Primo contatto

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Primo contatto

Immagine Star Trek logo.png.
Titolo originale

Star Trek: First Contact

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1996
Genere fantascienza
Regia Jonathan Frakes
Soggetto Rick Berman, Brannon Braga, Ronald D. Moore, basato su Star Trek di Gene Roddenberry
Sceneggiatura Brannon Braga, Ronald D. Moore
Produttore Rick Berman, Marty Hornstein, Peter Lauritson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Primo contatto (distribuito in home video con il titolo Star Trek: Primo contatto), film di fantascienza del 1996, regia di Jonathan Frakes e ottavo della serie di film sulla saga di Star Trek.

Frasi[modifica]

  • Diario del capitano, data stellare 50893.5. Il momento che tanto ho temuto in questi ultimi sei anni è infine arrivato. I Borg, i nostri più letali nemici, hanno intrapreso un'invasione della Federazione, e stavolta, forse non riusciremo a fermarli. (Jean-Luc Picard)
  • Signore, credo di parlare a nome di tutti qui, quando dico... Al diavolo gli ordini! (Data)
  • Forse questo è il giorno giusto per morire! (Worf)
  • [Parlando dei Borg] Sapevano che la loro nave era condannata, i nostri scudi erano abbassati, si sono teletrasportati qui senza farsi notare. Assimileranno l'Enterprise, e poi... la Terra. (Jean-Luc Picard)
  • La resistenza è inutile. (Borg)
  • Io sono l'inizio e la fine. L'uno e il molteplice. Io sono i Borg. (Regina Borg)
  • Non c'è tempo di parlare di tempo, non ne abbiamo il tempo! Cosa stavo dicendo? (Deanna Troi)
  • Voi del ventiquattresimo secolo non pisciate mai? (Zefram Cochrane)
  • Non cercare di essere un grande uomo, sii solo un uomo, e lascia il giudizio alla storia. (Zefram Cochrane)
  • Borg... Sono Svedesi! (Lily)
  • [Vedendo i Borg per la prima volta] Decisamente non sono Svedesi! (Lily)
  • I Borg non evolvono... Conquistano. (Data)
  • [Sparando ai Borg] Assimilate questo! (Worf)
  • [Dopo che Picard gli ha dato del codardo] Se lei fosse un qualsiasi altro uomo, la ucciderei lì dove si trova. (Worf)
  • Io non sacrificherò l'Enterprise! Siamo scesi a troppi compromessi, troppe ritirate. Invadono il nostro spazio, e noi ci ritiriamo. Assimilano mondi interi, e noi ci ritiriamo. Adesso basta! Li dobbiamo fermare qui, impedirgli di andare oltre... E io gliela farò pagare per tutto quello che hanno fatto! (Jean-Luc Picard)
  • Diario del capitano, 5 aprile 2063. Il viaggio della Phoenix è stato un successo... di nuovo. La nave Vulcaniana ha rilevato la traccia dei motori a curvatura, e sta andando verso il suo appuntamento con la Storia. (Jean-Luc Picard)
  • Signor Data, calcoli una rotta per il ventiquattresimo secolo... Sospetto che il nostro futuro sia lì ad aspettarci... (Jean-Luc Picard)

Dialoghi[modifica]

