Paolo Attivissimo

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Paolo Attivissimo (2011)

Paolo Attivissimo (1963 – vivente), traduttore, giornalista e divulgatore informatico italiano.

Citazioni di Paolo Attivissimo[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [in riferimento ad uno "sciopero" dei blog e a come protestare efficacemente contro iniziative di leggi su Internet in Italia] Impariamo le tecniche di anonimizzazione e di occultamento. Impariamo la crittografia, lo scambio di file non tracciabile, la steganografia, il ripping dei nostri DVD e dei Blu-Ray, l'hacking dei dispositivi che ci circondano, il blogging anonimo, l'hosting sicuro. Impariamo a difenderci dai soprusi e a far valere il nostro diritto di esprimerci civilmente, usando le tecniche che il nostro ottuso antagonista non ha speranza di capire. Portiamo la contesa su un terreno che ci è familiare, invece di camminare allegramente sul campo minato dell'avversario. Il contrasto alla stupidità non si fa adottando le regole degli stupidi. Si fa diventando più intelligenti, più svelti, più preparati. Si fa sfruttando le debolezze dell'avversario. Ma bisogna volerlo fare. Sempre che non pensiate che quando un topolino e un gatto si siedono a discutere in casa del gatto, il topolino possa averla vinta per pura forza dialettica.[1]
  • Ora magari anche ai più cocciuti sarà chiaro il motivo per il quale così tanti governi se la prendono con la crittografia forte e la vogliono bandire. Non è questione di lotta al terrorismo, come dicono continuamente: i terroristi difficilmente rispetteranno un divieto di usare la crittografia. È questione di controllare il dissenso. Se i giornalisti non sono più in grado di comunicare in modo riservato, se non possono più contattare le proprie fonti confidenziali, se sanno che tutto quello che dicono è intercettato e intercettabile, non possono più fare il proprio lavoro fondamentale di criticare chi è al potere e smascherarne gli abusi e le bugie.[2]
  • [...] vanità di dire "solo io ho capito la Verità". Il complottismo, in ultima analisi, è megalomania.[3]
  • Se un complottista dice che "ha scoperto la terribile verità" ed è ancora vivo, non ha scoperto nulla.[4]
  • [«Da dove nasce la tua passione per la mobilità elettrica?»] È nata quando provai una delle prime Smart elettriche, aveva una strana batteria a sale che era completamente ecologica. L'effetto immediato fu la sensazione di essere salito a bordo di una macchina dell'autopista. Aveva un'accelerazione straordinaria, una ripresa entusiasmante ed uno spazio di manovra minuscolo, tipico di queste micro automobili. La prima emozione fu quella di sentirsi nel futuro — era ora — pensai.[5]
  • [«Come ti trovi a guidare un'automobile elettrica?»] Per me è naturale girare in elettrico, viaggiare senza rumore né scatti durante le cambiate, perché non c'è il cambio. Non vado mai al distributore a far benzina, perché arrivo a casa, collego l'auto alla presa e ho fatto. Oggi, mi sembra strano guidare l'altra macchina a benzina e sentire le vibrazioni, gli scossoni. Mi sembra di passare dal jet al biplano [...][5]
  • Se vi chiedete come mai ci sono così tante notizie false in giro, questo è uno dei motivi: raccontar balle, aizzare l'odio, fa diventare milionari. Non sono pensatori indipendenti o combattenti contro il sistema: sono ciarlatani arraffasoldi. La loro ambizione non è salvare il mondo, ma fare soldi [...]. Li ospitate in TV? Siete complici.[6]
  • [Su Piero Angela] Una persona squisita, un signore della divulgazione e della comunicazione. Ha fatto la storia del giornalismo, con mano precisa e garbata; ha ispirato tantissimi ad appassionarsi alla scienza e al piacere della conoscenza. [...] Io sono uno dei suoi tanti figli culturali. Gli devo praticamente tutta la mia forma mentis e la mia carriera: leggere da ragazzino il suo Viaggio nel mondo del paranormale mi aprì un universo di conoscenza e di metodo investigativo che non avevo nemmeno sognato potesse esistere. [...] Mai avrei immaginato che io, cresciuto come milioni di telespettatori "a pane e Piero Angela", un giorno avrei avuto l'onore non solo di incontrarlo, chiacchierare con lui e sentire la sua forte, ruvida stretta di mano e il suo spiazzante "diamoci del tu", ma anche di collaborare con lui in varie occasioni [...]. Piero Angela mancherà immensamente a tutta la divulgazione scientifica, ma ci lascia un modello di stile e di comunicazione chiara e precisa a cui ambire ogni giorno e un'eredità inestimabile di persone e di istituzioni [...] che continuano il suo lavoro paziente di scoperta e di gioiosa condivisione del sapere e di contrasto ai ciarlatani e ai manipolatori.[7]

Siamo mai andati sulla Luna?

Sulla teoria del complotto lunare, da attivissimo.net, 6 settembre 2002.

