Diego Armando Maradona

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Diego Armando Maradona

Diego Armando Maradona (1960 – vivente), ex calciatore e allenatore argentino.

Citazioni di Diego Armando Maradona[modifica]

Con data[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Nel giugno 1978] Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo.[1]
  • [5 luglio 1984, durante la presentazione ufficiale allo stadio San Paolo davanti a 70000 spettatori] Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.[1]
  • [9 novembre 1985, dopo aver assistito in Vaticano alla Messa di Giovanni Paolo II] Sì, ho litigato col Papa. Ci ho litigato perché sono stato in Vaticano, e ho visto i tetti d'oro, e dopo ho sentito il Papa dire che la Chiesa si preoccupava dei bambini poveri. Allora venditi il tetto amigo, fai qualcosa![1]
  • [22 giugno 1986, prima della partita con l'Inghilterra] In campo non ci si batte con le armi, bensì col pallone. E comunque no, non so parlare in inglese, ma anche se lo conoscessi non lo parlerei.[1]
  • [1° agosto 1986] Dio è giusto, quindi il Napoli non verrà penalizzato. Del processo per il calcio scommesse non voglio neanche sentir parlare, adesso devo solo concentrarmi sul prossimo campionato. Possiamo lottare per lo scudetto, ma i tifosi non devono illudersi. Non dobbiamo montarci la testa, ma essere consapevoli dei nostri limiti, proprio come l'Argentina in Messico.[1]
  • [30 luglio 1987, dopo aver fatto visita a Fidel Castro] D'ora in avanti ricorderò sempre i bei momenti trascorsi qui da voi e non dimenticherò che devo ritornare per ripagarvi di tutto ciò. Mi piacerebbe diventare 'il padrino' del calcio cubano.[1]
  • [1° maggio 1988, prima della partita con il Milan] Non voglio vedere bandiere rossonere a casa mia.[1]
  • [21 maggio 1989, entrando al San Paolo con la Coppa UEFA appena conquistata] Il più bello dei miei trofei? L'ultimo perché è più recente.[1]
  • [31 agosto 1989] Con il Napoli è davvero finita. Io continuo ad andare d'accordo con Moggi, ma non con il presidente Ferlaino: quindi non torno. Moggi è una persona eccezionale, Ferlaino no.[1]
  • [10 settembre 1989] Son tornato per la città e per i tifosi.[1]
  • [8 marzo 1990, Maradona spiega la sua esclusione in Lecce-Napoli] Bigon ha detto di aver bisogno di undici persone che corressero. Allora gli ho fatto presente che non poteva contare su di me, io non ho mai corso in vita mia.[1]
  • C'è una mafia nel calcio. Spiegherò a mia figlia Dalmita che non gli porto la Coppa d'oro perché, quando ti danno un rigore inesistente come quello su Voeller, questa è mafia. C'è una Mano nera nel calcio e l'arbitro messicano Codesal Mendez non è stato capace di disubbidire al suo padrone.[2]
  • Quando succede come all'Olimpico, è mafia: hanno fischiato un rigore contro Maradona. Ho pagato, l'Argentina ha pagato, perché dissi che il sorteggio era stato pilotato, falsato, e perché mi chiesi dove finiva il denaro della Fifa. Non ho dato la mano a Joao Havelange e non gliela darò mai. Tutti i protagonisti della finale hanno donato le loro maglie all'Unicef, ma la Fifa non ha fatto nulla per i bambini poveri.[2]
  • Così non mi sta bene. Per 25' l'arbitro ha fischiato solo una punizione a nostro favore. Allucinante. L'espulsione di Monzon al suo primo vero fallo. Questa è mafia. Ricordo con il Camerun che Vautrot estrasse il cartellino rosso dopo numerosi falli. La grande favorita era la Nazionale italiana e nessuno accreditava all'Argentina un posto in finale. In tutto questo, però, l'Italia non c'entra.[2]
  • Fischiare l'inno è da ignoranti. So che mi aspetta un anno molto duro, ma i napoletani sapranno difendermi.[2]
  • Tornerò per vincere su tutti i campi italiani ed europei: voglio portare a Napoli la Coppa dei Campioni, l'unico trofeo che mi manca, per il resto ho vinto tutto.[2]
