Ambrose Bierce

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Ambrose Bierce nel 1892

Ambrose Gwynnette Bierce (1842 – 1914), scrittore, giornalista e aforista statunitense.

Dizionario del diavolo[modifica]

  • A. Prima lettera di ogni alfabeto che si rispetti. (1988, p. 17)
  • Abdicazione (s.f.). Cessione di corona in cambio di cappuccio monacale, allo scopo di raccogliere tibie e unghie di santi. Volontaria rinuncia a qualcosa di cui siamo stati privati con la forza. Abbandono del potere regale per la soddisfazione di assistere alla sconfitta del proprio successore. (Per le precedenti definizioni si ringraziano vari re di Spagna.) (1988, p. 18)
  • Abilità (s.f.). L'abilità consiste comunemente in un alto grado di solennità. È peraltro qualità molto apprezzata, perché non è compito facile essere solenni. (1988, p. 19)
  • Abitudine. Catena ai piedi dell'uomo libero.
Habit: A shackle for the free. (The Devil's Dictionary, Dover Publications Inc., p. 52)
  • Abuso (s.m.). Si parla di abuso di potere quando l'autorità viene esercitata in modo a noi sgradito. (1988, p. 20)
  • Accademia (s.f.). In origine, boschetto in cui i filosofi cercavano un significato nella semplicità della natura; oggi, scuola in cui i sempliciotti cercano un significato nella filosofia. (1988, p. 20)
  • Acefalo (agg.). Imbarazzante condizione di quel tal crociato che distrattamente cercò di ravviarsi i capelli qualche ora dopo che la scimitarra di un saraceno gli era passata – come riferisce De Joiville – attraverso il collo. (1988, p. 20)
  • Accusare (v. tr.). Dichiarare le colpe e i difetti di qualcun altro, specialmente per giustificarsi di avergli fatto torto. (1988, p. 20)
  • Acrobata (s.m.). Uomo che si rompe la schiena per riempirsi la pancia. (1988, p. 21)
  • Aforisma (s.m.). Saggezza predigerita. (1988, p. 22)
  • Alba (s.f.). L'ora di andare a letto per gli uomini ragionevoli. Certi vecchi invece preferiscono alzarsi a quell'ora, fare un bagno freddo e una lunga passeggiata a stomaco vuoto e mortificare la carne in altro modo. (1988, p. 22)
  • Alligatore (s.m.). Coccodrillo americano superiore sotto ogni punto di vista ai coccodrilli delle fatiscenti monarchie del vecchio mondo. (1988, p. 24)
  • Alluvione (s.f.). Un superiore grado di umidità. (1988, p. 24)
  • Altare (s.m.). Luogo sul quale anticamente il sacerdote interrogava le viscere della vittima sacrificale per trarne gli auspici e ne cuoceva le carni per gli dei. Parola oggi poco usata, se non in riferimento al volontario sacrificio della libertà e della pace compiuto da due stolti individui di sesso diverso. (1988, p. 25)
  • Amicizia (s.f.). Una nave abbastanza grande per portare due persone quando si naviga in buone acque, ma riservata a una sola quando le acque si fanno difficili. (1988, p. 25)
  • Ammettere (v. tr.). Confessare. L'ammissione delle altrui colpe è uno dei più nobili doveri imposti dall'amore per la verità. (1988, p. 25)
  • Ammirazione (s.f.). La nostra cortese ammissione che un'altra persona ci somiglia. (1988, p. 26)
  • Ammirevole (agg.). Quello che faccio bene io, da non confondere con quello fai bene tu. (1988, p. 26)
  • Amore (s.m.). Parola inventata dai poeti per far rima con cuore. (1988, p. 26)
  • Angoscia (s.f.). Malattia che si contrae davanti allo spettacolo continuo della prosperità di un amico. (1988, p. 26)
  • Animale (s.m.). Organismo che richiede un gran numero di altri animali per il proprio sostentamento, dimostrando così in modo inoppugnabile quanto siano generosi i disegni della Provvidenza nel preservare la vita delle sue creature. (1988, p. 27)
  • Anno (s.m.). Una serie di trecentosessantacinque delusioni. (1988, p. 27)
  • Antipatia (s.f.). L'ispira l'amico dell'amico. (1988, p. 27)
  • Apatico (agg.). Sposato da sei settimane. (1988, p. 27)
  • Applauso (s.m.). L'eco di un luogo comune. (1988, p. 28)
  • Arringa (s.f.). Il discorso di un nostro avversario, detto in tal caso «arringoutang». (1988, p. 29)
  • Astinente (agg.). Dicesi di persona debole che non sa resistere alla tentazione di negarsi un piacere. (1988, p. 31)
  • Attrice (s.f.). Donna il cui nome risulta contaminato perché ricorre troppo spesso sulle nostre labbra. (1988, p. 32)
  • Audacia (s.f.). Una delle più notevoli qualità dell'uomo quando è in una posizione inattaccabile. (1988, p. 32)
  • Bebé (s.m.). Viene così chiamata quella creatura informe, senza età, sesso e stato sociale, la cui particolare prerogativa è costituita dalla violenza dei sentimenti di amore e di odio che scatena negli altri, senza coinvolgimento alcuno da parte sua. (1988, p. 37)
  • Bellezza (s.f.). Il mezzo con cui una donna conquista l'amante e terrorizza il marito. (1988, p. 37)
