Politicamente corretto
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Citazioni sull'espressione politicamente corretto (traduzione letterale dell'inglese politically correct).
- – Che cosa le ha fatto di male il politicamente corretto? [...]
– Tu come lo definisci un uomo che sposa un altro uomo?
– Be', omosessuale.
– Non è la parola che ho in mente io – disse Massimo, scuotendo la testa.
– Gay? – chiese il ragazzo, aggrottando le sopracciglia. Adesso sembrava lievemente sulla difensiva.
– Nemmeno.
– Finocchio, allora? – provò il ragazzo, passando dalla difesa al sarcasmo. – Frocio ? Culattone? Come lo definisce lei un uomo che sposa un altro uomo?
– Parroco.
Il ragazzo, in preda all'inerzia dell'incazzatura, guardò Massimo senza sapere bene come reagire.
– Non puoi credere di sapere quello che penso solo sulla base di quello che dico. Il linguaggio a volte è ambiguo. A volte invece è troppo preciso. (Marco Malvaldi) - È in campo storico, che la correttezza politica ha riportato i suoi maggiori successi. (Robert Hughes)
- I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi. (Oriana Fallaci)
- Il politically correct si basa sulla rivendicazione del rango di vittima: la debolezza non è pensata come qualcosa che deve essere mutata in forza, perché ciò che importa, ciò che fa la forza, è proprio la sua ostentazione. Come scrive un critico, l'essenza della cultura "politicamente corretta" è il lamentarsi, il piagnisteo; il suo motto è "non calpestarmi, sono fragile" (Hughes 1993). Si tratta di una strategia paradossale, perché chi si lamenta pretende di vincere affermando la propria "differenza", che consiste nella sofferenza. Questa non può trasformarsi in gioia, perché in tal modo verrebbe meno la "differenza" rispetto al nemico. (Mario Perniola)
- Il politically correct uccide le persone. (Ted Cruz)
- Il politicamente corretto, da me soprannominato PC — che sta per "polizia cittadina" — è nato dall'idea marxista che tutto quello che separa socialmente gli esseri umani deve essere bandito per evitare il predominio di un gruppo sociale su un altro. In seguito, ironicamente, il politicamente corretto è diventato uno strumento delle "classi dominanti", l'idea di un comportamento appropriato per mascherare meglio il loro "predominio sociale" e mettersi la coscienza a posto. (Tom Wolfe)
- L'epoca del "politically correct", che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull'appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica. (Antonio Socci)
- La nozione di "politicamente corretto" è diventata popolare nei campus dei college un quarto di secolo fa, ma recentemente si è sviluppata fino a diventare la madre di tutti gli argomenti fantoccio.[1] Un tempo termine peggiorativo che descriveva la determinazione dei liberali a non offendere alcun gruppo etnico o identitario, è adesso utilizzato con pigrizia da alcuni conservatori per etichettare qualsiasi cosa sotto la classificazione di "cose con cui non sono d'accordo". I candidati repubblicani ora si servono dell'etichetta "politicamente corretto" per evitare le discussioni – esattamente ciò di cui hanno accusato i liberali. (Dana Milbank)
- Non è censurando, allontanando o ritentando l'esperienza fallimentare del politically correct che si ristabilisce un equilibrio ormai perduto di vista. Semmai, vigilando: e dunque, entrando nel mondo dei simboli per osservarli e riconoscerli. Per renderli, forse e finalmente, innocui. (Loredana Lipperini)
- Oppressione è ciò che facciamo in Occidente; ciò che fanno in Medio Oriente è «la loro cultura». (Robert Hughes)
- Penso che il grande problema di questo paese sia il dover essere politicamente corretti. (Donald Trump)
- Prima del politicamente corretto funzionava la sincerità. (Enrico Remmert)
- Quando ho deciso di aprire questo posto, gli avrebbe detto Massimo se quell'altro avesse alzato lo sguardo, non sapevo cosa significasse lavorare in un bar. Non avevo considerato che mi sarei dovuto alzare alle cinque di mattina sei giorni su sette, o quanto fosse difficile organizzare un magazzino in modo da avere quello che ti serve, non di più perché occupa spazio, non di meno perché sennò finisce. Non sapevo che casino fosse tenere in equilibrio il bilancio servendo solo cose che piacevano a me, che anche io avrei mangiato e bevuto volentieri. È stato molto più difficile di quello che pensavo. Ecco, a me impaurisce questo del politically correct: è facile. Ti illudi di aver fatto qualcosa, di aver dato un contributo semplicemente perché usi la schwa. Invece, a mio povero giudizio, l'unico modo per cambiare il mondo è farsi il culo tutti i giorni o quasi. Non conta quello che fai, conta come lo fai. Che tu studi medicina o teologia, che tu lavori in un bar o in una discarica. (Marco Malvaldi)
- Se sei super politically correct, la vita è molto noiosa. (Aleix Espargaró)
- [«Cosa ne pensa del politicamente corretto, ormai dilagante in Italia?»] Secondo me serviva uno scossone. C'erano discorsi molto patriarcali, di retaggio di cultura passata, c'era poco rispetto per tante identità di genere, ma anche per le donne. L'italiano medio non ha i guanti bianchi del rispetto quando parla. Ma io sono sempre per le mezze misure: a volte si esagera anche dal lato opposto. A volte il politicamente corretto è un po' troppo. Ma sono contenta di questa ondata di presa di coscienza. (Ludovica Martino)
- Sì, il politicamente corretto è fuori controllo e le persone hanno il diritto di dire ciò che vogliono. Ma la domanda è: "Dovremmo dire ciò che vogliamo?"; non "Possiamo dire ciò che vogliamo." (Glenn Beck)
- Siamo tutti stanchi del politically correct. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo. (Clint Eastwood)
- Viviamo in un mondo dove le parole hanno perso il loro valore, il politically correct ha ucciso la creatività. Si reagisce con sdegno solo davanti a fatti o dichiarazioni che non hanno importanza. Il mondo è clonato anche mentalmente e nessuno ha l'energia per reagire e prevenire un'ulteriore perdita di significato. (Gerard Rancinan)
Note
[modifica]- ↑ Cfr. Argomento fantoccio.
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