Pollo

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Un gallo e una gallina

Citazioni sul pollo.

Citazioni[modifica]

  • A mio parere, c'è l'esigenza di comprendere le facoltà cognitive del pollo domestico più di quelle di qualsiasi altra specie perché è l'unico uccello che abbiamo scelto per l'allevamento intensivo. Il Gallus gallus domesticus è di fatto la specie aviaria più sfruttata e meno rispettata. (Lesley Joy Rogers)
  • Alla fine della seconda guerra mondiale il pollo usato per l'alimentazione era ancora piuttosto raro. [...] Tappa essenziale della trasformazione del pollo da animale da cortile in articolo confezionato fu il momento in cui venne rinchiuso. Un produttore di polli ricava oggigiorno un carico di 10.000, 50.000 o anche più pulcini di un giorno di vita dalle stazioni di covatura artificiale e li mette direttamente dentro un lungo capannone privo di finestre, generalmente a terra, sebbene alcuni produttori usino strati di gabbie allo scopo di contenere, in un capannone di ugual misura, un numero di volatili maggiore. (Peter Singer, Diritti animali, obblighi umani)
  • Come si può tenere in delle spaventose, spaventose gabbie, migliaia e migliaia e migliaia di polli a cui si deve tagliare il becco perché non becchino, impazziti come sono, le galline che gli stanno avanti? (Tiziano Terzani)
  • Forse se avessimo capito che i polli sono uccelli e che hanno tutte le meravigliose qualità dei volatili, avremmo prestato maggiore attenzione al loro fascino. Per esempio fanno bagni di terra. Si chiamano bagni perché i polli cercano piccole buche di terra asciutta e poi vi si immergono, come in una vasca d'acqua calda. La terra pulisce le penne. La prima volta che ho visto un pollo fare un bagno di terra, allungare un'ala iridescente per esporla al sole, distendersi al tepore pomeridiano, e poi, la sera, volare senza alcuno sforzo su un albero e appollaiarsi, sono rimasto stupefatto. (Jeffrey Moussaieff Masson)
  • Il beccarsi le penne e il cannibalismo sono «vizi» nel linguaggio del produttore di polli. Eppure, non si tratta di vizi naturali, ma del risultato dello stress e dell'affollamento cui il moderno produttore sottopone i propri animali. I polli sono animali dal forte istinto sociale e quando vivono in cortile sviluppano una gerarchia talvolta chiamata «ordine di beccamento». (Peter Singer, Diritti animali, obblighi umani)
  • Il pollame domesticato rappresenta il volatile più diffuso mai apparso sulla Terra. [...] Dal punto di vista strettamente evoluzionistico, dove si misura il successo in base al numero delle copie di dna, la Rivoluzione agricola è stata una vera manna per i polli, le mucche, i maiali e le pecore. Solo che l'angolo visuale evoluzionistico offre una misurazione del successo piuttosto incompleta. Giudica ogni cosa secondo i criteri della sopravvivenza e della riproduzione, senza tener in alcun conto la sofferenza e la felicità dell'individuo. I polli e le mucche domesticate potranno anche rappresentare un successo evoluzionistico, ma sono anche tra le più miserabili creature che siano mai vissute. La domesticazione degli animali si fondò su una serie di pratiche brutali che col passare dei secoli non hanno fatto altro che incrudelirsi. (Yuval Noah Harari)
  • In Italia, diceva un americano ad un altro, i polli girano crudi per istrada. (Ennio Flaiano)
  • Io penso che oggi, se i non vegetariani, come me, per mangiare un pollo dovessero tirargli il collo, diventerebbero subito vegetariani. (Massimo Montanari)
  • [Dopo aver letto Se niente importa] La prima cosa che ho fatto è smettere subito di mangiare pollo. Dopo aver letto il libro non potevo più nemmeno immaginare di metterlo di nuovo in tavola avendo capito quale era la storia della loro esistenza negli allevamenti. (Giulia Innocenzi)
  • Mi colpiscono | di una donna | le stesse parti del pollo: | coscia, petto, collo... (Marcello Marchesi)
  • Non sapevo neppure che le galline potessero volare, e all'improvviso ecco che una atterra su di me. È successo mentre stavo visitando una fattoria rifugio. Se fossi stato un bambino, avrei implorato i miei genitori di portarla a casa! Dopotutto, mi ha scelto. Forse avrebbe scelto chiunque altro, ma non importa; era particolarmente amichevole. Faceva uno strano verso gentile, come se tubasse, e si è accoccolata tra le mie braccia come un gattino felice. [...] In realtà era una gallina come le altre, ma non aveva alcun motivo di credere che la gente le volesse fare del male. È così che polli e uomini si relazionerebbero se i primi non fossero sfruttati e gli altri non fossero gli sfruttatori. Sarebbe come con i cani e i gatti. I polli aspettano solo l'occasione. (Jeffrey Moussaieff Masson)
  • Perfino creature di modesta levatura biologica come i polli presentano una visibile struttura sociale e hanno comportamenti da cui traspaiono bisogni sociali e relativi desideri. (Tom Regan)
  • Possono provare affetto, mostrare lealtà e forse anche orgoglio, ma vivono questi sentimenti in un modo arcaico e "ornitologico", quasi fossero visitatori dagli occhi vitrei provenienti da un altro mondo. (Ira Glass)
  • Sono vegetariano per ragioni di salute: la salute del pollo. (Isaac Bashevis Singer)
  • Un fanciullo amava molto il pollo e aveva gran paura dei lupi. Una sera, mentre dormiva sul suo letto, fece un sogno: egli era solo nella foresta e cercava funghi. A un tratto, un lupo balzò da una macchia e si gettò su di lui. Spaventato, il fanciullo si mise a gridare: «Aiuto! Aiuto! Mi vuol mangiare!».
    Il lupo gli disse: «Aspetta a gridare: io non ti mangerò, voglio soltanto discutere con te».
    E il lupo si mise a parlare come fosse un uomo.
    Disse: «Tu hai paura che io ti mangi. Ma tu? Non ti piacciono forse i polli?».
    «Sì!».
    «Eppure li mangi, perché? Essi sono vivi come te, i piccoli polli. Va a vedere la mattina, come li pigliano, come il cuoco li porta in cucina e taglia loro il collo, e ascolta la loro madre gridare perché le hanno tolto i suoi piccini. Non hai mai osservato tutto questo?».
    «No», rispose il fanciullo.
    «No, davvero? Ebbene, guarda meglio! Del resto, per ora, sono io che ti mangerò. A modo tuo, tu non sei altro che un piccolo pollo: è deciso, ti mangerò».
    Il lupo si gettò sul fanciullo che gridò spaventato: «Ahi! Ahi! Ahi!».
    E si svegliò.
    Da quel giorno, egli smise di mangiar carne: fosse di bue, di montone o di pollo. (Lev Tolstoj)

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