  • Benefattore (s.m.). Colui che acquista ingratitudine all'ingrosso, senza tuttavia alterarne il prezzo che rimane sempre alla portata di tutti. (1988, p. 37)
  • Bigamia (s.f.). Errore nel valutare i propri gusti che il senno di poi punirà con una pena chiamata trigamia. (1988, p. 37)
  • Biografia (s.f.). Tributo letterario che un mediocre paga a un grand'uomo. (1988, p. 38)
  • Bruttezza (s.f.). Dono che gli dei fanno a certe donne, e che rende possibile la virtù senza l'esercizio dell'umiltà. (1988, p. 39)
  • Calamità (s.f.). Le calamità sono di due tipi: la nostra sfortuna e la fortuna degli altri. (1988, p. 41)
  • Cannone (s.m.). Strumento impiegato per la rettifica dei confini nazionali. (1988, p. 43)
  • Catechismo (s.m.). Una scelta di indovinelli teologici in cui dubbi universali ed eterni vengono risolti con risposte limitate ed evasive. (1988, p. 44)
  • Cavolo (s.m.). Ortaggio familiare ai nostri orti e alle nostre cucine, grosso e saggio all'incirca quanto la testa di un uomo. (1988, p. 45)
  • Cervello (s.m.). Organo con cui pensiamo di pensare. (1988, p. 46)
  • Chiromanzia (s.f.). Secondo la classificazione del Mimbleshaw, è il novecentoquarantasettesimo metodo per ottenere denaro altrui con l'inganno, e consiste nella lettura del carattere mediante una decifrazione delle linee che si formano nella mano. In effetti non si può negare a tale sistema una base scientifica, dato che in ciascuna delle mani che vengono profferte a tale scopo può leggersi distintamente la parola «gonzo». L'impostura consiste nel fatto che tale parola non viene letta a voce alta. (1988, p. 47)
  • Cinico (s.m.). Mascalzone che, a causa di un difetto alla vista, vede le cose come realmente sono e non come dovrebbero essere.[1] (1988, p. 48)
  • Circo (s.m.). Luogo in cui è consentito ai cavalli, ponies ed elefanti di vedere uomini, donne e bambini fare i pagliacci. (1988, p. 48)
  • Clarinetto (s.m.). Strumento di tortura praticato da chi ha preventivamente imbottito le proprie orecchie di cotone. Ci sono solo due strumenti più esiziali di un clarinetto: due clarinetti. (1988, pp. 48-49)
  • Colpa (s.f.). La condizione di chi ha commesso apertamente un'imprudenza, da non confondersi con lo stato di colui che è riuscito a nascondere le proprie tracce a occhi indiscreti. (1988, p. 49)
  • Complimento (s.m.). Un prestito che dà un interesse. (1988, p. 51)
  • Compromesso (s.m.). La composizione di un conflitto di interessi che dà a entrambi i contendenti la soddisfazione di pensare di aver ottenuto qualcosa di insperato, e di perdere soltanto entro i limiti del dovuto. (1988, p. 51)
  • Confessione (s.f.). Sacramento per cui il sacerdote si dispone a perdonare i peccati grossi in cambio del piacere di sentirsi raccontare quelli piccoli. (1988, p. 52)
  • Confine (s.m.). In politica, la linea immaginaria fra due nazioni che separa gli immaginari diritti dell'una dagli immaginari diritti dell'altra. (1988, p. 52)
  • Conforto (s.m.). Stato d'animo provocato dalla contemplazione delle difficoltà del nostro vicino. (1988, p. 52)
  • Consiglio (s.m.). La più piccola moneta corrente. (1988, p. 53)
  • Consultare (v. tr.). Consiste nel richiedere l'approvazione altrui in merito a una decisione già adottata. (1988, p. 54)
  • Convento (s.m.). Luogo di ritiro per signore che desiderano poter meditare a loro agio sugli effetti letali dell'ozio. (1988, p. 54)
  • Cremazione (s.f.). Procedimento attraverso il quale le fredde carni dell'umanità vengono riscaldate. (1988, p. 56)
  • Cristiano (s.m.). [...] Seguace degli insegnamenti di Cristo finché questi non contraddicano i peccati cui indulge più volentieri. (1988, p. 56)
  • Cuore (s.m.). Muscolo abilitato a pompare automaticamente il sangue. In senso figurato si suole dire che tale utile organo sarebbe la sede delle emozioni e dei sentimenti: una delicata fantasia che peraltro è solo il residuo di antiche e superate credenze. (1988, p. 57)
  • Dandy (s.m.). Dicesi di chi professa un'opinione singolare dei propri meriti, accentuando la propria eccentricità con gli abiti. (1988, p. 59)
  • [Regola] Non avrai altro Dio all'infuori di me.
    Sarebbe troppo costoso averne di più. (1988, p. 60)
  • [Regola] Non nominare il nome di Dio invano.
    Scegli il momento più opportuno per l'effetto. (1988, p. 60)
  • [Regola] Non lavorare affatto nella giornata di Sabato,
    ma vai a vedere giocare la squadra di calcio. (1988, p. 60)
  • [Regola] Non baciare la moglie del tuo amico
    a meno che questi non accarezzi la tua. (1988, p. 60)
  • [Regola] Non rubare.
    Per avere successo negli affari è meglio imbrogliare. (1988, p. 60)
  • Dentista (s.m.). Un prestigiatore che, dopo aver messo del metallo nella tua bocca, tira fuori monete dalle tue tasche. (1988, p. 61)
