Patrick Stewart

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Patrick Stewart nel 1999

Sir Patrick Stewart (1940– vivente), attore e doppiatore britannico.

Citazioni[modifica]

  • [Su Star Trek: La nemesi] Ci sono stati un sacco di pettegolezzi sul fatto che questo sarebbe stato l'ultimo film di The Next Generation. Ma queste sono notizie che girano nella comunità dei fan, e almeno per quanto ci concerne, sebbene tutti noi abbiamo le nostre opinioni a riguardo, non c'è assolutamente niente di ufficiale riguardo al fatto che sia l'ultimo.[1]
  • [Su Star Trek] Amo questo film. Certo è stata un'esperienza un po' strana trovarsi al cinema a vedere Star Trek senza conoscere nemmeno un membro del cast, eccezion fatta, ovviamente per Leonard Nimoy. Ma, in fin dei conti, è davvero Star Trek. Sono state prese delle decisioni molto innovative ma l'essenziale di Star Trek non manca.[2]
  • [Su Star Trek: Picard] Non volevo assolutamente riportarlo agli anni ‘80 e ‘90, anzi! La mia intenzione era cercare di rendere la grande differenza tra l’uomo che recitavo allora e quello che recito adesso, che tra le altre cose è anche un problema di recitazione affascinante: mostrare l’impatto 17 anni possono avere su un individuo.[3]
  • Sin dall'inizio della mia carriera, ho sempre cercato contrasto e cambiamento ogni volta che è stato possibile. Credo che qualcuno una volta mi abbia detto che è perché sto ancora cercando me stesso, perché ancora non so chi sono e mi immergo in personaggi così diversi nella speranza che uno di loro si riveli il vero me. Un pensiero interessante, ma non credo del tutto corretto. In passato mi sono dedicato molto all'insegnamento, tra lezioni, masterclass e laboratori, ma non lo faccio più perché non credo di sapere sul serio come funziona, di essere qualificato per essere d'esempio a studenti. Ho un unico messaggio per loro ed è "dovete essere coraggiosi!" Niente altro.[4]
  • Sono ossessionato dai pit bull. Che cani, quanto sono stati usati male, usati in modo terribile.[5]
  • [Sui pit bull] Sono le creature più sensibili, più amorevoli, più generose, più affettuose che si possa sperare di incontrare.[5]

«Quando mi vedo morto»

Vanity.it, 2 marzo 2017.

  • Ho mollato la scuola a 15 anni ma la mia vita è cambiata quando un insegnante mi ha messo in mano una copia di Shakespeare e mi ha chiesto di leggerlo ad alta voce.
  • [Su Hugh Jackman] Ha grande talento, si fa in quattro al lavoro ed è di un'educazione rara.
  • Ho una fobia, quella di essere investito e così attraverso la strada solo se c’è il semaforo verde, dopo mille attente valutazioni che mandano ai pazzi mia moglie.

A Lucca con Patrick Stewart: l'amore per i cani, la rabbia per la Brexit e il ritorno come Picard

Mondofox.it, 4 novembre 2019.

  • In tutta onestà, non volevo tornare ad interpretare Picard. Dopo 178 episodi di Star Trek: Next Generation e 4 film, sentivo in maniera profonda di aver dato tutto quello che avevo come attore al franchise e a Picard.
  • Ci sono elementi inaspettati e interessanti in questo nuovo Picard. Per esempio Jean-Luc ora ha un cane. Devo dirlo, è stata una mia idea ed è figlia del fatto che io e mia moglie siamo dei grandi appassionati di pitbull.
  • Per tutti noi coinvolti nel progetto è stato molto importante che Star Trek: Picard non fosse solo una storia di fantascienza, ma che facesse costante riferimento al molto di oggi. Lo stato attuale delle cose a livello globale è un caos assoluto e la serie riflette la nostra realtà. Questo non significa che ci saranno Donald Trump e Boris Johnson in Picard, tranquilli, ma lasciatemelo ripetere.
  • Dalle compagnie teatrali shakesperiane a Next Generation, ho sempre provato questo sentimento di comunanza. Sono decenni che tento di descrivere questo ensemble, che riguarda anche i membri della troupe, da chi fa i costumi a chi cura le luci. Credo che sia uno dei temi cardine di Star Trek tra l’altro: l’unità, lo stare insieme.
  • C’è una cosa che ho imparato dai miei anni a teatro e che mi sono portato in Next Generation. Sapete, non ci sono tasche nelle calzamaglie che si utilizzano nei ruoli teatrali classici, così come non ce ne sono nelle uniformi di Star Trek. Devi imparare a stare lì in piedi, senza ciondolare, senza poter mettere le mani in tasca. In questa serie vedrete come non mi tolgo quasi mai le mani di tasca, ora che posso usarle perché Picard indossa abiti civili.

Intervista a Patrick Stewart su Playboy

Talkingtrek.it, 26 febbraio 2020.

  • Ricordo quando misero in commercio il primo iPhone e qualcuno disse: "Ti rendi conto che questi sono proprio come Star Trek?"
  • Mi commuovo ancora quando ricordo Whoopi Goldberg che mi dice cosa significava per lei vedere il personaggio di Uhura in TV; quello che mi ha detto è stato "Uno di noi ce l'ha fatta", che è in parte ironico e un po' cinico ma non di meno profondo.
  • Mia moglie ed io siamo andati in Italia all'inizio di quest'anno: Firenze, Bologna e Ravenna. Non avevo mai riflettuto molto su queste città, quindi quando ho visto che erano città antiche - non solo una chiesa qua, un vecchio edificio là - e parti ancora vitali della società italiana, sono rimasto stupito. La connessione tra passato e presente è così forte. Star Trek offre anche questo.
  • Quando recitavo da bambino, non ero "Patrick Stewart". Vivevo la vita di qualcun altro, migliore della mia. Mi sono sempre sentito al sicuro sul palco. Ciò che amo di questo lavoro è che, col passare degli anni, ho sempre meno paura di esibirmi mostrando qualcosa di me.
  • Il modo in cui la superiorità maschile è diventata parte della nostra vita è molto sottile e complicato. Ma esiste, e ora sta cambiando, e alcuni pensano non abbastanza rapidamente.
  • Boris Johnson e Donald Trump si rivolgono entrambi a persone che hanno subito privazioni. Il divario tra ricchi e poveri, che sta crescendo a un ritmo terrificante, e il riscaldamento globale sono le cose che mi allarmano di più.
  • I pitbull sono la nostra ossessione, ma non possiamo tenere i pitbull perché sono banditi in Inghilterra. Sostengo una campagna che lavora per cambiare questa legge, perché è ridicola. Non ha nulla a che fare con i cani; riguarda i proprietari.
  • Stavo girando Excalibur con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. Ora mi sento fortunato ad essere ragionevolmente sano, a lavorare, ad essere così impegnato, ad avere una moglie incredibile con una famiglia che è diventata in qualche modo la mia famiglia.

Film[modifica]

Note[modifica]

Altri progetti[modifica]