  • [Dopo essere stato trovato positivo alla cocaina, 15 agosto 1991] So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona. Non mi vergogno però. Non ho fatto male a nessuno, salvo a me stesso e ai miei cari. Mi dispiace, sento una profonda malinconia, soltanto questo. [...] Non voglio più essere costretto a giocare anche quando non sono in grado, a farmi infiltrare di cortisone perché devo essere in campo per forza per gli abbonamenti, per gli incassi, perché bisogna vincere a qualunque costo per lo scudetto o per la salvezza, perché in ogni partita ci si gioca la vita. A me gli psicologi stanno cercando di levarmi il vizio della cocaina, non quello di vivere.[1]
  • Mi hanno ucciso quando volevo rientrare per dimostrare alle mie due figlie che posso lottare con dei ventenni. Nel paese della democrazia non mi hanno lasciato parlare, e non mi hanno permesso di dire ciò che sento. Con la mia uscita dal mondiale è uscito anche un intero paese e sono usciti anche quelli che mi vogliono bene.[3]
  • Mi hanno ammazzato. Ma chi mi ha voluto morto, sappia che non sono un eroe di cartapesta, non sono un drogato, non ne avevo bisogno per tornare ai vertici. In Italia avevo sbagliato, avevo pagato con 15 mesi: ma adesso è tutto diverso. Nessuno comprerà il mio cervello, si sono serviti sempre di me. Non consentirò a nessuno di infangarmi: a costo di portarli in tribunale. Mi hanno dato l'ergastolo, ma io sono onesto, e adesso chiedo solo giustizia. La gente a Napoli mi ha sempre amato perché io sono stato dalla parte dei deboli. Questa storia non è finita qui.[4]
  • Se prima avevo detto che la Fifa mi aveva tagliato le gambe, adesso dico che mi ha finito di tagliare il corpo. La mia squalifica è ingiusta: un comportamento da famiglia mafiosa.[5]
  • Havelange mio padre? Se lo fosse lo ucciderei.[6]
  • Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore... Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a Napoli.[7]
  • [10 gennaio 1996] Sono risultato positivo per cocaina di proposito, l'ho fatto perché volevo andar via da Napoli.[1]
  • [8 ottobre 1996] Ci devono ascoltare e rispettare, siamo noi i protagonisti del calcio. In questo mondo dove contano solo i soldi, gli affari e le aziende, bisogna ripensare all' uomo e metterlo al centro di tutto. Non permettiamo il contrario. Ora brindiamo. Vi abbraccio.[1]
  • [Sulla finale Germania-Brasile] La somma di un torneo mediocre. Impossibile immaginare un'altra partita. La peggior Germania di tutti i tempi e un Brasile scadente, di solisti. Sinceramente: mi sono annoiato. Un grande portiere, Marcos. Un grande goleador, Ronaldo. Ma i migliori sono stati Rivaldo e Roberto Carlos.[8]
  • [Su Ronaldo] Mi auguro che torni quello di una volta, le ginocchia lo condizionano, si è notato da come tirava contro Kahh nel primo tempo. Movimenti innaturali, dettati dalla paura e da tutto quello che ha passato. Se recupera, potrà essere "the best" nel 2006. Oggi non lo è. Al massimo, lo si può premiare per il cuore e per il coraggio.[8]
  • ["Per il gol segnato all'Italia, Ahn rischia di perdere il posto di lavoro"] Avrei fatto lo stesso. Doveva difendere la sua bandiera. Un atto di estrema nobiltà: prima che al contratto, ha pensato al suo Paese. Nello stesso tempo, non è giusto giudicare tutti gli italiani per la stupidità di uno.[8]
  • [...] miglior giocatore del mondo: sì, Totti mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra.[9]
  • [27 maggio 2005, dopo aver visto la finale Milan-Liverpool] Nemmeno il Brasile che vinse la Coppa del mondo nel 1970 avrebbe rimontato da 0-3.[1]
  • [Su Luciano Moggi] Con me, è sempre stato un signore. Contro di lui, non ho nulla da dire. Anzi, ne conservo un buon ricordo. Se ha delle colpe, sicuramente non saranno uniche, le sue.[10]
  • [31 ottobre 2008, prime dichiarazioni da CT dell'Argentina] Giocheremo contro la Scozia e lavoreremo bene per quell'appuntamento. Andrò in un paese dove mi adorano: mi amano perché ho segnato un famoso gol all'Inghilterra e tra inglesi e scozzesi non corre molto buon sangue.[1]
  • [Dopo Real Madrid-Juventus (0-2) del 5 novembre 2008, dove Del Piero siglò una storica doppietta] Certo che Del Piero non invecchia vera­mente mai![11]
