Antoine de Saint-Exupéry

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Antoine de Saint-Exupéry

Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry (1900 – 1944), scrittore e aviatore francese.

Citazioni di Antoine de Saint-Exupéry[modifica]

  • Non confondere l'amore col delirio del possesso, che causa le sofferenze più atroci. Perché contrariamente a quanto comunemente si pensa, l'amore non fa soffrire. Quello che fa soffrire è l'istinto della proprietà, che è il contrario dell'amore. (da Cittadella, LIV (LV), p. 150; citato in Ordine 2013, p 174)
  • Ognuno è responsabile di tutti. Ognuno da solo è responsabile di tutti. Ognuno è l'unico responsabile di tutti. (da Pilote de guerre)

Il piccolo principe[modifica]

Incipit[modifica]

Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato <Storie vissute della natura>, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell'atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno. C'era scritto:«I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede».

[Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, traduzione di Nini Bompiani Bregoli, Bompiani]

Citazioni[modifica]

  • Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
  • È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri.
  • I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta. (capitolo I)
Les grandes personnes ne comprennent jamais rien toutes seules, et c'est fatigant, pour les enfants, de toujours et toujours leur donner des explications.
  • Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.
  • I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: «Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Ma vi domandano: «Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Allora soltanto credono di conoscerlo. (capitolo IV)
Les grandes personnes aiment les chiffres. Quand vous leur parlez d'un nouvel ami, elles ne vous questionnent jamais sur l'essentiel. Elles ne vous disent jamais: «Quel est le son de sa voix? Quels sont les jeux qu'il préfère? Est-ce qu'il collectionne les papillons?» Elles vous demandent: «Quel âge a-t-il? Combien a-t-il de frères? Combien pèse-t-il? Combien gagne son père?» Alors seulement elles croient le connaître.
  • Se voi dite ai grandi:"Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto" loro non arrivano a immaginarsela. Bisogna dire: "Ho visto una casa di centomila lire", e allora esclamano: "Com'è bella".
  • Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. (capitolo XXI)
Voici mon secret. Il est très simple: on ne voit bien qu'avec le cœur. L'essentiel est invisible pour les yeux.
  • "Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..." (capitolo XXVI)
  • Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. (capitolo IX)
Il faut bien que je supporte deux ou trois chenilles si je veux connaître les papillons.
  • Se vuoi un amico, addomesticami.
  • Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
    "Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.
    "È una grossa economia di tempo", disse il mercante, "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana".
    "E cosa se ne fa di questi 53 minuti?"
    "Se ne fa quel che si vuole..."
    "Io", disse il piccolo principe, "se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana..."
  • Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!
    E più tardi hai soggiunto:
    "Sai... quando si è molto tristi si amano i tramonti..."
    "Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?"
    Ma il piccolo principe non rispose. (capitolo VI)
  • Ma allora che ci guadagni?
    "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". (capitolo XXI)
  • ‎E quando si arrossisce, significa si', vero? È una sfumatura d'acquerello sulle guance, un tocco intimo, impudico e pungente che vale una conferma.
  • Disegnami una pecora! (capitolo I)
Dessine-moi un mouton!
  • Quando hai finito di rassettarti di prima mattina, allora bisogna rassettare con la massima cura il pianeta. (capitolo V)
Quand on a terminé sa toilette du matin, il faut faire soigneusement la toilette de la planéte.
  • Mi piacciono molto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto... (capitolo VI)
J'aime bien les couchers de soleil. Allons voir un coucher de soleil...
  • Non avrei dovuto ascoltarlo, mi confidò un giorno, non bisogna mai ascoltare i fiori. Basta guardarli e annusarli. (capitolo VIII)
J'aurais dû ne pas l'écouter, me confia-t-il un jour, il ne faut jamais écouter les fleurs. Il faut les regarder et les respirer.
  • Non si sa mai! (capitolo IX)
On ne sait jamais!
  • È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante. (capitolo XXI)
C'est le temps que tu as perdu pour ta rose qui fait ta rose si importante.
  • Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa... (capitolo XXI)
Tu deviens responsable pour toujours de ce que tu as apprivoisé. Tu es responsable de ta rose...
  • Solo i bambini sanno quello che cercano. Perdono tempo per una bambola di pezza e lei diventa così importante che, se gli viene tolta, piangono. (capitolo XXII)
Les enfants seuls savent ce qu'ils cherchent.
  • Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio... (capitolo XXIV)
J'ai toujours aimé le désert. On s'assoit sur une dune de sable. On ne voit rien. On n'entend rien. Et cependant quelque chose rayonne en silence...
  • Ciò che rende bello il deserto, disse il piccolo principe, è che da qualche parte nasconde un pozzo. (capitolo XXIV)
Ce qui embellit le désert, dit le petit prince, c'est qu'il cache un puits quelque part...
  • Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile.
  • Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore. (capitolo XXV)
Mais les yeux sont aveugles. Il faut chercher avec le cœur.
  • Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo. (La volpe al piccolo principe)
  • Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... Per favore, addomesticami. (La volpe al piccolo principe)
  • Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.
  • Tu avrai delle stelle che nessuno ha… Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora per te sarà come se tutte le stelle ridessero. Solo tu avrai delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato, sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra così per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere" e ti crederanno pazzo. Sarà come se invece di stelle ti avessi dato mucchi di sonagli che sanno ridere.
  • Guarderai le stelle la notte. [...] La mia sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle, tutte saranno tue amiche..
  • Si arrischia di piangere un poco, se ci si è lasciati addomesticare...
  • Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò a essere felice. [..] Quando saranno le quattro incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi, scoprirò il prezzo della felicità. Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore.
  • Tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa.
  • "Ti ammiro", disse il piccolo principe alzando un poco le spalle, "ma tu che te ne fai?"
  • "Io possiedo un fiore che innaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani dei quali spazzo il camino tutte le settimane. Perché spazzo il camino anche di quello spento. Non si sa mai. È utile ai miei vulcani, ed è utile al mio fiore che io li possegga. Ma tu non sei utile alle stelle..."
  • È una bellissima occupazione, ed è veramente utile perché è bella.
  • Il mio fiore è effimero e non ha che quattro spine per difendersi dal mondo! E io l'ho lasciato solo!
  • "Dove sono gli uomini? Si è un po' soli nel deserto...". "Si è soli anche con gli uomini".

