Nymphomaniac

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Nymphomaniac

Immagine Nymph()maniac.jpg.
Titolo originale

Nymphomaniac

Lingua originale inglese
Paese Danimarca, Germania, Regno Unito, Belgio
Anno 2013
Genere drammatico
Regia Lars von Trier
Soggetto Lars von Trier
Sceneggiatura Lars von Trier
Produttore Peter Aalbæk Jensen, Louise Vesth
Episodi
  1. Nymphomaniac Part One
  2. Nymphomaniac Part Two
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Nymphomaniac, film del 2013 con Charlotte Gainsbourg e Stacy Martin, regia di Lars von Trier.

Volume I[modifica]

Incipit[modifica]

[Seligman trova Joe, sanguinante e semisvenuta in un vicolo]
Seligman: Ehi, ha avuto un incidente? Le serve un'ambulanza, vado a chiamarla. Resti distesa! [si allontana]
Joe [riprendendo lentamente conoscenza]: No. No!
Seligman: No cosa?
Joe: Non mi serve un'ambulanza.
Seligman: È evidente che le serve, la chiamo.
Joe: Allora mi alzo e me ne vado prima che lei abbia il tempo di tornare.
Seligman: Le farà male...
Joe: È possibile. Non mi interessa.
Seligman: Immagino non vorrà nemmeno che chiami la polizia.
Joe: Sì, esattamente.
Seligman: C'è qualcosa che vuole?
Joe: Vorrei una tazza di tè con del latte.
Seligman: Hm... Be', dovrà venire con me. [aiuta Joe ad alzarsi] Non servo il tè in strada. Può camminare?
Joe: Sì.
Seligman: Ho anche comprato un dolce.
[Joe viene ospitata in casa di Seligman ed in un letto sorseggia la tazza di tè.]
Seligman: Laverò i suoi vestiti.
Joe: Il cappotto no!
Seligman: Puzza moltissimo.
Joe: È il mio cappotto!
Seligman: È il suo cappotto... Allora cosa è successo? È stata rapinata? [si siede accanto a lei]
Joe: È colpa mia: sono un pessimo essere umano.
Seligman: Mai incontrato un pessimo essere umano.
Joe: Be', adesso sì.
Seligman: Ha voglia di parlarne?
Joe: Lei non capirebbe.
Seligman: Mi metta alla prova.
Joe: Non saprei da dove cominciare... Perché quell'amo ridicolo è appeso lì?
Seligman: È una mosca: una volta ci ho preso un pesce piuttosto grosso, stranamente. La pesca con la mosca si fa legando una piuma ad un amo per esempio, così per un pesce sembra qualcosa di appetitoso. Dato che la mosca è molto leggera bisogna avere una lenza pesante: permette di effettuare lanci lunghi.
Joe: Lei pesca spesso?
Seligman: Be', abbastanza... ma non prendo granché. Quando ero bambino avevo un libro che adoravo: era un vecchio libero di Izaak Walton intitolato Il pescatore perfetto. Per me era come una bibbia romantica della natura.
Joe: Forse so da dove iniziare ma affinché lei possa capire dovrò raccontarle tutta la storia e sarà lunga.
Seligman: Lunga? Va bene!
Joe: E avrà una morale, temo.

Capitolo 1: The Complete Angler (Il pescatore perfetto)[modifica]

Una copertina di The Complete Angler di Izaak Walton.
  • Cominciando dall'esca, ho scoperto la fica quando avevo due anni. (Joe) [voce narrante]
  • Forse l'unica differenza fra me e gli altri è che io ho preteso di più dal tramonto. Colori più spettacolari quando il sole arriva all'orizzonte. Forse è questo il mio unico peccato. (Joe) [voce narrante]
  • Quando venne creato il frassino, tutti gli alberi della foresta provarono invidia. Era l'albero più bello, parlarne male era impossibile. Poi venne l'inverno e il frassino perse tutte le sue foglie, gli altri notarono le sue gemme nere e si misero a ridere: «Oh guarda, il frassino ha messo le dita nella cenere». Vedi, si riconosce sempre un frassino in inverno dalle gemme nere. (Padre di Joe) [alla piccola Joe]
  • Joe: Se ti chiedessi di prendere la mia verginità sarebbe un problema?
    Jerôme: No, nessun problema.
  • Sorridi e cerca il contatto visivo, ricorda di fare domande che iniziano con "chi, cosa, dove" se vuoi più di un semplice sì o no come risposta. (B)
  • Ho intenzionalmente usato e ferito altre persone solo per la sola mia egoistica soddisfazione. (Joe) [a Seligman]
  • Se hai le ali perché non volare? (Seligman) [a Joe]
  • Io divido l'umanità in due gruppi: quelli che tagliano prima le unghie della mano sinistra e quelli che tagliano prima le unghie della mano destra. La mia teoria è che le persone che tagliano prima le unghie della mano sinistra sono più spensierate, tendono a godersi di più la vita... perché vanno dritti al compito facile, tengono le difficoltà per ultime. (Seligman) [a Joe]
  • È più di un Rugelach. È un Rugelach servito con la forchetta da dolce. Il Rugelach secondo me è un croissant e non ci sono pretesti per mangiarlo con una forchetta da dolce. Servirlo con una forchetta da dolce è irritante e poco virile, per non dire del tutto femmineo. (Joe) [a Seligman]