  • [In risposta a Pelé, chi lo definì «mal esempio» nel 2009] Non so, egli debuttò con un ragazzo, quindi non so cosa è buon esempio o mal esempio.
[En respuesta a Pelé, quien lo definió «mal ejemplo» en el 2009] No sé, él debutó con un pibe, así que no sé lo que es buen ejemplo o mal ejemplo.[12]
  • [Sulla prima convocazione di Higuaín] Avevo bisogno di un attaccante come lui, uno che sa smarcarsi con facilità. Grazie a lui esalteremo le doti di Messi e Aimar, è l'attaccante più completo che abbiamo.[13]
  • [14 ottobre 2009, dopo la qualificazione al Mondiale 2010] Para los que no creyeron, con el perdòn de las damas, que la chupen, y que la sigan chupando.[1]
  • Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso.[14]
  • [Lionel Messi] Gioca a calcio come Gesù. La cosa migliore è che Leo sia argentino, non brasiliano, spagnolo, tedesco, francese o italiano e tutti dovranno riconoscere che il migliore del mondo è nato in questo paese.[15]
  • Io la mia carriera l'ho fatta e Messi sta facendo la sua. Sarà la storia a decidere chi sarà il migliore. Ad alcuni piace di più Maradona, altri dicono per Lionel. Siamo due argentini che possono vincere nel calcio europeo mentre molti non riescono a passare neppure il Rio de la Plata. Per rispetto a Leo non dico che lui è il migliore o io fui il migliore. Bisogna lasciarlo tranquillo. Io voglio molto bene a Leo e godo molto vederlo giocare. Siamo due argentini. Immaginate come starà il "morocho" [Pelè]?
Yo mi carrera la hice y Messi la está haciendo. Será la historia la que decida. Al final de la historia se verá quién fue el mejor: si Maradona o Messi. A algunos les gustará más uno o el otro. Pero hoy no hay Maradona o Messi. Somos dos argentinos que pudimos ganarle al fútbol europeo como nosotros, cuando muchos ni cruzaron el Río de la Plata. Por respeto a Lio no digo si él es mejor o yo fui mejor. Hay que dejarlo tranquilo. Lo quiero mucho a Lio y lo disfruto cuando lo veo en la cancha. Je... Somos los dos argentinos. ¡Imaginate cómo estará el morocho..![16]
  • Sì, Messi è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai.[17]
  • La Fifa è governata da dinosauri. Blatter è uno che non ha mai tirato un calcio ad un pallone e dunque credo sia la persona meno opportuna per ricoprire un ruolo istituzionale così importante.[18]
  • Non capisco molto Leonardo. Non l'ho capito quando è passato dal Milan all'Inter e capisco ancora meno quello che fa oggi con il Psg. Mi chiedo se sia un giocatore, un allenatore, un agente o un petroliere. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobby paga.[19]
  • Piuttosto che appartenere alla famiglia Fifa preferisco essere orfano.[20]
  • Mi chiedo se Leonardo è un giocatore, un allenatore, un agente o un mercante di petrolio. Non capisco. Questa è la prova che nel calcio saper fare lobbing alla fine paga.[21]
  • [Su Gonzalo Higuain] Adesso la mia previsione mi conferma il pronostico ancor di più e avendo avuto la notizia che il pipita e il nuovo attaccante del Napoli la mia gioia è doppia perché sempre più azzurra, in primis sono contento per il giocatore che è sempre stato un mio degno pupillo e poi sono sicuro che potrà dare delle grandi soddisfazioni ai miei concittadini e tifosi Napoletani che meritano il rispetto dell'Italia intera e dell'Europa calcistica perché sono l'esempio dello sport e dei valori sani, e poi un vero argentino non può mai giocare a Torino...[22]
  • Carlitos sente la maglia, è il giocatore del popolo. Non è morto, è stato ucciso.... Ha litigato con Grondona e Bilardo e l'hanno fatto fuori dall'Argentina.[23]
  • Secondo me Icardi è un traditore. Va a casa [di Maxi Lopez], gioca a fare l'amico e poi gli soffia la donna. Questo è tradimento. Ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni.[23]
  • Icardi non è della famiglia del calcio.[24]
  • Leo è ancora alla ricerca di un suo stile e credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli.[25]

