Montgomery Clift

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Montgomery Clift in Io confesso.

Edward Montgomery Clift (1920 – 1966), attore cinematografico e teatrale statunitense.

Citazioni di Montgomery Clift[modifica]

  • [su Marilyn Monroe] Lei ascolta, si strugge, s'interessa. La sorprendo mentre ride attraverso una stanza e sbotto. Ogni poro di quella deliziosa pelle traslucida è vivo, sempre dischiuso — anche se questo mondo potrebbe renderla vulnerabile alle ferite. Preferisco lavorare con lei che con qualunque altra attrice. La adoro. (Marilyn, p. 341)
  • Ricordatevi che Montgomery Clift è un uomo deluso, senza amore, senza pace, in continua lotta con se stesso e col suo destino.[1]
  • Mi piacerebbe conoscere i livelli infimi della vita, come in Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij, vedere come sono, per poi tornare in superficie.[1]
  • Hollywood mi sta facendo grandi cenni con le sue orribili dita.[1]
  • La recitazione è una grande forma d'arte e una professione di merda![1]

Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood[modifica]

  • Clift era stato una specie di leader senza galloni. Le sue interpretazioni annunciavano un nuovo stile di recitazione. Finì per essere etichettato – impropriamente – come "il Metodo". Dopo Clift venne Marlon Brando, e dopo Brando venne James Dean. Clift era il più autentico e il meno manierato di questi attori; forse il più sensibile, e certo il più poetico. Era anche bellissimo. (Peter Bogdanovich, pp. 139-140)
  • Lavorava! Quanto lavorava Monty! (Howard Hawks, p. 141)
  • La chirurgia plastica fece quel che poté, ma ormai quegli occhi così toccanti guardavano da dietro una maschera che simulava per vaga approssimazione quel che era stato il suo vero viso. [...] L'intensità mozzafiato, l'autenticità del sentimento erano sempre le stesse, ma l'equilibrio misterioso dell'espressività era stato compromesso. (Peter Bogdanovich, pp. 141-142)
  • Un poeta sperduto, che era nato a Omaha, nel Nebraska, ed era stato il più romantico e commovente attore della sua generazione. (Peter Bogdanovich, p. 143)

Citazioni su Montgomery Clift[modifica]

  • Aveva un talento unico, il pubblico lo adorava. [...] Che cosa lo angustiasse, fino all'autodistruzione, non l'ho mai saputo. (Lehman Engel)
  • Che terribile perdita! Aveva un infinito talento, che forse non ha mai saputo utilizzare a pieno. Una sensibilità unica. Aveva bisogno di alcuni strati in più di pelle per poter affrontare il mondo crudele. (Myrna Loy)
  • Dava tutto sé stesso, era quasi doloroso vederlo. [...] Sembrava volesse distruggersi recitando. (Macha Méril)
  • Era un debole, molto simpatico, accattivante, ma inguaribilmente debole. (Katharine Hepburn)
  • Ero incantato dalla sua bellezza femminile. Monty era la più adorabile delle persone al mondo, era considerato il miglior giovane attore americano. [...] Fui ipnotizzato dai suoi occhi. Erano come quelli di un uccellino ferito. (Tennessee Williams)
  • Fui scioccatto dal suo viso, quasi tutta la sua bellezza era scomparsa. Aveva una terribile espressione sconvolta. [...] Monty fu commovente nel suo tentativo di apparire amichevole. (Christopher Isherwood)
  • Ho avuto l'onore e il piacere di lavorare con Montgomery Clift [...] e così di conoscerlo bene, intimamente. È stato l'attore più sensibile e intelligente che abbia mai conosciuto. Recitava con un senso di poesia. Mi ricordo che adorava i bambini, lui stesso lo era, viveva di tenerezza. Ma il destino divenne suo nemico, lui che meritava bontà e amicizia e soprattutto felicità. Dopo l'incidente non ebbe più pace. Con il trascorrere degli anni peggiorò sempre di più. Alla fine il suo cuore non ha potuto sopportare l'enorme disperazione e così ha smesso di battere. Ora siamo rattristati senza quel grande attore che ha dato al mondo quelle meravigliose e gratificanti interpretazioni che rimarranno per sempre nella nostra memoria. Addio Monty, amico mio, fratello mio. (Vittorio De Sica)
  • [Sull'interpretazione di Io confesso. Un risultato interpretativo, tale da] infondere al personaggio con possente efficacia il tormento della sua anima, rendendo il dilemma comprensibile in termini umani e non semplicemente come puzzle teologico.[2] (John Russell Taylor).
  • Monty Clift era un tipo difficile. Ha letto il libro di Johnny Huston? Anche lui c'è passato. L'uomo era impossibile. Non mi hanno mai detto grazie per la fatica che ho fatto. (Joseph L. Mankiewicz)
  • Monty era meraviglioso, faceva sentire speciale ogni persona che incontrava. Tutti lo amavano. (Augusta Dabney)
  • Monty era perfetto come prete, aveva il volto di un santo, ma quando lo si guardava negli occhi si vedeva un'anima torturata che cercava un'uscita dalla totale incertezza. (Karl Malden)
  • Monty era veramente dotato. Era serio soltanto su di una cosa, recitare. (Truman Capote)
  • Non riuscivo a sopportare la vista di ciò che stava accadendo a quel bellissimo uomo. Era sempre peggio. Una sera assistetti a una scena mortificante e inizia a piangere e dissi a Roddy: «Dobbiamo fare qualcosa. Così non si può andare avanti, dobbiamo aiutarlo!» Roddy mi rispose sconsolato: «L'unica cosa che possiamo fare è accompagnarlo per mano fino alla tomba.» (Maureen Stapleton)
  • Non ho mai recitato al fianco di un attore così determinato e carismatico, che folgorava con uno sguardo ma al contempo sfuggiva da qualsiasi contatto umano. (Donna Reed)
  • Povero Monty, beveva praticamente sempre. (Anne Baxter)