  • Depressione (s.f.). Particolare condizione di spirito provocata da una barzelletta sul giornale, uno spettacolo comico o la contemplazione del successo altrui. (1988, p. 62)
  • Derisione (s.f.). L'argomento inefficace con cui uno stolto immagina di avere trovato risposta al disprezzo del saggio. (1988, p. 62)
  • Destino (s.m.). Misteriosa entità che dovrebbe controllare tutte le sorti umane e che viene invocata soprattutto da chi sbaglia per scusare il proprio insuccesso e dai tiranni per giustificare i propri crimini. (1988, p. 62)
  • Diagnosi (s.f.). Talento molto sviluppato fra i medici che consiste nell'intuire l'entità del conto in banca del paziente in modo da poter stabilire quanto a lungo debba essere ammalato. (1988, p. 63)
  • Diario (s.m.). Documentazione quotidiana di una parte della propria vita che si può raccontare a se stessi senza arrossire. (1988, p. 63)
  • Dilettante (s.m.). Pubblica calamità che scambia il gusto con il talento e confonde la sua ambizione con le sue capacità effettive. (1988, p. 63)
  • Diplomazia (s.f.). L'arte e il dovere di mentire per il proprio paese. (1988, p. 64)
  • Discussione (s.f.). Uno dei tanti metodi per confermare gli altri nei loro errori. (1988, p. 65)
  • Diserzione (s.f.) - Avversione per il combattimento che si dimostra abbandonando l'esercito e la moglie. (1988, p. 65)
  • Donna (s.f.). Animale il cui habitat è generalmente in prossimità di quello dell'uomo, suscettibile sia pure in modo rudimentale di addomesticamento. [...] È senz'altro il più diffuso fra gli animali da preda, e infesta tutte le parti abitate o abitabili del globo, dalle profumate foreste della Groenlandia alle disadorne spiagge dell'India. [...] L'animale mangia di tutto e con un po' di buona volontà le si può insegnare a stare zitta. (1988, pp. 67-68)
  • Dottore (s.m.). Un gentiluomo che prospera con le malattie e muore con la buona salute. (1988, p. 68)
  • Eccentricità (s.f.). Metodo per distinguersi così facile che gli sciocchi vi ricorrono per accentuare la propria incapacità. (1988, p. 71)
  • Egocentrico (s.m.). Persona dai gusti volgari, più interessata a se stessa che a me. (1988, p. 71)
  • Egoista (s.m.). Persona priva di considerazione per l'egoismo altrui. (1988, p. 72)
  • Elefante (s.m.). Tipo ameno appartenente al regno animale, provvisto di naso flessibile, ma con scarsa possibilità di immagazzinaggio per i suoi denti. (1988, p. 72)
  • Elogio (s.m.). Apprezzamento riservato a chi gode i vantaggi di essere ricco e potente, o il privilegio di essere morto. (1988, p. 73)
  • Eloquenza (s.f.). Metodo per convincere gli sciocchi. Quest'arte è comunemente raffigurata dall'immagine di un ometto calvo che gesticola davanti a un bicchier d'acqua. (1988, p. 73)
  • Emancipazione (s.f.). Fenomeno per cui uno schiavo sfugge alla tirannia altrui per piegarsi al dispotismo del proprio ego. (1988, p. 73)
  • Emigrante (s.m.). Un ingenuo convinto che un paese possa essere migliore di un altro. (1988, p. 73)
  • Epidemia (s.f.). Malattia a tendenza sociale e assolutamente sgombra da pregiudizi. (1988, p. 74)
  • [Epigramma] Quando il tuo amico ti tiene ambo le mani nelle sue, sei al sicuro, perché puoi tenerle d'occhio entrambe. (1988, p. 75)
  • Epitaffio (s.m.). Iscrizione tombale che dimostra chiaramente come le virtù acquisite con la morte abbiano effetto retroattivo. (1988, p. 75)
  • Età avanzata. Momento della vita in cui si chiude un occhio sui vizi che ci si possono ancora concedere e si scagliano fulmini su quelli che non si è più in grado di commettere. (1988, p. 77)
Ambrose Bierce (J.H.E. Partington)
  • Fedeltà (s.f.). [...] Virtù particolare che contraddistingue coloro che stanno per essere traditi. (1988, p. 81)
  • Fegato (s.m.). Organo di dimensioni rilevanti e di colore rosso che la provvida natura ci ha cortesemente fornito per consentirci di avere attacchi di bile. (1988, p. 82)
  • Felicità (s.f.). Gradevole sensazione suscitata dalla contemplazione delle miserie altrui. (1988, p. 82)
  • Filosofia (s.f.). Strada con molte diramazioni, che conduce dal nulla a nessun posto. (1988, p. 82)
  • Fonografo (s.m.). Esasperante giocattolo che ridà la vita a rumori morti. (1988, p. 84)
  • Forchetta (s.f.). Strumento usato principalmente allo scopo di portare alla bocca cadaveri di animali. (1988, p. 84)
  • Funerale (s.m.). Uno spettacolo con cui attestiamo il nostro rispetto per il morto arricchendo l'impresario delle pompe funebri, e corroboriamo il nostro dolore con una spesa che rende più profondi i nostri gemiti e raddoppia le nostre lacrime. (1988, p. 86)
  • Futuro. È il tempo in cui i nostri affari prosperano, i nostri amici sono sinceri e la nostra felicità è assicurata. (2005)