Senza data[modifica]

  • Forse, se fossi finito alla Juventus avrei avuto una carriera più lunga, tranquilla e vincente. Non rimpiango nulla, ma per quel club ho sempre avuto ammirazione e rispetto.[26]
  • I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.[27]
  • Lo giuro sulle mie figlie: non mi sono mai drogato.[28]
  • [A Giampiero Boniperti] Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena.[29]

Io sono el Diego[modifica]

  • Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires.
  • So di non essere nessuno per cambiare il mondo, ma non voglio che entri qualcuno nel mio per condizionarlo.
  • Negli ultimi tempi in Italia ero come un bolide di Formula Uno che andava a trecento all'ora e non si fermava mai. Ma questo non importava a nessuno. Pensa che quando fui arrestato a Buenos Aires, qualcuno che conta mi ha detto "E adesso, che dirà mio figlio?". Non gli fregava niente del Maradona in crisi, dell'uomo prostrato, in difficoltà, distrutto, bisognoso di aiuto, era solo preoccupato dell'idolo infranto, del giocattolo che s'era rotto. E non gli passava nemmeno per la testa che l'esempio per suo figlio dovesse essere lui, non un giocatore di pallone. Forse poteva essere così una volta, quando lo sport era diverso e noi non eravamo solo gli ingranaggi di una macchina di immensi interessi economici, politici, industriali, di immagini. E poi anche se fosse così, la realtà è che io non me la sentivo più di essere un simbolo, di rappresentare qualcosa, di reggere tutto lo stress che procura questa macchina, questo calcio. Confesso la mia incapacità, la mia fragilità, anche se la mia presunzione, il mio orgoglio mi facevano apparire diverso.
  • [Su Pelé] Come giocatore è stato il massimo, però non ne ha saputo approfittare per far progredire il calcio. Lui pensava politicamente, pensava che sarebbe potuto diventare il presidente dei brasiliani... avrei preferito che si proponesse come me, per presiedere un'associazione in difesa dei diritti dei giocatori, che si occupasse di Garrincha e non lo lasciasse morire nell'indigenza, che lottasse contro le azioni dei potenti che ci limitano... Non voglio mettermi a confronto con lui, l'ho sempre detto e lo ripeto. E quando dico di mettermi a confronto con lui non parlo solo di questioni calcistiche... ho avuto molte opportunità di incontrarlo... era una questione di pelle, ci urtavamo troppo; ci vedevamo e partivano le scintille.
  • [Su Johan Cruijff] Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene.
  • [Su Mario Kempes] Un fenomeno, lo adoro sia come persona che come giocatore.
  • [Su Hristo Stoičkov] È diventato un gran giocatore in Spagna, al Barcellona. Prima era soltanto un goleador, poi però è diventato un fenomeno. A parte questo, un bel tipo, una gran persona.
  • [Su Careca] Un fenomeno e un amico. Uno dei migliori compagni che abbia avuto in tutta la mia carriera.
  • [Su Marco van Basten] Una macchina da gol che si è rotta proprio quando stava per diventare il migliore di tutti. Lo è stato ugualmente, ma non è arrivato a essere il numero uno.
  • [Su Zico] Un direttore di partite. Gli hanno dato la maglia numero 10 di Pelè e se l'è infilata senza problemi: aveva un'autorità da grande. Un tipo sensazionale e un giocatore fantastico.
  • [Su Michel Platini] Gran livello, un fenomeno. In Italia ha vinto tutto, ma mi ha sempre dato l'impressione di non divertirsi giocando a calcio. Era molto freddo, troppo.