Capitolo 2: Jerôme[modifica]

  • Mea vulva, me maxima vulva. (motto del club "Il piccolo gregge")
  • Pensi di sapere tutto sul sesso, non è vero? L'ingrediente segreto del sesso è l'amore. (B) [a Joe]
  • Per me l'amore era soltanto lussuria unita alla gelosia, tutto il resto erano sciocchezze. Ogni cento delitti commessi in nome dell'amore, soltanto uno viene commesso in nome del sesso. (Joe) [a Seligman]
  • Una forchetta da dolce è uno strumento molto pratico, è un incrocio tra un coltello e una forchetta. L'idea è che bisognerebbe riuscire a tenere il piatto della torta con una mano e tagliarla con l'altra e poi mangiarla con la forchetta. Non è femmineo, come minimo è borghese. Si dice che i bolscevichi nella loro furia distruttrice per distinguere la borghesia dal proletariato, si portassero dietro un ragazzo e prima di radere al suolo una casa, lo mandassero dentro per vedere se ci fossero forchette da dolce. (Seligman) [a Joe]
  • Seligman: L'amore è cieco.
    Joe: No, no, no, è peggio: l'amore distorce le cose. O ancora peggio, l'amore è qualcosa che non hai mai chiesto. Avevo chiesto invece e persino preteso l'erotismo dagli uomini, ma quell'amore idiota... mi sentii umiliata dall'amore e da tutta la disonestà che lo segue. L'erotismo significa dire sì, l'amore al contrario solletica gli istinti più bassi avvolti da bugie, come dire sì quando intendi dire no e viceversa.
  • Come fanno i giovani a finanziare il desiderio irrefrenabile di girovagare è per me un mistero. (Zio di Jerôme) [a Joe]
  • In realtà sono le anime degli alberi che noi vediamo in inverno. In estate tutto è verde e idilliaco ma in inverno sono soltanto i rami e i tronchi ad esaltare. (Padre di Joe) [alla piccola Joe]
  • Sapeva che unendo tutti i prepuzi tagliati nel corso della storia si raggiungerebbe Marte e si tornerebbe indietro? (Joe) [a Seligman]

Capitolo 3: Mrs. H (La signora H)[modifica]

  • Tu permetti che mostri ai bambini il letto dove scopate? Dopotutto anche loro fanno parte di questa storia. (Mrs. H) [a Joe]
  • Più o meno quante vite pensate che lei abbia il tempo di distruggere in un solo giorno? Cinque? Cinquanta? O varie centinaia? (Mrs. H) [riferita a Joe]
  • Seligman: Alcune persone condannano la dipendenza, altre ne provano pena.
    Joe: La mia era dipendenza da lussuria, non da bisogno.
    Seligman: Direi di sì, non le pare?
    Joe: E la lussuria portava distruzione intorno a me ovunque andassi.
    Seligman: Vede, la dipendenza a volte porta ad una mancanza di empatia. Non si può combattere un leone e soffiare il naso dei propri figli allo stesso tempo.
    Joe: Per me la ninfomania era insensibilità.
  • Joe [vedendo un libro con un segnalibro]: Che sta leggendo?
    Seligman: Non sto leggendo, sto solo "rifamiliarizzando" con Edgar Allan Poe.
    Joe: Non lo conosco.
    Seligman: No, be', era un uomo invaso dall'ansia. È morto in un modo incredibilmente spaventoso, in preda al delirium tremens. Si verifica quando un lungo abuso di alcol è seguito da un'improvvisa astinenza. Il corpo va in shock da ipersensibilità, si hanno le allucinazioni più orribili come ratti, serpenti, scarafaggi che escono dal pavimento e vermi che strisciano sulle pareti. L'intero sistema nervoso è in massima allerta e si provano costantemente panico e paranoia e poi il sistema circolatorio cede, ma panico e orrore rimangono fino al momento della morte.

