Daniele Luttazzi

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Daniele Luttazzi

Daniele Luttazzi, pseudonimo di Daniele Fabbri (1961 – vivente), attore e scrittore italiano.

Citazioni di Daniele Luttazzi[modifica]

  • A tutti piacciono le minorenni, per questo c'è una legge. (dal monologo Adenoidi 2003)
  • Berlusconi ... è un Re mida al contrario: tutto quello che tocca diventa merda. Silvio, per favore, non toccare più nulla! Tocca Scajola. (ibidem, dalla quarta di copertina)
  • Berlusconi è un creativo. Per lui il codice penale è un catalogo di opzioni. (dal monologo "Satyricon")
  • Bruno Vespa prende il viagra. Per non pisciarsi sulle scarpe. (da Satyricon, puntata del 7 febbraio 2001 & Decameron)
  • Chi dice di combattere la dittatura dall'interno è già complice.[1] (da La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne, p. 24)
  • Chiunque conosce Bersani sa che dietro quel suo sorriso sarcastico c'è un politico che ha a cuore i problemi dei cittadini. E dietro c'è un altro sorriso sarcastico. (da La guerra civile fredda, p. 38)
  • È blasfemo che milioni di persone muoiano ogni anno in Africa di AIDS anche perché la Chiesa condanna l'uso del preservativo. Il condom a quanto pare è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato, se non per lamentarsi del fatto che si rompono facilmente durante il sesso anale. (da Micromega del 20 ottobre 2006)
  • Elio Vito: mi manca, dov'è Elio Vito tutte le volte che hai bisogno di mandare a fanculo qualcuno? (da Benvenuti in Italia)
  • Giuliano Ferrara: non è grasso, è pieno di sé. (da Luttazzi Contro Tutti)
  • Gli anni sembravano non aver avuto alcun effetto su di lei. Era rimasta la solita stronza che conoscevo. (dal monologo Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1988)
  • I delfini sono animali intelligentissimi. Una prova? Avete mai visto un delfino presentare "Porta a Porta"? (da Sesso con Luttazzi)
  • I geni, vivono la stessa vita delle persone comuni... Ma le danno un altro significato. (da "Barracuda 2005")
  • In campagna elettorale Agnelli difese Berlusconi dai giornali stranieri: "Devono smetterla di trattarci come una Repubblica delle banane". Aveva ragione: bisognava aspettare che il voto lo certificasse. Adesso possiamo dirlo: siamo una Repubblica delle banane. (giugno 2001; citato in Marco Travaglio, Bananas, Garzanti).
  • L'altra sera ho acceso la tv: sesso e violenza, sesso e violenza. E quelle erano solo le previsioni del tempo! (dal monologo Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1988)
  • La giustizia in Italia? Sarebbe una buona idea. (da Mai Dire Gol, 27 gennaio 1997)
  • Lo svantaggio di vincere il Nobel è la figuraccia che fai quando poi perdi a Trivial Pursuit. (da Adenoidi)
  • Mai mangiare in un ristorante cinese che pratica aborti. (dal monologo Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1988)
  • Non è incredibile? Gente che lecca il culo a Berlusconi da dieci anni dà a me del fazioso! La satira non fa propaganda ad alcun partito, ma esprime un'opinione. Chi censura un autore satirico, censura le sue opinioni. Un tempo si chiamava fascismo.[2] (da Lepidezze Postribolari, 2007; ripreso in articolo21.info)
  • Non si possono mettere le manette alla Natura! (da Adenoidi, 2003)
  • Per essere ammessi in tv bisogna appartenere alla nuova specie televisiva creata negli anni berlusconiani, ma che va ancora di moda. La figura del paraculo, sì, scriva pure così, quello che non si schiera mai, che si mimetizza, che fa del qualunquismo una bandiera. [...] Nomi e cognomi, come faccio nello spettacolo. Bonolis che dichiara di non sentirsi né di destra né di sinistra, Fabio Volo che si vanta di essere qualunquista, Simona Ventura che si definisce equidistante, aggiungendo candidamente di aver lavorato a Mediaset inseguita dal pettegolezzo di essere l'amante di Galliani e di averlo lasciato credere. [...] Gene Gnocchi, Fiorello, Fabio Fazio, Baudo stesso. [...] Sono gli eroi dell'opportunismo tv, quelli con la maschera patinata. Lavorano rispettando la condizione di non disturbare, non accorgendosi che l'opportunismo è una forma di corruzione. (da Io, barracuda, tra Silvio e i qualunquisti tv, espresso.repubblica.it, 26 gennaio 2007)
  • Castelli, il ministro della Giustizia con la faccia di un tassista abusivo. Ma senza averne l'integrità morale. Un padano puro. Il suo albero genealogico non si biforca. (da Benvenuti in Italia)
  • Questo telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali. (ripetuta all'inizio di ogni puntata di Tabloid, la rubrica di Mai dire gol nella quale Luttazzi interpretava il giornalista Panfilo Maria Lippi)
  • Se l'aereo che deve portarvi su un altro continente ha le ali incrostrate di alghe marine, scendete. (dal libro Crampo)
  • Vaticano: il Papa [Giovanni Paolo II] ha dichiarato che il matrimonio è per tutta la vita e va accettato anche se fallisce. Ehi, Karol, se non giochi al gioco, non fare le regole! (dal monologo della puntata 5 di Satyricon)
  • Incredibile. Ma credibile. (da Rai per una notte, Bologna, 25 marzo 2010)
  • Il guaio vero, purtroppo, è che l'Italia è piena di berlusconiani con il paraocchi. Non vogliono sentire ragioni: tu gli ricordi Mills, All Iberian, Previti, Dell'Utri, falso in bilancio, leggi ad personam, le pressioni sulla RAI, e loro: "Come fai a dire che è un mascalzone?" Come faccio a dirlo? Per lo stesso motivo per cui, se incontro per la strada di notte un tizio sudaticcio con in mano un coltellaccio insanguinato, la prima cosa che penso non è: "Toh, un cuoco!" (da Rai per una notte, Bologna, 25 marzo 2010)
  • E quando quel fazioso di Berlusconi vi dirà che voi siete mossi dall'odio, voi replicategli con le parole del grande oratore latino Quintiliano che ricordava "Odiare i mascalzoni è cosa nobile"; perché è cosa nobile? Ce lo ricorda Aristofane ne "I cavalieri", diceva: "Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A ben vedere significa onorare gli onesti". (da Rai per una notte, Bologna, 25 marzo 2010)
  • Vinicio Capossela è il cantautore che non ci meritiamo. (citato in copertina "Capossela. Il ballo di san Vinicio")