  • [Su Ruud Gullit] Un toro... Era più brutale che tecnico, però suppliva a tutto con la sua potenza, la sua preparazione fisica.
  • [Su Roberto Baggio] Il Bello è un grande, anche se non è mai arrivato a sviluppare del tutto le sue potenzialità.
  • [Su Alessandro Del Piero] Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui.
  • [Su Gabriel Batistuta] Un animale, un animale che, come dico sempre, grazie a Dio è argentino. Il nostro calcio non lo sa valorizzare e se non avessimo fatto il putiferio che abbiamo fatto tutti noi che lo volevamo, Passarella non l'avrebbe neanche portato ai Mondiali [del 1998].
  • [Su Lothar Matthäus] Il miglior avversario che abbia avuto in tutta la mia carriera, credo che basti questo per definirlo.
  • [Su Jorge Valdano] Una persona straordinaria con la quale mi piaceva, mi piace e mi piacerà sempre giocare a calcio e parlare. Eternamente.
  • [Su René Higuita] Un personaggio bellissimo, un loco. L'ho già detto: è stato lui a inventarsi che i portieri tirassero i rigori, punizioni e facessero gol. Che nessuno si azzardi a togliergli il brevetto, chiaro?
  • [Su George Best] Era un gran giocatore, più loco di me.
  • [Su Ciro Ferrara] Una volta gli ho detto che era il miglior difensore del mondo. Non so se era vero, ma io la sentivo così. Gli voglio talmente bene... Il miglior amico che mi abbia lasciato il Napoli.
  • [Su Osvaldo Ardiles] Un'altra di quelle persone che adoro sentir parlare, come Valdano. Si preoccupava più della squadra che di se stesso. Un fenomeno.
  • [Su Gianfranco Zola] È stato il mio successore al Napoli. Era molto attento alle cose che facevo io durante gli allenamenti... e qualcosa gli è restato. Una grande persona, anche.
  • [Su Gaetano Scirea] Un cavaliere, un grande avversario. La sua morte mi ha dato molto, molto dolore.
  • [Su Sócrates] Oltre a essere un giocatore di primissimo livello, ha combattuto molto per i diritti dei giocatori, come me. Per protestare indossava sempre la bandana vietata dalla FIFA.
  • [Su Franz Beckenbauer] L'ho conosciuto da piccolo. Io ero nella nazionale giovanile che si preparava al mondiale del 1979 e lui, un grande da tempo, giocava nel Cosmos. Mi ha sempre colpito la sua eleganza di gioco.
  • [Su Bernd Schuster] Lo fecero passare per pazzo, il tedesco, per buttarlo fuori dal calcio. Era loco, è vero, come me. Mi è stato accanto nelle battaglie contro Nuňez. Un giocatore straordinario, a tutto campo.
  • [Su Karl-Heinz Rummenigge] Tedesco, tedesco in tutti i sensi. Per batterlo bisognava ammazzarlo.
  • [Su George Weah] Pura roccia, el negro. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia.
  • [Su Hidetoshi Nakata] Se tutti i giapponesi cominciassero a giocare come lui, saremmo perduti. Sa cosa vuol dire tirare la palla, dribblare... Meno male che per il momento i giapponesi si occupano d'altro.
  • [Su David Beckham] Un altro troppo carino per andare in campo. Anche se è molto preso dalla sua Spice Girl, qualche volta trova il tempo di giocare e lo fa bene, molto bene... Con il Manchester ha vinto tutto, ma deve qualcosa alla nazionale.
  • [Su Shaquille O'Neal] L'altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c'era il negro Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio. Il moro se l'era passato da un piede all'altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: "Diegoumaradouna!". Morivo, un altro po' morivo! Sono rimasto così davanti al televisore. Mi piaci, Shaquille!