Terra degli uomini[modifica]

Incipit[modifica]

La terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell'arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch'egli trae è universale. Non diversamente l'aeroplano, strumento delle vie aeree, coinvolge l'uomo in tutti gli antichi problemi.

[Antoine de Saint-Exupéry, Terra degli uomini, traduzione di Renato Prinzhofer, Mursia, 1988]

Citazioni[modifica]

  • Amore non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
Aimer[,] ce n'est point nous regarder l'un l'autre, mais regarder ensemble dans la même direction.
  • Essere uomo è precisamente essere responsabile.
  • Non si scopre la verità: la si crea.

Volo di notte[modifica]

Incipit[modifica]

Sotto l'aeroplano, le colline scavavano già il loro solco d'ombra nell'oro della sera. Le pianure si facevano luminose, ma di una inconsumabile luce: in quelle regioni esse non finiscono mai di restituire il loro oro, così come dopo l'inverno non finiscono mai di restituire la loro neve.

[Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notte, traduzione di Cesare Giardini, Oscar Mondadori, 2001]

Citazioni[modifica]

  • Perché solo quando la vita viene vissuta con pienezza e coraggio conta qualche cosa, e perché il suo significato scaturisce dalle imprese che gli uomini riescono a compiere.
  • I pastori di Patagonia vanno, senza fretta, da un gregge all'altro: egli andava da una città all'altra; egli era il pastore delle piccole città.
  • Egli era simile ad un conquistatore che, alla sera delle sue conquiste, si chini sulle terre del suo impero e scopra l'umile felicità degli uomini.
  • L'uomo è ricco anche delle proprie miserie.
  • S'immerse in quella profonda meditazione del volo, nella quale si assapora una inesplicabile speranza.
  • Per lui non ci sarebbe stato mai altro che un passo di più fatto, precedente mille passi uguali.
  • Come se davvero un giorno si "potesse aver tempo", se all'estremità della vita fosse possibile guadagnarsi la pace beata che il pensiero qualche volta si finge.
  • La lotta nel ciclone, questa, almeno, è una cosa franca, leale.
  • [...] provava una certa fierezza pel fatto d'avere un capo così forte che non temeva d'essere ingiusto.
  • "Bisogna spingerli" pensava "spingerli verso quella vita forte che porta con sé sofferenze e gioie, ma che, sola, conta qualche cosa."
  • Nella sua vita, solo le pietre gli erano state dolci.
  • Tutto quello che quel volto esprimeva, sentimenti vigili per affrontare una tempesta, quella smorfia, quella volontà, quella collera, tutto quello che si scambiavano d'essenziale un volto pallido e, laggiù, quei rapidi splendori, restava impenetrabile per lui.
  • "Non mi irriterò. Io sono come il padre d'un bimbo malato, il quale cammina nella folla a piccoli passi. Egli reca in sé il grande silenzio della sua casa".
  • In qualche luogo un uomo lavorava per far sì che la vita fosse continua, che la volontà fosse continua;
