Emilio Lussu

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Emilio Lussu (1890 – 1975), politico, scrittore e militare italiano.

Citazioni di Emilio Lussu[modifica]

  • Il popolo sardo, come i popoli venuti ultimi alla civiltà moderna e già fattisi primi, ha da rivelare qualcosa a se stesso e agli altri, di profondamente umano e nuovo. (da L'avvenire della Sardegna, Il ponte, ottobre 1951)

Marcia su Roma e dintorni[modifica]

Incipit[modifica]

Il mio battaglione era sulla linea di armistizio alla frontiera jugoslava, quando a Parigi si riunì la Conferenza della Pace. L'esercito era democratico. Non avevamo noi proclamato, per cinque anni, di batterci per una causa di libertà e di giustizia? Il messaggio di Wilson era popolarissimo fra i combattenti, e grande fu la delusione quando sembrò che i 14 punti, ad uno ad uno, crollassero al contatto della diplomazia europea. La diplomazia era già per se stessa antipatica ai combattenti press'a poco come lo Stato Maggiore.

Citazioni[modifica]

  • La tragedia, spesso, non è nel battersi ma nel non potersi battere. (2002, p. 98)
  • La violenza più forte può trionfare della violenza più debole, non del raccoglimento e della tenacia. (2002, p. 104)
  • Alla libertà si rimane fedeli nelle ore difficili. Quando è minacciata la si difende: quando è perduta si muore. (1974, p. 149)
  • Che vale contrastare il terreno al nemico invincibile? È più saggio gittare le armi e fare addirittura con esso causa comune. (1974, p. 184)
  • La psicologia del condannato politico è quella di un principe in regime dispotico. (1974, p. 198)

Explicit[modifica]

Il mondo va a destra!... Il mondo non va né a destra né a sinistra. Il mondo continua a girare attorno a se stesso, con regolari eclissi di luna e di sole.

[Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, Giulio Einaudi Editore, 2002]

Un anno sull'Altipiano[modifica]

Incipit[modifica]

Alla fine maggio 1916, la mia brigata – reggimenti 399° e 400° – stava ancora sul Carso. Sin dall'inizio della guerra, essa aveva combattuto solo su quel fronte. Per noi, era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto. Non avevamo fatto altro che conquistare trincee, trincee e trincee. Dopo quella dei "gatti rossi", era venuta quella dei "gatti neri", poi quella dei "gatti verdi". Ma la situazione era sempre la stessa. Presa una trincea, bisognava conquistarne un'altra. Trieste era sempre là, di fronte al golfo, alla stessa distanza, stanca. La nostra artiglieria non vi aveva voluto tirare un sol colpo. Il duca d'Aosta, nostro comandante d'armata, la citava ogni volta, negli ordini del giorno e nei discorsi, per animare i combattenti.

Citazioni[modifica]

  • Il dramma della guerra è l'assalto. La morte è un avvenimento normale e si muore senza spavento. Ma la coscienza della morte, la certezza della morte inevitabile, rende tragiche le ore che la precedono. (cap. XVI)
  • L'assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici, tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce, ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti, non ha conosciuto la guerra.
  • Sentivo delle ondate di follia avvicinarsi e sparire. A tratti, sentivo il cervello sciaguattare nella scatola cranica, come l'acqua agitata in una bottiglia.
  • Fare la guerra è una cosa, uccidere un uomo è un'altra cosa.
  • Il caporale si rovesciò indietro e cadde su di noi. La palla lo aveva colpito alla sommità del petto, sotto la clavicola, attraversandolo da parte a parte. E il sangue gli usciva dalla bocca. Gli occhi chiusi, il respiro affannoso, mormorava: «Non è niente, signor tenente».
  • Prima tanto forte e pieno di vita, ora era sfinito. Steso sul lettino da campo, le labbra bianche, immobile, sembrava un cadavere. Solo una contrazione della bocca, simile ad un sorriso amaro, mostrava ch'egli viveva e soffriva.
  • Non è vero che l'istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita. Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell'attesa della morte.
  • Tristezza e gioia sono emozioni della stessa natura. (cap. XXIII)
  • Questa decimazione appariva un avvenimento così precipitato e straordinario da non essere neppure considerato possibile. Ma non è necessario che tutti credano al dramma perché questo si svolga. (cap. XXVIII)

Explicit[modifica]

Gli ufficiali trattenevano il respiro. Non Avevano sentito le parole dell'aiutante maggiore, ma, dalle mie risposte, avevano capito tutto. Muti, mi guardavano negli occhi, con un'espressione di angoscia. il tenente di cavalleria riempì il bicchiere e disse: – Beviamo alla Bainsizza! – I colleghi l'imitarono. L'offensiva sulla Bainsizza! La guerra ricominciava.

Bibliografia[modifica]

  • Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, Giulio Einaudi Editore, 1974.
  • Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, Giulio Einaudi Editore, 2002.
  • Emilio Lussu, Un anno sull'Altipiano, Einaudi.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]