Fidel Castro

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Fidel Castro

Fidel Alejandro Castro Ruz (1926 – 2016), rivoluzionario e politico cubano.

Citazioni di Fidel Castro[modifica]

  • Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà.[2]
  • La Cina è diventata la più promettente speranza e il miglior esempio per tutti i paesi del Terzo Mondo. (da La cina rossa)
  • Lei crede in Amnesty International?!... Beh, è libero di farlo. Io non ci credo: rispetti almeno questo mio pensiero. (intervistato dal regista Oliver Stone in Looking for Fidel)
  • Menghistu mi sembra un leader silenzioso, serio e sincero, consapevole del potere della folla.
Mengistu strikes me as a quiet, serious, and sincere leader who is aware of the power of the masses.[3]
  • Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà.[4]
  • Quando ero ragazzino mio padre voleva che io fossi un bravo cattolico e che mi confessassi tutte le volte che avevo pensieri impuri sulle ragazze. Così ogni sera io diventavo rosso a confessare i miei pensieri. Così successe una sera, e poi un'altra sera, e così via. Dopo una settimana decisi che la religione non era fatta per me. (da Joan Konner, The Atheist's Bible, New York, HarperCollins, 2007, p. 62)
  • Non c'è nulla di paragonabile alla Shoah. [...] Nessuno al mondo ha ricevuto lo stesso trattamento riservato agli ebrei, sempre accusati di ogni male. Essi hanno condotto un'esistenza molto più difficile di chiunque altro.[5]
  • Siad Barre è un generale che fu educato sotto il colonialismo. La rivoluzione in Somalia è capeggiata da generali che divennero potenti durante l'era coloniale. Ho formato la mia opinione su Siad Barre; è inanzitutto uno sciovinista. Lo sciovinismo è il suo tratto più importante. Il socialismo è semplicemente una maschera per renderlo più attraente.
Siad Barre is a general who was educated under colonialism. The revolution in Somalia is led by generals who all became powerful under colonial times. I have made up my mind about Siad Barre, he is above all a chauvinist. Chauvinism is the most important factor in him. Socialism is just an outer shell that is supposed to make him more attractive.[6]
  • Nessuno ci convincerà mai che un omosessuale possa avere in sé le condizioni e le esigenze di condotta che ne potrebbero fare un vero Rivoluzionario, un vero Comunista militante. Una deviazione di questa natura si scontra con il concetto che noi abbiamo di come dev'essere un militante comunista.
We would never come to believe that a homosexual could embody the conditions and requirements of conduct that would enable us to consider him a true Revolutionary, a true Communist militant. A deviation of that nature clashes with the concept we have of what a militant Communist must be.[8]
  • Ho sempre cercato di pensare con il massimo della razionalità, avendo un concetto relativo della gloria [...] Non ho dedicato nemmeno un secondo della mia vita a pensare come la gente mi considera. La storia è relativa, le specie possono estinguersi, il sole si spegnerà. A che vale la fama, la gloria? Un giorno nulla di questo esisterà.[9]

Autobiografia a due voci[modifica]

  • Ho ammirato De Gaulle, sebbene i nostri rapporti non fossero molto buoni a causa della guerra anticoloniale in Algeria, che noi sostenevamo. Come militare ebbe delle qualità, poiché ebbe l'idea di creare le divisioni blindate. Ammiro inoltre la sua ribellione intransigente nei confronti degli Stati Uniti, degli inglesi e del resto del mondo. (p. 560)
  • Ricordo sempre il Che come una delle persone più straordinarie, uno degli uomini più nobili e disinteressati che io abbia mai conosciuto. (p. 556)
  • [Nelson Mandela] Lo ammiro molto per i suoi meriti, la sua storia, la sua lotta. (p. 556)
  • [Jiang Zemin] Lo apprezzo particolarmente, lo ritengo una persona capace. (p. 556)
  • Credo che Kennedy fosse un uomo pieno di entusiasmo, molto intelligente, con un carisma innato, che cercava sempre di fare cose positive. Commise degli errori [...], anche di tipo etico, ritengo però che sia stato un uomo coraggioso capace di correggersi e abbastanza coraggioso da introdurre cambiamenti nella politica degli Stati Uniti. (p. 557)
  • [Slobodan Milošević] Dirigente disastroso, nazionalista, razzista, corrotto, che si basava solo sull'uso della forza. (p. 531)
  • [Saddam Hussein] Un disastro. Uno stratega eccentrico. E crudele verso il suo popolo. (p. 521)
  • Noi desideravamo la vittoria di Felipe perché, pur con tutti i suoi difetti, era una persona con cui si poteva discutere, mantenere rapporti formalmente corretti. Ma quando divenne capo del governo, qualcosa cambiò [...]. Tutti sanno cosa è successo, che cosa è successo in Spagna durante il governo di Felipe Gonzales: corruzione, gente che ha fatto i miliardi arricchendosi con beni d'ogni genere. Ci furono insomma un arricchimento e una corruzione generalizzati, con conseguente decadenza morale. (pagg. 465-467)
  • [José María Aznar] Un robot, una macchina che immagazzinava una serie di dati e di cifre. Mi resi conti della tattica di Aznar, della sua psicologia, del suo modo di attaccare, di accusare, di ripetere le cose come un automa. È molto meno colto di Gonzales. Con noi è stato meno dignitoso di Francisco Franco. (p. 466)