  • Gazza (s.f.). Uccello la cui disposizione al furto ha suggerito a qualcuno l'idea che le si potrebbe insegnare a parlare. (1988, p. 87)
  • Gentile (agg.). Esperto nell'arte e nella pratica della dissimulazione. (1988, p. 87)
  • Gioco d'azzardo. Passatempo il cui piacere consiste in parte nella coscienza dei propri vantaggi, ma soprattutto nello spettacolo delle perdite altrui. (1988, p. 89)
  • Giraffa (s.f.). Animale che brama bagnare la sua fronte febbricitante nelle brume di vertiginose altezze. (1988, p. 90)
  • Gotta (s.f.). Il nome che il medico dà ai reumatismi di un paziente ricco. (1988, p. 90)
  • Gratitudine (s.f.). Un sentimento che sta a metà strada fra il beneficio ricevuto e quello previsto o atteso. (1988, p. 91)
  • Inchiostro (s.m.). Un disgustoso miscuglio composto di acido tannico, ferro, gomma arabica e acqua, usato principalmente allo scopo di facilitare la diffusione dell'idiozia e la promozione di crimini d'ordine intellettuale. (1988, p. 98)
  • Due cose infatti si definiscono incompatibili quando nel mondo c'è spazio per una e non per entrambe, come, per esempio, la poesia di Walt Whitman e la misericordia di Dio verso gli uomini. (1988, p. 98)
  • Insulto (s.m.). Motto di spirito cui non si riesce a rispondere. (1988, p. 100)
  • Intelligenza (s.f.). Nella nostra civiltà, e nella nostra forma di governo repubblicano, l'intelligenza è tenuta in così alta considerazione che la si esonera automaticamente dal peso di qualsiasi pubblico ufficio. (1988, p. 100)
  • Interprete (s.m.). Chi mette due persone di lingua diversa in grado di capirsi, ripetendo all'uno e all'altro quello che gli fa comodo abbiano detto. (1988, p. 101)
  • Ipocrita (s.m.). Dicesi di persona che, professando virtù che non rispetta, si procura il vantaggio di trasformarsi, agli occhi di tutti, in ciò che più disprezza. (1988, p. 102)
  • Irreligiosità (s.f.). La più diffusa fra tutte le grandi religioni della terra. (1988, p. 102)
  • Istrice (s.m.). Il cactus del regno animale. (1988, p. 103)
  • Istruzione (s.f.). Quella dote che spiega al saggio e nasconde allo stolto i motivi della loro incapacità di capire. (1988, p. 103)
  • Longevità (s.f.). Estensione smodata della paura della morte. (1988, p. 110)
  • Lunedì (s.m.). Nei paesi cristiani viene così chiamato il giorno che segue la partita di baseball. (1988, p. 111)
  • Luogo comune. Pietra angolare e gloria imperitura della letteratura popolare. Concetto che sonnecchia avvolto in parole che fumigano. La saggezza di un milione di babbei espressa dagli epigrammi di uno sciocco. Fossile di sentimentalismo conservato in una roccia artificiale. Morale sprovvista di favola. Tutto ciò che è perituro in una verità ormai morta e sepolta. Una tazzina di caffè con uno schizzo di latte e moralità. (1988, p. 111)
  • Matrimonio (s.m.). Lo stato o condizione di una piccola comunità, costituita da un padrone, una padrona, e due schiavi: in tutto, due persone. (1988, p. 116)
  • Medico (s.m.). Persona alla quale guaiamo fiduciosi quando siamo malati e ringhiamo sospettosi quando stiamo bene. (1988, p. 118)
  • Mendicità (s.f.). La condizione di chi ha fatto affidamento sulla solidarietà degli amici. (1988, p. 118)
  • Merito (s.m.). Le qualità che dimostrano il nostro buon diritto a ottenere ciò che qualcun altro si prende. (1988, p. 118)
  • Moglie (s.f.). Una donna con uno splendido avvenire dietro le spalle. (1988, p. 120)
  • Mortalità (s.f.). La faccia dell'immortalità che noi conosciamo. (1988, p. 121)
  • Mosca tse-tse. Insetto africano (Glossina morsitans) la cui puntura è comunemente ritenuta il rimedio naturale più efficace contro l'insonnia, anche se taluni sofferenti preferiscono il rimedio indigeno offerto dal Tipico Romanziere Americano (Mendax interminabilis). (1988, p. 121)
  • Mulo (s.m.). Un ripensamento della Creazione. (1988, p. 121)
  • Naso (s.m.). L'estremo avamposto della faccia. Si sa che il naso raggiunge il massimo della felicità quando può ficcarsi negli affari altrui; da qui alcuni fisiologi hanno tratto che l'illazione che esso sia privo del comune senso dell'odorato. (1988, p. 123)
  • Natale (s.m.). Giorno speciale, consacrato allo scambio di doni, all'ingordigia, all'ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù. (1988. p. 123)
  • Nemico (s.m.). Un astuto mascalzone che ti ha reso certi servigi scomodi da ricambiare. (1988, p. 124)
  • Noumeno (s.m.). Ciò che esiste, da non confondersi con ciò che sembra soltanto esistere, detto invece fenomeno. Il noumeno è un po' difficile da individuarsi: esso può essere appreso solo attraverso un procedimento logico, il che è un fenomeno. Ciò nonostante la scoperta e la definizione dei noumeni offre un campo molto ricco per quello che Lewes chiama «l'infinita varietà e ricchezza del pensiero filosofico». E allora viva il noumeno! (1988, p. 125)