Citazioni tratte da interviste[modifica]

Radio Popolare di Milano, 9 febbraio 2005
  • La satira è un punto di vista e un po' di memoria, quindi dà fastidio perché ricorda un fatto, inoltre dà fastidio perché, il punto di vista dell'autore satirico, che è quello che scatena la risata, fondamentalmente, consente allo spettatore, all'ascoltatore, di mettere in prospettiva il fatto stesso e quindi di comprenderlo. Siamo, come sai, immersi da una valanga di informazioni, che è un altro modo, in realtà per disinformare. La gente non ha i criteri per giudicare le notizie e per valutarle. L'autore satirico questo lavoro lo fa prima, e quindi, grazie ai suoi punti di vista, ti dà un quadro completo della situazione e ti consente poi di valutare i fatti che, da quel momento in poi, accadranno.
Repubblica.it, a cura di Giovanni Gagliardi, 24 gennaio 2006
  • Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche.
  • La forma blog tende a creare un fenomeno massa più leader, tende a dare potere a chi gestisce la vicenda e a condizionare i contenuti e il modo in cui questi vengono ricevuti. Se la tv è un narcotico, il blog può essere un ipnotico potentissimo, siamo rinchiusi nelle nostre casette e non facciamo nulla. Conviene spegnere e uscire e incidere nel reale. È molto meglio.
Rotocalco Televisivo, a cura di Enzo Biagi, 30 aprile 2007
  • Ha paura della satira chi ha qualcosa da nascondere. A volte ciò che si ha da nascondere è un edificio complesso, una sovrastruttura che alimenta magari flussi di denaro o flussi di idee, e che non si vuole sia intaccata dal dubbio. La satira fa ridere dicendo che forse magari può esserci anche un'altra versione di questa cosa. Non si vuole che la gente abbia dei dubbi.
  • [in seguito all'Editto bulgaro] La cosa che mi ha fatto un po' male è vedere che diverse persone si sono attivate per mettermi alla gogna, una sorta di gogna mediatica. La cosa mi ha fatto molto sorridere. Gente che lecca il culo a Berlusconi da vent'anni, dava a me del fazioso, questo era incredibile, era veramente incredibile. Vorrei ricordare che la satira per definizione è faziosa perché la satira esprime un punto di vista, lo è sempre stata faziosa. In tutto il mondo è faziosa, solamente in Italia non lo si ammette.
Daniele Luttazzi"Io come Boccaccio contro la peste del pensiero unico", LaStampa.it, a cura di Andrea Scanzi, 19 novembre 2007
  • [Il Decameron] È il libro che ha fondato la cultura laica italiana, autonoma da quella religiosa: un'esigenza oggi primaria, in un paese in cui pullulano anatemi papali, teodem e teocon. C'è poi il rimando alla peste. Boccaccio scrisse il Decameron durante la peste fiorentina del 1348, immaginando dieci ragazzi nascosti in campagna per raccontarsi dieci novelle. Ogni puntata si rifà a una novella. Un esempio? Nella prima lui affrontava la corruzione del clero, io ho parlato della pedofilia nella Chiesa, con un chiaro riferimento a Marcinkus.
  • [La peste dei giorni nostri è] Il pensiero guerrafondaio-reazionario. Michel Foucault parlava del meccanismo di controllo dello stato sul cittadino: individuava un "modello lebbra", che comportava l'allontanamento del contagiato, e un "modello peste", che contemplava il suo controllo. E Marshall McLuhan aveva immaginato che, nell'età elettronica, il 'lavoro' principale del potere sarebbe stato il controllo totalizzante sui cittadini. Si perde la libertà, a decidere è una oligarchia. E ogni tanto ci illudono con la nascita di un Partito Democratico
la Repubblica, a cura di Leandro Palestini, 10 dicembre 2007
  • È una situazione grottesca. Cancellano il Decameron senza motivo, Giuliano Ferrara non ha subìto insulti e difatti non protesta, con la censura La 7 ha un danno di immagine e di sabato si priva del 4 per cento dell'ascolto e di due milioni e mezzo di contatti.
  • Telecom Media mi ha anticipato la notifica della risoluzione del contratto. Certo, c'è un controsenso in quello che ha fatto il direttore Campo Dall'Orto, e io glie l'ho detto: stai facendo l'errore più grande della tua carriera, distruggi quello che hai costruito in questi tre anni, l'immagine di La 7 come tv libera. Ma lui, che pure m'ha riportato in tv dopo l'editto bulgaro, ha scelto la via dura.
Leggo, a cura di Nicola Passarotto, 13 marzo 2009
  • I social network, ad esempio, fanno sì che tu resti a casa nella tua stanzetta a comunicare apparentemente con tutti gli altri, ma in realtà internet non è un qualcosa di esterno da te. Quando spegni internet spegni anche te stesso, o quantomeno una parte di te stesso. Magari una proiezione ideale di te stesso. Tutto questo comporta una forte dipendenza fisica, psicologica e la creazione di una realtà parallela. Esistono persone che stanno male se non scaricano tutti i giorni la posta. In America iniziano ad avere crisi di astinenza da BlackBerry. Questo perché il BlackBerry diventa una tua propaggine sensoriale. Sei tu, non è una cosa esterna. Quindi se non lo accendi, tu sei spento. Con internet la tua individualità si annulla in una individualità collettiva, e se non ci fai parte ti senti malato. Ed è molto più evidente, adesso, una relazione già emersa con l'avvento della tv: la tecnologia elettronica condiziona il modo con cui il pensiero esplora il reale.
  • Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali ma una visione del mondo. Berlusconi propone da vent'anni un progetto e una visione del mondo ben definiti: il padre autoritario. Poi influisce l'inesistenza dell'opposizione. E infine la psicologia degli italiani che, come nel ventennio fascista, preferiscono regredire e demandare le proprie responsabilità di cittadino a un capo, che magari quando le cose si metteranno male diventerà il loro capro espiatorio. Era già successo con Mussolini ma evidentemente la lezione non è servita. È pazzesco che il processo di ripeta. E siccome la gente non è informata dalla televisione, e questo è il vero dramma, ed è distratta, viene distratta apposta, magari con la cronaca nera per esempio, che ha un suo ruolo all'interno di questa tattica, non si interroga più di niente e apparentemente va tutto bene. Il crack di borsa, ad esempio, viene vissuto come un dato naturale, un maremoto, come se fosse un temporale. E invece il crack di borsa è voluto da questo tipo di capitalismo, è deciso dal capitalismo, e lo sfrutta come forma di dominio sulle masse. Una volta le masse insorgevano. E insorgeranno di nuovo perché è una situazione che non può durare.
  • Se la televisione è un sonnifero, internet è un ipnotico potentissimo. È la prova di un dominio ulteriore, a cui la gente si è sottomessa autonomamente perché ha perso la capacità critica di interrogarsi sui meccanismi di dominio. Ho dei fortissimi dubbi sulla fantomatica libertà di internet... Internet venne ideato come tecnologia a scopi militari e a mio parere conserva qualche vizio dell'origine. Ad esempio è un panopticon ancor più micidiale di quello ipotizzato da Bentham e ricordato da Foucault: più micidiale perché con internet i sorvegliati sono contemporaneamente i sorveglianti. Non c'è più oblio su internet e questo è completamente disumano. Internet può essere utile in talune occasioni ma va usato con coscienza critica perché crea dipendenza: la gente viene privata da qualcosa di sé.
Micromega, a cura di Andrea Scanzi, 5 novembre 2009
  • La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani.
  • Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d'Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l'universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l'epifenomeno. È molto più grave che Tremonti e Berlusconi, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice.
  • Non faccio satira 'per andare in tv'. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un'arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l'ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd.
  • Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c'è un'area del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l'artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall'alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l'altro, la sua 'democrazia dal basso' non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group.
  • D'altra parte cerchiamo di capirlo. Berlusconi ha bisogno di tutti quei soldi, perché senza tutti quei soldi Silvio Berlusconi sarebbe Paolo Berlusconi, no? (dal monologo Raiperunanotte 25 marzo 2010)
  • C'è chi ha parlato di prostituzione intellettuale ma c'è una grande differenza tra una prostituta e certi giornalisti: ci sono cose che una prostituta non fa. Per questo esistono le escort. (dal monologo Raiperunanotte 25 marzo 2010)

