Satira

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Citazioni sulla satira.

  • È un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioè quando si sente dire, per esempio, "è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni", allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: "Prima regola: nella satira non ci sono regole". E questo penso sia fondamentale. Per di più ti dirò che la satira è un'espressione che è nata proprio in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente. (Dario Fo)
  • Esiste una satira cruda e coprolalica, che si è espressa e si esprime, con risultati migliori o peggiori, in tutte le lingue, in molte situazioni e in molti regimi politici, antichi e moderni. (Giuliano Ferrara)
  • I direttori dei giornali, negli anni, hanno maturato la convinzione che la satira è un rischio per le querele miliardarie dei politici. In tanti anni di pressioni, la sinistra ha ottenuto quello che voleva: si sono fatti la loro satira, la loro cultura. La televisione è dominata da loro. Io non vado mai in televisione. Ma quando ci vado sono dolori. Dopo la prima puntata della trasmissione arrivano le telefonate dei politici e io sparisco. Ricordo le telefonate di Enrico Berlinguer e io sparivo. Repubblica era quasi un giornale liberale nel 1976. Poi sono arrivati questi ragazzi del '68 e il clima è diventato più difficile per me che non amavo girare per le redazioni perché il clima non era dei migliori. Le mie vignette venivano messe sotto processo e Repubblica non mi ha mai difeso come avrebbe dovuto. Ed era dovere di Ezio Mauro farlo perché erano d'accordo con D'Alema per farmi fuori. (Giorgio Forattini)
  • La satira è un prodotto di ideologia e cultura, procede dai libri alla strada al palcoscenico in modo circolare. (Giuliano Ferrara)
  • Una delle funzioni principali della satira è quella di affrontare i problemi scomodi. [...] La satira presume che il pubblico abbia un cervello. (Michael Moore)

Daniele Luttazzi[modifica]

  • È disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte (i furbastri più o meno interessati mi hanno un po' stufato): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi) è censurare le opinioni. È fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L'unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira.
  • Ha paura della satira chi ha qualcosa da nascondere. A volte ciò che si ha da nascondere è un edificio complesso, una sovrastruttura che alimenta magari flussi di denaro o flussi di idee, e che non si vuole sia intaccata dal dubbio. La satira fa ridere dicendo che forse magari può esserci anche un'altra versione di questa cosa. Non si vuole che la gente abbia dei dubbi.
  • La satira è una forma di comicità che esprime un giudizio. Ed è il motivo per cui alcuni spettatori non ridono a battute satiriche su temi per loro sensibili, temi cioè che riguardano la struttura del loro mondo di valori; ma questa è la grande lezione di Lenny Bruce, che diceva: «La realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere». Le ideologie, le religioni vertono su quello che dovrebbe essere; la satira si occupa invece di ciò che è.
  • La satira è un punto di vista e un po' di memoria, quindi da fastidio perché ricorda un fatto, inoltre da fastidio perché, il punto di vista dell'autore satirico, che è quello che scatena la risata, fondamentalmente, consente allo spettatore, all'ascoltatore, di mettere in prospettiva il fatto stesso e quindi di comprenderlo. Siamo, come sai, immersi da una valanga di informazioni, che è un altro modo, in realtà per disinformare. La gente non ha i criteri per giudicare le notizie e per valutarle. L'autore satirico questo lavoro lo fa prima, e quindi, grazie ai suoi punti di vista, ti da un quadro completo della situazione e ti consente poi di valutare i fatti che, da quel momento in poi, accadranno.
  • La satira per definizione è faziosa perché la satira esprime un punto di vista, lo è sempre stata faziosa. In tutto il mondo è faziosa, solamente in Italia non lo si ammette.
  • Non faccio satira 'per andare in tv'. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un'arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l'ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd.

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