  • Novembre (s.m.). L'undicesima frazione di dodici parti di noia. (1988, p. 125)
  • Nozze (s.f. pl.). Cerimonia nella quale due persone si impegnano a diventarne una, una persona si riduce al nulla, e il nulla da allora sarà più sopportabile. (1988, p. 125)
  • Oblio (s.m.). Il cimitero della fama, dove si raffreddano tristemente le più accese speranze. Qui gli autori più ambiziosi incontrano la loro opera senza alcun orgoglio e si ritrovano a faccia a faccia con i colleghi di maggior successo senza provarne invidia alcuna. Un dormitorio sprovvisto di sveglia. (1988, p. 127)
  • Odio (s.m.). Il sentimento più appropriato di fronte all'altrui superiorità. (1988, p. 128)
  • Omeopata (s.m.). L'umorista della professione medica. (1988, p. 128)
  • Omeopatia (s.f.). Teoria e pratica medica che mira a curare le malattie degli sciocchi. Poiché non sempre li cura e spesso li conduce alla tomba, tale scienza viene derisa dagli ignoranti e molto apprezzata dai saggi. (1988, p. 128)
  • Opposizione (s.f.). Il ruolo svolto in politica dal partito che impedisce al governo di andare a rotoli mettendogli i bastoni fra le ruote. (1988, p. 129)
  • Oratoria (s.f.). Congiura fra pensiero e azione ai danni delle facoltà intellettive. Una forma di tirannide in parte temperata dalla stenografia. (1988, p. 129)
  • Orfano (s.m.). Essere vivente cui la morte ha tolto ogni possibilità di esprimere sentimenti di ingratitudine filiale. Tale sventura suscita particolare commiserazione in tutte le persone di buoni sentimenti. (1988, p. 129)
  • Oro (s.m.). Metallo giallo molto apprezzato per la sua utilità nei vari tipi di rapina che passano sotto il nome di commercio. (1988, p. 130)
  • Ospedale (s.m.). Luogo dove il malato riceve di solito due diversi tipi di trattamento: medico da parte del dottore, inumano da parte degli infermieri. (1988, p. 130)
  • Ospitalità (s.f.). La virtù che induce a offrire vitto e alloggio a chi non ha bisogno né dell'uno né dell'altro. (1988, p. 130)
  • Ostrica (s.f.). Mollusco viscido e melmoso che la civiltà costringe l'uomo a mangiare senza averne eliminato prima le interiora. Il guscio viene dato comunemente ai poveri. (1988, p. 131)
  • Ottimismo (s.m.). Dottrina o credo che vede tutto bello, incluso il brutto; tutto buono, soprattutto il male; e tutto giusto, particolarmente ciò che è sbagliato. (1988, p. 131)
  • Ozio (s.m.). Intervalli di lucidità nei disordini della vita. (1988, p. 132)
  • Pace (s.f.). Nel diritto internazionale, si definisce così un periodo di inganni reciproci compreso fra due fasi di combattimento aperto. (1988, p. 133)
  • Pancetta (s.f.). La mummia di un maiale imbalsamato. (1988, p. 133)
  • Parlamento (s.m.). Organo di governo preposto al compito di abrogare le leggi. (1988, p. 134)
  • Patriottismo (s.m.). Combustibile di poco prezzo utilizzato da chiunque sia sufficientemente ambizioso da voler dare lustro al suo nome. (1988, pp. 135-136)
  • Pazienza (s.f.). Forma minore di disperazione, travestita da nobile virtù. (1988, p. 136)
  • Pentimento (s.m.). Un sentimento che di rado turba la gente, almeno finché le cose non cominciano ad andare male. (1988, p. 137)
  • Pessimismo (s.m.). Atteggiamento filosofico imposto, a dispetto delle più radicate convinzioni, dalla scoraggiante prevalenza degli ottimisti con le loro speranze da spaventapasseri e i loro stolidi, esasperanti sorrisi. (1988, p. 137)
  • Pianoforte (s.m.). Utensile da salotto, molto usato per castigare il visitatore impenitente. Lo si mette in funzione premendo sui tasti e deprimendo il morale degli ascoltatori. (1988, p. 138)
  • Piombo (s.m.). Metallo pesante di colore grigio-azzurro, molto usato per dare stabilità agli amanti troppo leggeri, particolarmente a coloro che poco saggiamente si innamorano delle mogli altrui. È inoltre di grande utilità per controbilanciare argomenti di tanto peso da far pendere la bilancia della discussione in un senso sbagliato. (1988, p. 138)
  • Pirateria (s.f.). Commercio senza troppe remore o ipocrisie, così come Dio l'ha creato. (1988, p. 138)
  • Plagiare (v. tr.). Riprendere concetti o stile da un altro scrittore che non si è mai assolutamente letto. (1988, p. 139)
  • Politica (s.f.). [...] Conflitto di interessi mascherato da lotta fra opposte fazioni. Conduzione di affari pubblici per interessi privati. (1988, p. 140)
  • Politico (agg. sost.). (uomo politico). Anguilla che striscia nel fango su cui riposa la struttura dell'organizzazione statale. Quando si contorce, scambia i movimenti della sua coda per terremoti o minacce alla stabilità dell'edificio. In confronto allo statista, presenta il considerevole svantaggio di essere vivo. (1988, p. 140)
