Aborto

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Citazioni sull'aborto.

Citazioni[modifica]

  • All'età di 19 anni, dopo il mio primo rapporto sessuale rimasi incinta. Decisi di abortire, una scelta sofferta, che non rifarei mai più nella vita. Un'esperienza traumatica, capitata pochi mesi prima dell'esame di maturità. Mio padre non lo sa ancora e il padre di quel bambino non lo saprà mai. (Simona Ventura)
  • Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L'aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto. (Papa Francesco)
  • C'era un tempo in cui i nostri editorialisti sul feto avrebbero orgogliosamente fatto eco a Gloria Steinem, dicendo che la sua esistenza indubitabile e necessaria non poneva un problema perché era 'una massa di protoplasma dipendente' senza distinzione e maggiore dignità di un'appendice fiammeggiante. Sono sempre stato persuaso dal fatto che l'espressione 'bambino non nato' sia una genuina descrizione della realtà materiale. Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata 'una vita' è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no 'umana'. Cos'altro potrebbe essere? Anche per la sua 'dipendenza', questo fatto non mi ha mai convinto, così come la radicale critica di ogni agglomerato di cellule umane in qualunque stato esse siano. Anche i bambini sono 'dipendenti'. Chiunque abbia visto un sonogrammo o abbia speso un'ora su un manuale di embriologia sa che le emozioni non sono il fattore decisivo. Al fine di terminare una gravidanza, devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi. (Christopher Hitchens)
  • Dal nulla in cui rientri ombra tradita | Non uscir a turbarmi. È troppo forte | L'orror da cui la colpa mia è seguita. (Giuseppe Artale)
  • Dopo che mia madre aveva tentato senza successo di abortire, venni alla luce [...]. Come morto sono nato, anzi sono stato strappato al suo grembo. (Girolamo Cardano)
  • È ancora in corso una campagna assurda, che accusa la legge 194 di consentire le interruzioni di gravidanza giunte ad epoche che prevedono la sopravvivenza del feto, un'accusa stupida e ingiusta, la legge 194 è molto chiara in proposito e ammette l'interruzione solo in condizioni di emergenza, quando è a rischio la vita della madre. Mentire, per sostenere le proprie ragioni: che vergogna! (Carlo Flamigni)
  • È la stessa logica che porta all'aborto: se il bambino dà fastidio, non lo si accetta, lo si elimina; e che i cittadini paghino le spese. Ma il bambino è una persona, una parola irripetibile di Dio, ha una propria storia. [...] Ma allora quale differenza c'è tra la mafia, la camorra, la 'ndrangheta che uccidono l'avversario che dà fastidio, e coloro che sostengono che si può uccidere con un omicidio premeditato chi dà fastidio? (Oreste Benzi)
  • E un errore ho commesso – dice – | un errore di saggezza | abortire il figlio del bagnino | e poi guardarlo con dolcezza. (Fabrizio De André)
  • Eppure io sono contro l'aborto. Tutti lo siamo, credo: non c'è persona che non sia idealmente contraria all'interruzione di gravidanza, perché è un atto contro natura (nel senso che si oppone all'imperativo genetico della riproduzione [...]) e perché produce conseguenze traumatiche dal punto di vista psicologico. Ma condannare l'aborto con una legge, renderlo illegale, non impedisce che gli aborti avvengano. [...] L'aborto volontario è un evento grave, ma l'aborto clandestino è una tragedia: per questo offrire a una donna l'opportunità di abortire in modo legale e controllato corrisponde alla scelta del «male minore». E allora, all'interno di questo male minore, la modalità della pillola RU486 – che ho sostenuto sin dai primi accenni alla possibilità di una sua introduzione in Italia – è la scelta migliore, perché è quella meno dolorosa per la donna. (Umberto Veronesi)
  • In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l'interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l'aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. (Paolo VI)
  • L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo. (Madre Teresa di Calcutta)
  • L'aborto è un crimine incredibile che si commette con una leggerezza credibilissima. Io non posso far altro che ribadire quello che credo: nessuno ha il diritto di uccidere un innocente. Non mi permetto di giudicare una donna che abortisce, ma giudico severamente una società che invece di farsi carico della maternità trasforma, nel regno delle idee, l'uccisione dell'innocente assoluto in un diritto festoso sostenuto da cortei, balletti, striscioni e impone, nei fatti, non solo la desacralizzazione della vita ma la riduzione dell'uomo a materiale organico atto allo scarto o alla sperimentazione. (Giovanni Lindo Ferretti)
  • La legalizzazione dell'aborto non obbliga nessuna donna ad abortire se non lo vuole. Non obbliga nessuno a considerare l'aborto moralmente legittimo. Permette solo a tutte coloro che non possono, o non vogliono, portare avanti una gravidanza di farlo nelle migliori condizioni, senza «pagare» un prezzo eccessivo per una scelta che, lo ripeto, non è mai banale. Al contrario, coloro che vogliono criminalizzare l'aborto non solo cercano di imporre agli altri la loro concezione del mondo e della morale, ma sono anche «indifferenti» di fronte alle tragiche conseguenze che potrebbe avere, per molte donne, il fatto di tornare a praticare l'aborto clandestino. (Michela Marzano)