  • [...] c'è il piccolo problema che per far funzionare tutta questa messinscena bisognerebbe riuscire a tenere vincolate alla consegna al silenzio per decenni le centinaia di migliaia di persone (non esagero, sono cifre di dominio pubblico) che hanno lavorato al progetto. [...] non c'è stata neppure una confessione in punto di morte di un ex dipendente della NASA o di una delle tantissime società private coinvolte nel progetto. Pensate quanto avrebbe dato il KGB per trovare una talpa che le vendesse la soffiata del secolo, ossia che era tutta una finta. Niente da fare. Se volete un esempio notevole di come sia difficile mantenere un segreto anche quando la posta in gioco è altissima, leggetevi la storia della nave Glomar Explorer. L'11 aprile 1968, un sottomarino sovietico di classe Golf-II, armato di missili balistici nucleari, affondò circa 750 miglia a nord ovest delle Hawaii, depositandosi sul fondo marino a 5200 metri di profondità. Le navi sovietiche tentarono invano di trovarlo. Gli americani, invece, sapevano esattamente dov'era situato, ma si guardarono bene dal dirlo ai sovietici: l'occasione di mettere le mani su una delle armi di punta dell'arsenale nemico era troppo ghiotta. Infatti commissionarono una nave, la Glomar Explorer, che fu spacciata per una nave per la ricerca mineraria sottomarina: scusa plausibile, dato che è noto che il fondo del Pacifico è lastricato di noduli preziosissimi di manganese, ferro, nichel e cobalto. Nel 1974, la nave andò sul luogo della tragedia e ripescò alcuni componenti del sottomarino sovietico. Il segreto fu spiattellato nemmeno un anno dopo dal Los Angeles Times.
  • Perché si sospetta la messinscena da parte statunitense, mentre non si solleva alcuna obiezione sulle missioni lunari sovietiche, che non portarono cosmonauti ma comunque andarono sulla Luna e ne riportarono campioni di roccia? Perché i sovietici, che pure avevano un sistema di spionaggio sofisticatissimo, non si accorsero della messinscena e non la denunciarono al mondo? Ne avrebbero avuto tutti i motivi. Far fare una figuraccia ai rivali capitalisti degenerati sarebbe stata un'occasione ghiottissima. Eppure rimasero zitti. Come mai? Una delle risposte preferite dei complottisti a questa domanda è "perché avevano anche loro i loro scheletri nell'armadio". Dicono che prima del famoso "primo uomo nello spazio" (Yuri Gagarin) ci furono altre missioni che fallirono. Gagarin sarebbe stato semplicemente il primo a tornare vivo. A parte il fatto che usare un'ipotesi di complotto per giustificarne un'altra non è il massimo del rigore scientifico (non ci sono conferme autorevoli di queste missioni pre-Gagarin), durante la Guerra Fredda gli USA non si fecero scrupolo di denunciare le falsità della propaganda sovietica e viceversa, per cui sembra assai implausibile che si siano fatti questa reciproca cortesia di stare zitti soltanto per i voli spaziali, così carichi di prestigio politico.
  • C'è una sola foto decente di Neil Armstrong sulla Luna, e anche in quella lo si vede di spalle. Se le foto sono state fatte in studio, come mai non hanno pensato a farne un po' anche ad Armstrong, visto che tutto sommato era il personaggio più "storico", essendo il primo uomo sulla Luna?
  • I veicoli usati per le missioni furono progettati e fabbricati da società commerciali, nelle quali notoriamente la segretezza non è mai perfetta. Come mai, in tutti questi anni, nessuno dei cinquecentomila dipendenti della Boeing, della Grumman e delle altre società coinvolte (subappaltatrici comprese) si è mai fatto avanti per denunciare la truffa, per dire "guardate che questo veicolo è finto, non funziona e se va sulla Luna si sfracella"? Come mai non c'è stata nessuna confessione in punto di morte, quando non c'era più nulla da perdere? Allora avrebbero costruito dei veicoli perfettamente funzionanti, fino all'ultimo bullone, e non li avrebbero usati?
  • Il filmato della ripartenza del modulo lunare dalla superficie della Luna, ripreso dalla telecamera automatica, mostra chiaramente che non c'è aria, perché polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute. Come sarebbe stato possibile ricreare un effetto del genere in studio, negli anni Sessanta?

Sì, sulla Luna ci siamo andati, e le prove sono impossibili da falsificare

Intervista di Juanne Pili, open.online, 1º agosto 2019.