  • Pomo di Adamo. Protuberanza del collo maschile provvidenzialmente fornita dalla natura per tenere il cappio al giusto posto. (1988, p. 141)
  • Porto (s.m.). Luogo dove le navi trovano riparo dalle tempeste e si espongono alla furia dei dazi doganali. (1988, p. 141)
  • Pregare (v. tr.). Pretendere che le leggi dell'universo vengano annullate a favore di un singolo postulante, il quale se ne confessa del tutto indegno. (1988, p. 142)
  • Presente. Parte dell'eternità che separa la sfera della delusione da quella della speranza. (2005)
  • Prete (s.m.). Gentiluomo che sostiene di conoscere la giusta direzione per raggiungere il Paradiso, e pretende di estorcerci un pedaggio per quel tratto di strada. (1988, p. 143)
  • Profezia (s.f.). L'arte di vendere la propria credibilità impegnandosi a consegnarla a domicilio più avanti. (1988, p. 147)
  • Purgatorio (s.m.). Scomoda gattabuia dove le anime sono imprigionate finché un parente non le fa uscire pagando la cauzione. (1988, p. 148)
  • Realtà (s.f.). Il sogno di un filosofo impazzito. (1988, p. 152)
  • Riconsiderare (v. tr.). Cercare una giustificazione per una decisione già presa. (1988, p. 154)
  • Rifiuto (s.m.). Ci sono vari tipi di rifiuto, graduati secondo una scala discendente di finalità: il rifiuto assoluto, il rifiuto condizionale, il rifiuto probabile o ipotetico e il rifiuto femminile. Quest'ultimo tipo viene anche chiamato da alcuni studiosi il rifiuto affermativo. (1988, p. 154)
  • Rimpianto (s.m.). Ciò che si sedimenta nella coppa della vita. (1988, p. 155)
  • Rispettabilità. Frutto di una liaison fra una testa calva e un conto in banca. (2005)
  • Sacerdote (s.m.). Un uomo che si assume la cura della nostra vita spirituale per migliorare le condizioni della sua vita temporale. (1988, p. 159)
  • [Satana] «Vorrei chiedere un unico favore» egli disse. [Dio] «Di' pure». «Mi risulta che sta per essere creato l'uomo. Avrà bisogno di leggi». «Miserabile! Tu, destinato ad essere il suo avversario, tu, che dall'alba dell'eternità sei stato riempito d'odio per l'anima sua, tu chiedi il diritto di fargli le leggi?». «Chiedo perdono; ciò che domando è che gli sia permesso di farsele da solo». E così fu ordinato.
[Satan] «There is one favour that I should like to ask». [God] «Name it» «Man, I understand, is about to be created. He will need laws» «What, wretch! you, his appointed adversary, charged from the dawn of eternity with hatred of his soul-you ask for the right to make his laws?» «Pardon; what I have to ask is that he be permitted to make them himself». It was so ordered. (The Devil's Dictionary, Dover Publications Inc., p. 119)
  • Satira (s.f.). Genere antiquato di composizione letteraria in cui vizi e follie dei nemici personali dell'autore venivano presentati con una tenerezza un po' lacunosa. (1988, p. 160)
  • Seccatore (s.m.). Persona che parla quando tu vorresti che ascoltasse. (1988, p. 162)
  • Storia (s.f.). Resoconto per lo più falso di eventi per lo più irrilevanti provocati da sovrani per lo più mascalzoni e da soldati per lo più folli. (1988, p. 165)
  • Suffragio femminile significa il diritto di una donna di votare come le viene suggerito da un uomo.
By female suffrage is meant the right of a woman to vote as some man tells her to. (The Devil's Dictionary, Dover Publications Inc., p. 129)
  • Tasca (s.f.). Culla delle nostre motivazioni e tomba della nostra coscienza. (1988, p. 169)
  • Telefono (s.m.). Infernale invenzione che elimina purtroppo parte dei vantaggi inerenti alla saggia abitudine di tenere a distanza le persone sgradevoli. (1988, p. 169)
  • Ultimatum (s.m.). In diplomazia, è l'ultima richiesta prima di passare alle concessioni. (1988, p. 175)
  • Vanità. Tributo di uno stupido al merito del somaro che gli è più vicino. (2005)
  • Vigliacco (agg.). Chi, nell'emergenza del pericolo, pensa con le proprie gambe. (1988, p. 180)
  • Violino (s.m.). Strumento per infastidire le orecchie umane con la frizione esercitata da una coda di cavallo sulle viscere di un gatto. (1988, p. 180)
  • Volubilità. Reiterata sazietà di un affetto incostante. (2005)
  • Voto (s.m.). Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese. (1988, p. 181)
  • Wall Street. Simbolo del peccato che viene debitamente stigmatizzato da tutti i peccatori in circolazione. Che Wall Street sia un covo di ladri è un credo ben radicato, e sostituisce la speranza del Paradiso per tutti i ladri e i disonesti falliti del paese. (1988, p. 83)
  • Zanzara (s.f.). Il germe dell'insonnia, da distinguersi comunque dalla coscienza, che è il bacillo della stessa malattia. (1988, p. 185)
  • Zelo (s.m.). Malattia nervosa che colpisce talvolta i giovani e gli inesperti. (1988, p. 185)

