Louis Figuier

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Guillaume Louis Figuier (1819 – 1894), scrittore e divulgatore scientifico francese.

Vita e costumi degli animali - I mammiferi[modifica]

  • Le Iene non sono quegli animali tanto feroci che l'immaginazione popolare si figura. Non aggrediscono l'uomo e le altre creature se non spinte da necessità assoluta. Preferiscono i cadaveri putrefatti e le carogne. S'introducono nei cimiteri, disotterrano i cadaveri, li tiran fuori dei loro lenzuoli, e ne fanno avido pasto. Entrano anche, la notte, nelle abitazioni, per divorare gli avanzi delle mense. Divorano tutto, carne ed ossa; e fa meraviglia il modo spiccio con cui fanno sparire i carcami più resistenti.
    Qeste abitudini immonde, queste replicate violazioni di sepolcri, hanno reso la Iena un oggetto di avversione e di ribrezzo. Tuttavia bisogna esser giusti, e riconoscere i servizi che ci rende questo animale. Le Iene sono nei quadrupedi ciò che gli avoltoi sono negli uccelli. Compiono lo stesso ufficio, in modo ancor più esteso, perché non lasciano sussistere neppure gli scheletri dei cadaveri di cui si nutrono. In quelle città e in quei villaggi africani ove la polizia è lasciata al caso, le Iene tolgon via tutti gli avanzi di cui la fermentazione, resa più attiva da un sole ardente, generebbe miasmi pestilenziali, e comprometterebbe la salute pubblica. Per questo rispetto non si può negare l'utilità di quegli animali. (pp. 348-349)
  • Lo Sciacallo s'addomestica benissimo. Preso giovine è docile, carezzevole, conosce bene il suo padrone e tutte le persone che gli stanno d'attorno; si famigliarizza anche con quelle che gli sono estranee. Ma è timido e capriccioso; sovente, senza un motivo apparente, passa da un sentimento ad un altro al tutto opposto. Partecipa dunque molto dell'indole del cane. Gli rassomiglia pure fisicamente; ed ha con esso accoppiamenti fecondi. Quindi si è potuto asserire, con qualche ragione, che lo Sciacallo sia l'origine e lo stipite di tutte le razze di cani domestici che esistono oggi. (p. 411)
  • [Sul licaone] Sebbene gustino molto le carni corrotte, questi Jenoidi non ne fanno loro cibo esclusivo; mangiano anche prede viventi, come le gazzelle, le antilopi, ecc. Per raggiungerle e sgozzarle si riuniscono in stupri talora numerosi, diretti da un capo, e cacciano con accordo che non è superato neppure dai cani meglio ammaestrati. Quando la selvaggina è raggiunta, la sbranano in comune tutti d'accordo; ma se qualche carnivoro, più forte individualmente, si accosta onde partecipare al festino, si uniscono tutti contro di lui, e non temono di resistergli. Ciò succede sovente col leopardo ed anche col leone. (pp. 436-437)

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