Palla lunga e pedalare[modifica]

  • Esiste un Maradona femmina? Sì, Ornella Muti. (p. 25)
  • Non sono contro gli omosessuali. Anzi, è bene che si moltiplichino, perché aumenta la richiesta di veri maschi. (p. 25)
  • Meglio amare una donna bella e stupida. Anzi, è meglio essere belli e stupidi tutti e due. (p. 26)
  • L'atteggiamento più eccitante di una donna è quando si sdraia supina. Oppure quando si inchina e ti mostra il culo. Ricordo ancora la prima volta che vidi Claudia. Lei era di spalle e notai che aveva un culo incredibile. (p. 26)
  • Per mia madre sarei disposto a uccidere, a smetterla con il calcio. Mia madre è il mio amore più grande. (p. 26)
  • Il mio sogno segreto? Conoscere, finalmente, la principessa di Monaco. (p. 26)
  • Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione. (p. 26)
  • Tre anni qui a Napoli mi hanno dato tanto, ma mi hanno anche tolto. Non posso uscire, in tre anni non ho imparato una strada di Napoli. (p. 26)
  • Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente. (p. 26)
  • Io sono sinistro, tutto sinistro: di piede, di fede, di cervello. (p. 26)

Citazioni su Diego Armando Maradona[modifica]

  • Con noi del Napoli è stato solo Diego. Non ci ha mai fatto pesare la sua superiorità. Non ha mai detto: ragazzi, datemi la palla che ci penso io. Non guardava a se stesso, era generoso e pensava alla squadra. È stato un compagno perfetto. (Salvatore Bagni)
  • Credo che uno dei grandi privilegi di chi fa questo mestiere sia dare felicità alla gente, e lui certamente rappresenta meglio di tutti questo concetto. (Alessandro Del Piero)
  • É caduto nella droga in un periodo di vita molto felice. Giocava da dio, campione del Mondo, Napoli ai suoi piedi, aveva tutti i soldi che voleva. Si è lasciato vincere dall'ebbrezza di quel periodo dorato. Ho cercato di farlo ragionare, ma parlare con lui in quel momento era molto faticoso e difficile. (Salvatore Bagni)
  • È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l'ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c'era da fare l'ha fatto. L'ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati. (Francesco Totti)
  • Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. (Arrigo Sacchi)
  • Il gol di Maradona a Mexico 86 è il più bello, ma poteva segnarlo soltanto agli inglesi. (Omar Sivori)
  • Il Napoli ha battuto il Genoa grazie a un Maradona in forma «stupefacente». (Gialappa's Band)
  • Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell'imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza. (Darwin Pastorin)
  • [Rispondendo alle provocazioni dell'argentino] Lui non mi capisce? Neanche io capisco molto della mia vita. Ma se il terzo giocatore più forte di sempre, visto che Messi lo ha superato, parla del PSG, va bene. (Leonardo Nascimento de Araújo)
  • [Sul parangone tra Maradona e Lionel Messi] Maradona era un grande, in campo un vero esempio. Lui in carriera ha preso tante di quelle botte altro che Messi... Mi fanno ridere quelli che mettono a confronto i due giocatori. Messi sarà anche grande giocatore ma Maradona era unico. Messi oggi gioca con i due-tre metri di vantaggio del calcio moderno. Vorrei vedere Maradona con quei metri di vantaggio quanti goal avrebbe fatto... (Pasquale Bruno)
  • Maradona è un'artista del pallone, fischiare lui perché antipatico è come fischiare Picasso perché comunista. (Italo Allodi)
  • Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c'è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po' di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio. (Pelé)
  • [Alla domanda su "quale fosse il miglior calciatore del mondo"] Maradona, senza dubbio. Non ce n'è uno che giochi come lui. Una volta Pelè. Oggi Maradona. (Lev Jašin)
  • Napoli è una religione. Maradona è Dio e Lavezzi è il suo erede. (Víctor Ruiz)
  • Per conto mio, gli ho sempre riservato dei grandi applausi, anche la sera della finale. (Silvio Berlusconi)
  • San Genna', non ti crucciare, tu lo sai ti voglio bene. Ma na fint' 'e Maradona squaglia 'o sangue rint'e vene! (Così parlò Bellavista)
  • Viene spesso ai match di Davis, è appassionato. Ma quando l'ho incontrato sono rimasto senza parole: sai, per noi è come incontrare Dio. (Juan Martín del Potro)

