Utente:L.parlato

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La più bella formula della matematica
(Uguaglianza di Eulero per )
Keplero.png


Citazioni personali originali...[modifica]

  • Deve accadere qualcosa perché accada il tempo.[1]
  • Il meteorologo può dirti la tempesta ma è il navigante che l'attraversa.
  • Se non sta nè in cielo nè in terra allora sta nel mare.

Note[modifica]

  1. Questa frase è una risposta ad una citazione sul tempo di Richard Feynman riportata in "La fisica di Feynman".

...due poesie...[modifica]

Il sentimento d'amore
"M'illumini d'immenso."
[primavera 2011]

Histoire de ...
"Prima di lei rischiavo di morire
senza sapere che cos'è l'amore."

[estate 20**]

...e una selezione di citazioni nelle quali mi sono imbattuto nelle mie letture e nella vita.[modifica]

  • Dinetto era una proletario, e io il suo figliolo.
    Mi piaceva essere figlio di un proletario, mi piaceva la parola. Me l'aveva spiegata: "proletario" vuol dire che un uomo possiede solo la sua prole. Io ero la prole di mio padre ed ero contento anche di essere la sua unica proprietà.[1]
  • Solo quando non so dove andare so che arriverò da qualche parte. Solo quando ho una meta so che non arriverò mai.[1]
  • Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro.[2]
  • Non si lavora a fare e ritagliar finimenti al cavallo che si vuol lasciar correre a suo capriccio; gli si leva le briglie, se l'ha.[3]
  • Non dico [...], per non affermar troppo più di quello che so; benché, dicendolo, non temerei d'affermar più di quello che è.[3]
  • L'uomo vuole avere delle certezze. Non riesce a sopportare l'idea che la morte sia un nero e immenso nulla, il pensiero che i suoi cari non esistano più, e tanto meno può immaginare sé stesso come non esistente. [...] L'uomo crede nell'aldilà perché non ha la forza di non crederci.[4]
  • Immaginare il futuro sa di rimpianto. Passi la vita inchiodato nel labirinto, pensando al modo in cui un giorno ne uscirai, e a come sarà fantastico, e immagini che il futuro ti trascinerà pian piano fuori di lì, ma non succede. E' solo usare il futuro per sfuggire al presente.[4]
  • Bisogna sempre credere ai miracoli, soprattutto a quelli fatti dall'uomo.[5]
  • Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l'idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d'errore, di fronte a una personalità indimenticabile.[6]
  • Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall'anima di quell'uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.[6]
  • Non si sbaglia mai a fare la cosa giusta.[7]
  • La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.[8]
  • [Ginni] Era paziente come solo gli animali sanno esserlo. Felicemente indulgente verso coloro che noi ci ostiniamo a chiamare i padroni e che loro invece vedono come madri e padri. Sono sicura che il guinzaglio per loro è un cordone ombelicale, non un legame costrittivo e schiavistico. Per questo è una viltà senza nome abbandonare un cane per strada. E' come se un genitore lasciasse in mezzo a un marciapiede un figlio piccolo. E per giunta bisogna dire che il figlio a volte "capita" senza averlo voluto, ma un cane non capita mai per caso. C'è un atto di volontà nel mettersi in casa un animale domestico che implica una responsabilità purtroppo non sentita da tutti. [9]
  • "Vede, per i bambini il pianto è una prima forma di linguaggio. Spesso è un campanello d'allarme, altre volte la segnalazione di un bisogno, in altri casi ancora di una semplice richiesta di attenzione. Da quando è iniziata la guerra il nostro personale si è ridotto moltissimo, purtroppo. Facciamo quello che possiamo, ma i bambini restano soli per la maggior parte della giornata. Non ci hanno messo molto a capire che è inutile piangere per richiamare l'attenzione, perché tanto non c'è nessuno che possa correre a consolarli. Le lacrime servono poco a Sarajevo. Lo hanno imparato anche i bambini". [...] Che città era diventata quella, capace perfino di sottrarre le lacrime ai bambini?[10]
  • Questi sentimenti sono stati loro inculcati fin dall'infanzia dai loro padri e dalle loro madri che li hanno sculacciati a sufficienza e hanno fatto entrare in loro la virtù dal sedere.[11]
  • I francesi, che non tollerano più un re mortale, si ostinano a conservarne uno immortale, molto più tirannico e feroce. Che cos'è la Bastiglia e anche la camera ardente, in confronto all'inferno? L'umanità concepisce i suoi dei sul modello dei suoi tiranni, e lei, che rifiuta l'originale, conserva la copia! [...] I teologi e i filosofi, Dio [...], ce lo fanno apparire assurdo e malvagio. [...] E proprio in questo modo lo rendono adorabile sulla terra. Infatti la nostra iserabile razza non dedicherebbe un culto a dèi giusti e benigni da cui non avrebbe niente da temere: non proverebbe affatto una inutile riconoscenza per i loro benefici. Senza il purgatorio e l'inferno, il buon Dio non godrebbe della minima considerazione.[11]
  • Gli pareva che in tutto il mondo non ci fossero che due tipi di uomini, quelli che chinano la testa e gli altri. già da bambino la pensava in questi termini, anche se allora usava un'immagine infantile: c'è chi sculaccia e chi viene scalacciato.[12]
  • Il padre di Bandona era un piccolo contadino che viveva nella regione di Kurseong, nell'estremo nord del Bengala, ai piedi dei primi contrafforti della catena himalayana. Coltivava un piccolo terreno a terrazze faticosamente conquistato sui fianchi della montagna. Quanto bastava per far vivere la moglie e i quattro figli.
    Ma un giorno certi imprenditori giunti da Calcutta cominciarono a sfruttare il legno delle foreste, stabilendo una certa quota giornaliera di alberi da abbattere. Già anni prima, la regione era stata profondamente trasformata dallo sviluppo dei tea-gardens, le piantagioni di tè. Con l'arrivo dei forestieri le giungle boscose si restrinsero come pelle di zigrino. I contadini furono costretti ad andare a cercare sempre più lontano la legna necessaria per accendere il fuoco, oltre a nuove terre da coltivare. Gli incendi della boscaglia si moltiplicarono. Poiché la vegetazione non aveva più il tempo di ricrescere prima delle cateratte del monsone, cominciò l'erosione del terreno. Privato dei suoi pascoli naturali, il bestiame divenne un elemento distruttivo. La rarefazione dei prodotti naturali costrinse le famiglie a sviluppare le colture per uso alimentare. La legna da ardere era sempre più rara, e si dovette utilizzare lo sterco degli animali per cuocere i cibi, il che privò la terra del migliore concime. Il rendimento calò vertiginosamente, mentre si accelerava la degradazione. A causa del disboscamento, l'acqua non veniva più trattenuta. Le sorgenti si inaridirono, i serbatoi si vuotarono, le falde freatiche si prosciugarono. Poiché la zona era soggetta alla più alta piovosità mondiale - fino a undici metri di acqua all'anno in Assam - la terra arabile e l'humus furono sempre più trascinati verso le pianure a ogni monsone, lasciando ben presto la roccia a nudo. In pochi anni, tutta quanta la regione diventò un deserto. Ai suoi abitanti non rimaneva che partire. Partire per la città che li aveva rovinati![13]