  • Kant ci ha insegnato che l'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo. Obbligare le donne alla generazione ogni volta che sono, rimangono incinte, significa trattare il corpo delle donne come mezzo di riproduzione, ma trattare il corpo della donna come mezzo di riproduzione confligge appunto con l'indicazione di Kant, che poi non è solo quella di Kant ma anche l'indicazione cristiana, che l'uomo va trattato come un fine e non come un mezzo, che l'uomo è persona e non strumento di generazione. Il problema si ripropone in Italia a causa della sudditanza generalizzata dei politici italiani nei confronti delle esigenze della Chiesa cattolica: io quando vedo le genoflessioni sia a destra che a sinistra nei confronti della Chiesa cattolica, mi domando: dov'è mai lo Stato italiano? Il quale per definizione come ogni Stato deve essere laico, intendendo con la parola laico, laico è una parola greca che vuol dire "bene comune". Allora il laico è colui che deve farsi carico delle istanze di tutti, non delle istanze di un principio di fede: questa è una cosa molto importante. I laici ritengono poi di non poter disporre di una morale che non discenda dal voler di Dio, ma una morale che discende dal volere di Dio è tipica delle morali primitive, dove gli uomini non sapendo dare delle leggi a se stessi hanno dovuto ancorarla ad una volontà superiore. Ma dopo abbiamo avuto l'illuminismo, abbiamo cominciato a ragionare; anche se con poco coraggio, il nostro cervello lo sappiamo anche usare. E allora a questo punto è possibile benissimo costruire una morale laica, fondata innanzitutto su quel principio di Kant che abbiamo segnalato, e poi su un altro principio, molto importante: che la morale è fatta per gli uomini, non gli uomini per la morale. Questa è un'altra frase di Kant che fa, che riproduce esattamente con un altro linguaggio quello che Gesù Cristo aveva detto: il sabato è fatto per gli uomini, non gli uomini per il sabato. Cioè: guai a piegare l'uomo alla legge e assumere la legge come giudizio nei confronti dell'uomo, perché quello che c'è da salvare non è il principio della legge, quello che c'è da salvare è l'uomo. (Umberto Galimberti)
  • L'idea della legge era affidare a persone competenti questo lavoro di consigliare e di cercare le soluzioni che possano evitare l'aborto, perché questo è scritto chiaramente nelle legge. Se poi nei consultori si mandano dei propagandisti per i quali l'aborto è un omicidio a confrontarsi con donne che soffrono, violandone la privacy ed esacerbando stati d'animo angosciati delle donne, questo potrebbe essere solo un grave danno e non contribuirebbe alla pace sociale né alla decisione responsabile che devono prendere le donne. (Giovanni Berlinguer)
  • L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino? (Gabriele d'Annunzio)
  • L'aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla. (Giorgio La Pira)
  • La legge 194 ha rappresentato e rappresenta una conquista di civiltà per le donne che sono state sottratte alla tragedia degli aborti clandestini e che, come sai, è stata ribadita dalla volontà popolare con un referendum che ha visto la stragrande maggioranza degli italiani e delle italiane (27 milioni, oltre l'88% dei votanti) pronunciarsi contro la proposta di abrogazione della legge. (Stefania Prestigiacomo)
  • La legge si propone: di azzerare gli aborti terapeutici; di ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli clandestini. Si propone inoltre di favorire la procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di tutelare la vita umana dal suo inizio. (Giovanni Berlinguer)
  • Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine. (Mahatma Gandhi)
  • Nel nostro secolo un altro cimitero deve essere aggiunto alla lista della crudeltà umana: quello dei mai nati. (Papa Giovanni Paolo II)
  • Per non aver saputo celebrare l'aborto e legalizzare il cannibalismo, le società moderne dovranno risolvere le loro difficoltà adottando procedimenti ben più sbrigativi. (Emil Cioran)
  • Se avessimo a cuore le donne, se le amassimo veramente, le aiuteremmo a capire che l'aborto crea una ferita che non si rimargina più; le aiuteremmo a non arrivare ad un atto di così grande crudezza. (Ernesto Olivero)
  • Se gli uomini potessero concepire, a quest'ora l'aborto sarebbe un sacramento. (Florynce Kennedy)
  • Se gli uomini potessero restare incinti l'aborto diventerebbe un sacramento. (Lore Lorentz)
  • Se gli uomini restassero incinti, potresti avere un aborto anche dal barbiere. (Daniele Luttazzi)
  • Sono contrario all'aborto. Uccidere un essere umano prima che nasca è inammissibile. È una dimostrazione d'impazienza. (Roland Topor)
  • Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. (Pier Paolo Pasolini)
  • Vi sono delle grandi carenze, dei grandi «vuoti», nelle strutture sociali e giuridiche non adeguate (come dovrebbero essere) alla tutela dei nascituri? Siano eliminate -con grande urgenza e determinazione- con provvedimenti legislativi adeguati: ma mai col togliere l'essere, la vita, al nascituro. (Giorgio La Pira)

Theresa Burke[modifica]

  • L'aborto è un'esperienza di morte. È il tramonto del potenziale umano, del rapporto umano, della responsabilità, del senso materno, della relazione con l'altro e dell'innocenza. Una perdita di questo tipo raramente viene vissuta senza conflitto e contrasto interiore.
  • Memorie e sentimenti irrisolti inerenti l'aborto diventano fonte di pressione che può esplodere a distanza di anni in modi inaspettati. Presto o tardi i sentimenti irrisolti dovranno essere affrontati, spesso con l'emergere di disturbi emotivi o comportamentali.
  • Troppo spesso l'aborto è la scelta di qualcun altro e troppo spesso sentiamo donne che dicono di non aver avuto altra scelta se non quella dell'aborto.

Voci correlate[modifica]

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