Recep Tayyip Erdoğan

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Erdogan nel 2009

Recep Tayyip Erdoğan (1954 – vivente) politico turco.

Citazioni di Recep Tayyip Erdoğan[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La democrazia è un mezzo ma non un fine: come un tram, da cui si scende quando si è arrivati a destinazione.[1]
  • [Sulle proteste al suo Governo, ritenuto non laico] Prima la Turchia, ora il Brasile, sono vittime di uno stesso complotto straniero teso a destabilizzare i loro governi attraverso presunti movimenti antigovernativi.[2]
  • [...] costruiremo piscine olimpioniche per soli uomini e quelle per sole donne.[3]
  • Usare i fatti del 1915 come una scusa per essere ostili verso la Turchia e per strumentalizzarli a scopi politici è una cosa del tutto inaccettabile.[4]
  • La nostra religione ha definito il posto delle donne nella società: la maternità.[5]
  • Porre donne e uomini sullo stesso piano è contro natura. Uomini e donne sono stati creati diversi. La loro natura è differente. La loro costituzione è differente. Perché alle donne non è richiesto di fare lo stesso lavoro degli uomini, come nei regimi comunisti. Mentre le madri godono di una posizione alta, la più alta. Che solo loro possono raggiungere [...] Non si può spiegare questo alle femministe. Loro non accettano la maternità. A loro non interessa.[5]
  • In un sistema segnato da unitarietà il presidenzialismo può funzionare in modo perfetto. Vi sono diversi esempi nel mondo e nella storia, come quello della Germania di Hitler.[6]
  • La questione armena è un'utile opportunità di ricatto contro la Turchia in tutto il mondo, e sta iniziando ad essere usata anche come bastone.[7]
  • La vicenda dell'indagine su mio figlio [Bilal Erdogan[8]] a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l'Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia.[9]
  • C'è stato un golpe contro la democrazia che ha fatto 238 martiri e nessuno è venuto qui. Se venisse bombardato il Parlamento italiano che cosa succederebbe?[10]
  • L'Occidente è da parte della democrazia o del golpe? Io penso, dopo alcune dichiarazioni, che sia dalla parte di golpe.[10]
  • Non è ancora definitivamente chiaro quanto sia ramificata questa struttura [la presunta organizzazione di Fethullah Gülen che avrebbe organizzato il golpe] che somiglia alla vostra loggia P2, un'entità criminale che si autodefinisce religiosa. Questa settimana o la prossima verrà in visita il presidente del Consiglio d'Europa, e gli spiegherò che l'organizzazione di Gulen è peggiore della mafia. La signora Mogherini non avrebbe dovuto parlare da fuori, sarebbe dovuta venire in Turchia, quando a Parigi c'è un evento del genere tutti si riversano lì, si chiedono cosa sia successo, chi sia stato. In Turchia è in corso un golpe contro la democrazia, che ha fatto 238 martiri, e finora purtroppo non è venuto nessuno in visita, né dell'Unione europea né del Consiglio europeo...[10]
  • Il colpo di stato fallito non è stato pianificato all'interno della Turchia, ma orchestrato dall'estero.[10]
  • [Rivolto a Bashar al-Assad] Allah ti chiederà il conto per i 150 civili che hai ucciso, la pagherai per il male che hai fatto al tuo popolo.[11]
  • Gli Stati Uniti sono diventati partner dello spargimento di sangue con la loro decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ci vincola, né vincola Gerusalemme. Coloro che rendono difficile la vita a Gerusalemme per i musulmani e le altre fedi, non possono lavare il sangue dalle loro mani.[12]
  • [Su Bashar al-Assad] Il fatto che resti alla guida del Paese è qualcosa che non può essere accettabile per quei leader come noi che lottano per la pace dell'umanità.[13]

Citazioni su Recep Tayyip Erdoğan[modifica]

