Joris Karl Huysmans

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Joris Karl Huysmans

Charles-Marie-Georges Huysmans (1848 – 1907), scrittore francese.

Citazioni di Joris Karl Huysmans[modifica]

  • L'arte è l'unica cosa pulita sulla terra, a parte la santità. (da Le folle di Lourdes)
  • Il pessimismo non ha mai consolato né i malati nel corpo, né gli infermi nell'anima. (da Controcorrente, a cura di V. Finzi Ghisi, traduzione di C. Sbarbaro, Garzanti, 1975)
  • Politica, volgare distrazione degli spiriti mediocri. (da Controcorrente)
  • Un colorista rivelatore [...] che contribuì più di Manet al movimento impressionista, un artista dalle retine malate, che, nella sua esasperata percezione visiva, scoprì i prodromi di un'arte nuova: in tali termini si può sintetizzare il troppo dimenticato Cézanne.[1] (da Certains, 1889)

Incipit de Le sorelle Vatard[modifica]

Suonarono le due del mattino.
Céline fece a sua sorella quello stupido scherzo che consiste nel mettere un dito sotto il naso di una persona seduta, la cui testa sta cadendo dal sonno.
«Ma che cretinata!» gridò Cécile risvegliandosi bruscamente. Le altre operaie si buttarono via dalle risate.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Controcorrente[modifica]

Prefazione di Huysmans[modifica]

"Un libro in cui non ci siano documenti verificati, un libro che non mi insegna nulla non mi interessa più."

"C'erano molte cose che Zola non poteva capire: innanzitutto, il bisogno che sentivo di aprire le finestre, di fuggire da un ambiente in cui soffocavo; poi, il travolgente desiderio di scuotere i pregiudizi, di infrangere i limiti del romanzo.[...] Nel mio caso e, soprattutto a quell'epoca, ciò che mi spronava era l'ambizione di sopprimere l'intreccio tradizionale, persino la passione, la donna, e concentrare tutta la luce su un unico personaggio, di fare a ogni costo qualcosa di nuovo."

Notizia dell'autore alla prima edizione[modifica]

"Il ragazzo, abbandonato a se stesso, passava i giorni di pioggia a frugare tra i libri; con il bel tempo trascorreva i pomeriggi a vagare per la campagna."

"Leggeva o fantasticava, abbeverandosi di solitudine fino a che scendeva la sera."

"Si avvicinò agli uomini di lettere, con i quali sperava di trovare maggiore affinità e di sentirsi più a suo agio.

Note[modifica]

  1. Citato in Stefania Lapenta, Cézanne, I Classici dell'arte, Rizzoli - Skira, Milano, 2003, pp. 183-188 e frontespizio. ISBN 88-7624-186-8

Altri progetti[modifica]