Alexandre Dumas (figlio)

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Alexandre Dumas (figlio)

Alexandre Dumas figlio (1824 – 1895), scrittore e drammaturgo francese.

Citazioni di Alexandre Dumas (figlio)[modifica]

  • Madame Levardet: "Allora non ci sono donne oneste?"
    De Ryons: "Ma sì! Più di quelle che non si crede, ma meno di quelle che si dice." (da L'amico delle donne)
  • [Su Johann Strauss jr] Un Dio che domina le passioni. (citato in Roberto Iovino, Gli Strauss, Una dinastia a tempo di valzer; Camunia; 1998)

Margherita Gauthier[modifica]

Incipit[modifica]

Sono d'avviso che non si possono creare dei personaggi senza aver molto studiato gli uomini, come non si può parlare una lingua prima di averla seriamente studiata.
Non sono ancora giunto all'età in cui s'inventa e, perciò, mi accontento di raccontare. Invito dunque il lettore a volersi convincere della realtà di questa storia, i personaggi della quale, ad eccezione dell'eroina, vivono ancora.
D'altra parte, a Parigi si trovano i testimoni della maggior parte dei fatti che ho raccolto ed essi potrebbero confermarli, se la mia testimonianza non apparisse sufficiente. Per una circostanza particolare, io solo potevo scriverli, perché sono stato il confidente degli ultimi avvenimenti senza i quali qualunque racconto interessante e completo sarebbe impossibile.

Citazioni[modifica]

  • Si compiange il cieco che non ha mai visto i raggi del sole, il sordo che non ha mai udito gli accordi della natura, il muto che non ha mai potuto rendere la voce della sua anima e, per un falso pudore, non si ha quella cecità del cuore, di quella sordità dell'anima, di quel mutismo della coscienza che rendono folle un'infelice e, suo malgrado, la fanno incapace di vedere il bene e di parlare il puro linguaggio dell'amore e della fede. (p. 22)
  • Sono convinto che davanti alla donna alla quale l'educazione non ha insegnato il bene, Dio apre quasi sempre due sentieri che ve la guideranno: il dolore e l'amore. (p. 22)
  • Gesù era pieno d'amore per le anime ferite dalle umane passioni e si compiaceva di lenire le piaghe estraendo dalle stesse il balsamo che doveva guarirle. Diceva, quindi, alla Maddalena: Ti sarà molto perdonato perché hai molto amato! Sublime perdono che doveva eccitare una fede sublime. (p. 23)
  • Il male non è che una vanità: abbiamo l'orgoglio del bene e non disperiamo. (p. 23)
  • Poiché il cielo si rallegra più del pentimento di un peccatore che di cento giusti che non hanno mai peccato, cerchiamo di rallegrare il cielo. Saremo ricompensati ad usura. (p. 23)
  • Il bambino è piccolo e racchiude l'uomo; il cervello è stretto e alberga il pensiero; l'occhio non è che un punto ed abbraccia le vastità. (p. 24)
  • È sempre difficile consolare un dolore che non si conosce [...]. (p. 31-32)
  • Spesso ci si rallegra di una puerilità ed è una cattiveria distruggere questa gioia che può rendere felice colui che la prova. (p. 83)
  • Quando Dio concede l'amore a una cortigiana, quest'amore che sembra un perdono, diventa quasi sempre un castigo. Non c'è assoluzione senza penitenza. (p. 98)
  • Si biasimano coloro che si rovinano per delle attrici o per delle donne galanti; io mi stupisco, invece, che non si facciano per loro delle follie assai maggiori. (p. 101)
  • Le risposte impazientemente attese arrivano sempre quando si è fuori di casa. (p. 115)
  • Un padre è sempre autorizzato a togliere il proprio figlio dalla cattiva strada nella quale si è messo. (p. 162)
  • Solo le donne assolutamente caste, possono avere dei sentimenti puri. (p. 162)
  • Il vero amore rende sempre migliori, qualunque sia la donna che lo ispira. (p. 164)
  • Non sono l'apostolo del vizio, ma qualunque nobile dolore desta un'eco nel mio cuore. (p. 222)

Citazioni su Alexandre Dumas (figlio)[modifica]

  • Lasciando ai giudici competenti la grande questione, io mi contenlo di dire che Dumas figlio è quello che divise finora collo Scribe il regno della commedia. Questi due sono i due astri maggiori, intorno ai quali si aggirano pianeti e satelliti che possono a loro tempo brillare di maggior luce e tenere il campo con gloria più duratura. (Francesco Dall'Ongaro)
  • Le commedie di Alessandro Dumas hanno un merito vero ed incontrastabile, ed è quello di dipingere una fase dei costumi contemporanei che lo Scribe non aveva osato toccare: il regno del demi-monde a Parigi. Scribe come ho già detto aveva scoperto il Dio Milione; il Dumas ne usa a dovizia, e gli ha innalzato un altare speciale nella Question d'argent, ma non ha scoperto se non la Dama dalle Camelie, o per dir meglio non l'ha scoperta, ma l'ha tradotta dinanzi al pubblico, aprendo la discussione sui suoi meriti e demeriti rispettivi. (Francesco Dall'Ongaro)
  • Senza avere un merito letterario più ragguardevole, l'autore della Dama dalle Camelie, e del Demi-monde ha già conquistato il difficile privilegio di partorire ogni due anni una commedia che si aspetta con ansietà, si ascolta con attenzione e si applaudisce a contanti ; cioè si replica sopra le scene del Gymnase un centinajo di volte e anche più.
    Alexandre Dumas (figlio), non è prodigo come il padre. Le commedie di lui che restano sulla scena sono quattro o cinque, comprese quelle che ho nominate. Egli non ispreca l'ingegno, né l'arte. Dopo aver trovato una favola, la quale è sovente una storia vera, egli studia un intreccio ragionevole, e raggranella nelle conversazioni una mezza dozzina di arguzie delle quali condisce il suo dialogo. Queste arguzie sono comunicate opportunamente agli amici, e preparano a poco a poco il successo della commedia. (Francesco Dall'Ongaro)

Bibliografia[modifica]

  • Alessandro Dumas (figlio), Margherita Gauthier, Casa Editrice Bietti, Milano 1951.

Voci correlate[modifica]

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Opere[modifica]