli qui a Paradise Square, le bettole per marinai, gli abbeveratoi di gin, le osterie balorde lungo i moli, i ladri con l'amo, i travestiti e i cinesi... tutti sono in debito e tutti pagano perché è solo così che si contrasta il salire della marea. (Bill il macellaio)
  • Mio padre mi diceva che eravamo tutti nati nel sangue e nella tribolazione, lo stesso poté dirsi della nostra grande città. Ma per quelli di noi, che vissero e morirono nei giorni della Furia, fu come se tutto quanto avevamo conosciuto fosse stato spazzato via e qualsiasi cosa sia stata fatta per costruire la città, per il tempo a venire, sarebbe stato come se nessuno di noi fosse mai esistito. (Amsterdam Vallon)

Dialoghi[modifica]

  • Bill il Macellaio: Su mia sfida, secondo le antiche leggi del combattimento, ci incontriamo qui sul terreno scelto per stabilire una volta per tutte chi dovrà comandare sui Five Points! Se noi nativi, forti del diritto di nascita su questa bella terra, o le orde forestiere che la imbrattano!
    Prete Vallon: Per le antiche leggi del combattimento io accetto la sfida dei cosiddetti "nativi"! Voi tormentate il nostro popolo a ogni occasione, ma, da oggi in avanti, non ci tormenterete mai più! Sia a tutti noto che la mano che tenta di spazzarci via da questa terra sarà mozzata senza pietà!
    Bill il Macellaio: Che possa il Signore dei cristiani guidare la mia mano contro voi, papisti romani!
    Prete Vallon: Preparatevi ad accogliere il vero Signore!
  • Bill il Macellaio: Tu! Come diavolo ti chiami? Com'è che ti chiami?
    Amsterdam Vallon: Amsterdam, signore.
    Bill il Macellaio: Amsterdam? E io sono New York.
  • Amsterdam Vallon: È la vostra spalla che vi tiene sveglio?
    Bill il Macellaio: No, io non dormo mai molto. Devo dormire con un occhio aperto e io di occhi ne ho uno solo... Quanti anni hai, Amsterdam?
    Amsterdam Vallon: Non lo so di preciso. Non l'ho mai capito.
    Bill il Macellaio: Io ne ho quarantasette. Già, ho quarantasette anni. E lo sai come ho fatto a restare in vita tanto tempo, tutti questi anni? Con la paura. Con lo spettacolo di azioni spaventose. Se qualcuno mi deruba gli taglio le mani, se mi offende gli taglio la lingua, se si solleva contro di me gli taglio la testa, la infilo su un palo e la espongo in alto così che tutta la strada la veda. È questo che preserva l'ordine delle cose... la paura. Il tizio di stasera... ma chi era? Un nessuno. Un codardo. Che fine ignominiosa sarebbe stata per me! Ho ucciso l'ultimo uomo d'onore quindici anni fa e da allora... hai visto il suo ritratto di sotto? [Amsterdam Vallon non risponde] Hai la lingua ancora impastata di sugo di femmina? Ti ho fatto una domanda!
    Amsterdam Vallon: Ho detto di sì, signore!
    Bill il Macellaio: Oh, sei pieno di rabbia assassina, e la cosa mi piace! È la vita, che ti ribolle dentro ed è un bene! Il Prete ed io vivevamo secondo gli stessi principi. Era solo la fede che ci divideva. Questa [una cicatrice sul sopracciglio] me la fece lui. Mai preso tante botte in vita mia; la mia faccia era una polpetta, avevo un buco nella pancia e tutte le costole erano fracassate... e quando lui venne a finirmi... non riuscii a guardarlo negli occhi. Mi risparmiò perché voleva che vivessi nella vergogna, lui sì che era un grand'uomo... un grand'uomo. Così mi cavai l'occhio che si era abbassato. Glielo mandai avvolto in carta azzurra. Me li sarei cavati entrambi se avessi potuto combatterlo da cieco. Poi usando tutte le mie forze mi ripresi... e lo affogai nel suo stesso sangue!
    Amsterdam Vallon: Ben fatto.
    Bill il Macellaio: È l'unico uomo che ho ucciso degno di memoria.
  • Bill il Macellaio: Pistole?
    Amsterdam Vallon: Niente pistole.
    Bill il Macellaio: Bravo, ragazzo!
  • Amsterdam Vallon: Ma c'è qualcuno nei Five Points che non ti sei scopata?
    Jenny Everdeane: Sì, te!

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