Gianni Brera[modifica]

  • Che Maradona fosse un genio, nessun dubbio è possibile. E che i geni siano un tantino squinternati di cerebro è risaputo e ammesso da sempre. [...] Maradona, come lei sa, ridava dignità inventiva e gestuale anche alle mani posteriori, divenute volgarissimi piedi da qualche milione di anni.
  • Maradona, come tutti puro isso, cura lo suo particulare: ma questo non toglie che, eccellendo di per sé, egli esalti anche la squadra di cui è per solito gran parte. In effetti, Maradona è un carico da undici rinforzato: nessuno scopre nulla affermandolo. È un genio della pelota, dell'invenzione prestipedatoria, dell'esecuzione tecnica cum phantasia. A ragion veduta la squadra deve giocare per lui come lui gioca per la squadra. Ma è chiaro che non può sognarsi, lui solo, di imporsi ad undici avversari degni di questo nome. Il calcio è gioco collettivo per eccellenza: chi si illude di poter reggere solo soletto agli avversari tutti è un povero nesci, un megalomane, un solipsista insopportabile. Si capisce, Maradona è anche Primadonna: non è mai accaduto che un artista, quale che fosse il di lui o di lei sesso, non indulgesse anche alla fisime o comunque agli atteggiamenti tipici della primadonna.
  • Maradona è la bestia iperbolica, nel senso infernale, anzi mitologico di Cerbero: se fai tanto di rispettarlo secondo lealtà sportiva, lui ti pianta le zanne nel coppino e ti stacca la testa facendola cadere al suolo come un frutto dal picciolo ormai fradicio. È capace di invenzioni che forse la misura proibiva a Pelè, morfologicamente irregolare nei soli piedi piatti, peraltro funzionali nella bisogna pedatoria. Maradona è uno sgorbio divino, magico, perverso: un jongleur di puri calli che fiammeggiano feroce poesia e stupore (è dei poeti il fin la meraviglia). Talora uno dei suoi piedi serve fulmineamente l'altro per una sorta di paradossale ispirazione atta a sorprendere: ma quando vuole, questo leggendario scorfano batte il lancio lungo che arriva, illumina, ispira: capisci allora che i ghiribizzi in loco erano puro divertissement: esibizione per i semplici: se il momento tecnico-tattico lo esige, in quelle tozze gambe animate dal diavolo entra solenne il prof. Euclide. E il calcio si eleva di tre spanne agli occhi di coloro che, sapendolo vedere, lo prediligono su tutti i giochi della terra.