  • Picard: La data! Devo sapere la data esatta.
    Data: 4 aprile... 2063!
    Riker: Il giorno prima del Primo Contatto...
    Data: Precisamente...
    Picard: Ecco cosa sono venuti a fare, a impedire il Primo Contatto.
  • Picard: Benvenuto a bordo dell'Enterprise-E, signor Worf.
    Worf: Grazie, signore... La Defiant?
    Picard: Alla deriva, ma recuperabile.
    Riker: Piccola, ma resistente!
    Worf: PICCOLA?!?
  • Crusher: Computer, attivare MOE.
    Medico Olografico: Specificare la natura dell'emergenza medica.
    Crusher: Venti Borg stanno per entrare da quella porta. Ci serve tempo per andarcene di qui. Crea un diversivo!
    Medico Olografico: Ma il mio programma non lo prevede. Sono un dottore, non un portinaio!
    Crusher: Be', allora fa un balletto o racconta una barzelletta, ma dacci qualche secondo!
  • Troi [parlando di Cochrane]: Se vuoi la mia opinione professionale di Consigliere di bordo, William... Quello è matto!
    Riker: Lo annoterò sul mio giornale di bordo...
  • Riker: Lo sa, una volta qualcuno ha detto: "Non cercare di essere un grand'uomo, sii solo un uomo, e lascia il giudizio alla Storia".
    Cochrane: Che stupida retorica... Chi l'ha detto?
    Riker: Lei. Fra dieci anni.
  • Lily: Figlio di puttana!
    Picard: Questo non è proprio il momento...
    Lily: E va bene io non ne saprò un fico secco del ventiquattresimo secolo, ma di la tutti pensano che restare a combattere i Borg sia un suicidio. Solo che hanno paura a venire qui a dirtelo.
    Picard: L'equipaggio è abituato ad obbedire ai miei ordini.
    Lily: Lo sarà quando i tuoi ordini avranno un senso.
    Picard: Nessuno di loro conosce i Borg come me, nessuno di loro... non potrebbero.
    Lily: Che vorresti dire con questo?
    Picard: 6 anni fa, mi hanno assimilato alla loro collettività, avevo i loro congegni cibernetici impiantati in tutto il corpo, ero collegato alla mente dell'alveare, ogni traccia d'individualità si era cancellata, ero uno di loro. Quindi puoi immaginare mia cara che ho una conoscenza molto speciale dei Borg e so come combatterli, ora se vuoi scusarmi ho del lavoro da fare.
    Lily: Che idiota che sono, è così semplice, i Borg ti hanno fatto del male e ora tu vuoi fare del male a loro.
    Picard: Nel mio secolo non siamo più preda della vendetta, abbiamo una sensibilità più evoluta.
    Lily: Stronzate! Ho visto la tua espressione quando hai sparato a quei Borg sul ponte ologrammi quasi ti brillavano gli occhi.
    Picard [sentendosi sminuito]: Come osi?
    Lily: Oh andiamo capitano, non sei certo il primo uomo che ci prende gusto ad uccidere qualcuno, ne ho visti una grande quantità.
    Picard: VA FUORI!
    Lily: Oppure? Mi ucciderai? Come hai ucciso il guardiamarina Linch?
    Picard: Non c'era modo di salvarlo.
    Lily: Non ci hai neanche provato, dov'è allora la tua sensibilità evoluta?
    Picard: Non ho tempo adesso.
    Lily: Oh, eh, mi dispiace non volevo interrompere la tua ricerca, il capitano Achab ha anche da arpionare la balena.
    Picard: Cosa?
    Lily: Ce li avete i libri nel ventiquattresimo secolo?
    Picard: Non si tratta di vendetta.
    Lily: Bugiardo!
    Picard: Si tratta di salvare il destino dell'umanità.
    Lily: Fai esplodere questa dannata nave!
    Picard: No! NO! [con una grossa rabbia, col fucile phaser rompe la vetrina dove sono posizionati i modellini delle precedenti enterprise]. Io non sacrificherò l'Enterprise, siamo già scesi a troppi compromessi, troppe ritirate, invadono il nostro spazio e noi ci ritiriamo, assimilano mondi interi e noi ci ritiriamo, adesso basta, li dobbiamo fermare qui, impedirgli di andare oltre e io gliela farò pagare per tutto quello che hanno fatto.
    Lily [colpita dalla possente rabbia di Picard, si avvicina alla vetrina rotta e osserva i modellini caduti]: Hai rotto le tue piccole navi, ci vediamo Achab.
    Picard [una volta che le acque si sono calmate, cita una frase di Moby Dick]: "E sul bianco dorso della balena egli scaricò la somma di tutta la rabbia e l'odio provati dalla propria razza, se il suo vento fosse stato un cannone, gli avrebbe sparato contro il suo cuore".
    Lily: Cosa?
    Picard: Moby Dick.
    Lily: Veramente non l'ho mai letto.
    Picard: Achab passa anni a cacciare la balena bianca che lo ha azzoppato, è sete di vendetta, che alla fine distruggerà lui e la sua nave.
    Lily: Forse non ha saputo fermarsi in tempo
  • Crusher: E tanti saluti all'Enterprise-E.
    Picard: La conoscevamo appena...
    Crusher: Credi che ne costruiranno un'altra?
    Picard: Ci sono un sacco di altre lettere nell'alfabeto...
  • Regina Borg: Guarda, la fine del tuo futuro. [tutto com'era previsto per distruggere l'astronave, che però gli fa mancare il colpo con l'inganno] DATA?!
    Data: La resistenza... È inutile!
  • Data [osservando il corpo della Regina Borg]: È strano... Una parte di me soffre per la sua morte.
    Picard: Lei era unica.
    Data: Mi ha portato più vicino all'umanità di quanto non ritenessi possibile... Per un po' di tempo, sono stato tentato dalla sua offerta.
    Picard: Per quanto tempo?
    Data: Zero punto sei otto secondi, signore... Per un androide, è quasi un'eternità.

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