Giancarlo Magalli

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Giancarlo Magalli (1947 – vivente), autore televisivo, conduttore televisivo e attore italiano.

Citazioni di Giancarlo Magalli[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • A tutti ho cercato di spiegare come il nostro sia soprattutto un segnale che vogliamo lanciare, con passione ed impegno, per significare a chi di dovere che è veramente ora che qualcosa cambi. Io sono stato scelto da tanti amici del Web come volto di questa insurrezione sorridente, come ho voluto chiamarla, ma avrebbero potuto scegliere molti altri volti al posto del mio e la protesta sarebbe stata egualmente efficace, perché la faccia da mettere è, sì, importante, ma quelle che contano sono le facce da togliere.[1]
  • Ecco Cirilli. Le risate sono assicurate. Le sue.[2]
  • Non c'è nulla di più ordinario che cercare di apparire straordinari.[3]
  • Essere pazzi non è una cosa facile. Avete notato che quasi tutti quelli che dicono di se': "Io sono mezzo pazzo" al massimo riescono ad essere mezzi scemi?[4]
  • Nel film "Mia madre" Nanni Moretti racconta (bene) la storia della depressione che ha segnato la vita di sua madre. Quello che non si capisce bene è se lui è un depresso perché è suo figlio o se lei era depressa perché è sua madre. Comunque è un bel film.[5]
  • La vera libertà è non essere costretti a pubblicare su Facebook una cosa qualsiasi ogni giorno solo per dimostrare la propria esistenza in vita.[6]
  • La felicità non è mai perfetta perché è sempre insidiata dalla paura di perderla. Per lo stesso motivo l'infelicità può essere resa perfetta dalla paura che non ci abbandoni mai.[7]
  • Ti accorgi che sei invecchiato quando gli amici ti telefonano e, se non rispondi, non pensano che stai facendo sesso, ma che sei morto.[8]
  • L'animo cattivo e l'alito cattivo sono due cose che non si possono nascondere. A meno di non aprire mai bocca.[9]
  • La vita è un libro che ci viene dato in prestito. E in genere lo rivogliono indietro proprio quando stiamo per capire la trama.[10]
  • I grandi pensieri spesso attraversano le nostre vite come i gatti che attraversano davanti alla nostra auto: sono veloci, ci spaventano e facciamo di tutto per evitarli.[11]
  • I vecchi non dovrebbero guardare la televisione. La TV è una finestra su un mondo che sta fuggendo e loro lo sanno. Vedono posti dove non potranno più andare, donne che non potranno amare ed avventure che non avranno più il tempo di vivere. Regalate un libro ai vecchi e spegnete loro la TV. Ma non un libro che faccia troppo sognare. La fantasia è un volo doloroso per chi non ha più le ali.[12]
  • Oggi il cinema italiano dice di piangere la scomparsa di Ettore Scola, regista di straordinaria grandezza. In realtà è il pubblico che lo piange. Quel pubblico che ha adorato i suoi film, che ha pianto, riso, sognato e riflettuto grazie a lui. Quel pubblico che di suoi film ne avrebbe visti volentieri altri. Incontrai Scola qualche anno fa ad una cerimonia in Campidoglio. Fu cortese con me e mi spinsi a dirgli: "Scola, quanto mi piacerebbe fare un film con lei!". Lui sorrise e rispose: "Magalli, quanto mi piacerebbe fare un film!". Ecco, dietro la sua consueta ironia il dolore per un cinema che lo aveva accantonato, invece di fare la fila dietro la sua porta per implorarlo di lavorare ancora. Quindi che il pubblico lo pianga è giusto e doveroso, e lui lo apprezzerebbe, ma il cinema, quel cinema, non pianga Scola. Pianga se stesso e la sua ignavia. Addio Maestro.[13]
  • [Su Donald Trump] Ridiamo dei suoi capelli, ma non ascoltiamo abbastanza quello che dice. Possibile che nessuno da noi si preoccupi del fatto che questo diversamente equilibrato signore possa diventare presidente della più potente nazione del mondo? Che possa avere i codici per lanciare missili nucleari dove vuole e che possa influenzare l'economia mondiale?[14]
  • Era bravo. Era simpatico. Era un grande attore. Di lui ho negli occhi tantissime eccellenti interpretazioni. Ma un ricordo è per me incancellabile: quando una trentina di anni fa accompagnai un amico (era Gianni Boncompagni) a vedere un'auto in una concessionaria. Un venditore ci venne incontro sorridendo con molta gentilezza. Rimanemmo sorpresi di vedere che era Riccardo Garrone. Non lo vedevo da qualche anno, ci abbracciammo e gli chiesi che facesse lì "Caro mio – mi rispose – il cinema non mi chiama più, il teatro nemmeno. Io devo campare e vendo le macchine. Cosa posso fare per voi?". Pochi anni dopo lo richiamarono il cinema, il teatro, la fiction e la pubblicità e ritornarono il successo e la notorietà, come prima e meglio di prima. Ecco, Riccardo per me ha sempre rappresentato questo: la riscossa! I momenti belli che possono tornare dopo quelli brutti, il fatto che se hai vere capacità il mondo potrà ignorarle per un po' ma non per sempre e che la tenacia e la professionalità quando vanno a braccetto sono un'arma invincibile. Sono felice, Riccardo, che la tua lunga vita non sia finita vendendo macchine ma riassaporando il successo e l'amore del tuo pubblico. Te lo sei meritato tutto, fino all'ultimo applauso.[15]
  • L'unica cosa che mi sfugge è il perché una radio [Subasio] che ha conduttori e speaker eccellenti faccia presentare il concerto [per festeggiare i 40 anni di trasmissioni] ad Enrico Papi, la cui competenza musicale è una delle tante sue doti che non risultano agli atti...[16]
  • Potreste dire che l'acqua fa parte del mare? Certamente no: l'acqua È il mare. E così non si potrebbe dire che Albertazzi faceva parte del teatro. Lui ERA il teatro, in ogni forma, in ogni accezione e significato. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo recitare si è accorto che i versi più oscuri di Dante o i concetti più velati di Shakespeare divenivano comprensibili senza che dovesse spiegarli, gli bastava enunciarli. Così ha reso alcuni grandi testi, come le Lezioni Americane di Calvino, delle vere e proprie esperienze sensoriali, dove tutto veniva appagato: occhio, orecchio, cuore e mente. Queste sono le eredità che i grandi attori lasciano. Gli attori immensi lasciano eredità immense, e non esiste un grazie adeguatamente immenso da dire loro.[17]

Note[modifica]

  1. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 22 gennaio 2015.
  2. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 14 febbraio 2015.
  3. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 28 marzo 2015.
  4. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 8 aprile 2015.
  5. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 17 aprile 2015.
  6. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 10 maggio 2015.
  7. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 21 giugno 2015.
  8. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 30 agosto 2015.
  9. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 22 settembre 2015.
  10. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 9 ottobre 2015.
  11. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 4 novembre 2015.
  12. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 28 dicembre 2015.
  13. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 20 gennaio 2016.
  14. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 24 febbraio 2016.
  15. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 14 marzo 2016.
  16. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 14 maggio 2016.
  17. Da un post sul profilo ufficiale Facebook.com, 28 maggio 2016.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]