  • Durante la campagna elettorale del 2002, il partito di Erdogan promise di portare avanti il tentativo di ingresso della Turchia nell’Unione europea, di difendere i diritti umani e le libertà e di porre fine alla discriminazione dei cittadini sulla base della loro visione del mondo e appartenenza a gruppi sgraditi. Nessun altro partito portava avanti riforme democratiche e per l’ingresso nell’Ue quanto il partito di Erdogan. Durante il suo primo mandato, Erdogan applicò davvero alcune riforme democratiche e fu elogiato per questo dai leader europei. Ma sembra che, dopo essere rimasto al potere troppo a lungo, il presidente Erdogan e il suo partito siano stati affetti dal veleno del potere. (Fethullah Gülen)
  • L'Hitler del nostro secolo. (Enes Kanter)

Bernardo Valli[modifica]

  • Adesso Recep Tayyp Erdogan può giocare la carta della Repubblica presidenziale. È quel che sogna da tempo. Desiderava invano una riforma per rendere legittimi gli ampi poteri di cui già dispone ed esercita, ma di cui non è costituzionalmente investito. Ora può ottenerla. L'ha a portata di mano. Gli basta indire un referendum. Il paese, prima riluttante, ora esaudirà la sua ambizione. I militari golpisti volevano deporlo e invece l'hanno rafforzato. Il fallimento del loro tentato colpo di Stato, dovuto all'imperizia ma anche all'opposizione popolare, o se si vuole al mancato appoggio popolare, ha ridato prestigio a Erdogan. Prestigio che si era deteriorato: consumato dagli scandali, dalle impennate autoritarie, dall'incoerenza politica, dalla megalomania galoppante, dalla zigzagante politica estera. In sostanza i maldestri militari putchisti hanno fatto dell'uomo che volevano abbattere il capo che lui, la vittima designata, sognava di essere.
  • Dai tempi di Ataturk nessun leader turco aveva mai avuto tanto potere. Dopo i decenni di riconosciuto successo economico ed anche di un esercizio della democrazia, sia pur esitante, che l'avvicinava all'Europa, la Turchia di Erdogan è stata investita dall'eruzione mediorioentale.
  • Il presidente turco non detesta i giornalisti, non sopporta quelli che lo criticano. Mette in prigione quelli che non sono d'accordo con lui.
  • Il "sultano" sta recuperando la fiducia perduta. Una mano di ferro, spesso imprevedibile, non sempre coerente, governa un paese esposto a mille pericoli.

Note[modifica]

  1. 1996, citato in La scommessa del Sultano Erdogan, Corriere.it, 18 aprile 2017.
  2. Citato in Istanbul, in migliaia tornano in piazza Taksim Garofani e slogan, la polizia carica e sgombra, Corriere della Sera, 22 giugno 2013.
  3. Citato in Turchia, Erdogan: "Piscine olimpioniche separate per uomini e donne", Il Fatto Quotidiano.it, 26 agosto 2013.
  4. Citato in Le scuse (tronche) di Erdogan agli armeni, Il Post.it, 25 aprile 2014.
  5. a b Citato in Turchia, Erdogan: "Donne non uguali agli uomini. Il grande status che riserva loro l'Islam è essere madri", Repubblica.it, 24 novembre 2014.
  6. Citato in Turchia: Erdogan choc, serve presidenza come Hitler, Agi.it, 1º gennaio 2016.
  7. Citato in Armeni: Erdogan, accusa di genocidio usata come ricatto, Gazzetta di Parma.it, 4 giugno 2016.
  8. Bilal Erdogan, figlio di Recep Tayyip, è accusato di riciclaggio dalla Procura della Repubblica di Bologna dopo un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del padre.
  9. Citato in Giuseppe Baldessarro, Erdogan: "Da indagine su mio figlio a Bologna a rischio i rapporti con l'Italia", Repubblica.it, 2 agosto 2016.
  10. a b c d Citato in Erdogan contro la Ue: "Venite qui". E attacca Roma: "Non indaghi su mio figlio". Renzi risponde, Repubblica.it, 2 agosto 2016.
  11. Citato in Siria, Erdogan: «Assad la pagherà». Merkel: «Crimine di guerra», Corriere.it, 6 aprile 2017.
  12. Citato in Gerusalemme capitale, Mogherini a Netanyahu: "Si sbaglia se crede che l'Ue seguirà Trump", Repubblica.it, 11 dicembre 2017.
  13. Citato in Erdogan attacca Assad: inaccettabile che resti alla guida della Siria, Globalist.it, 4 gennaio 2018.

Altri progetti[modifica]