Daniele Luttazzi News[modifica]

  • Adesso Beppe Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.
  • Antonio Dipollina fu l'unico, insieme con Norma Rangeri, a recensire la prima puntata di Decameron mostrando di averla vista dall'inizio alla fine. Lo ringrazio anche per questo. La discussione sulla satira però non è inutile, finché il problema non sarà risolto. E il problema è che nella tv italiana non è ammessa la satira, a differenza di quanto accade nel resto dell'Europa e negli USA. Che questo sia solo un riflesso del degrado che la democrazia in Italia ha subìto in questi anni è altrettanto evidente. (da Tour Sesso con Luttazzi, 5 gennaio 2008)
  • Come faccio a sopportare la chiusura di Decameron? Penso a Giuliano Ferrara in una vasca da bagno, con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta. (14 dicembre 2007)
  • Dopo le legittime proteste di alcuni studenti e di alcuni professori, il Papa ha preferito rinunciare per motivi di immagine. E così oggi tutti i mezzi di informazione (con poche, lodevoli eccezioni) scrivono della "censura al Papa". Che non c'è mai stata! Ratzi è abile, altroché. Di questo passo potrebbe diventare addirittura direttore del Foglio. (16 gennaio 2008)
  • È disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte (i furbastri più o meno interessati mi hanno un po' stufato): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi) è censurare le opinioni. È fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L'unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. (27 dicembre 2007)
  • Fra i poteri, quello della Chiesa è sempre stato accanto a quello degli Imperatori. (Come non ricordare papa Woytila accanto al generale Pinochet?) (15 novembre 2006)
  • Fra qualche anno Casa delle Libertà e Partito Democratico si fonderanno per formare il nuovo Partito di Centro. Il nuovo partito non avrà alcun programma.
  • Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica (satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. È un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. Grillo il problema manco se lo pone.
  • L'esordio [di Decameron] è stato un trionfo paragonabile alla fine della Seconda guerra mondiale, ma senza il bombardamento di Dresda. Grazie a tutti.
  • L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.
  • Se gli uomini restassero incinti, potresti avere un aborto anche dal barbiere.
  • Quanto alla "sacralità", i primi ad averla profanata sono stati i preti pedofili. (Come ha ricordato un recente documentario della BBC, per vent'anni un certo cardinal Ratzinger fu responsabile dell'applicazione del documento segreto del Santo Uffizio Crimen Sollicitationis in base al quale, per prudenza e per non fare scandalo, quei sacerdoti non venivano rimossi dall'incarico pastorale, ma semplicemente spostati in un'altra parrocchia). (15 novembre 2006)
  • Spero che Luca [Sofri] si renda conto che il paragone fra il papa e me è irriguardoso e blasfemo: io non indosserei mai babbucce di Prada di pelle color rosso. (16 gennaio 2008)
  • "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo.
  • Contro la Gelmini/133.
    Il governo Berlusconi riduce pesantemente gli organici scolastici e le ore di lezione, taglia le retribuzioni, taglia gli stanziamenti, immagina classi di 30 alunni e classi separate per immigrati, privatizza l'università (cosa che esaspererà le logiche baronali), taglia la ricerca creando precari a vita e rendendo dipendente la didattica dai capitali privati, instaura la logica classista dei centri di eccellenza ovvero le università per i ricchi: il tutto nell'interesse dei più privilegiati e a scapito della democrazia, che si basa sull'istruzione, ovvero sulla cultura e sulla critica. L'istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev'essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi. Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. (Contro la Gelmini/133, 21 ottobre 2008)

Bollito misto con mostarda (2005)[modifica]

Epigrafe[modifica]

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole.
E la chiamano estate.

370H55V 0773H (monologo 2003)[modifica]

ROMA, maggio 2003
Dopo l'ukase bulgaro di Berlusconi contro di me (rallegravo gli italiani privo di licenza), lo Stato mi offre la possibilità di rientrare nel giro. Una mattina, prima che fosse un'ora decente, mi telefona una voce piena di gatti impagliati e mi fa: – Devo vederla. Ho qualcosa di importante da riferirle. – Credevo fosse Gianni Letta e gli dissi di restare dov'era.
Il giorno dopo mi arriva in casa, direttamente dalle pagine di "O.P." di Mino Pecorelli, un funzionario del corpo diplomatico con in mano una siringa piena di un siero cremisi: – Si scopra una natica. – Mi scopro una natica.
Io: Cristo! Una natica!
Lui: Non le farò male. Se sente l'ago dica a.
Io: A.
Lui: Doveva dirlo con la bocca. Si rivesta.

