Karl Julius Beloch

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Karl Julius Beloch (1854 – 1929), storico tedesco naturalizzato italiano.

L'impero siciliano di Dionisio[modifica]

  • Gelone sottomise a Siracusa tutta la metà orientale della Sicilia, e le diede un posto fra le grandi potenze del mondo. Ma era uno splendore efimero. La rivoluzione che atterrò la dinastia dei Dinomenidi, distrusse anche l'impero fondato dai grandi principi di quella casa.
  • Nell'interno, Acri (Palazzola), colonia siracusana, dipendeva dalla metropoli; almeno Tucidide non la enumera nella sua rassegna degli stati greci dell'isola, ed il fatto che Acri non ha mai battuto moneta d'oro e d'argento, è prova certa che le mancavano i diritti della sovranità.
  • Ma la democratica Siracusa era troppo piena di valore per potere rimaner chiusa a lungo dentro questi ristretti confini. Appena ristabilito l'ordine all'interno, essa portò le sue armi contro Ducezio re dei Siculi; ed il risultato di questa guerra fu la incorporazione dell'intero stato di quel re nel territorio siracusano.
  • Centro della potenza di Ducezio era stato il paese intorno al sagro lago dei Palici, non lungi da Caltagirone. In queste vicinanze sorgeva Nea sua patria, Mena (Mineo) e Palica (Palagonia), colonie da lui fondate; qui ancora si trovava Morganzia, la sua prima importante conquista.
  • La sconfitta sull'Elleporo fa epoca nella storia dei greci d'Italia. Reggio, Ipponio, Culonia, Squillace, sono concedute a Dionisio... Ora l'equilibrio nella lega della Magna Grecia è completamente spostato. Non v'è più che una sola città d'importanza, Taranto.
  • [Su Dionisio I di Siracusa] Ad Adria alla foce del Po, ancora secoli dopo le «fosse di Filisto» ricordarono la presenza di quel grande uomo di stato, che vi compose molta parte della sua storia.
  • [Su Dionisio II di Siracusa] Finalmente Dionisio minore negli ultimi anni del suo governo, fondò due città sulle coste delle Puglie. La storia ne tace i nomi, ma forse non sarà troppo ardito di ravvisarne l'una in quella Napoli di terra di Bari, che per il suo nome medesimo dimostra di essere d'origine greca.
  • L'autore delle epistole di Platone loda Dionisio per aver riunito in un solo stato la Sicilia tutta. Ciò nella sostanza è vero; è inesatto però se guardiamo il diritto formale.
  • Gli imperi di Atene, di Sparta, di Macedonia, di Cartagine, anche quello di Roma fino ai tempi di Caracalla, non erano altro che degli aggregati di comuni, dei quali un solo dirigeva la politica di tutti gli altri, obbligati a prestare obbedienza a quello e a fornirlo di aiuti in guerra.
  • Tra i mercenari di Dionisio vi erano certamente rappresentati tutti i popoli dell'Europa occidentale, Iberi, Liguri, e soprattutto Campani; ma la grande maggioranza di loro erano Greci... Da ciò risulta quanto è ingiusta l'accusa mossa contro Dionisio dai suoi nemici, d'aver dato a dei barbari il possesso delle città greche di Sicilia.
  • [Su Platone] Quando Platone si trovava alla corte di Siracusa, fra le altre cose consigliava a Dionisio il giovane di dissolvere le colonie e di ricondurvi gli abitanti antichi. Ora benché Platone fosse affatto incapace a comprendere le esigenze della politica pratica, pure è difficile persuadersi che questo consiglio fosse dato in buona fede.

Bibliografia[modifica]

  • Giulio Beloch, L'impero siciliano di Dionisio, Reale Accademia dei Lincei, 1880-81.

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