Marlon Brando[modifica]

  • Oltre a un grande charme possedeva una grande sensibilità e, come me, era inquieto [...] anche se non era chiaro che cosa lo preoccupasse.
  • Quanto prende Clift per un suo film? Io voglio un dollaro in più.

Burt Lancaster[modifica]

  • L'attore che lavorava più duro che io abbia mai conosciuto.
  • La prima scena che ho girato con Montgomery Clift, fu la prima volta, l'unica in tutta la mia carriera, in cui non riuscivo a far smettere di tremare le ginocchia. Aveva così tanto carisma, così tanta concentrazione. Clift era un uomo complicato.

Marilyn Monroe[modifica]

  • Siamo tutti e due pazzi. Monty lo spostato, Marilyn la spostata. Quando lo osservo vedo in lui il fratello che non ho mai avuto e mi sento più coraggiosa, divento protettiva.
  • È l'unica persona che io conosco che sta peggio di me.

Elizabeth Taylor[modifica]

  • Monty è l'attore più emotivo che abbia mai conosciuto, era una cosa contagiosa, quando inziava a tremare, io iniziavo a tremare, era quasi una cosa fisica, un cordone ombelicale, una scarica elettrica.
  • Sapevo che era gay, probabilmente più di quanto lo ammettesse con sé stesso.

Fred Zinnemann[modifica]

  • Si muoveva come un gatto spaventato e come un gatto inarcava la schiena quando una cosa lo irritava. Urlava per nulla. Una infinita tristezza annacquava i suo occhi verdi. Era sempre incerto, scontento, afflitto da esagerati problemi... E io credo che sia nato da questo il successo di Monty. Con la sua inquietudine e la sua malinconia, egli era il simbolo di una generazione che usciva dalla guerra per rientrare nella normalità.
  • Volevo Clift perché questa storia non era soltanto su un uomo che non voleva tirare di box, ma sullo spirito umano che si rifiuta di essere violentato, su di un uomo che alla fine per le sue idee muore. Era chiarissimo che Clift avrebbe aderito perfettamente a quel personaggio.

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. a b c d Citato in Michelangelo Capua, Montgomery Clift. Vincitore e vinto, Lindau, 2009.
  2. Citato in John Russell Taylor, Hitch, Garzanti, Milano, 1980, p. 273. Prima edizione London 1979.

Bibliografia[modifica]

  • Mike Evans, Marilyn (Marilyn Handbook, MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
  • Michelangelo Capua, Montgomery Clift. Vincitore e vinto, Lindau Editore, 2009. ISBN 9788871808086
  • Peter Bogdanovich, Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood, traduzione di Roberto Buffagni, Fandango Libri, 2008.

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