Monologo 2005[modifica]

  • Ultime notizie, Città del Vaticano: Ratzinger eletto nuovo Papa, subito condannato di nuovo Galileo.
  • Dietro l'elezione di Ratzinger c'è davvero l'opera dello Spirito Santo: la Chiesa aveva bisogno di un Papa che allontanasse un po' le folle.
  • Ratzinger ha detto: "La risposta alla modernità è Cristo". Ora, io ho 44 anni e molto modestamente ho imparato una cosa nella mia vita: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata.
  • Tutti a presentarlo oggi come uomo di cultura... Uomo di cultura? Ha scritto un libro con Marcello Pera ragazzi!
  • Pare che Ratzinger abbia pronta la sua prima enciclica contro le sirene del relativismo e del modernismo, s'intotola: Te audire non possum, musa sapientum fixa est in aure che significa Non riesco a sentirti ho una banana nell'orecchio.
  • Ratzinger ha invitato i giovani alla castità, se funziona con loro poi proverà con i preti.
  • Se non incontri mai qualcosa che ti offende, significa che non vivi in una società libera.
  • Bush, dopo una serie di conversazioni col suo cane, un giorno decise di trascinare il mondo nel baratro: prima ha invaso l'Iraq, dicendo, come ricorderete, che l'Iraq aveva armi di distruzione di massa. Una frase retorica che significava L'Iraq è una nazione indifesa che galleggia sul greggio.
  • Come contrastare la malavita organizzata? Cominciando a non votarla alle elezioni...
  • Avete presente le porte dei supermercati che scorrono se ti ci metti davanti? Be'... Gasparri pensa che sia una coincidenza!

Barracuda (1999, 2007)[modifica]

  • A volte mi chiedo a quali donne pensava Picasso quando si masturbava. (p. 21)
  • Vi starete chiedendo come mai da cinque anni non sono più in televisione. Ebbene sì, ho la vaginite.
  • Il Papa ha commentato il Corano ed è successo il finimondo. L'intera vicenda dimostra che i musulmani prendono le parole del papa più sul serio dei cattolici.
  • In Italia mancano giornalisti che facciano la seconda domanda. Cosa intendo? Semplice: il giornalista intervista un politico, fa la sua domanda, il politico risponde. A questo punto il giornalista dovrebbe fare la seconda domanda: "scusi, ma lo sa che questa è una stronzata pazzesca!?" Invece la seconda domanda non viene mai fatta, in questo modo i politici sono lasciati liberi di dire tutte le cazzate che vogliono.
  • Caro Daniele, piscerai sulla tomba di Berlusconi? No, non mi va di fare la fila!

Adenoidi (1995)[modifica]

  • [Wanda] era contraria all'inseminazione artificiale [...] lei lo sperma lo preferiva alla spina. (Wanda, 1992, §25, pp. 192-3)

Sesso con Luttazzi[modifica]

  • "Caro Daniele, se mi viene da fare una scoreggia mentre la mia ragazza mi sta leccando l'ano..." (imbarazzo in sala) "Ecco, come avrete capito, non ho intenzione di fermarmi davanti a NULLA".
  • "[...] In conclusione, lo sperma è un alimento sano ed io lo consiglio per la prima colazione di tutta la famiglia!" (versando su una fetta biscottata una sostanza, probabilmente latte condensato, e mangiandola con gusto).
  • "Caro Daniele, mi è molto piaciuto lo sketch sulla composizione dello sperma. Ma cosa hai versato sulla fetta biscottata, invece?" "Invece?"

Decameron (programma tv)[modifica]

