Sebastian Faulks

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Sebastian Faulks

Sebastian Faulks (1953 – vivente), scrittore e giornalista britannico.

Il gioco dell'alfabeto[modifica]

Incipit[modifica]

Anzio
Italia, 1944

Il Vesuvio era in piena eruzione. Il tremito del terreno, diffuso in tutta la Campania, aveva raggiunto una tale intensità che le automobili non stavano ferme neanche in piano, ma fremevano e scattavano in avanti come cavalli imbizzarriti. Nel golfo di Napoli le onde venivano risucchiate lontano dalla spiaggia, inghiottite dal mare aperto, lasciando sul fondo rimasto improvvisamente allo scopetro una scia di detriti e di creature marine. All'interno, una nube nera, enorme, restò sospesa a lungo sul vulcano prima di essere squarciata da spesse fiamme guizzanti, simili ai rebbi di un fulmine gigantesco. Dopo qualche tempo la nube cominciò ad abbassarsi fino a coprire il mare, oscurando il promontorio e cancellando alla vista l'isola di Capri.

Citazioni[modifica]

  • Quando sarà possibile, per noi, riportare i semplici sentimenti umani dell'amore e della famiglia al posto che spetta loro, e cioè al centro del mondo? (p. 128)
  • La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... (p. 129)
  • Roma
    Italia, 1978
    Nel cimitero protestante, all'ombra di una grande piramide, sorge la modesta lapide bianca sotto la quale è sepolto il figlio di un bottegaio di Finsbury, a nord di Londra. Reca la data del 21 febbraio 1821 e una lira, incisa nella parte superiore. Il terreno è ricoperto d'erba sulla quale cresce un rampicante ribelle. Gli alberi che sorgono dal terreno fra quella modesta tomba bianca e la gigantesca piramide sono semitropicali, il caldo che vi regna è torrido. Il cimitero, per sua natura, è affollato di stranieri, persone provenienti dai paesi protestanti del Nord che hanno concluso i loro giorniqui, esiliati per scelta o per caso in questa città imperiale del sud. Quella particolare tomba racchiude, secondo l'iscrizione, "i resti mortali di un giovane poeta inglese", John Keats, che un anno prima di morire, pur senza avere una particolare formazione letteraria o una vasta istruzione, scrisse quattro delle liriche più belle della poesia inglese, all'età di ventitré anni e nello spazio di tre settimane. (p. 213)
  • Nella stanza in cui era morto Keats, Pietro rimase bloccato dalla propria ignoranza nei confronti del poeta e quindi di ciò che desiderava fotografare. La casa imbiancata a calce di Hampstead era stata un soggetto abbastanza facile, ma questa era diversa. Nell'aria aleggiava un che di minaccioso, la sensazione lasciata dalla presenza di un uomo che si era proposto di arrestare il tempo in un momento particolare, e ci era riuscito in un modo imprevisto, con la morte. (p. 217)

Bibliografia[modifica]

  • Sebastian Faulks, Il gioco dell'alfabeto (A Fool's Alphabet), traduzione di Lidia Perria, Marco Tropea Editore, Milano 1999.

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