Politicamente corretto

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Citazioni sull'espressione politicamente corretto (traduzione letterale dell'inglese politically correct).

  • I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi. (Oriana Fallaci)
  • Il politically correct si basa sulla rivendicazione del rango di vittima: la debolezza non è pensata come qualcosa che deve essere mutata in forza, perché ciò che importa, ciò che fa la forza, è proprio la sua ostentazione. Come scrive un critico, l'essenza della cultura "politicamente corretta" è il lamentarsi, il piagnisteo; il suo motto è "non calpestarmi, sono fragile" (Hughes 1993). Si tratta di una strategia paradossale, perché chi si lamenta pretende di vincere affermando la propria "differenza", che consiste nella sofferenza. Questa non può trasformarsi in gioia, perché in tal modo verrebbe meno la "differenza" rispetto al nemico. (Mario Perniola)
  • Il politically correct uccide le persone. (Ted Cruz)
  • Il politicamente corretto, da me soprannominato PC — che sta per "polizia cittadina" — è nato dall'idea marxista che tutto quello che separa socialmente gli esseri umani deve essere bandito per evitare il predominio di un gruppo sociale su un altro. In seguito, ironicamente, il politicamente corretto è diventato uno strumento delle "classi dominanti", l'idea di un comportamento appropriato per mascherare meglio il loro "predominio sociale" e mettersi la coscienza a posto. (Tom Wolfe)
  • L'epoca del "politically correct", che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull'appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica. (Antonio Socci)
  • La nozione di "politicamente corretto" è diventata popolare nei campus dei college un quarto di secolo fa, ma recentemente si è sviluppata fino a diventare la madre di tutti gli argomenti fantoccio.[1] Un tempo termine peggiorativo che descriveva la determinazione dei liberali a non offendere alcun gruppo etnico o identitario, è adesso utilizzato con pigrizia da alcuni conservatori per etichettare qualsiasi cosa sotto la classificazione di "cose con cui non sono d'accordo". I candidati repubblicani ora si servono dell'etichetta "politicamente corretto" per evitare le discussioni – esattamente ciò di cui hanno accusato i liberali. (Dana Milbank)
  • Non è censurando, allontanando o ritentando l'esperienza fallimentare del politically correct che si ristabilisce un equilibrio ormai perduto di vista. Semmai, vigilando: e dunque, entrando nel mondo dei simboli per osservarli e riconoscerli. Per renderli, forse e finalmente, innocui. (Loredana Lipperini)
  • Penso che il grande problema di questo paese sia il dover essere politicamente corretti. (Donald Trump)
  • Sì, il politicamente corretto è fuori controllo e le persone hanno il diritto di dire ciò che vogliono. Ma la domanda è: "Dovremmo dire ciò che vogliamo?"; non "Possiamo dire ciò che vogliamo." (Glenn Beck)
  • Siamo tutti stanchi del politically correct. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo. (Clint Eastwood)
  • Viviamo in un mondo dove le parole hanno perso il loro valore, il politically correct ha ucciso la creatività. Si reagisce con sdegno solo davanti a fatti o dichiarazioni che non hanno importanza. Il mondo è clonato anche mentalmente e nessuno ha l'energia per reagire e prevenire un'ulteriore perdita di significato. (Gerard Rancinan)

Note[modifica]

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