  • [«Chi è il tipico negazionista degli allunaggi?»] C'è da una parte il guru, quello che crea proseliti, pubblica contenuti e fa video, e cerca anche di monetizzare questi contenuti. Dall'altra c'è una seconda categoria di persone che hanno preso una decisione, ma non fanno proselitismo, hanno solo deciso che l'allunaggio è finto e che è stata tutta una messa in scena. Le due categorie si distinguono soprattutto per la questione del proselitismo. C'è il negazionista che dice "io so che non siamo mai andati sulla Luna, ma me la tengo per me, al massimo vado a scriverlo sui Social e non vado in giro a dimostrare chissà cosa": è semplicemente una sua opinione personale. Invece il guru vero e proprio va a caccia di contenuti e li posta. La differenza tra i due è anche nell'atteggiamento. Il complottista che monetizza, il guru, è anche quello che conosce le furbizie del mestiere. Quello che non fa proseliti è invece una persona male informata che ha abbracciato una visione cospirazionista della vita.
  • [...] supponiamo che alla Nasa avessero deciso di simulare gli allunaggi; cosa avrebbero dovuto falsificare? Ci sono i razzi che devono partire dalla Terra, quelli devi farli partire per forza, quindi sono 12 razzi giganti che devono essere costruiti, devono funzionare e andare nello Spazio. Magari li facevano cadere da qualche parte, ma almeno fino alla quota di 70 chilometri dovevano farli arrivare. Poi devono esserci dei veicoli che attraversano lo Spazio tra la Terra e la Luna, perché gli astronomi hanno seguito le missioni Apollo. Una volta arrivato sulla Luna devi mettere qualcosa che lasci le impronte degli astronauti. Aggiungi che ci vogliono le comunicazioni radio perfettamente simulate. Bisogna avere un copione nel quale ci sono 11 mila ore di conversazioni tra i tecnici a Terra. Tutte queste cose sono pubbliche. Bisogna falsificare 6500 fotografie scattate sulla Luna, decine di ore di diretta televisiva, riprese cinematografiche, le rocce lunari, eccetera. Alla fine la lista è talmente lunga che sarebbe costato meno andarci sul serio, ed è infatti quello che è successo.
  • [...] i complottisti spesso accusano la Nasa di non avere avuto la tecnologia per andare sulla Luna, ma di avere avuto quelle segrete per falsificare le riprese e addirittura realizzare missioni segrete senza che nessuno se ne accorgesse. Si decidessero una buona volta: qual è la versione complottista reale? Dopo 50 anni non sono arrivati neanche a questo punto. Non hanno saputo costruire una versione alternativa unica e coerente.
  • [«[...] quali sono quelle [tecnologie] usate nelle missioni Apollo che utilizziamo tutt'oggi?»] Tutti i chip elettronici che usiamo adesso sono nati grazie all'impulso tecnologico dato dalle missioni Apollo. Per andare sulla Luna bisognava avere un computer, quel computer doveva essere leggero — almeno per gli standard dell'epoca — quindi non poteva essere fatto con dei circuiti normali, con transistor come si usava all'epoca. Era necessario miniaturizzarlo con quelli che all'epoca erano una novità: i circuiti integrati. Quei circuiti integrati furono usati per la prima volta in una missione operativa con equipaggio per andare sulla Luna, e questo ha dato via a tutta l'elettronica che abbiamo adesso. I telefonini in sostanza sono figli delle missioni Apollo. Così anche il Gps (Global positioning system), i nostri navigatori che ci indicano così precisamente dove siamo e dove vorremmo andare. Sono tutti figli delle equazioni sviluppate per la navigazione spaziale. Gli aerei di linea come gli Airbus hanno un sistema di volo computerizzato, il Fly-by-wire (Fbw), la cui tecnologia venne sviluppata usando come prototipo il computer utilizzato nelle missioni Apollo.
  • [Sugli astronauti delle missioni Apollo] Tutti quelli che ho incontrato devo dire che si sono rivelate persone estremamente disponibili, aperte, soprattutto quando devi fare loro domande un po' tecniche. Hanno tantissima voglia di raccontare tutti gli aspetti meno conosciuti delle loro missioni. Sono invece riluttanti a parlare dei propri sentimenti. Erano talmente presi dalla loro missione, e dalla difficoltà di quel che stavano facendo, che non hanno avuto molto tempo di riflettere sui loro sentimenti durante la missione. Dopo magari sono venute fuori anche delle riflessioni spirituali, alcuni di loro hanno avuto anche una svolta religiosa. Andare così lontano da poter coprire con un dito tutti gli esseri umani che hanno vissuto sulla Terra ti fa riflettere sul nostro ruolo nell'Universo. Eppure sono persone paradossalmente "terra-terra", alle quali puoi rivolgerti chiamandole per nome. Ho avuto modo di conoscerli anche dietro le quinte. Si sono tutte confermate persone normali nella loro straordinarietà. Quelli vedovi o separati sono pure dei donnaioli, hanno tutti ancora l'occhio vispo.

Note[modifica]

  1. Da Sciopero dei blog il 14/7 (UPD 20090714), attivissimo.blogspot.it, 13 luglio 2009.
  2. Da I Panama Papers dimostrano il bisogno di crittografia libera per avere giornalismo libero, attivissimo.blogspot.it, 5 aprile 2016.
  3. Da Come nascono le teorie di falsi attentati e messinscene? Così: per superficialità dei giornalisti, attivissimo.blogspot.it, 28 giugno 2016.
  4. Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 10 settembre 2017.
  5. a b Dall'intervista Guidare un'auto elettrica: finalmente siamo nel futuro, emoti.swiss.
  6. Da Alex Jones, milionario della menzogna, condannato, attivissimo.blogspot.com, 6 agosto 2022.
  7. Da Piero Angela, 1928-2022. Settant'anni di divulgazione della conoscenza, attivissimo.blogspot.com, 13 agosto 2022.

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