  • Non è incredibile? Bin Laden può andare in tv e io no. (3 novembre 2007)
  • Un anno fa, l'agenzia fides, espressione del dicastero vaticano per l'evangelizzazione dei popoli, ha diffuso un dossier sul tema "il cristianesimo e la sfida dei mass media". Sul banco d'accusa fiction e soap tv, che non rispecchierebbero i valori cristiani ... i valori cristiani! Per correggere il tiro la rai manderà in onda uno sceneggiato prodotto dalla LUX di Bernabei, intitolato "Marcinkus". Il rapporto fides si duole inoltre che i media siano tutti pervasi da situazioni ambigue e immorali che potrebbero sviare lo spettatore dalla retta via. Situazioni morbose che potrebbero addirittura ricordargli quello che accadde a Boston e a Los Angeles, lo scandalo dei preti pedofili. Oh, tranquilli, il Papa ha perdonato i bambini molestati...! (3 novembre 2007)
  • Fedone: Io non ho mai fatto sesso con bambini: non sono così religioso.
    Gorgia: Io avrei voluto fare il prete, ma odiavo i bambini. (dai Dialoghi platonici, 3 novembre 2007)
  • Menone: Per non parlare di quel caso di quel missionario in Africa che ha messo incinta ventisei suore perché le sue amanti avevano tutte l'AIDS e non voleva più farsele.
    Timeo: Meno male che non ha usato metodi contraccettivi, altrimenti sarebbe finito nei guai con le gerarchie. (dai Dialoghi platonici, 3 novembre 2007)
  • Fedone: Parlate solo degli esempi negativi; ci sono anche quelli positivi!
    Gorgia: E sono peggio di così?
    Timeo: Il Papa ha affermato che molestare i bambini è un crimine.
    Gorgia: Oh, che uomo! (dai Dialoghi platonici, 3 novembre 2007)
  • In una democrazia, un politico ha tutto il diritto di dire: "Quel comico non m'è piaciuto". Ma quando dice "Non m'è piaciuto, quindi non va più in onda", siamo al maccartismo. È censura ideologica, una cosa schifosa. (3 novembre 2007)
  • [...] si sa, io ho avuto un'educazione cattolica molto rigorosa: vent'anni di parrocchia e boy scout. In tutto quel periodo, nessun prete mi ha mai molestato: mi sento insultato. Comunque, quando ho cominciato a fare il comico, vent'anni fa, mi venivano in mente battute che mi facevano molto, molto ridere, e le dicevo lo stesso, anche se ideologicamente non le condividevo, perché mi facevano molto ridere; be', dopo vent'anni ho scoperto che avevano ragione le mie battute. E così ho capito che bisogna fidarsi della piccola verità contenuta in ogni risata. (dall'intervista, 10 novembre 2007)
  • Menone: Non dimenticate, amici, che Berlusconi ha qualità preziose, che la maggior parte delle persone non riesce a vedere.
    Timeo: E quali sarebbero queste qualità?
    Menone: Non lo so; io sono una di quelle persone. (dai Dialoghi platonici, 17 novembre 2007)
  • [Sui funerali di papa Giovanni Paolo II] L'Italia ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Per l'occasione, le discriminazioni contro le donne e contro i gay verranno tenute a mezz'asta. [...] I momenti salienti del suo pontificato. [...] E... la sua pretesa di sapere com'è l'aldilà: «salve, sono vestito di bianco e ho un cappello a due punte, quindi so com'è l'aldilà». C'è voluta più di una settimana, ma alla fine l'hanno sepolto. I funerali potevano essere più rapidi, ma i cardinali erano continuamente distratti dai chierichetti. [...] Muore con Wojtyła il suo grande sogno, l'unificazione delle cinque grandi religioni del mondo: cristianesimo, ebraismo, islam, Walt Disney e Sony. Ma Wojtyła ha compreso appieno quale fosse il suo compito: non era nell'amministrazione, era alle vendite. [Sullo sfondo una sua foto con Pinochet.] (24 novembre 2007)
  • La comicità è la ricerca dello stato infantile virtuoso in cui la purezza, lo sporco, la volgarità e l'impudenza sono tutti fusi nella stessa innocenza, in cui accade la risata. [...] La satira è una forma di comicità che esprime un giudizio. Ed è il motivo per cui alcuni spettatori non ridono a battute satiriche su temi per loro sensibili, temi cioè che riguardano la struttura del loro mondo di valori; ma questa è la grande lezione di Lenny Bruce, che diceva: «La realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere». Le ideologie, le religioni vertono su quello che dovrebbe essere; la satira si occupa invece di ciò che è. (dall'intervista, 24 novembre 2007)
  • Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema: pensa a Giuliano Ferrara dentro ad una vasca da bagno con Berlusconi e Dell'Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che lo frusta. Va già meglio, no?[3]
  • Puntano tutti sul Partito Democratico, con a capo Walter Teresa di Calcutta. Ora, io ho mille dubbi. Un parto frettoloso, deciso dall'alto, dopo l'insuccesso delle amministrative, come ricorda sull'Espresso Michele Salvati, uno dei padri fondatori del Partito Democratico. Fassino ha detto: "il Partito Democratico è un partito che deve stare in sintonia con la società". In sintonia?... Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista, una critica di cui oggi c'è molto bisogno, se si considera la peste che ammorba l'Occidente, cui alludo con questo mio Decameron. La peste è il pensiero unico guerrafondaio, reazionario, liberista, che cerca di governare il mondo con le sue politiche antisociali: il precariato di massa, le speculazioni finanziarie. Con il Partito Democratico sparisce la critica. Resta la gestione dell'esistente [...] (3a puntata)
  • [...] Io vorrei l'introduzione di un comma per le cause civili, il comma Luttazzi, secondo cui tu potente puoi farmi causa per 120 miliardi o per 20 miliardi, come nel caso di Berlusconi, ma se la causa la vinco io, quei miliardi li dai tu a me. Così la prossima volta la smetti di fare il gradasso con i tuoi soldi. Vigliacco! (3a puntata)
  • [...] Serve che la macchina della giustizia venga fatta funzionare. Servono nuove assunzioni, nuovo personale, stanziamenti per le spese, aprire la cancelleria. Ci sono tribunali in cui manca la carta per le fotocopie. È come se i politici non avessero interesse a farla funzionare la macchina della giustizia. La politica latita su questo versante, dai tempi... più o meno di tangentopoli. E così abbiamo una giustizia lenta; ma una giustizia lenta non è giustizia. In Italia delinquere conviene, diceva anni fa il giudice Piercamillo Davigo e le cose nel frattempo non sono certo migliorate. (3a puntata)
  • Se l'Italia è piena di idioti che non sopportano la satira, il problema non è mio; ma lo diventa quando quelli finiscono per ricoprire incarichi governativi e nominano dirigenti RAI pronti a servirli. La cosa più degradante è la sudditanza volontaria. In RAI c'è tuttora gente che chiama Berlusconi "sire". A volte la gente mi si avvicina per strada e mi chiede: "Daniele, è vero che a volte la gente ti si avvicina per strada?" Sì. Altre volte mi chiede: "Daniele, perché ti ostini a fare satira?" Ah il motivo è semplice. Perché la gente a furia di leggere sul Corriere della Sera Pigi Battista, Ostellino, Panebianco, e a furia di ascoltare il TG2 e il TG5 sta perdendo la memoria storica degli eventi. La satira è un punto di vista e un po' di memoria. (3a puntata)
  • Sta di fatto che da cinque anni la RAI non fa più programmi di satira. Il cambio di governo non ha certo migliorato la situazione e la qualità dei programmi si è fatta così scadente che ormai i programmi RAI sono quelli che guardi quando il tuo cane pesta per sbaglio il telecomando. Dire che la RAI è in crisi è come dire che sul Titanic c'era un rubinetto che perdeva. Tu guardi i programmi e il più delle volte non capisci dove finisce la noiosità innocente e dove comincia il deliberato sadismo. (3a puntata)
  • Ah smettetela di lamentarvi che qualche spione ascolti le vostre telefonate. Non siete così interessante. Persino la persona a cui state telefonando non vi sta ascoltando. (3a puntata)
  • La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo. (3a puntata)
  • Non è triste parlare di queste cose due secoli dopo Voltaire? L'immaginario deve poter oscillare tra sacro e profano per essere sano. Chi vuol mettere la mordacchia alla satira ha dei problemi. (3a puntata)
  • La satira non offende le persone, solo i loro pregiudizi. E questo vale per tutta l'arte. (3a puntata)