Fonti[modifica]

  1. a b Maurizio Maggiani, "Il viaggiatore notturno".
  2. Maxence Fermine, "Neve".
  3. a b Alessandro Manzoni, "Storia della colonna infame".
  4. a b John Green, "Sognando Alaska".
  5. Ettore Scola.
  6. a b Jean Giono, "L'uomo che piantava gli alberi".
  7. Mark Twain.
  8. Ezio Bosso.
  9. Dacia Maraini, "Storie di cani per una bambina".
  10. Franco Di Mare, "Non chiedere perché".
  11. a b Anatole France, "Gli dei hanno sete".
  12. Georges Simenon, "L'orologiaio di Everton".
  13. Dominique Lapierre, "La città della gioia"

Citazioni da testi del progetto symphonyofscience di melodysheep[modifica]

Citazioni dal video "We Are All Connected" (disponibile in versione sottotitolata in italiano "We Are All Connected" (Sub Ita) a cura di Franko Russo).[modifica]

  • Siamo tutti connessi: gli uni agli altri, biologicamente; alla terra, chimicamente; al resto dell'universo, atomicamente.(Neil deGrasse Tyson, astrofisico)
  • Io penso che l'immaginazione della natura è così tanto più grande di quella degli uomini che non ci farà mai rilassare.(Richard Feynman, fisico)
  • La bellezza di un essere vivente non sta negli atomi di cui è fatto ma nel modo in cui gli atomi sono messi insieme.(Carl Sagan, astronomo)
  • Io trovo elevante ed esilarante scoprire che viviamo in un universo che permette l'evoluzione di macchine molecolari così complesse e sottili come noi.(Carl Sagan, astronomo)

Citazione dal video "The Poetry of Reality (An Anthem for Science) (disponibile in versione sottotitolata in italiano "The poetry of reality" (Sub Ita) a cura di traduzione di danielfranko).[modifica]

  • La scienza è lo strumento migliore mai concepito per capire come funziona il mondo(Michael Shermer)
  • La scienza è una forma di conoscenza proprio umana, siamo sempre sull'orlo del conosciuto.(Jacob Bronowski)
  • La scienza è un'impresa collaborativa che attraversa le generazioni. Noi ricordiamo coloro che hanno preparato la strada, guardando anche per loro.(Carl Sagan)
  • Se sei scientificamente istruito, il mondo ti appare molto diverso e quella comprensioe di da capacità.(Neil deGrasse Tyson)
  • C'è vera poesia nel mondo reale, la scienza è la poesia della realtà.(Richard Dawkins)
  • La storia dell'uomo è la storia di idee che emanano luce in angoli bui.(Richard Dawkins)
  • Gli scienziati amano i misteri, loro amano non sapere.(Lawrence Krauss)
  • Io non mi sento spaventato dal non sapere le cose, penso che sia molto più interessante.(Richard Feynman)


Un po' di geometria[modifica]

Primo postulato di Euclide: per due punti passa una e una sola retta.
Primo postulato colorato di Euclide: per due punti rossi passa uno e un solo filo rosso.


Miscellanea (cose sentite in giro...)[modifica]

  • "Come si chiama chi soffre di paranoia?". "Uhm, un par...annoiato!"