Fantastic fables [modifica]

  • I fucili di legno
    Un reggimento di artiglieria della milizia di uno stato chiese al governatore dei fucili di legno per fare pratica. «Questi - spiegarono - dovrebbero essere meno costosi di quelli veri.» «Non sia mai detto che io sacrifichi l'efficienza al risparmio - disse il governatore - voi avrete dei veri fucili» «Grazie, grazie - esclamarono entusiasti i guerrieri - ne avremo la massima cura e in caso di guerra li restituiremo all'arsenale».
The Wooden Guns
An Artillery Regiment of a State Militia applied to the Governor for wooden guns to practice with. «Those - they explained - will be cheaper than the real ones.» «I shall not be said that I sacrificed efficency to economy - said the Governor - you shall have real guns»«Thank you, thank you - cried the warriors effusively - we will take good care of them, and in the event of war return them to the arsenal». (pp. 23-24)
  • Il consiglio scolastico riformato
    Poiché era sorto il sospetto che i membri di un Consiglio scolastico a Doosnoswair incaricassero insegnanti femminili per motivi inappropriati, la gente elesse un Consiglio composto di sole donne. In pochi anni lo scandalo ebbe termine: non vi erano più insegnanti femminili nel Dipartimento.
The Reform School Board
The members of a School Board in Doosnoswair being suspected of appointing female teachers for an improper consideration, the people elected a Board composed wholly of women. In a few years the scandal was at end; there were no female teachers in the Departement. (p. 24)
  • L'uomo senza nemici
    Una persona inoffensiva fu assalita da uno straniero armato di clava, mentre camminava in luogo pubblico, e pesantemente percosso. Quando lo straniero venne portato davanti al giudice, la vittima disse al giudice: «Non so so per quale motivo sia stato aggredito; io non ho nemici al mondo» «Lasciate libero l'accusato - disse il giudice - un uomo che non ha nemici non ha amici. Il tribunale non è fatto per queste cose».
The Man with no Enemies
An Inoffensive Person, walking in a pubblic place was assaulted by a stranger with a Club, and severally beaten. When the stranger with a Club was bought to trial, the complainat said to the Judge: «I do not know why I was assaulted; I have not an enemi in the world» «That - said the defendant - is why I struck him» «Let the prisoner be discharged - said the Judge - a man who has no enemies has no friends. The Corts are not for such». (p. 30)
  • Il passaggio rialzato
    Una ricca signora, di ritorno dall'estero, sbarcò alla fine di Knee-Deep street e stava per andare al suo albergo attraverso il fango. «Signora - disse un poliziotto - non posso permettervi di farlo; vi sporcherete scarpe e calze» «Oh, questo non ha veramente importanza», replicò la ricca signora con un sorriso. «Ma è inutile signora; dal molo all'albergo, come potete vedere,c'è una linea ininterrotta di giornalisti che muoiono dalla voglia di avere l'onore di essere calpestati da lei.» «In questo caso - disse la signora sedendosi sulla strada e slacciandosi le scarpe - devo calzare le mie scarpe di gomma».
A Causeway
A Rich Woman having returned from abroad disembarked at the foot of Knee-Deep street, and was about to walk to her hotel trough the mud. «Madame - said a Policeman - I can not permit you to do that; you would soil your schoes and sockings» «Oh, that is of no importance, really», replied the Rich Woman, with a cheerful smile. «But madam, it is needless; from the warf to the hotel, as you observe, extends an unbroken line of prostrate newspaper men who crave the honour of having you walk upon them» «In this case - she said seating herself in a doorway and unlocking her satchel - I shall have to put on my rubber boots.» (pp. 50-51)