Capitolo 4: Delirium[modifica]

  • In una giornata d'autunno nuvolosa, buia e silenziosa, con le nubi che aleggiavano basse e opprimenti nel cielo avevo attraversato da solo a dorso di cavallo un tratto di regione particolarmente tetro. Alla fine mentre le ombre della sera si allungavano, mi ero trovato in vista della melanconica casa degli Usher.[1] (Seligman) [voce narrante]
  • Joe: Non hai paura?
    Padre di Joe: No.
    Joe: Come puoi non avere paura?
    Padre di Joe: Ho visto così tanti morire e poi c'è la frase di Epicuro sul fatto di non temere la morte: quando noi viviamo la morte non c'è e quando c'è lei non ci siamo noi.[2] So cosa sta per succedere, conosco anche tutti i farmaci che i medici hanno da offrire. Quindi no, non ho paura.
  • Quando venne creato il frassino, tutti gli alberi della foresta provarono invidia perché era l'albero più bello del bosco. Aveva il legno più forte. Era l'albero del mondo nella mitologia nordica. Parlarne male era impossibile. Poi, quando tutti gli altri alberi videro il frassino con le gemme nere cominciarono a ridere: «Uh, guarda, il frassino ha messo le dita nella cenere.» (Padre di Joe) [a Joe]
  • Normalmente una ninfomane è vista come una donna che non riesce a soddisfarsi e quindi fa sesso con tante persone diverse. Naturalmente è vero ma se devo essere sincera io però vedo solamente la somma di tutte queste diverse esperienze sessuali, quindi in questo senso ho avuto un solo amante. (Joe)

Capitolo 5: The Little Organ School (La scuola di organo)[modifica]

  • G era molto diverso. Era l'unico per cui dovevo e volevo aspettare. Quando alla fine si presentava e aprivo la porta, non entrava subito. Faceva come un gatto quando lo lasci entrare, come se una volta aperta la porta, avesse tutto il tempo del mondo. (Joe) [voce narrante]
  • Nonostante il successo nel gestire la complessa logistica che consentiva di organizzare fino a dieci appagamenti sessuali al giorno, pur avendo un lavoro a tempo pieno, ero ancora incline a una certa tristezza. Così quando la mia vita molto attiva mi consentiva una pausa facevo una pausa. Queste passeggiate ripetute diventarono una metafora della mia vita: monotona e inutile. Sì, esattamente come i movimenti di un animale in gabbia. In fondo aspettiamo tutti il permesso di morire. (Joe) [voce narrante]
  • Come pensa di tirar fuori un senso dal mio racconto? Credendoci o non credendoci? (Joe) [a Seligman]
  • Non riesco a sentire niente. Non riesco a sentire niente. Non sento niente... Non riesco a sentire niente! (Joe) [a Jerôme]

Volume II[modifica]

  • Joe: Lei non si eccita nei miei racconti osceni soltanto perché... perché non può immedesimarsi. Lei non è mai stato con una donna.
    Seligman: È del tutto esatto. E nemmeno con un uomo...
    Joe: È dispiaciuto per questo?
    Seligman: Be' sì, ma per curiosità non per libidine come si potrebbe pensare. Io mi considero un asessuale. Naturalmente ho provato con la masturbazione quando ero adolescente ma non mi è servita a molto. Quindi non c'è niente di sessuale in me. Non è insolito come si penserebbe e naturalmente ho letto molti libri di argomento sessuale: I racconti di Canterbury, Il Decamerone, Le mille e una notte... Dica il titolo di un libro e io l'ho letto con grande interesse e piacere, ma solo piacere letterario. Penso che questo forse faccia di me un ascoltatore migliore per il suo racconto. Non ho alcun tipo di idee preconcette né preferenze, quindi il miglior giudice a cui poter raccontare la sua storia e se si tratta di decidere se lei è un pessimo essere umano o no, io non ho alcun problema perché non la osservo attraverso lenti colorate dalla sessualità o dall'esperienza sessuale. Io sono vergine, sono innocente.
  • Questa è una tipica icona della Chiesa d'Oriente, di solito raffigura la vergine Maria e il bambino Gesù e più di rado la crocifissione ad esempio, che nella Chiesa d'Occidente è ritratta di più. Generalizzando potremmo dire che la Chiesa d'Occidente è la Chiesa del dolore e la Chiesa d'Oriente è la Chiesa della felicità. Se si immagina un viaggio mentale da Roma verso est, è come allontanarsi dal dolore e dal senso di colpa per raggiungere la gioia e la luce. (Seligman) [a Joe]
  • Il concetto di religione è interessante come il concetto di sesso, ma non mi troverà inginocchio per nessuno dei due. (Seligman) [a Joe]