  • "È strano come gli avvenimenti prendono il sopravvento, come si rivela una grande forza oscura, la stessa che solleva le foreste vergini, che cresce, che sforza, che scaturisce dovunque intorno alle grandi opere."
  • [...] ed è solo del mistero che si ha paura.
  • "la conoscenza delle leggi non precede mai l'esperienza".
  • Per serbarsi un margine, stabilì di navigare a settecento. Sacrificava la sua quota come si gioca una fortuna.
  • Disgraziatamente, contro gli uomini si gioca un gioco nel quale il vero senso delle cose conta così poco... Si vince o si perde sulle apparenze, e si segnan punti miserabili. E ci si trova legati mani e piedi da un'apparenza di disfatta.
  • Perché né l'azione, né la felicità individuale ammettono d'esser divise: esse sono in conflitto.
  • «L'interesse generale è formato di interessi particolari: esso non giustifica niente altro». «E tuttavia» gli aveva risposto più tardi Rivière «benché la vita umana non abbia prezzo, noi operiamo sempre come se qualche cosa sorpassasse in valore la vita umana... Ma cosa?» (2001)
  • Ma c'è una fatalità interiore: un minuto arriva nel quale ci si sente vulnerabile, e, allora, gli errori attirano come una vertigine.
  • Vittoria... disfatta... queste parole non hanno senso. Sotto queste immagini, c'è la vita; la vita che prepara già altre immagini. Una vittoria indebolisce un popolo, una disfatta ne rianima un altro. (2001)
  • "Sono assolutamente pazzo" pensava Fabien; "sorrido mentre siamo perduti."
  • Stringe nel suo volante il peso della ricchezza umana, e porta, disperato, da una stella all'altra, l'inutile tesoro che sarà costretto a restituire...
  • Non un lamento. Non un grido. Ma il suono più puro che la disperazione abbia mai modulato.
  • Nella vita non ci sono soluzioni. Ci sono delle forze in cammino: bisogna crearle, e le soluzioni vengono dopo.
  • Pensava di poter riconoscere un certo volto tra mille, e, nondimeno, lo aveva già dimenticato. (2001)
  • Lo scopo, forse, non giustifica niente, ma l'azione libera dalla morte.
  • I secondi sgocciolano via, sgocciolano veramente come sangue.
  • Ogni secondo porta con sé una probabilità.
  • Ed ecco che il tempo, scorrendo, distrugge qualche cosa. Come in venti secoli, distrugge un tempio, s'apre la strada nel granito e spande il tempio in polvere, ecco che secoli di logorìo si accumulano in ogni secondo e minacciano un equipaggio.
  • [...] prova quel senso di riposo che solo i grandi disastri consentono quando la fatalità libera l'uomo.
  • Una vittoria indebolisce un popolo, una disfatta ne rianima un altro.

Bibliografia[modifica]

  • Antoine de Saint-Exupéry, Cittadella, riduzione e traduzione di Ezio L. Gaya, con la collaborazione di M.lle Simone de Saint-Exupéry, Roma, Edizioni Borla, 1991.
  • Antoine de Saint-Exupéry, Terra degli uomini, traduzione di Renato Prinzhofer, Mursia, 1988.
  • Antoine de Saint-Exupéry, Volo di notte, traduzione di Cesare Giardini, Oscar Mondadori, 2001.
  • Nuccio Ordine, L'utilità dell'inutile, Bompiani, 2013. ISBN 9788845274480

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