Incipit di alcune opere[modifica]

Il segreto del Burrone di Macarger[modifica]

A nord-ovest della Collina Indiana, a circa nove miglia in linea d'aria, c'è il Burrone di Macarger. Non è proprio un burrone, ma un semplice avvallamento fra due creste alberate di trascurabile altezza. Dalla bocca alla testa, poiché i burroni come i fiumi hanno una propria anatomia, la distanza non supera le due miglia, e la larghezza al fondo non oltrepassa che in un solo punto la dozzina di metri; per la maggior parte della distanza, su entrambi i lati del piccolo ruscello che fa defluire le acque d'inverno e rimane asciutto fino dagli inizi della primavera, non c'è terreno posto a livello; i ripidi pendii delle colline, coperti da una massa quasi impenetrabile di arbusti, sono divisi da null'altro che dalla lunghezza del corso d'acqua.

La cosa maledetta[modifica]

Alla luce di una candela di sego sistemata a un'estremità di un rudimentale tavolo, un uomo stava leggendo qualcosa che era scritto su un libro di conti, enormemente logoro; e, a quanto sembrava, la grafia non era molto leggibile, perché di tanto in tanto l'uomo avvicinava la pagina alla fiamma della candela, per avere una luce più forte. Allora l'ombra del libro faceva precipitare nell'oscurità metà della stanza, celando diversi volti e figure; perché, oltre al lettore, erano presenti altri otto uomini. Sette di loro sedevano a ridosso delle pareti in legno, muti, immobili, e non troppo lontani dal tavolo, dato che la stanza era piccola.

Uno dei dispersi[modifica]

Il soldato Jerome Searing — dell'armata del generale Sherman, schierata di fronte al nemico nella zona del monte Kennesaw, in Georgia — voltò le spalle al piccolo gruppo di ufficiali con cui era stato a parlare a voce bassa, traversò la stretta linea trincerata e scomparve nel bosco.
[da Storie di militari e di civili, citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Note[modifica]

  1. Cfr. Oscar Wilde: «Il cinismo è semplicemente l'arte di vedere le cose come sono, non quali dovrebbero essere».

Bibliografia[modifica]

  • Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, scelta e introduzione di Guido Almansi, traduzione di Daniela Fink, TEA, 1988.
    • Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, a cura di Giancarlo Buzzi, Baldini Castoldi Dalai, 2005.
    • (EN) Ambrose Bierce, The Devil's Dictionary, Dover Publications Inc., New York, N.Y., 1958. ISBN 0-486-20487-1
  • Ambrose Gwynnett Bierce, Il segreto del Burrone di Macarger, traduzione di Gianni Pilo, in "Storie dell'orrore", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1999. ISBN 8882892492
  • Ambrose Bierce, La cosa maledetta, traduzione di Vittorio Curtoni, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • (EN) Ambrose Bierce, Fantastic fables, Lighning Source, UK Ltd., Milton Keynes. ISBN 978-1-40970-304-4 (copia anastatica dell'opera citata edita nel 1898 da G. P. Putnam's Sons, New York - Londra)

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]