Capolavori[modifica]

  • Accese la tv e vide Maria De Filippi che ballava. "È evidente che è una ballerina" pensò. "Una ballerina intrappolata nel corpo di un albero".
  • Berlusconi ha una mente fertile. E sappiamo cosa rende fertili le cose.
  • C'è un modo per sembrare più colpevole che avere come difensore uno come Taormina?
  • Credeva di essere una brava cuoca. Poi un giorno vide il suo cane che mangiava da McDonald's.
  • In Italia il matrimonio è quell'istituto che trasforma un marito nell'Inps.
  • Non aveva mai letto le opere di Emilio Fede, anche se sapeva che aveva scritto tanti libri per bambini. Non di proposito.
  • Non sono né a favore né contro la pena di morte. Trovo solo imbarazzante essere uccisi da una sedia.
  • Se Barbie è davvero così popolare, perché gli amici bisogna comprarglieli? (Citazione di una battuta di Steven Wright: "If Barbie is so popular, why do you have to buy her friends?"[2]
  • Una volta partecipò a una seduta spiritica e le capitò di parlare con l'aldilà. Era Taranto.

Incipit di Cosmico![modifica]

Ciao, ragazzi: come va? Io COSMICO! Non ho mai creduto che lo scopo dell'educazione sia quello di preparare gli studenti ad affrontare le difficoltà della vita. Se così fosse, tanto varrebbe insegnargli a buttarsi da un elicottero privo di elica stabilizzatrice dentro il vagoncino in corsa di montagne russe ripidissime e sbullonate.
È il motivo per cui insegno a Palo Alto. A differenza di certe piaghe didattiche di mia conoscenza, l'Universo di Palo Alto è più di una semplice serie di palazzoni tristi racchiusi da una cancellata vanesia in un'area pedagogica che alberi perennemente autunnali deprimono. Palo Alto è spiaggia! Sole! Quaalude! Bikini! Ma questo non deve farvi pensare che manchi il divertimento.