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q Citato in Christian Padelli ed Enrico Turcato, Maradona: mezzo secolo nel pallone, SportMediaset.it, 29 ottobre 2010.
  2. a b c d e Citato in Bruno Bernardi, Maradona accusa, c'è una mafia nel calcio, La Stampa, 10 luglio 1990, p. 33.
  3. Citato in Gianni Minà, Mi stavo disintossicando, la Repubblica, 2 luglio 1994.
  4. Citato in Mi hanno usato e distrutto, la Repubblica, 3 luglio 1994.
  5. Citato in Maradona accusa la FIFA: "siete mafiosi", Corriere della Sera, 3 settembre 1994, p. 37.
  6. Citato in Maradona: ucciderei Havelange, Corriere della Sera, 17 gennaio 1995, p. 37.
  7. Nel 1995; dopo la consegna del Pallone d'oro alla carriera; nell'omonimo speciale del programma televisivo Tifosi Napoletani.
  8. a b c Citato in Roberto Beccantini, Maradona «Che brutto Mondiale», La Stampa, 2 luglio 2002, p. 31.
  9. Citato in Maradona: Totti numero uno al mondo, Corriere della Sera, 20 febbraio 2004.
  10. Citato in Mimmo Malfitano, Maradona, dalla festa alla caserma, La Gazzetta dello Sport, 7 giugno 2006.
  11. Citato in Del Piero è meglio di Maradona, Tuttosport.com, 6 novembre 2008.
  12. (ES) Da Diego Maradona: "Pelé debutó sexualmente con un pibe", 3tv.cl, 27 marzo 2009.
  13. Citato in Addio Francia! Maradona convoca Higuain e lo sottrae a Domenech: "Ci serviva uno così", Goal.com, 9 ottobre 2009.
  14. Citato in Messi, la Pulce scala l'hit parade mondiale. Ora è lui il numero uno, Corriere della Sera, 23 marzo 2010.
  15. Citato in Tuttosport, 8 aprile 2010, p. 9.
  16. (ES) Citato in Maradona: "Al final de la historia se verá quién fue el mejor", Clarín.com, 29 aprile 2011.
  17. Dall'intervista Messi IS the new me – Maradona, The Sun, 28 maggio 2011; citato in Calciomercatoweb.it.
  18. Citato in Maradona "In Fifa ci sono i dinosauri", Eurosport.com, 4 giugno 2011.
  19. Citato in Maradona contro Leonardo «Non so chi è e cosa fa», Corriere dello Sport.it, 8 gennaio 2012.
  20. Citato in Maradona: «Pelé torni al museo e prenda la pillola giusta», ilMattino.it, 10 febbraio 2012.
  21. Citato in Tancredi Palmeri, Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare, Gazzetta.it, 30 dicembre 2012.
  22. Tramite il suo avvocato; citato in Maradona: «Un vero argentino non gioca a Torino», Tuttosport.com, 24 luglio 2013.
  23. a b Da un'intervista a Radio Pop; citato in Maradona: "Icardi è un traditore, ai miei tempi l'avremmo picchiato a turno", Gazzetta.it, 28 dicembre 2013.
  24. Da un'intervista dopo la Partita della pace, 1 settembre 2014; citato in Alessio D'Urso e Gaetano Imparato, Il Papa a Maradona: "Ti aspettavo". Diego show con Baggio, poi si infuria: "Icardi non doveva giocare", Gazzetta.it, 1 settembre 2014.
  25. Da un'intervista alla CNN, citato in Alessandra Stefanelli; Maradona: "Messi segna di più? I miei gol erano più belli", Tuttomercatoweb.com, 14 maggio 2015.
  26. Citato in Storiche citazioni di juventini veriTuttosport, edizione impresa, 2 dicembre 2009.
  27. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Se l'ammazzi fai pari. 966 battute, aforismi, citazioni ed eccitazioni sul mondo dello sport, Zelig, 2004. ISBN 8888809309
  28. Citato in Marco Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, Dalai editore, 2000, p. 2116. ISBN 8880898620
  29. Citato da Giampiero Boniperti nell'intervista di Roberto Beccantini Boniperti: "La mia Italia seppe risollevarsi, questa è diversa", Lastampa.it, 3 luglio 2008.

Bibliografia[modifica]

Film[modifica]

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