Benjamin Disraeli
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Benjamin Disraeli (1804 – 1881), uomo politico britannico.
- In realtà, noi siamo una nazione di bottegai.[1]
- Un uomo coerente crede nel destino, un uomo capriccioso nel caso. (da Vivian Grey)
- Chi può negare che Gesù di Nazareth, il Figlio del Dio Altissimo venuto nella carne, sia l'etero vanto del popolo giudaico?! (citato in Nicola Martella, Offensiva intorno a Gesù, vol II, Punto a croce 2000)
- Quel che è delitto fra la moltitudine è soltanto un vizio fra i pochi. (da Tancred, or the New Crusade, 1847)
- Tutto è razza e non c'è altra verità. (1847, vol. I, p. 169; citato in Losurdo 2005, p. 267)
- Tutte le donne dovrebbero sposarsi, e nessun uomo dovrebbe farlo. (da Lotario)
- Un governo conservatore è ipocrisia organizzata. (dal discorso alla Camera dei Comuni del 17 marzo 1845)
- Un politico usa i dati come un ubriaco il lampione: non per la luce ma per il sostegno.[2]
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- A tutti piace l'adulazione e quando si ha a che fare con i re bisognerebbe stenderla con la cazzuola.
- C'è moderazione persino nell'eccesso.
- Ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le dannate bugie e le statistiche.
- Ciò che ci attendiamo non capita quasi mai; generalmente capita ciò che meno ci aspettiamo.
- Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.
- È il tempo il grande medico.
- È molto più facile essere critici che essere corretti.
- Il carattere non cambia: le opinioni cambiano, ma il carattere può solo svilupparsi.
- Il mio concetto di persona piacevole è quello di una persona che è d'accordo con me.
- Il potere ha solo un dovere: assicurare la sicurezza sociale alla gente.
- Il segreto del successo risiede nella costanza con cui si persegue uno scopo.
- Il successo è figlio dell'audacia.
- La determinatezza non è il linguaggio della politica.
- La disperazione è la conclusione degli stolti.
- La franchezza è la gemma più splendente della critica.
- La gioventù è un errore grossolano, la maturità una lotta, la vecchiaia un rimpianto.
- La magia del primo amore è la nostra ignoranza nel credere che possa durare per sempre.
- La pazienza è l'ingrediente necessario per la genialità.
- L'assassinio non ha mai cambiato la storia del mondo.
- L'aumento dei mezzi e quello del tempo libero sono i due civilizzatori dell'uomo.
- L'azione non porta sempre la felicità, ma non c'è felicità senza azione.
- Le delusioni dell'età matura seguono le illusioni della gioventù.
- Le piccole cose preoccupano le menti piccole.
- Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti.
- Lo studio è la distrazione di una mente osservatrice.
- L'uomo... è un essere nato per credere.
- L'uomo è una scimmia, oppure un angelo. Ora sono dalla parte degli angeli.
- L'uomo non è la creatura delle circostanze. Le circostanze sono le creature dell'uomo.
- Non rifiuto mai; contraddico. E qualche volta dimentico.
- Odio le definizioni.
- Quando ho voglia di leggere un libro, me ne scrivo uno.
- Se non sei molto abile, devi essere conciliante.
- Si sa bene cosa sia un intermediario: è un uomo che imbroglia una parte e saccheggia l'altra.
- Un precedente consacra un principio.
- Uno scrittore che parla dei propri libri è quasi insopportabile quanto una madre che parla dei propri figli.
- Un'università dovrebbe essere un luogo di luce, di libertà e di studio.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Benjamin Disraeli, Tancred; or, The New Crusade, 2 voll., Tauchnitz, Leipzig, 1847.
- Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Laterza, 2005.
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