Citazioni su Fidel Castro[modifica]

  • Cuba è la prossima nella ramazzata della democrazia. E lasciatemi dire direttamente a Fidel Castro: Tu sei finito. (Ronald Reagan)
  • Fidel è molto pattriotico, molto rivoluzionario, molto onesto. Credo che il mondo non lo conosca bene: Fidel è molto umano. Molto umano. E con le poche risorse che ha la sua piccola Cuba ha fatto miracoli. Per lui ho davvero grande rispetto. (Menghistu Hailè Mariàm)
  • Grand'uomo. Così prepotente, così simpatico. Mi faceva portare l'olio del mio Veneto e il Recioto. Dieci bottiglie: una la apriva in Consiglio dei ministri, le altre nove se le beveva lui. Ore e ore a parlare di tutto. Un carisma che ritrovo solo in Gheddafi. (Luigi Maria Verzé)
  • I giorni di Castro sono numerati. (George H. W. Bush)
  • [Ultime parole famose nel 1959] Io do a Castro un anno. Non di più. (Fulgencio Batista)

Leonardo Boff[modifica]

  • Infine Castro fece passare in Parlamento una legge che definiva Cuba uno Stato laico. Si rese infatti conto che l'ateismo ufficiale, preso a modello dell'Urss, equivaleva a definire confessionale lo Stato, cosa che lui non poteva sopportare.
  • Ovvio che sarebbe uno scandalo se Fidel si dichiarasse apertamente credente. Ma vorrei ricordare che mai si è proclamato ateo. E secondo me non lo è.
  • Qualche anno dopo lasciai la Chiesa e incontrai Castro a Rio. Mi disse: Leonardo, è vero che resterai per sempre a fianco dei poveri? Bene, allora il cristianesimo si manterrà forte e solido.

Note[modifica]

  1. Da Socialismo e Comunismo: un processo unico, Feltrinelli, Milano, 1969.
  2. Dalla deposizione di Castro al processo per l'assalto alla caserma Moncada. Citato in Breve storia di Cuba, il Post, 18 dicembre 2014.
  3. "Transcript of Meeting between East German leader Erich Honecker and Cuban leader Fidel Castro, East Berlin (excerpts)," April 03, 1977, History and Public Policy Program Digital Archive, Foundation for the Archive of Parties and Mass Organizations of the Former GDR under the Federal Archival Service (Berlin), DY30 JIV 2/201/1292. Obtained by Christian F. Ostermann and translated by David Welch with revisions by Ostermann. https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/111844
  4. Dall'introduzione a Che Guevara. Diario in Bolivia Feltrinelli, 2005 (1968) ISBN 9788807830013
  5. Citato in Daniel Mosseri, Fidel Castro non smette di sorprendere, Shalom.it.
  6. "Transcript of Meeting between East German leader Erich Honecker and Cuban leader Fidel Castro, East Berlin (excerpts)," April 03, 1977, History and Public Policy Program Digital Archive, Foundation for the Archive of Parties and Mass Organizations of the Former GDR under the Federal Archival Service (Berlin), DY30 JIV 2/201/1292. Obtained by Christian F. Ostermann and translated by David Welch with revisions by Ostermann. https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/111844
  7. Citato in Focus, n. 91, p. 188.
  8. Citato in Lee Lockwood, Castro's Cuba, Cuba's Fidel, 1990 (1967), p. 124. ISBN 0-8133-1086-5
  9. Dall'intervista di Oliver Stone nel film-documentario Comandante (2003).

Bibliografia[modifica]

  • Fidel Castro, Ignacio Ramonet, Autobiografia a due voci.

Altri progetti[modifica]