Generazione di fenomeni

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Il centrale Andrea Lucchetta, primo capitano della Generazione di fenomeni

Citazioni sulla Generazione di fenomeni, frase d'autore che indica la nazionale italiana di pallavolo maschile degli anni 90 del XX secolo.

  • [«La generazione Velasco dei tre titoli mondiali è uno stimolo o un traguardo irraggiungibile?»] È impossibile paragonarsi a loro. Anche se vincessimo tre Mondiali di fila, loro hanno preso la pallavolo e l'hanno portata a livelli di popolarità incredibili, sono stati i primi, hanno creato un movimento pazzesco. Parlo a nome mio, ma credo anche degli altri: siamo tutti grati per quel che è stato fatto, i paragoni non esistono. (Simone Giannelli)
  • Era il clima, la cultura che si stava generando, il senso di grandezza e di volontà di andare a conquistare il mondo, quello che si respirava. [...] Per essere onesti intellettualmente, Velasco è stata la fortuna di quel gruppo di giocatori, proprio come quel gruppo di giocatori è stata la fortuna di Velasco. Quel circolo virtuoso che si è innescato, forse irripetibile, ha generato un effetto che si potrebbe definire win-win-win. Ne hanno trovato giovamento i singoli, la squadra e lo sport intero. (Mauro Berruto)
  • [Dopo la vittoria al mondiale 1990] Ho fatto un tifo disperato, da voyeur, sarà vero che la pallavolo è molto televisiva ma è più bello sentire il rumore delle schiacciate da bordo campo, le frasi sibilate a rete, vedere le occhiate e le scie di sudore che rigano il parquet. Quando a Lucchetta è spuntato un tentacolo al posto del braccio sinistro ha capito che era fatta, e poi Bernardi ha messo giù quella maledetta palla del 16-14. [...] Grazie ragazzi, lo ripeto. Per la gioia che mi avete buttato addosso, per gli anni che mi avete levato. Ho seguito la pallavolo dei vostri zii, se non dei vostri padri, quando i tecnici erano Anderlini, Federzoni, quando i giocatori erano dilettanti, come Roncoroni che avrebbe fatto il cardiochirurgo, De Angelis l'avvocato, Mattioli l'allenatore. Quando si andava in Bulgaria, vent'anni fa, e si poteva perdere anche col Belgio, si finiva a Yambol (posto terrificante) a giocare con la Mongolia e il Venezuela per conquistare un quindicesimo posto che non importava nulla a nessuno. Allora, perdere 3-0 con le squadre dell'est era normale, già bravi a tenerli in campo più di un'ora. È cambiato tutto, non il fascino del gioco. (Gianni Mura)
  • [Sugli anni precedenti, «quel Mondiale [1978, chiuso al secondo posto] fu la nostra fortuna»] Iniziammo a studiare. E creammo il programma Volley '85, con Alexander Skiba e altri grandi allenatori dell'area sovietica. La Generazione di Fenomeni nacque così, Velasco arrivò a lavoro completato e si trovò in mano una squadra di ragazzi selezionati e impostati dal nostro lavoro febbrile, che non viene molto spesso ricordato, purtroppo. (Carmelo Pittera)
  • Modena aveva vinto le finali degli ultimi tre anni contro Parma. Il 1990 fu l'anno in cui la Maxicono ebbe la meglio. Negli anni precedenti, ciò che Modena e Parma vincevano a livello italiano ed europeo non si ripercuoteva in altrettante vittorie della nazionale. Da quel 1990, otto giocatori di quei due club diventarono consapevoli di aver raggiunto una maturità tecnica e di gioco tale per cui anche in azzurro si poteva fare quel salto di qualità avvenuto col club, con il quale in Coppa si era avuta la meglio sulle grandi squadre russe. Julio [Velasco] conosceva bene molti di loro e ha continuato a crescerli professionalmente anche per farli vincere con la nazionale italiana. Ecco, penso sia nato tutto da lì. (Andrea Giani)
  • Nel 1990 improvvisamente siamo diventati imbattibili, e non abbiamo mai capito perché. (Andrea Zorzi)
  • [Dopo la vittoria all'europeo 1989] Non ricordo un così radicale salto in avanti di una squadra. (Gianni Mura)
  • [Nel 1989] Voi italiani siete i migliori del mondo per ciò che riguarda mangiare, bere e vivere bene. O almeno credete di esserlo. Ma tra queste righe gialle qui, quelle che racchiudono i 18 metri del campo, le beccate sempre dai sovietici, dai bulgari, dai polacchi, dalla Germania Est. Il vostro primo nemico siete voi. Da adesso si gioca per vincere. (Julio Velasco)

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