Capitolo 6: The Eastern and the Western Church (The Silent Duck) (La Chiesa d'Oriente e d'Occidente (L'anatra silenziosa))[modifica]

  • Ogni volta che guardavo negli occhi del bambino avevo l'inquietante sensazione di... di essere stata scoperta. Probabilmente è una cosa strana da dire di un figlio, che il mio amore non veniva corrisposto, ma era una mia percezione. (Joe) [voce narrante]
  • Seligman: Non dovrebbe usare quella parola, non è un'espressione politicamente corretta "negro".
    Joe: Be', mi scusi, ma nel mio ambiente è quasi un segno d'onore chiamare negro un nero. Ogni volta che una parola diventa proibita, si toglie una pietra dalle fondamenta della democrazia. La società dimostra la sua impotenza di fronte a un problema concreto togliendo le parole dal linguaggio.
    Seligman: Penso si possa dire che il "politicamente corretto" è l'espressione della democrazia nei confronti delle minoranze.
    Joe: E io dico che la società è vigliacca come le persone che la compongono e che secondo me sono anche troppo stupide per meritare la democrazia.
    Seligman: Capisco la sua opinione ma non sono affatto d'accordo. Io non ho dubbi sulle qualità umane.
    Joe: Le qualità umane possono essere indicate da una sola parola: "ipocrisia". Spesso elogiamo chi parla bene ma si comporta male e denigriamo chi parla male ma si comporta bene.
  • Vede, non funziona così, non gridano finché non le colpisco. (K)
  • Joe: Non so da dove derivi la nostra sessualità, né da dove provengano inclinazioni del genere. Probabilmente da una perversione nata dalla nostra infanzia che non si è mai manifestata prima.
    Seligman: Be', cosa abbastanza strana, Freud afferma l'opposto. Infatti parla della perversione polimorfa del bambino, intende dire che in un bambino esiste ogni genere di perversione, poi usiamo l'infanzia stessa per diminuirne o rimuoverne alcune. In sostanza un bambino è sessualmente polimorfo. Ogni cosa è sessualità in un neonato.
  • Posso solo dire che mi sentivo eccitata sessualmente. Mentre mi contorcevo e mi giravo nella fase in cui mi frustava capii quanto fossero intelligenti i suoi nodi: se li combattevo essi si stringevano e se mi rilassavo, sembrava lo facessero anche i nodi. (Joe) [a Seligman]
Il cast di Nymphomaniac
  • Joe: Vedo che ha uno specchio.
    Seligman: Già, è come un pensiero, vero?

Capitolo 7: The Mirror (Lo specchio)[modifica]

  • [Alla terapia di gruppo]
    Joe: Mi chiamo Joe...
    In coro: Ciao Joe.
    Joe: E sono una ninfomane.
    Psicologa: Sesso dipendente. Noi diciamo sesso-dipendente.
  • [Alle altre della terapia di gruppo] Carissime tutte, non pensiate sia stato facile ma ora capisco che non siamo e non saremo mai uguali. Io non sono come te che scopi per sentirti accettata e tanto vale che rinunci a infilarti dentro dei cazzi e non sono neanche come te che vuoi essere riempita e che lo faccia un uomo o tonnellate di sbobba disgustosa non fa alcuna differenza e decisamente non sono come te. L'empatia che affermi di provare è una menzogna perché sei soltanto la polizia etnica della società, il cui dovere è cancellare la mia oscenità dalla faccia della Terra perché la borghesia non si senta disgustata. Io non sono come voi, io sono una ninfomane e adoro me stessa per questo, ma soprattutto adoro la mia fica e la mia lussuria sconcia e oscena. [andandosene] (Joe)
  • Seligman: Vede, per lo più mi tengo occupato con dei testi ma a volte un testo può sembrare così... così vuoto... così imperscrutabilmente vuoto anche se è il testo migliore dell'autore più famoso. La soluzione può essere cambiare il punto di vista.
    Joe: Mi scusi, non capisco.
    Seligman: Le cose si nascondono quando diventano familiari, ma se si guardano da un'altra angolazione possono assumere un nuovo significato.
  • Joe: Ian Fleming.
    Seligman: No, non lo conosco.
    Joe: Se non l'ha letto allora non ha letto niente.