[Daniele Luttazzi, Cosmico!, Mondadori Editore]

Battute di altri comici citate da Luttazzi[modifica]

  • C'è chi dice che Dio sia donna. Falso. Se fosse donna lo sperma saprebbe di Nutella. (da Benvenuti in Italia) [4]
  • [Alludendo alla marijuana] Ci sono droghe che fanno malissimo. Altre che sono eccellenti! (dallo spettacolo teatrale Bollito Misto Con Mostarda, 2005) [5]
  • Mio nonno era un duro. Un vero duro. Sulla sua lapide c'è scritto: "Cazzo guardi?".[6](dal monologo Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1988)
  • Ricordo con angoscia la prima volta che ho fatto l'amore. Era notte, era buio, ero solo.[7] (dal monologo Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando, 1988)
  • Quando viaggiate in avanti su una macchina del tempo, evitate di sporgere il gomito dal finestrino, o vi diventerà un fossile. [8]
  • Se dio avesse voluto che credessimo in lui sarebbe esistito. [9]
  • È incredibile. La gente ormai mi ferma per strada e mi chiede: "Ma davvero la gente ti ferma per strada?"[10] (3 novembre 2007)

Citazioni su Daniele Luttazzi[modifica]

  • Il caso di Luttazzi, uno che la satira la fa senza sconti, è illuminante: cacciato su due piedi. Colpirne uno per educarne cento. (Dario Fo)
  • L'ipotesi fornita da Daniele Luttazzi – la puntata che stava andando in onda dedicata all'Enciclica – è l'unica che spieghi la cancellazione del programma [Decameron] con un minimo di logica. Senza questa spiegazione, anche dopo tutte le parole e le lettere, non torna niente: soprattutto la tempistica di quanto è avvenuto – la censura che arriva dopo una settimana dalla messa in onda. Il meccanismo è semplice, si invitano tutti a concentrarsi su quanto è già andato in onda – e che era passato nel disinteresse totale – si glissa sul fatto che forse il punto è quanto in onda dovrà ancora andare. Ps. La discussione su quanto sia più o meno divertente Luttazzi, sui limiti della satira, sull'ipotesi di vivere in un paese sufficientemente libero oppure in una plaga sudamericana, è la più noiosa e inutile possibile. Ovvio che ognuno la pensi come crede e che dall'insieme non possa venire fuori nessuna sintesi attendibile, può venire fuori soltanto la conferma dell'assioma che chi ha più potere impone e gli altri subiscono, o cercano di conquistarne di più. (Antonio Dipollina)
  • Luttazzi... è un cretino. (Marcello Dell'Utri)
  • Luttazzi è il più colto e caustico fra i nostri comici. L'unico in grado di conciliare l'epica satirica e la visionarietà. (Aldo Grasso)
  • [Al termine dell'intervista a Satyricon] Mi veniva in mente una cosa: quel governatore della Pensylvania che un giorno si presentò in televisione e si infilò la canna di una pistola in bocca e si sparò: credo che tu stasera, più o meno... Avresti fatto molto prima. (Marco Travaglio)
  • Non si può prenderlo sul serio. Ma non si può neppure prenderlo sul faceto. Egli è sì un buffoncello, che però non fa ridere... Niente è più squallido, fastidioso e infine deprimente di un comico che non diverte. (Piergiorgio Bellocchio)
  • Se c'è un genere che assembla la tv è la satira. Pensiamo che Luttazzi verrà a fare quello che già sta facendo nei teatri. L'unica anomalia è solo che è fuori dalla televisione da cinque anni. Abbiamo preso molte querele negli anni, ma non siamo mai stati condannati. Ognuno è responsabile di quello che fa. (Antonio Campo Dall'Orto)
  • Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane. (Giuliano Ferrara)

Note[modifica]

  1. Questa frase, erroneamente attribuita ad Allende, è invenzione di Daniele Luttazzi, che gliela farà pronunciare in un suo racconto.  Fonte? Fonte?
  2. Rispondendo alle polemiche sulla sua satira, e in particolare a Ferrara; citato sotto.
  3. Per questa frase, considerata offensiva, Decameron fu chiuso e Luttazzi citato in giudizio da La7 (dicembre 2007). Nel 2010, Luttazzi ha vinto la causa e La7 ha dovuto risarcirgli un milione e 200 mila euro.
  4. Citazione di una battuta attribuita a Stephen Fry o a Linda Smith: If God was a woman, sperm would taste of chocolate.
  5. Citazione di una battuta di Bill Hicks: Not all drugs are good. Some ... are great.
  6. Citazione di una battuta di Margaret Smith: My uncle Swanny was an angry man. On his tombstone he had printed, "What are you looking at"?
  7. Citazione di una battuta attribuita a Rodney Dangerfield o a Robin Williams, ma che è nel repertorio di molti comici USA: Do ya remember the first time you had sex? I do, and boy, was I scared! I was alone!
  8. Citazione di una battuta di Jack Handey: "When you're riding in a time machine way far into the future, don't stick your elbow out the window, or it 'll turn into a fossil." [1]
  9. Citazione di una battuta di Linda Smith "If God wanted us to believe in him, he'd exist"
  10. Citazione di una battuta di Emo Philips, usata da Luttazzi per spiegare come modificando certi parametri un testo può far ridere per due motivi diversi, quindi le battute sono diverse pur avendo il testo simile: People come up to me and say, "Emo, do people really come up to you?".

Bibliografia[modifica]

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