Capitolo 8: The Gun (La pistola)[modifica]

  • Non so se sono stata io a lasciare la società o lei me, immagino si possano argomentare entrambe le tesi. (Joe) [voce narrante]
  • Joe: Quell'uomo era riuscito a reprimere il suo desiderio e prima di allora non vi aveva mai ceduto, fino a quando non gliel'ho tirato io a forza. Aveva condotto una vita di rinunce senza fare del male a nessuno. Penso che sia lodabile.
    Seligman: Per quanto mi sforzi non trovo niente di lodabile nella pedofilia.
    Joe: Questo perché lei pensa al forse cinque percento che fa del male ai ragazzini, il restante novantacinque percento non concretizza le proprie fantasie. Pensi a quanto soffre. La sessualità è la forza più potente negli esseri umani. Nascere con una sessualità proibita deve essere straziante. Il pedofilo che riesce ad affrontare la vita con la vergogna del suo desiderio senza mai agire in base ad esso merita una medaglia.
  • [In un flashback con Joe da bambina]
    Padre di Joe: In realtà sono le anime degli alberi che noi vediamo d'inverno.
    Joe (da bambina): Penso che assomiglino a quelle umane.
    Padre di Joe: Sì, hai ragione. Assomigliano alle anime umane: anime contorte, anime normali, anime pazze, dipendono tutte dal tipo di vita che gli esseri umani conducono.
    Padre di Joe [in un altro flashback]: Ho trovato il mio albero, quello della mia anima. Eccolo, è questo qui.
    Joe (da bambina): Non è un frassino.
    Padre di Joe: No, è una quercia. [finisce il flashback]
    Joe [a P]: Mio padre trovò l'albero della sua anima ma io non ho mai trovato il mio. «Lo saprai quando lo vedrai» mi diceva.
  • Il dilemma se la gelosia è la paura di condividere o la paura di perdere, mi interessava pochissimo, ma era un dato di fatto: questo sentimento indegno che ero riuscita a sopprimere così a lungo era sempre più forte. (Joe) [voce narrante]
  • Si dice che è difficile togliere la vita a qualcuno, io avrei detto che era più difficile non farlo. Per un essere umano uccidere è la cosa più naturale del mondo, siamo creati per farlo. (Joe) [a Seligman]
  • Seligman: All'inizio ha detto che il suo unico peccato è stato chiedere di più dal tramonto, immagino che volesse dalla vita di più di quanto le fosse dispensato. Era solo un essere umano che pretendeva i suoi diritti o meglio, era una donna che pretendeva i suoi diritti.
    Joe: Questo giustifica tutto?
    Seligman: Se due uomini avessero camminato lungo un treno in cerca di donne pensa che qualcuno avrebbe alzato un sopracciglio? O se un uomo avesse vissuto la vita che ha avuto lei. La storia della signora H sarebbe stata molto banale se lei fosse stata un uomo e la sua conquista fosse stata una donna. Quando un uomo lascia i figli spinto dal desiderio lo accettiamo con un'alzata di spalle ma lei come donna ha dovuto assumersi una colpa, una colpa che non poteva mai essere attenuata. E alla fine tutto il biasimo e il senso di colpa che si sono accumulati sono diventati troppo e ha reagito in modo aggressivo, quasi come un uomo devo dire. Ha combattuto, ha lottato contro il genere che ha oppresso, mutilato e ucciso miliardi di donne.

Explicit[modifica]

[Seligman sta provando a violentare Joe ma questa si sveglia]
Joe: No! [prende la pistola e la carica, da questo punto in poi lo schermo diventa nero e si possono ascoltare solamente le voci e i rumori]
Seligman [ultime parole]: Ma tu... tu hai scopato migliaia di uomini. [si sente uno sparo e poi Joe fuggire]

Note[modifica]

  1. Cfr. incipit di Il crollo della Casa Usher di Edgar Allan Poe.
  2. Cfr. Epicuro: «Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.»

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